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a 100 anni dalla
morte di Lenin

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---------Il partito

---------Qui da noi le parole più profonde
---------diventano abitudine,
---------invecchiano come i vestiti,
---------ma io voglio costringere una grande parola
---------a splendere di nuovo, la parola Partito.

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Un uomo solo, in se stesso racchiuso,
a che cosa può essere utile? Chi mai gli darà ascolto?
Forse la moglie, e non sempre, non in piazza
ad esempio,
forse solo nell'intimità.

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Il Partito è un uragano
denso di voci flebili e sottili
e alle sue raffiche
saltano i fortilizi del nemico,
come timpani al rombo del cannone.

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  La disgrazia è sull'uomo quando è solo.
La sciagura è nel cuore del solitario.
L'uomo solo è facile preda
d'ogni potente
e persino dei deboli purché si mettono in due.
 

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Ma se nel Partito
tutti i deboli si sono riuniti,
arrenditi, nemico, muori e giaci!
Il Partito è una mano
con milioni di dita,
stretta in un solo minaccioso pugno.

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L'uomo isolato non conta,
anche se è forte
non alzerà una semplice trave,
né tanto meno una casa a cinque piani.
Ma col Partito,
reggendoci e alzandoci l'un l'altro,
costruiremo sino al cielo.

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ll Partito è la spina dorsale della classe operaia.
Il Partito è l'immortalità della nostra opera.
Il Partito è l'unica cosa che non tradisce.
Oggi sono un povero commesso,
ma domani
cancellerò i regni dalla carta.

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Cervello e fatica,
vigore e gloria della classe:
ecco cos'è il Partito.
Il Partito e Lenin sono fratelli gemelli.
chi vale di più di fronte alla storia?
Noi diciamo Lenin e intendiamo il Partito,
noi diciamo Partito e intendiamo Lenin.

Vladimir V. Majakovskij
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