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considerazioni del fine settimana

28 febbraio 26

Mercato del sabato - La proposta di trasferire il Mercato del sabato dall'attuale sede (il piazzale circostante la vecchia stazione ferroviaria) a Borgo di Ponte ha suscitato nuove polemiche.
Sebbene lo spostamento sia indispensabile per permettere la realizzazione di alcuni importanti interventi di riqualificazione dell'area dove il mercato è ospitato da molti anni, gli esercenti del centro non gradiscono il nuovo posizionamento.
Portarlo oltre il Ponte del Diavolo non favorirebbe il flusso di persone verso il centro e questo non permetterebbe di rianimare le attività commerciali site in loco. La nuova sede, invece, sembra aver trovato l'apprezzamento degli esercenti posti più vicino alla nuova area destinata al mercato perché, sulla falsariga del Baule del Diavolo (una iniziativa commerciale che si svolge l'ultima domenica di ogni mese in cui si vendono cose vecchie e usate) vedrebbero una maggiore presenza di persone presso i loro esercizi.
Catia Brinis, l'Assessore alle Attività Produttive di Cividale, ha sottolineato come la nuova collocazione abbia, per il momento, carattere provvisorio e che la sua individuazione sia il frutto di un percorso di consultazione attento e prolungato con le parti in causa.
Non sappiamo cosa dire. Crediamo che la collocazione del Mercato del sabato, qualunque sia la sua sede, non produrrà significativi e diffusi benefici economici al commercio in centro e a trarne beneficio sarebbero principalmente gli esercenti più vicini al flusso del pubblico. Sempre che, per distribuire equamente i benefici economici indotti dalla presenza del flusso di acquirenti, non si voglia rendere itinerante anche il mercato collocandolo ogni sabato in posizione diversa nello spazio tridimensionale cittadino.
Le piccole attività commerciali sono in difficoltà un po' dappertutto per la concorrenza dei grandi centri commerciali, per la crescita degli acquisti on line, per il mancato ricambio generazionale degli esercenti, per la difficoltà a percepire le nuove esigenze della clientela, per le incertezze economiche in cui vivono molte famiglie. Questi sono dati di fatto.
Che la sede del mercato del sabato possa esser decisiva nel rilancio del commercio cividalese ci sembra una affermazione poco sensata.

Sanremo on my mind - il Messaggero Veneto di giovedì 26 febbraio ci ha informato della presenza a Sanremo, nell'ambito delle manifestazioni collaterali al più noto festival canoro, di una serie di aziende regionali pronte a promuovere alcune specialità enogastronomiche del nostro territorio, principalmente vini, dolci tipici, prosciutti. Montasio, Frico e chissà cos'altro. Non mancherà la commemorazione del terremoto del 1976 che, immaginiamo, sarà contornata da degustazioni alimentari ed enologiche che tanto si adattano, lo diciamo con amara ironia, a quel tragico evento.
Eh, sì perché "allegri bisogna stare" e anche gli eventi drammatici della nostra storia devono finire nella variante nostrana del "tarallucci e vino". Anche quest'anno è presente a Sanremo il Distretto Turistico Commerciale Corte Natisonis che è impegnato a promuovere le peculiarità enogastronomiche del Cividalese e delle Valli del Natisone.
Il distretto sarà rappresentato dal suo manager, Cristian Sedran, da Manlio Boccolini, delegato del Comune di Cividale e referente del distretto, da un gruppo di allievi del Civiform e da alcuni produttori enogastronomici locali. Non conosciamo i costi di questa presenza come non sappiamo quale sia la reale incidenza di questa partecipazione nella promozione del nostro territorio. Poiché il distretto è sostenuto con fondi pubblici è giusto sapere in che modo questi soldi sono utilizzati e quale sia la reale ricaduta nel territorio della sua azione promozionale. Attendiamo nei prossimi giorni, sulla pagina locale del MV, il solito articolo celebrativo.

Nota: per vedere il nostro commento alla partecipazione del Distretto alla edizione del Festival dello scorso anno
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Ospedale di Cividale: le ultime notizie - lo scorso primo dicembre è iniziata l'attività della Casa di Comunità di Cividale. Attualmente è collocata in alcuni spazi della vecchia struttura ospedaliera cittadina, ma probabilmente nella seconda parte dell'anno (siamo ottimisti), sarà ospitata, assieme all'Ospedale di Comunità, nel nuovo edificio in costruzione nel parco dell'ex ospedale. E' intanto in scadenza il contratto per la gestione del Punto di Primo Intervento, attualmente affidata ad una cooperativa, e non abbiamo notizie su chi subentrerà ad essa. Come al solito, lo scopriremo all'ultimo minuto, alla fine di un percorso decisionale in cui chiarezza e trasparenza sono ritenuti dei fastidiosi optional.
Quando tutto funzionerà a dovere, l'Ospedale di Comunità sarà dotato di 20 posti letto per degenti a bassa intensità di cura, di un medico, di un infermiere, di un operatore socio-sanitario (OSS), forse di un fisioterapista e poco altro. Ci è stato detto che l'Ospedale di Comunità sarà la struttura in cui verranno ospitati i degenti post acuti, in attesa del loro rientro a casa alla fine di un percorso che li ha visti ospiti di un reparto ospedaliero per cure di una certa complessità. Detto così, è una idea apprezzabile che probabilmente sarà concretamente rielaborata in area in cui smistare pazienti ospedalieri per liberare letti da assegnare a nuovi malati bisognosi di una azione medica più complessa. Il rischio è che i pazienti usciti dall'ospedale, prima di rientrare a casa finiscano in Ospedali di Comunità che non hanno alcun rapporto con il territorio in cui vive. Insomma dei centri di smistamento dove parcheggiare degenti.
La sanità vive un periodo di difficoltà prolungato e le varie novità introdotte negli ultimi anni non hanno certo migliorato la qualità dei servizi sia nella nostra Regione che in altre aree del nostro Paese. Con la riduzione della quota di PIL destinata alla Sanità prevista per i prossimi anni, temiamo che la Sanità pubblica possa collassare definitivamente a favore della sanità privata convenzionata, quella che fa profitti e eroga dividenti sfruttando la richiesta di salute dei cittadini.

un po' di silenzio non guasterebbe - sul Sole 24 Ore di giovedì 26 febbraio è apparso un articolo in cui si propongono alcune frasi di un intervento di Carlo Modica de Mohac di Grisì (caspita, che nome lungo) Presidente del Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli Venezia Giulia. Parlando della complessità dell'attività quotidiana della magistratura, ha affermato che "Tutti vantano, più o meno a ragione, diritti: i migranti, i delinquenti, gli zingari, gli animali, ma pochi ricordano di avere doveri e soprattutto oneri".
Una frase infelice perché apparenta gli zingari e i migranti agli animali e che, crediamo, riveli un retropensiero dell'autore più burocratico che virato sull'umanità. Speriamo si tratti di una gaffe o una "voce dal sen fuggita". Il contesto sociale e politico, in cui la prepotenza e l'accanimento contro i poveri e i diversi sono frequenti, ci fa ritenere che non ci sarà alcuna precisazione o correzione da parte del magistrato. Circa la scarsa memoria di molti cittadini verso i doveri e gli oneri, basti considerare l'indifferenza alle regole ampiamente diffusa in molti furbetti che frequentano il mondo della politica e dell'economia italiana. Sono pericolosi perché alimentano la sfiducia e fomentano la rabbia di chi è corretto nei confronti dell'Amministrazione Pubblica e degli altri.

Cividale del Friuli, 28 febbraio 2026

la redazione del sito

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