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Il tema della
sicurezza è sempre al centro dell'attenzione da parte
del centrodestra e anche il Consigliere regionale Roberto Novelli,
su questo argomento, non fa mai mancare la sua opinione. Nei
giorni scorsi ha pubblicato sulla sua pagina facebook un post
sulla criminalità giovanile che abbiamo deciso, seppure
a malincuore, di leggere e commentare nelle parti, a nostro avviso,
più significative.
I Frase: "Suona con sempre
maggiore frequenza e intensità il campanello dallarme
legato allaumento dell'uso di coltelli tra i giovani in
Italia".
Detto così sembra che i giovani non debbano ricorrere
al coltello nemmeno durante i pasti, quando a tavola nel piatto
c'è qualcosa di più grande dell'accesso al cavo
orale.
II Frase: "Allinizio
sembrano casi isolati, ma dobbiamo prendere coscienza del fatto
che questo costume, importato da altre realtà, sia divenuta
un'emergenza sociale e di sicurezza"
Bene! Ora sappiamo che l'uso, diciamo improprio, dei coltelli
è tipico di realtà estranee che, è facile
intuire, coinvolgono i migranti e i loro figli. Però così
si dimentica la gloriosa tradizione italiana dell'accoltellamento,
meravigliosamente messa in luce nella Cavalleria Rusticana di
Pietro Mascagni (la morte di Turiddu ad opera di Alfio) e gelosamente
custodita dalla camorra. Ogni stagione politica in Italia ha
avuto sempre bisogno di paria su cui indirizzare la pubblica
indignazione: oggi i migranti, ieri i rumeni, l'altro ieri gli
albanesi, prima ancora i meridionali e, a ritroso, tanti altri
ancora. Per non farci mancare nulla, se c'è bisogno, si
scatena la rabbia dei penultimi contro gli utimi, descritti a
priori come malfattori. Per loro la remigrazione, variante "moderna"
della deportazione.
III Frase: "Da diverso
tempo stiamo registrando un dato che non possiamo più
minimizzare: cresce il senso di insicurezza e aumentano gli episodi
di violenza, spesso con protagonisti ragazzi giovanissimi. E,
aspetto ancora più grave, con la presenza di coltelli
o oggetti contundenti che non dovrebbero mai finire nelle tasche
di un minorenne."
Noi crediamo che il senso di insicurezza sia continuamente alimentato
dalla riproposizione, per ragioni politiche, di eventi criminali
in cui sono coinvolti alcuni adolescenti. Il mondo giovanile
viene così percepito come una jungla in cui predominano
furti, violazioni delle norme sugli stupefacenti, danneggiamenti
e rapine.La parte terminale della frase lascia intendere che
i coltelli e gli oggetti contundenti possono stare serenamente
nelle tasche dei maggiorenni.
IV Frase: "Di fronte a
questo scenario, io credo che la politica debba evitare due errori
opposti: da un lato lallarmismo sterile, dallaltro
il benaltrismo, cioè quel riflesso per cui bisogna
parlare solo daltro. La prevenzione educativa è
sacrosanta, lo dico con convinzione: è un percorso lungo,
articolato, e riguarda famiglie, scuola, comunità educante,
servizi sociali, sport, aggregazione. Ma proprio perché
è un percorso lungo, non può essere lunica
risposta, né può diventare un alibi per non fare
nulla nellimmediato".
Non riusciamo a capire di chi sia l'allarmismo sterile visto
che il centrodestra ha promosso e approvato negli ultimi 3 anni
numerosi provvedimenti in nome della sicurezza. O i provvedimenti
si sono rivelati inefficaci o erano inutili. Concordiamo sul
fatto che la prevenzione educativa è fondamentale, ma
nelle scuole l'Educazione alla Legalità è promossa
da anni e si svolge anche durante le attività di Educazione
Civica. Se poi si pensa di intervenire nell'immediato con perquisizioni
di polizia e con l'ausilio di cani antidroga, non si fa un grande
servizio alla scuola che, specie nelle aree marginali, assumerebbe
più i connotati di un Riformatorio alla "Mare fuori"
che di luogo in cui si forma l'uomo e il cittadino.
V Frase: "Per questo,
già da tempo, ho sostenuto la necessità di affiancare
alla prevenzione educativa un sistema serio di controlli mirati
e a campione, soprattutto in determinate situazioni e contesti
a rischio. Non come misura punitiva a prescindere,
ma come deterrenza, come presidio e come tutela della stragrande
maggioranza dei ragazzi che vive serenamente la scuola e gli
spazi pubblici."
Finalmente arriviamo al nocciolo dell'intervento: controlli mirati
nelle scuole di "basso rango", quelle in cui è
maggiore la presenza di ragazzi poveri e migranti. In queste
scuole si pretende di individuare, a campione, i potenziali soggetti
che si dedicano al crimine, ma non è chiaro come saranno
selezionati i soggetti da controllare. Guardando le pagelle?
Utilizzando informatori? Osservando il profilo dei volti?
Di sicuro non saranno sottoposte a rigidi controlli le scuole
frequentate dalle èlite perché non bisogna assolutamente
infangare il loro nome e ruolo. Che questi controlli, caratterizzati
da una forte impronta classista, siano poi efficaci è
tutto da dimostrare.
VI Frase: "È in
questa logica che ho promosso e sostenuto strumenti concreti,
anche tramite un emendamento che puntava a mettere a disposizione
delle Prefetture risorse dedicate, finalizzate allacquisto
di metal detector portatili da mettere a disposizione delle forze
dellordine. Perché la sicurezza non si fa con gli
slogan: si fa dando strumenti operativi a chi, ogni giorno, presidia
il territorio e anche in questa direzione limpegno della
Regione è sostanziale".
Appunto, la sicurezza non si fa con gli slogan e nemmeno con
misure di contrasto che risolvono ben poco. Cosa proporre ancora?
Un poliziotto affianco di ogni cittadino? Veramente si pensa
che si possa ispezionare una comunità, anche solo parzialmente
con il metal detector? Per scoprire che poi addosso o in tasca
hanno che cosa? L'accendino, la chiave di casa e del motorino,
il portamonete, la penna a sfera, ...?
E anche se ci fosse qualcosa di illegale nascosto addosso ad
una persona, si pensa veramente che questa non la lanci fuori
dalla finestra prima della perquisizione? Arriveremo anche alla
perquisizione personale, quella che riguarda le parti intime,
dei sospetti? Chi propone queste soluzioni e chi le sostiene,
immagina un futuro sereno e pacifico da stato di polizia o da
cimitero alpino?
VII Frase: "E sia chiaro:
lutilizzo di metal detector portatili non è la
soluzione e non è contro qualcuno. È
un tassello dentro un ragionamento più ampio, fatto di
iniziative congiunte: Prefetture, forze dellordine, Comuni,
scuola, famiglie, realtà educative e sociali. Un lavoro
integrato, dove ognuno fa la propria parte, senza scaricare responsabilità.
I controlli a campione, svolti in modo intelligente e proporzionato,
possono essere applicati in contesti specifici e in momenti critici:
ad esempio in aree di aggregazione, nelle vicinanze degli istituti,
in occasione di eventi o situazioni segnalate, sempre con il
massimo rispetto delle persone e delle regole. Non si tratta
di militarizzare la società: si tratta di prevenire il
peggio".
Ci ha risollevato, per qualche attimo, la considerazione che
i metal detector portatili non sono la soluzione. Ma se non sono
la soluzione, come mai se ne promuove l'uso? L'affermazione che
l'uso dei metal detector non è "contro" qualcuno
ci fa "sorridere", specie dopo aver affermato che l'uso
del coltello è stato importato da altre realtà.
L'approccio alla questione evidenzia il progetto che si vuole
negare: la militarizzazione strisciante della società.
VIII Frase: non ce l'abbiamo fatta
più a continuare la lettura della nota del Consigliere
Novelli e abbiamo desistito dal commentare ulteriormente frasi
semplificatorie e vuote tipiche della destra securitaria. Come
già sottolineato in altre nostre note sul tema della sicurezza,
non c'è alcun riferimento al contesto sociale ed economico
in cui vivono i giovani e molte delle loro famiglie, nessuna
proposta su una istruzione che affronti la povertà educativa
e su un lavoro che permetta alle famiglie di questi ragazzi di
vivere dignitosamente. Niente sui diritti dei cittadini, solo
repressione mascherata da prevenzione.
Viviamo tempi di eccessi securitari con una ricerca esasperata
della sicurezza e della gestione del rischio che finisce per
limitare le libertà civili e in cui il Codice Penale ha
il sopravvento sui Principi Costituzionali. Si procede in modo
parossistico alla individuazione di gruppi omogenei da considerare
pericolosi o a rischio e quindi da tenere sotto controllo. La
questione sicurezza viene sempre più spesso affrontata
in termini tecnologici: più telecamere, ora i metal detector,
domani app dedicate alla profilazione dei presunti malfattori,
software di riconoscimento facciale, ...
Sempre più controlli su tutti e su tutto per salvaguardare
la proprietà, ristabilire la "sicurezza percepita"
e l'ordine. E se non si sortissero, come probabile, gli effetti
desiderati, c'è sempre l'arma assoluta usata dai regimi
autoritari: minimizzare o censurare le notizie dei crimini, sottolineare
l'efficacia e l'adeguatezza degli strumenti di polizia con parate
e simulazioni in grande stile e, infine, dare sui media l'immagine
di un Paese sereno in viaggio fra sagre e feste paesane. Il disagio
e le diseguaglianze invece saranno nascoste sotto il tappeto
della propaganda.
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Cividale del Friuli, 30 gennaio
2026 |
la
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