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Nella sede del Comune di Premariacco,
alla presenza del Sindaco, dell'Assessore regionale alla cultura
Mario Anzil, di alcuni rappresentanti di associazioni d'arma
e un discreto numero di persone fra il pubblico, si è
svolto oggi un incontro per presentare il progetto di riqualificazione
del campo di prigionia sito in località San Mauro.
Realizzato
originariamente come campo di detenzione di prigionieri jugoslavi
che erano alloggiati in tende, poi fu riconvertito in campo in
cui segregare in modo sicuro principalmente prigionieri australiani
e neozelandesi e, in minor numero, soldati greci, indiani, nepalesi, ....
In questo senso fu operativo dal 1941 al 1943, quando i tedeschi,
con una operazione svoltasi il 13 settembre, dopo l'armistizio
dell'Italia con gli alleati, circondarono il campo con truppe
armate e trasferirono i prigionieri in campi di prigionia tedeschi.
Il materiale del campo (lamiere, legno di discreta qualità,
ecc.) fu "recuperato" e utilizzato dalla popolazione
del circondario a vari scopi lasciando quasi intatta solo la
chiesetta cattolica edificata da alcuni prigionieri australiani
e neozelandesi. Oggi di quella storia rimane l'edificio di culto,
così come restaurato circa 30 anni fa dai volontari dell'ANGET
(associazione d'arma legata ai genieri dell'esercito), le fondamenta
di due baracche, una cucina ora adattata ad abitazione e una
casa rimodernata che al tempo era la dimora del comandante del
campo.
Per i lavori di riqualificazione, con un bando regionale ad hoc,
sono stati stanziati quasi 100 mila euro che dovranno essere
integrati nel prossimo triennio con finanziamenti mirati per
ricostruire fedelmente una baracca che accoglieva i prigionieri,
realizzare un museo della guerra dedicato al secondo conflitto
mondiale, alcune postazioni multimediali e tutto quanto necessario
per rendere la ricostruzione storica corretta, esaustiva e accessibile
al pubblico.
Sicuramente una operazione interessante volta a tutelare un luogo
in cui sono stati segregati circa 5 mila prigionieri e e a richiamare
alla memoria fatti ed eventi bellici che hanno investito il nostro
territorio.
Nel corso della presentazione sono emerse alcune omissioni e
contraddizioni: non si è parlato dei deportati jugoslavi,
si sono minimizzate le difficili condizioni di prigionia dei
soldati sottolineando che il trattamento dei prigionieri nei
campi di prigionia tedeschi erano peggiori, quasi a voler puntualizzare
che la detenzione fascista era migliore di quella nazista. Le
famiglie che vivono in prossimità del campo hanno saputo
dalla stampa del progetto senza avere informazioni preventive
dal Comune, l'Assessore Anzil è stato definito più
volte "vice governatore" dimenticando, anche da parte
di figure istituzionali, che nel nostro ordinamento non esiste
la figura del "governatore" e tanto meno quella del
suo vice.
Dettagli secondari? Siamo noi troppo pignoli? O il centrodestra
locale è fatto cosi?
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Cividale del Friuli, 9 gennaio 2026 |
la
redazione del sito |
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