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una rappresentazione disgustosa

Il Medioevo, così come viene illustrato in molte manifestazioni enogastronomiche a tema che si svolgono nella nostra Regione, non ci piace e non ci piace nemmeno l'uso della storia come strumento per attrarre turisti e curiosi da spennare. Queste feste hanno però successo e sono diventate nel tempo occasioni di incontro e di socializzazione per un pubblico trasversale fatto di giovani, adulti e famiglie. Così anche per il Palio di San Donato, sempre più una manifestazione in cui predomina l'aspetto "ludico" a discapito di quello religioso (San Donato è il patrono di Cividale) e di qualsiasi risvolto storico.
Nulla di scandaloso, sappiamo che funziona così da anni e siamo contenti della buona riuscita della manifestazione, alla realizzazione della quale hanno collaborato molte persone.
Poi però ci sono le cadute di stile, le brutture, i disagi per i residenti e altre cose che dovrebbero essere evitate al decoro cittadino.
Il pomeriggio di sabato 23 agosto, nei pressi dell'Ufficio postale, abbiamo assistito a un piccolo corteo mascherato in cui un banditore invitava la gente ad assistere all'esecuzione della "cagna di Bologna", una ragazza con un ceppo al collo che veniva condotta legata verso la piazzetta Foro Giulio Cesare. Molti dei presenti si sono accodati al gruppo di figuranti attratti probabilmente dalla prospettiva di assistere ad una esecuzione di tipo saudita (a colpi di spada).
Il sangue, anche se finto, attira sempre il popolo e nelle rappresentazioni teatrali o cinetelevisive ha sempre un suo pubblico. Come se la violenza fosse una finzione e non una caratteristica del nostro drammatico presente.
La recita, come ci è stato raccontato, continuava con uno scontro a suon di spade (finte) e il decesso (anche esso finto) di alcuni soldati della scorta uccisi (per finta) dalla condannata.
Abbiamo trovato ripugnante, anche nella finzione scenica, l'uso dell'epiteto "cagna" nei confronti di una donna e ancora più orrendo la simulazione di uno scontro mortale davanti a un pubblico variegato in cui erano presenti anche dei bambini.
In tempi di guerra reale con decine di migliaia di vittime innocenti, questa sceneggiata violenta ci è sembrata fuori luogo.
Quando si vuole trasporre teatralmente il Medioevo, questo tipo di spettacolo andrebbe evitato, così come le rappresentazioni belliciste di quel periodo (mostre di armi, tenzoni, ...).
Il Medioevo non è stato il periodo oscuro che si è soliti rappresentare, ma un intervallo di tempo in cui l'umanità è progredita nell'architettura, nell'agricoltura, nelle arti e che ha visto svilupparsi un forte senso di comunità.
Tratteggiarlo, come si fa nel corso di molte rievocazioni, con omicidi, roghi di streghe, congiure, esecuzioni e guerre, non rende giustizia a quel periodo e distorce la verità storica.

Cividale del Friuli, 29 agosto 2025

la redazione del sito

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