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25 aprile a Lusevera:
sobrietà istituzionale

Nel comunicare i 5 giorni di lutto nazionale per la scomparsa di papa Francesco, il Ministro Nello Musumeci ha invitato a dare un carattere sobrio alle manifestazioni del 25 aprile.
Preso atto dell'invito e ricordando che il Giorno della Liberazione non è mai stato l'equivalente italiano del Carnevale di Rio, ci aspettavamo un comportamento decoroso anche da parte dei rappresentanti delle istituzioni periferiche che, nell'aderire alle richieste dell'esecutivo, in molti casi sono stati "più realisti del re".
In molti comuni della Penisola, nel corso delle celebrazioni del 25 aprile si sono vietati cortei, esposizioni di bandiere, canti, esibizioni di bande, ...
Anche qui da noi c'è chi si è fatto notare per non aver capito il significato della ricorrenza, mostrando una certa insensibilità, una scarsa conoscenza della storia e una notevole confusione.
Parliamo del Sindaco di Lusevera che già in passato ha fatto parlare di sé con atti e dichiarazioni imbarazzanti poco consone al suo ruolo istituzionale.
Ricordiamo, solo per fare un esempio, come nel corso di un incontro di alcuni sindaci del nostro territorio con la Presidente della Repubblica di Slovenia, a San Pietro al Natisone, abbia usato, in merito alla matrice slovena delle parlate locali della Val Torre, il solito armamentario ideologico ottuso della locale destra nazionalista.
Ritornando al 25 aprile, nel corso del discorso di celebrazione della Giorno della Liberazione, è riuscito a dire cose orribili:

- ha definito il 25 aprile Giorno della Libertà facendo finta di non ricordare che in questa data si commemora la-Liberazione dell'Italia dall'Occupazione nazista e dal-Fascismo;
- ha ricordato i soldati italiani caduti nel corso delle guerre in Albania, Russia, Grecia, nei Balcani, tutte guerre di aggressione fasciste a danno di popoli che nulla avevano fatto all'Italia;
- ha ricordato gli internati militari, i deportati nei campi tedeschi, ma per una malintesa equidistanza-e una misera conoscenza della storia non si è trattenuto dal collegarli ai gulag sovietici;
- a detto baggianate sulle modalità con cui è stata redatta la Costituzione definendola il frutto del lavoro di chi durante la guerra civile si era battuto su fronti contrapposti;
- ha difeso le forze dell'ordine e attaccato i migranti irregolari descritti, in barba all'insegnamento del papa appena scomparso; come pericolo per l'ordine pubblico, spacciatori che rovinano la nostra gioventù, ...;
- ha attaccato la minoranza consiliare, la minoranza slovena e non meglio precisati "parassiti rossi";
- non una parola sulla Zona Libera del Friuli Orientale di cui nel lontano 1944 ha fatto parte anche il suo Comune né sui partigiani della Garibaldi-Natisone che hanno operato nelle nostre zone e che hanno avuto fra le loro fila quasi 1.400 caduti. Solo un banale richiamo alla "patriota" Paola Del Din di cui ha-ricordato alcuni consigli che nulla hanno a che vedere con la Resistenza e la Liberazione.

Un discorso rancoroso e insensato che non è stato proprio un modello di "sobrietà". Il Sindaco di Lusevera, come molti uomini politici, vivono il 25 aprile come un evento divisivo e fastidioso, ne travisano il senso e ne disconoscono il valore, piegano le celebrazioni alle proprie esigenze politiche, ...
Celebrazioni così sono inutili; se fosse stato zitto avrebbe fatto una figura migliore.

nota: per guardare Il video della "cerimonia"

Cividale del Friuli, 26 aprile 2025

la redazione del sito

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