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sciopero generale

La CGIL ha indetto uno sciopedro generale per la giornata del 12 dicembre la CGIL per aumentare salari e pensioni, per fermare l'innalzamento dell'età pensionabile, per dire NO al riarmo e investire su sanità e istruzione, per contrastare la precarietà, per vere politiche industriali e del terziario e per una riforma fiscale equa e progressiva.

Richieste ragionevoli che trovano le loro ragioni nel fatto che, negli ultimi 3 anni, ai lavoratori dipendenti sono stati sottratti 25 miliardi di euro, perché le tasse sono aumentate anche se il reddito reale non è cambiato. Gli aumenti salariali concessi per tamponare, spesso solo parzialmente, gli effetti dell'inflazione hanno fatto scivolare gli stipendi in fasce di tassazione più alte con conseguente ulteriore perdita di potere d'acquisto.
Si va dai 700 euro di perdita netta per un reddito da 20.000 euro, ai 2.000 euro di perdita per un reddito da 35.000.
Questa sottrazione di salario penalizza i soli redditi fissi mentre non si fa nulla per tassare seriamente le rendite e i profitti.

Questo maggior gettito, inoltre, non è stato destinato dal governo alla spesa per la sanità, per le scuole, per  l'assistenza agli anziani, per garantire il diritto alla casa, per migliorare il trasporto pubblico, per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Per acquistare le armi, però, i soldi si trovano pure a debito.

Le politiche di austerità hanno colpito anche la previdenza con l'aumento dell'età pensionabile e l’azzeramento di ogni forma di flessibilità in uscita (comprese le già insufficienti "opzione donna” e “quote varie”). Sulle pensioni, Meloni e Salvini sono riusciti a fare peggio di Monti e Fornero.

Le condizioni in cui versa il Paese sono molto difficili: la crescita è allo “zero virgola”, il processo di deindustrializzazione prosegue ormai da tre anni; l’occupazione cresce solo per gli over 50, mentre si contrae ed è sempre più precaria per le nuove generazioni, con centinaia di migliaia di ragazze e ragazzi che fuggono dall’Italia alla ricerca di un lavoro dignitoso e di una vita migliore.

Sono indispensabili vere politiche industriali per i settori manifatturieri e per i servizi, per innovare il nostro sistema produttivo e per governare la transizione ambientale e digitale. E' necessario difendere l’occupazione e creare nuovo lavoro di qualità, contrastare la precarietà e al lavoro povero, nero e sommerso e rafforzare istruzione e ricerca, non autosufficienza, emergenza casa, diritto allo studio, trasporto pubblico; risorse per le riforme della non autosufficienza, disabilità e assistenza territoriale, e politiche a sostegno della genitorialità;
Deve essere varato un piano straordinario di assunzioni e stabilizzazioni del lavoro precario nei settori pubblici.

Prendiamo i soldi dove ci sono (profitti, extra profitti, grandi ricchezze, evasione fiscale), anche chiedendo un contributo di solidarietà all’1% della popolazione più ricca, per finanziare politiche a beneficio del restante 99%, fermiamo la folle corsa al riarmo e la conversione economica verso una economia di guerra che sottrarrà un’ingentissima mole di risorse alle vere priorità economiche e sociali del Paese.

Cividale del Friuli, 11 dicembre 2025

la redazione del sito

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