Nel corso del Consiglio comunale
del giorno 24 febbraio, si è discusso di sanità
e della difesa del presidio sanitario di Cividale.
La Commissione Salute del Comune ha redatto, in vista di questo
appuntamento, un documento in cui si espongono le novità
previste per l'ex ospedale cittadino, anche alla luce di un documento
presentato e approvato dai sindaci del territorio in un recente
incontro a cui ha presenziato Denis Caporale, Direttore Generale
dell'Azienda Sanitaria Universitaria del Friuli Centrale (ASUFC)
.
Nel corso del dibattito è emerso che entro fine anno il
punto di Primo Intervento oggi localizzato nell'ex-Pronto Soccorso,
verrà inserito sperimentalmente nellae costruenda casa
di comunità che a questo punto diventerà un luogo
in cui affrontare problematiche di bassa urgenza relative alla
salute delle persone. Si andrebbe così ad alleggerire
la pressione sui pronti soccorsi degli ospedali "hub"
quale quello
di
Udine (per intenderci, il Santa Maria della Misericordia).
Queste realtà dovrebbero accogliere i pazienti con patologie
leggere o che che richiedono esami di primo livello, come ecografie,
ellettrocardiogrammi, ... o che hanno bisogno di una assistenza
di tipo socio-sanitario.
Analoghe strutture saranno realizzate usando i fondi del PNNR
a Gemona e a Udine e in altre località della Regione per
un numero previsto di 6 strutture.
Nel 2026 a Cividale dovrebbe esser realizzato anche un ospedale
di comunità da venti posti, suddivisi fra hospice (malati
terminali) e suap (malati complessi con patologie croniche e
bisogni di cura che non possono essere garantiti a domicilio).
E' probabile che il Punto di Primo intervento si sposti nel 2026
all'interno di questa nuova entità.
Nessuna particolare novità se non che la maggioranza e
l'opposizione hanno sottoscritto un ordine del giorno che invita
il Sindaco a vigilare affinché quanto garantito sia realizzato
e che a Cividale siano garantiti servizi ambulatoriali di qualità
Rimangono in noi numerose perplessità perché abbiamo
visto negli ultimi 30 anni un progressivo depotenziamento della
struttura sanitaria cittadina, un allungarsi progressivo delle
liste di attesa e una crescente necessità di rivolgersi
a strutture sanitarie "lontane" (Gemona, Tolmezzo,
Trieste, Maniago, Sacile, ...) per visite mediche e prestazioni
ambulatoriali.
Rimane al momento irrisolto il problema della carenza di medici
di base che dovrebbero garantire il funzionamento delle case
di comunità e degli ospedali di comunità, così
come dei medici ospedalieri e del personale infermieristico.
Vista la situazione del personale che molto spesso lavora già
al limite delle sue possibilità, crediamo che la casa
di comunità e l'ospedale di comunità non riusciranno
a soddisfare la richiesta di salute dei cittadini del Cividalese.
Tutta questa operazione rischia di essere la pietra tombale della
superstite sanità che oggi si svolge nell'ex ospedale.
Una chiusura preparata metodicamente da anni fra l'indifferenza
di molti e il sostegno politico del centrodestra cittadino.
Unica nota stonata di un dibattito nel complesso fin troppo tranquillo
è stato il duro attacco del Consigliere Roberto Novelli
nei confronti del Comitato "Vogliamo l'ospedale" definito
come gruppo che propone la riattivazione dell'ospedale portando
questa bandiera in giro per strade, piazze e osterie (come se
non facessero la stessa cosa molti consiglieri comunali e regionali
durante la campagna elettorale) e che guarda a un passato che
non esiste più e non esisterà più.
A nostro avviso il Comitato in questione, nelle sue varie articolazioni
locali, ha il merito di tenere accesi i riflettori sulla difficile
situazione della sanità, specie per chi vive in aree periferiche
e montane (persone che probabilmente sono considerate un problema
o un un peso). Importante è il loro impegno per la riduzione
delle liste di attesa. Forse non riusciranno a far riaprire i
piccoli ospedali, ma ci sembrano più onesti di molte personalità
che hanno messo in ginocchio la sanità pubblica nella
nostra Regione e nel nostro Paese.
Nota: nel corso della seduta, nel replicare
al Consigliere Martina che lo invitava a ritrovare la passione
in difesa dell'ospedale cittadino che aveva quando a governare
la Regione c'era il centrosinistra guidato da Debora Serracchiani,
il consigliere Novelli ha detto che nel tempo ha maturato una
opinione diversa sulla sanità e che forse le sue posizioni
di allora erano sbagliate.
Insomma, quando il centrodestra era all'opposizione sparava bordate
contro la riforma della sanità firmata Serracchiani, ora
che il centro destra fa sostanzialmente la stessa cosa, parla
di maturazione di idee e cambiamento di posizione. Noi, di fronte
ai cambiamenti di posizione che vanno di pari passo con i cambiamenti
di colore delle amministrazioni politiche, preferiamo usare un
termine forse un po' desueto: opportunismo.
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Cividale del Friuli, 24 febbraio
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