I prossimi 8 e 9 giugno i cittadini
italiani saranno chiamati a rispondere con un sì
o con un no a 5 quesiti referendari che hanno al
centro tematiche legate al Jobs Act, alle tutele contrattuali
dei lavoratori, agli infortuni sul lavoro e alla possibilità
di dare ai migranti residenti regolarmente in Italia la possibilità
di ottenere la cittadinanza italiana in tempi più brevi.
1° QUESITO: chiede labrogazione della disciplina
sul licenziamento introdotta dal Jobs Act, per dire basta ai
licenziamenti illegittimi, privi di giusta causa o giustificato
motivo
2° QUESITO: chiede la cancellazione del tetto massimo
di 6 mesi dellindennità per i licenziamenti illegittimi
nelle piccole imprese, permettendo al Giudice, e non al padrone,
di stabilire il giusto risarcimento spettante al lavoratore
3° QUESITO: chiede leliminazione di alcune
norme sullutilizzo dei contratti a termine, per ridurre
la vergognosa piaga del precariato e rendere il lavoro più
stabile
4° QUESITO: interviene in materia di salute e sicurezza
sul lavoro al fine di chiedere la modifica delle norme attuali,
che impediscono, in caso di infortunio negli appalti di estendere
la responsabilità allimpresa appaltante
5° QUESITO: chiede di dimezzare da 10 a 5 anni il
tempo di residenza legale in Italia per la richiesta di concessione
della cittadinanza italiana, così come è stato
fino al 1992
Nel
corso del dibattito pubblico non sono mancate critiche alla scelta
di usare lo strumento referendario per dare maggior tutela ai
lavoratori, contrastare laumento della precarietà
e la piaga degli incidenti sul lavoro causati dal mancato rispetto
delle norme di sicurezza, ma riteniamo che si debbano usare tutte
le opportunità possibili per la tutela dei diritti dei
lavoratori e dei cittadini.
Invitiamo tutti ad andare a votare, non solo perché il
voto è un dovere civico, ma anche perché
il mancato raggiungimento del quorum (devono votare almeno il
50% + 1 degli aventi diritto) non solo lascerebbe in vigore le
norme esistenti, ma rafforzerebbe le posizioni di coloro che
sono contrari allincremento del potere contrattuale dei
lavoratori e al riconoscimento dei diritti dei migranti.
Inoltre, in caso di mancato raggiungimento del quorum leffetto
politico negativo sarà tanto maggiore quanta più
bassa sarà la partecipazione al voto. Si aprirebbe la
strada a un ulteriore taglio di diritti dei lavoratori e si rafforzerebbe
le politica reazionaria del Governo Meloni.
Nota: nei giorni scorsi, sul TgR del Friuli
Venezia Giulia, abbiamo ascoltato l'appello al non voto da parte
di Michelangelo Agrusti, Presidente di Confindustria Alto Adriatico,
l'associazione degli industriali delle ex-Provincie di Gorizia,
Pordenone e Trieste. Che Confindustria non gradisca l'abolizione
delle leggi che hanno penalizzato il lavoro è cosa che
ci aspettavamo.
Contro il mondo del lavoro, ad opera anche di questi signori,
è in corso un attacco che utilizza le nuove tecnologie
e l'intelligenza artificiale come strumento di ricatto per sfruttare,
sottopagare e licenziare i lavoratori e trasformarli in sudditi
rassegnati di chi vuole profitti sempre più alti e più
concentrati in poche mani.
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Cividale del Friuli, 17 maggio 2025 |
la
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