Leggendo le pagine locali del
MV, rileviamo come in questi ultimi mesi siano piuttosto rare
le notizie riguardanti Cividale e le Valli del Natisone. Quelle
che ogni tanto fanno capolino sulla carta stampata sono spesso
la trasposizione di comunicati stampa prodotti dalle Amministrazioni
comunali e da varie associazioni locali.
Ci tocca pertanto aggrapparci alle notizie reattive ad altre
località del nostro Friuli, sempre più rappresentato
come una isola felice nel panorama desolante della nostra galassia.
Quelle che troviamo, spulciando il giornale, possono essere anche
"notizie" insignificanti riportate però seriosamente
con dovizia di dettagli. Ecco un fulgido esempio tratto dal MV
di ieri:
Nella mattinata di domenica
6 aprile, intorno alle ore 8.40, la squadra dei Vigili del Fuoco
del distaccamento di Tolmezzo è intervenuta nel comune
di Verzegnis per un insolito quanto delicato soccorso: salvare
un giovane gatto rimasto in cima ad un abete per circa 24 ore.
L'animale
si trovava a circa 20 metri di altezza, troppo alto per poter
scendere da solo. I Vigili del Fuoco hanno dapprima posizionato
una scala alla base dell'albero, salendo i primi 10 metri.
Per raggiungere la sommità dell'abete, è stata
impiegata la tecnica Saf (speleo alpino fluviale), con una salita
in progressione e sicura dal basso, che ha permesso ai soccorritori
di raggiungere il felino in totale sicurezza. Una volta afferrato,
il micio è stato sistemato con cura in un trasportino
e riportato a terra, sano e salvo, per la gioia dei proprietari
che hanno potuto riabbracciarlo dopo ore di preoccupazione. Un
intervento che dimostra, ancora una volta, la professionalità
e la prontezza dei Vigili del Fuoco, sempre pronti ad affrontare
ogni tipo di emergenza, anche quelle a quattro zampe.
Dopo aver riportato pari pari,
grassetto compreso, l'articolo del MV, non possiamo esimerci
da alcune considerazioni:
- il dettaglio e la cura dei particolari con cui viene riportato
il fatto ci hanno stupito. Conosciamo il giorno, l'ora e il luogo
in cui è avvenuto l'evento, ma ci duole registrare che
non è stata segnalata la posizione GPS dell'albero al
centro della vicenda;
- apprendiamo che per salire gli ultimi 10 metri del tronco si
è usata una non precisata tecnica Saf (speleo alpino fluviale).
Non ne sappiamo molto, ma riteniamo di poter escludere il ricorso
a tecniche di soccorso speleologico o fluviale. Dobbiamo dedurre
che i benemeriti Vigilli del Fuoco hanno scalato l'albero utilizzando
probabilmente una meno pomposa corda con relativa imbragatura.
- rileviamo l'omissione del nome del micio, probabilmente per
motivi di privacy e di qualsiasi riferimento alla razza (non
si sa mai). Mancano, forse per ritegno, tutta una serie di particolari
di contorno (es.: il testo della richiesta di soccorso) che avrebbero
reso l'intera vicenda più coinvolgente. Consigliamo all'autore
del pezzo, una consulenza di Gian Loreto Carbone, il mitico cronista
di "Chi l'ha visto", in grado di trasformare in un
evento epico qualsisi fatto di cronaca, anche il più modesto.
Quello che ci ha colpito di più
è la chiosa finale con il riferimento alla professionalità
e alla prontezza dei Vigili del Fuoco. Giudicare la loro efficienza
sulla base del modo con cui si è soccorso un gatto è
come giudicare la qualità di un esercito dalla capacità
dei suoi uomini di uccidere le mosche utilizzando la racchettina
schiaccia zanzare.
Nota: noi che siamo degli uomini pratici,
avremmo risolto il problema del micio abbattendo l'albero con
un taglio di motosega ben posizionato. Sfruttando la flessibilità
dell'abete in caduta, il nostro gatto sarebbe stato così
catapultato direttamente in casa dei proprietari attraverso una
finestra o la porta di accesso (possibilmente aperte).
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Cividale del Friuli, 8 aprile 2025 |
la
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