La Giunta comunale di Cividale
ha autorizzato la collocazione in città di un monumento
dedicato a Norma Cossetto, accogliendo così la richiesta
formulata circa un anno fa dalla Associazione Nazionale Ufficiali
in Congedo d'Italia-FVG di Udine.
Leggendo la Delibera di Giunta apprendiamo che il monumento sarà
in pietra piasentina, sarà alto 180 cm, sarà realizzato
dallo scultore cividalese di origini istriane Giorgio Benedetti
e sarà collocato in largo Martiri delle Foibe.
Questo monumento andrà ad aggiungersi alle numerose targhe,
lapidi e monumenti che in Regione, ricordano Norma Cossetto,
una giovane ragazza di Santa Domenica di Visinada (Istria) il
cui corpo fu recuperato nel dicembre del 1943 nella foiba di
Surani nei pressi di Antignana (sempre in Istria).
Sulla vicenda della morte di Norma Cossetto, la pubblicistica
nazionalista ha realizzato libri, ispirato film (Red Land) e
proposto anche una graphic novel distribuita in molte scuole
grazie al sostegno di amministrazioni compiacenti o, a voler
essere ottimisti, poco informate della storia del Confine orientale.
Norma Cossetto è una vittima civile di guerra, nulla giustifica
il suo assassinio e come tutte le altre, va rispettata. Va anche
ricordato che apparteneva a una famiglia fascista e che il padre
Giuseppe Cossetto, fascista della prima ora, aveva ricoperto
cariche importanti nel Regime fascista. Giuseppe Cossetto, Capo
Manipolo della Milizia della Difesa Territoriale, fu ucciso negli
stessi giorni della morte della figlia Norma durante una operazione
della Milizia e delle truppe naziste che fece in Istria circa
2.550 morti (fra cui anche civili italiani). Venne uccisa non
"perché italiana", ma, in un contesto di violenza
e sopraffazione promosso dal regime fascista in quelle zone per
tutto il Ventennio, perché nemica dei resistenti (italiani
e slavi).
Sulla storia di Norma Cossetto si sa poco e quel poco, arricchito
nella narrazione nazionalista di particolari macabri, è
basato su testimonianze non accurate e con pochi riscontri. La
sua tragica vicenda , è stata e viene tuttora usata per
criminalizzare il movimento di liberazione jugoslavo e gli "slavocomunisti"
descritti, secondo una tradizione consolidata, come "barbari
feroci e assetati di sangue".
Nel
rispetto che dobbiamo a tutte vittime civili della guerra, sottolineamo
che l'edificazione del monumento di cui sopra non è una
operazione neutra, ma l'ennesima iniziativa ideologica volta,
a parole, a ricordare una persona uccisa perchè italiana
(anche se in Istria in quel periodo a moltissimi italiani non
fu torto un capello), ma che nei fatti celebra l'italianità
più violenta e aggressiva che contrassegnò il Confine
orientale. Ora tocca a Cividale, in un contesto in cui si susseguono
raduni militaristi, beatificazione di personaggi controversi,
si producono pure invenzioni storiche (ricordiamo ancora la cosidetta
Foiba di Rosazzo che una decina di anni fa, con il supporto della
stampa locale, diede risalto alla presunta esistenza di fosse
comuni, mai individuate, in cui si diceva essere state sepolte
numerose vittime dei partigiani).
In tutto questo si distinguono esponenti del centrodestra locale
e nazionale, elementi nazionalisti, alcuni esponenti di associazioni
d'arma e tutti coloro che ritengono divisive le commemorazioni
dei partigiani e dei caduti cividalesi per mano fascista.
Il grande livello di ipocrisia e di malafede di questi signori
è ben provato dal fatto che non perdono occasione di ricordare
le vittime vere o presunte dei partigiani jugoslavi (che erano
alleati nella lotta al nazifascismo con gli USA, l'URSS, la Gran
Bretagna e la Francia di Charles de Gaulle), ma quasi mai abbiamo
sentito da loro una parola sulle vittime civili delle guerre
di aggressione italiane.
Ma è noto da tempo che l'amnesia (le guerre le abbiamo
iniziate noi italiani) e il "doppiopesismo", specie
sulle spalle dei morti, è una specialità in cui
questi personaggi brillano.
Nota: la vicenda di Norma Cossetto è stata ben
illustrata da Claudia Cernigoi nel libretto "Il caso
Norma Cossetto" che può essere scaricato nel
formato .pdf cliccando qui
|
Cividale del Friuli, 23 gennaio
2025 |
la
redazione del sito |