Nel corso del flash mob in
difesa dell'ospedale di Cividale, abbiamo incontrato Bisera Krkic'
dell'associazione "Ospiti in arrivo" e abbiamo parlato
con lei di migranti e accoglienza.
Nelle righe seguenti alcuni passaggi dell'intervista che ci ha
rilasciato.
Redazione: l'attenzione sugli stranieri e sui migranti
è molto alta anche qui da noi e spesso sulla pagina di
Cividale del MV abbiamo trovato resoconti e interventi dedicati
a loro, quasi sempre legati a fatti di cronaca. Come è,
a vostro parere, la situazione?
Bisera Krkic': nel nostro
territorio (Udine, Cividale) sono ospitate molte persone che
sono arrivate da noi, lungo la "rotta balcanica" partendo
da Afghanistan, Pakistan, Iran, Siria.
La loro meta non è l'Italia, ma i paesi del Nord Europa,
la Francia e l'Inghilterra; pochissimi si fermano in Friuli Venezia
Giulia. Sono tutti in fuga da situazioni molto difficili nei
loro paesi di origine sia per quanto riguarda i diritti umani,
sia per la presenza di conflitti, che per le condizioni generali
di vita. Molti di loro, prima di entrare in Italia, hanno viaggiato
per 2 e 3 anni correndo anche pericoli per la propria vita e
incolumità.
Red.: Non c'è più l'accoglienza
diffusa e i migranti vengono fatti convergere in strutture a
loro dedicate ...
B.K.: l'abolizione dell'accoglienza
diffusa è stata una scelta politica. Si è preferito
una soluzione "concentrazionaria" con il conferimento
dei migranti in strutture quali il CARA di Gradisca o la caserma
Cavarzerani di Udine. Sono luoghi lontani dai centri, quasi isolati,
sono luoghi in cui i migranti spesso vivono in condizioni precarie.
A udine i migranti dormono in grandi camerate e le condizioni
di alloggi sono tuttaltro che ideali. Per loro non è previsto
nessun serio programma di integrazione.
A Cividale, a Rubignacco, sono ospitati moltissimi minori non
accompagnati e per loro c'è la possibilità di studiare
e apprendere un lavoro. Verso questi ragazzi c'è un atteggiamento
respingente da parte di molti cividalesi, ma se ascoltiamo le
loro storie, ci troviamo di fronte a racconti drammatici di violenze
e sopraffazione da parte di trafficanti di uomini, di polizie
di frontiera che applicano in modo feroce le direttive dei loro
governi e dell'Europa. Molti di loro sono diffidenti e hanno
paura. Sono partiti da casa spesso all'età di 12-13 anni
e sono arrivati qui dopo anni di peripezie. Sono isolati dalla
città che non li vede o li considera solo un problema
di ordine pubblico.
Red.: sappiamo che i migranti hanno difficoltà
anche con i documenti ...
B.K.: per avere il primo
accesso in Questura e formalizzare la loro richiesta di asilo
devono attendere mesi. Un tempo morto che subiscono proprio quando
vorrebbero risolvere la loro situazione personale e intraprendere
percorsi di inserimento nella società e nel lavoro.
Red.: Vediamo qui sulle strade per i confini
pattuglie e furgoni dei Carabinieri con i vetri coperti da spesse
reti metalliche. Servono a qualcosa?
B.K.: Credo che il numero
di migranti fermati dalle forze dell'ordine nel Cividalese e
nelle Valli del Natisone sia modesto rispetto alle spese sostenute
per organizzare e gestire le attività di controllo delle
frontiere da parte delle forze dell'ordine. Questo dispiegamento
di forze sembra più destinato a rassicurare i residenti
che a fermare i migranti.
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Cividale del Friuli, 6 gennaio 2025 |
la
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