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invisibili e poveri

Molto spesso l'informazione locale è caratterizzata da notizie incentrate sulle attività e sui progetti di Comuni e di associazioni imprenditoriali. Non mancano mai le segnalazioni di iniziative ludiche ed enogastronomiche, le commemorazione di persone che nella comunità hanno ricoperto un qualche ruolo e notizia di piccola cronaca nera locale.
La grande assente è la difficoltà di vivere di molte persone.
Secondo i dati dell'Istat relativi agli anni 2023 e 2024, nella nostra Regione, oltre un cittadino su dieci vive in povertà e il potere di acquisto, a causa dell'inflazione, è diminuito di circa il 4,5%.
E' anche aumentato il divario fra i redditi: quello delle famiglie più abbienti è ora mediamente 5,5 volte superiore a quello delle famiglie più povere con un divario che, rispetto al 2022, è aumentato di 0,2 punti percentuali.
Se ci si confronta con qualcuno che fa attività di volontariato presso associazioni che si occupano del sociale, si scoprono come anche qui da noi ci siano situazioni di povertà.
Ci sono persone che sono sotto pagate o che non hanno fonti di reddito sicure e continuative perché lavorano solo in alcuni mesi dell'anno. In difficoltà si trovano le persone che vivono da sole o in famiglie con più figli. Per molti di loro, anche a causa della diminuzione del potere di acquisto e dell'aumento di molte tariffe, risulta difficile pagare l'affitto di casa, le bollette della luce e del gas e a volte devono ricorrere al Banco Alimentare anche per procurarsi il cibo.
Ci sono poi i problemi di solitudine e è significativa la richiesta di ascolto e sostegno psicologico.
Alcune associazioni cercano di supplire alle carenze o ai ritardi dell'assistenza pubblica mettendo degli aiuti a disposizione delle persone che ne hanno realmente bisogno.
Questa attività, che permette anche di monitorare la situazione nella nostra città e nel circondario, non è facile; c'è infatti bisogno di volontari che abbiano anche qualche competenza informatica per gestire l'archivio, per verificare la disponibilità di aiuti, per preparare pratiche amministrative e burocratiche, ...
C'è il contributo di alcuni privati che sostengono finanziariamente il volontariato, ma non sempre si riescono a risolvere le situazioni più problematiche.
Un quadro difficile che però è anche frutto di scelte politiche. Il Reddito di Cittadinanza (RdC) è stato abolito togliendo, per motivi ideologici, un aiuto a chi ne aveva più bisogno. E' stato introdotto Assegno di Inclusione (AdI), ma i requisiti per ottenerlo sono più restrittivi rispetto al RdC e la cifra che mette a disposizione dei richiedenti parte da 480 euro mensili rivalutabili in base alla composizione familiare e del reddito. Una cifra riservata ad una più ristretta base di poveri, che aiuta sicuramente chi è in difficoltà, che ha un po' migliorato le condizioni delle famiglie con disabili, ma ha peggiorato le condizione dei nuclei con minori, specie se con un genitore solo.
La Caritas locale segue una trentina di famiglie composte complessivamente da circa novanta persone. Ci sono famiglie di italiani e famiglie di stranieri provenienti dall'Est Europa e dall'Africa, ci sono anche alcuni nuclei familiari composti da una donna (lasciata dal marito o dal compagno) che deve provvedere da sola ai figli e ci sono infine anche molte persone che vivono da sole.
Alcune hanno l'Assegno di Inclusione (AdI), molte si aiutano con il lavoro nero, tutte con difficoltà economiche significative legate agli affitti (a Cividale i costi per gli affitti degli appartamenti sono elevati e si parla di cifre di 500 euro mensili per persone che a malapena riescono a guadagnare 700 euro al mese) e alle bollette di luce e gas. Ci sono donne sole con figli che si trovano in difficoltà a seguire il lavoro, a frequentare corsi di lingua italiana per integrarsi nel nostro paese e a occuparsi, nel contempo, della famiglia. In alcuni casi i poveri seguiti dalla Caritas hanno alle loro spalle storie di carcere, di tossico dipendenze e problemi di ludopatia.
La Caritas, nel svolgere la sua attività, collabora con le amministrazioni pubbliche intervenendo in situazioni di "emergenza", quando i servizi sociali non riescono prendersi carico in modo tempestivo di nuovi casi che a loro si presentano. Non mancano poi le collaborazioni con altre associazioni di volontariato presenti sul territorio che spesso si trovano ad affrontare situazioni di persone o famiglie in difficoltà.
Poi c'è un contesto politico più grande che non sembra interessato ad affrontare la povertà delle persone. L'Assegno di Inclusione comprende una parte erogata direttamente in denaro (circa 100 euro), una quota che viene destinata direttamente al locatore della casa che ospita coloro che hanno diritto all'AdI e una quota per l'acquisto digitale di beni di consumo e servizi. La carta ha una durata di 18 mesi e può essere rinnovata, dopo una sospensione di 6 mesi, per ulteriori 12 mesi.
Per i poveri poche briciole, quando per gli imprenditori ci sono sostegni importanti e quando per la corsa al riarmo e per aumentare la quota del PIL riservata alla "difesa", i fondi si sono trovati quasi subito.
E' proprio vero! Nel nostro Paese la guerra alla povertà è praticamente terminata, al suo posto è subentrata la guerra ai poveri.

Cividale del Friuli, 10 maggio 2025

la redazione del sito

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