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un incontro deludente

Organizzato dalle liste civiche che compongono la minoranza consiliare, si è svolto ieri sera un incontro-dibattito sulla situazione della sanità a Cividale.
Si è parlato della Casa di Comunità inaugurata a inizio dicembre, delle carenze di servizi e delle criticità che da tempo interessano l'ex ospedale di Cividale. Sono state evidenziate le contraddizioni del centrodestra fra quanto promesso 5 anni fa in merito alla struttura ospedaliera cittadina e l'accettazione sostanzialmente passiva dello stato attuale delle cose (l'ospedale non c'è più).

servizi

anno 2020

anno 2025
-Punto di Primo Intervento 

PRESENTE

con osservazione breve e collegamento con il Pronto Soccorso di Udine

PRESENTE

sostituito con "Ambulatorio Cure Primarie" sulle 12 ore
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-Continuità assistenziale
-(ex guardia medica)
PRESENTE PRESENTE
-Reparto di Medicina PRESENTE ASSENTE
-Endoscopia PRESENTE ASSENTE
-Day Hospital/Surgery PRESENTE ASSENTE
-Chirurgia ambulatoriale complessa PRESENTE ASSENTE

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-Nota: i dati inseriti in questa tabella sono stati desunti da un volantino distribuito dal TUAF - Cividale 

Numerosi i contributi di esperti e di semplici cittadini anche se non si sono approfonditi alcuni fatti.
Non si è sottolineato che il depotenziamento della struttura ospedaliera risale, a essere benevoli, alla fine degli anni '90 e che nel percorso di demolizione della rete ospedaliera regionale le responsabilità sono trasversali. Non si è detto che alcuni esponenti politici del PD (Diego Moretti) ritengono tuttora positiva la riforma Serracchiani e che il centrodestra ha continuato quella politica. Non si è detto che le scelte politiche sanitarie espresse dal centrodestra regionale sono in piena continuità con le scelte assunte dai vari assessori alla sanità che si sono susseguiti da Fasola fino a Riccardi.
Ma soprattutto non si è affrontato adeguatamente un dato fondamentale: la privatizzazione strisciante della sanità, a cui si è preparato il terreno "razionalizzando" (ossia demolendo) la sanità pubblica e spingendo i cittadini a rivolgersi a quella privata per saltare code e inefficienze.
Non si è detto che le persone meno abbienti rinunciano alla tutela della propria salute perché non sono in grado di sostenerne i costi economici, non si è sottolineato a sufficienza che le farmacie stanno diventando "supermercati della salute" e che sono in corso investimenti per lo svolgimento in esse di servizi che prima erano a carico della sanità pubblica, non si è sottolineato che le farmacie nelle località periferiche, è il caso di Pulfero, rischiano la chiusura perché non c'è un flusso adeguato di ricette (il profitto innanzitutto), non si è detto che il fondo pensione dei medici di base sta investendo nella sanità privata, non si è detto che si sta avviando il depotenziamento dell'Ospedale di Tolmezzo, ...
L'incontro ha messo nuovamente sotto i riflettori le problematiche sanitarie del nostro territorio, ma non ha proposto un progetto alternativo né si è fatto un ragionamento generale su quello che sta accadendo a molti servizi pubblici.
Un incontro tematico deludente che ci è sembrato finalizzato prevalentemente alla prossima campagna elettorale cittadina.

Post scriptum: la nota pubblicata in questa pagina e l'analogo post pubblicato su Facebook hanno attirato l'attenzione e le critiche di molti lettori. Ci è stato detto di essere ancorati a una visione antica della sanità, di essere poco propositivi e di non avere un progetto per il futuro.
Vogliamo innanzitutto ricordare che in questo sito si esprimono idee non allineate e che per le altre ci sono i media locali e nazionali a cui è facilissimo accedere. Sottolineiamo inoltre che non nutriamo nessuna "nostalgia" del passato perché anche 20 anni fa c'erano seri problemi nella sanità locale e regionale, ma c'erano servizi meglio organizzati di quelli attualmente presenti. In quel periodo anche i lavoratori godevano di più diritti, c'era maggior attenzione all'interesse collettivo e la scuola costituiva una sede importante di crescita culturale e sociale senza essere piegata alle esigenze della produzione.
Ci piace fare una analisi storica su quanto sta accadendo da anni nella sanità, nella scuola e nel mondo del lavoro perché la situazione attuale non è frutto di una infelice congiunzione astrale, ma di precise scelte politiche che stanno gettando, nel caso in oggetto, la tutela della salute in mano ai privati e alle assicurazioni, che stanno riducendo il diritto alla salute nelle aree marginali svantaggiate e che, temiamo, non garantiranno nemmeno quell'efficienza e quei risparmi tanto propagandati.
Siamo pronti ad essere smentiti dai fatti.

Cividale del Friuli, 19 dicembre 2025

la redazione del sito

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