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elemosine |
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Da tempo, sulle principali reti
televisive, vengono trasmesse inserzioni pubblicitarie che invitano
a donazioni mensili o testamentarie a favore di associazioni
che prestano assistenza a persone che vivono in situazioni di
abbandono, di guerra, di malattie gravi o di fame.
Questi "spot" sono caratterizzati da una impostazione
comune: un personaggio (quasi sempre un volto noto al pubblico)
illustra una situazione drammatica con vicino a sé una
persona (di solito un bambino) che non sta bene o che vive una
situazione molto difficile. Il tutto si conclude con un invito
a donare del denaro specificando anche come fare.
Come abbiamo già detto in passato, l'aiuto dei cittadini
può essere utile a dare una mano a queste persone, ma
si tratta sempre di interventi caritativi (elemosine) che dipendono
dalla volontà e dalle disponibilità dei singoli.
Riteniamo che gli aiuti debbano essere parte di un piano governativo
(italiano ed europeo) finanziato con fondi pubblici.
Attualmente, in un contesto di guerra e nazionalismi crescenti,
i finanziamenti ai paesi in difficoltà e alle organizzazioni
umanitarie stanno diminuendo vistosamente e alcune organizzazioni
umanitarie sono state accusate di combutta con il terrorismo
(vedi UNWRA a Gaza). Gli aiuti ai Paesi in difficoltà
poi, se sono attuati, hanno spesso alla base delle contropartite
economiche.
Infine ci piacerebbe sentire in questi spot anche dei richiami
chiari contro quella deriva bellicista che, per produrre armi,
sottrae risorse che potrebbero essere destinate anche chi vive
situazioni drammatiche in Italia e altrove.
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Cividale del Friuli, 10 dicembre
2025 |
la
redazione del sito |
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