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declino di una scuola?

Abbiamo sempre sottolineato l'importanza della scuola pubblica e abbiamo frequentemente ribadito come debbano essere sostenute e valorizzate le esperienze didattiche che in essa vengono promosse.
Nelle scuole annesse al Convitto Nazionale molte cose non sembrano procedere per il meglio. Dopo una lunga stabilità nella Dirigenza, negli ultimi anni si sono susseguiti con una certa frequenza nuovi Rettori che, nell'ambito del Convitto, hanno lavorato per periodi relativamente brevi prima di trasferirsi in altre sedi. Una macchina complessa come quella del Convitto richiede una conoscenza e una capacità di gestione che non si può formare adeguatamente se ci si ferma poco e se si attende la prima occasione per spostarsi verso le scuole di Udine. Su questo aspetto si può fare poco, perché il trasferimento a richiesta è previsto da appositi accordi sindacali e il richiedente può avere motivazioni personali o professionali tali da indurlo a chiedere lo spostamento in altra sede.
Il sistema Convitto è molto complesso e non ha giovato ad esso l'aggregazione del Circolo Didattico di San Pietro al Natisone. Chi ha promosso e accettato questo processo ha fatto finta di non sapere che questo avrebbe reso più difficile la gestione della scuola specie se, come è accaduto, si pretende di dirigerla in modo centralistico. L'aggregazione ha poi caricato di ulteriore lavoro una Segreteria già in sofferenza. Quest'anno la funzione di Segretaria (DSGA) è stata svolta da un' incaricata annuale e si aspetta l'arrivo di un sostituto che rimanga nel Convitto più a lungo. Non sono poi mancate alcune tensioni sindacali per l'utilizzo del personale ausiliario (ATA) delle scuole aggregate di San Pietro al Natisone e anche i licei con sede a San Pietro ci hanno segnalato alcune criticità.
Di certo il sistema Convitto, in quanto Polo Scolastico per le Relazioni Internazionali, non sembra avere più quell'attratività che aveva caratterizzato per anni la sua attività.
Gli scambi con scuole australiane sembra siano terminati anche per alcune "incomprensioni" fra le scuole partner. C'è qualche incertezza anche attorno al futuro del progetto "Studiare in Friuli" (riservato a ragazzi discendenti di friulani emigrati in Sud America). E' possibile che il drammatico incidente che ha reso tetraplegico un ragazzo argentino di 16 anni durante una escursione libera sul Natisone possa avere qualche riflesso sulla scelta della scuola di riferimento del progetto. Difficoltà anche nei progetti Erasmus che una ragnatela burocratica ha reso di difficile promozione e gestione. Non ci risulta che nella scuola si facciano più i corsi opzionali di lingua slovena, gli scambi con scuole della Serbia e della Bosnia sono finiti da tempo, così come non si ha notizia del progetto di levatura internazionale CFMUNesco.
Infine c'è un problema che riguarda le condizioni di lavoro dei docenti. Molti di essi insegnano senza avere la certezza che la scuola abbia messo in atto tutti gli strumenti per favorire l'apprendimento e lo stare bene a scuola.
Lo sportello di aiuto psicologico è stato attivato, dopo una lunga attesa, a fine maggio. Per quest'anno servirà a poco, sarà forse utile il prossimo anno scolastico. Alcune difficoltà ci sarebbero state anche nell'attuazione di corsi di recupero in tempi adeguati.
Il timore è quello di una possibile crescita dei contenziosi con le famiglie e dei ricorsi. Speriamo che questo non comporti per alcuni indirizzi una deriva verso una scuola "promuovificio".
Non è nemmeno un buon segnale la girandola di nuovi indirizzi che, negli ultimi anni, sono stati proposti ai Licei a fianco dei corsi "tradizionali".
In queste condizioni è facile che una scuola diventi poco credibile dal punto di vista didattico e poco appetibile per le famiglie che più hanno a cuore un'istruzione di qualità.
Crediamo che molte scuole si trovino in difficoltà anche per le politiche scolastiche portate avanti dal Governo e dalla nostra Regione con tagli, accorpamenti insensati e scarsa attenzione ai salari dei docenti e del personale ausiliario. Il contratto collettivo di lavoro è scaduto nel 2021 e la recente proposta del Governo di un aumento dei salari del 6% non permetterebbe nemmeno di recuperare la perdita del potere d'acquisto del 17% dovuta all'inflazione del periodo 2022-2024.
C'è poi l'incertezza dovuta al calo demografico che determinerà una riduzione degli iscritti e la possibile perdita di cattedre di insegnamento. Se poi aggiungiamo anche il clima di insicurezza dovuto alle aggressioni ai docenti avvenute di recente in alcune scuole italiane, dobbiamo concludere che il quadro è desolante.
Il sistema scolastico, specie nelle periferie, è in difficoltà e sta arrivando al termine la funzione di ascensore sociale della scuola pubblica. Sta diventando concreta la prospettiva di una istruzione di classe che cristallizzi gli allievi nei ceti di provenienza. Scuole di serie A, quelle sostenute da Confindustria, Confcommercio o riservate ai più abbienti e scuole di serie B, quelle periferiche, che sorgono in aree disagiate, che non hanno sponsor privati, ...
Non è certo una prospettiva tranquillizzante.

Cividale del Friuli, 29 maggio 2025

la redazione del sito

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