Cosa sta accadendo?
Non c'è pace per il monte Craguenza, un rilievo che sovrasta
il comune di Pulfero sul lato destro del Natisone le cui pendici,
contigue a quelle del monte Ioanaz sono visibili anche dalla
pianura friulana.
E' di lunedì 7 luglio la notizia della possibile realizzazione,
sul percorso di circa 1,7 Km che dalla chiesetta di Santo Spirito
a Spignon (668 m di altitudine) porta verso la cima del monte
(945 m di altitudine), di un parco eolico costituito da 4 torri
e relativi generatori eolici la cui potenza complessiva dovrebbe
aggirarsi attorno ai 29 mega watt.
A Cividale, vicino alla zona
industriale, in un'area agricola posta in prossimità di
via Pier Paolo Pasolini e via Vecchia di Udine si prevede la
realizzazione di un'area di accumulo dell'energia basato su un
sistema di batterie e di una sottostazione elettrica per l'immissione
in rete dell'elettricità. L'energia prodotta dalle pale
eoliche sarà trasferita dal Craguenza a questa area mediante
dei cavi interrati della lunghezza complessiva di circa 14 Km.
Ciascuna torre, con relativo generatore, le 3 pale eoliche, il
trasformatore e il mozzo, peserà circa 210 tonnellate
e la sua fondazione dovrà essere piuttosto profonda perché
si prevede l'estrazione di una grande quantità di terra
e di roccia dal suolo per realizzare la base d'appoggio
Il progetto, proposto dalla Ponente Green Power srl, è
stato presentato in Regione a fine giugno e in tempi brevissimi
è partita la procedura autorizzativa. Purtroppo sono anche
molto brevi i tempi per presentare le osservazioni (30 giorni)
e questo non favorirà l'azione di chi volesse segnalare
tutte le problematicità del progetto.
Della società proponente non abbiamo trovato in internet
alcun sito ufficiale e anche le notizie sulla sua attività
sono scarse. Probabilmente si tratta di una società costituita
allo scopo di realizzare l'opera di cui sopra. Una visura camerale
ha evidenziato che la Ponente Green Power srl è costituita
da un unico socio e che ha un capitale sociale di 5 mila euro.
Concludiamo la parte descrittiva
precisando che ciascuna torre (probabilmente di acciaio) poggerà
su un plinto di circa 24 m di diametro e avrà attorno
a sé una piazzola per permettere l'accesso ai mezzi per
la manutenzione. La strada che collegherà i 4 impianti
alla viabilità ordinaria, ora in parte bianca e in parte
sterrata, sarà rifatta completamente bianca
Il nostro
primo commento
Siamo consapevoli dell'importanza dell'energia rinnovabile, e
sappiamo che non si può ragionare con la mentalità
che è "bella purché non si realizzi nulla
nel mio giardino", ma le Valli del Natisone hanno già
dato e se si continua ad aggredire il suo paesaggio, anche la
risorsa turistica su cui oggi si punta per la sopravvivenza economica
del territorio ne risentirà.
Se guardiamo il paesaggio proprio dalla zona in cui verranno
collocate le quattro torri, possiamo osservare le numerose ferite
prodotte dalle attività estrattive che solcano aree estese
delle nostre montagne. Possiamo inoltre vedere i segni lasciati
dalle attività boschive e lo sguardo può inquadrare
piste forestali che sono in condizioni miserevoli.
Ora si vogliono impiantare nelle Valli del Natisone anche impianti
eolici, la nuova frontiera di quell'energia green che ha riempito
la pianura friulana di pannelli solari non solo in aree marginali
e degradate (dall'uomo) come si dovrebbe fare.
Chi ha avuto modo di accedere a un parco eolico avrà sicuramente
constatato che la produzione di energia dal vento ha un impatto
sull'ambiente e sul paesaggio. Le pale, quando ruotano, producono
un rumore di fondo fastidioso per la fauna (specie per i volatili)
che si allontana dalla zona. La presenza di torri alte 200 m
ha un impatto significativo sul paesaggio che perde valore sia
in termini ambientali che economici.
La loro edificazione, se il percorso autorizzativo andrà
in porto, avverrà in un area a poca distanza dagli abitati
di Pegliano e Spignon e per di più in un'area paesaggisticamente
molto bella che da una parte volge verso al pianura friulana
e la valle del Chiarò e dall'altro lato verso il monte
Matajur, il monte Mia e le montagne della vicina Slovenia.
Probabilmente anche i lavori di realizzazione del parco eolico
avranno un impatto sull'ambiente: gli scavi comporteranno la
presenza di macchine operatrici rumorose, la viabilità
ordinaria vedrà il transito di mezzi pesanti per il trasporto
degli inerti al sito di stoccaggio e per il trasporto sulla montagna
delle componenti del sistema. La realizzazione del cavidotto
comporterà scavi importanti anche in direzione di Torreano
e Cividale.
Non si capisce poi il senso di questa operazione se, come alcuni
interventi riportati dal telegiornale di TeleFriuli hanno fatto
rilevare, la Regione FVG ha già raggiunto gli obiettivi
prefissati di produzione di energia rinnovabile. Tenuto conto
della modesta e incostante ventilazione dell'area non siamo convinti
della effettiva redditività dell'impianto e temiamo che
il vero affare sia la sua costruzione con l'utilizzo di fondi
pubblici.
Anche il ristoro economico ai comuni interessati dovrebbe essere
modesto e al territorio, come nel caso delle cave di pietra piasentina,
andrebbero comunque le briciole.
Per i cittadini non cambierebbe nulla, perché il costo
dell'energia elettrica continuerebbe a navigare sui valori attuali,
sempre che le guerre da cui siamo circondati non assumano dimensioni
più grandi. A quel punto il prezzo dell'energia, sarebbe
l'ultimo dei nostri problemi.
Ci chiediamo infine se i numerosi sorvoli di elicottero che hanno
di recente interessato il Craguenza non abbiano anche avuto a
che vedere con questo progetto e temiamo che il ripristino della
vecchia strada militare che da Rubignacco va a Puller non sia
estraneo a questa vicenda. Il cavidotto dal parco eolico a Cividale,
per un tratto significativo, correrà lungo questa via.
Il dibattito avviato dalla diffusione della notizia sta appena
iniziando e già per martedì 15 luglio a Torreano
(ore 18.30 - locanda da Menia) si organizzerà un incontro
pubblico per discutere di questa opera.
Cercheremo di aggiornare questa pagina tenendo conto dei nuovi
sviluppi che la vicenda assumerà nel prossimo periodo.
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Cividale del Friuli, 10 luglio 2025 |
la
redazione del sito |