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città UNESCO e trasandatezza

Il MV di oggi dà notizia dell'ingresso di Cividale nella cerchia dei Borghi più Belli d'Italia, una associazione che comprende 375 località del nostro Paese.
"Entrare a far parte dei borghi più belli d'Italia - ha affermato il Sindaco di Cividale - è una ulteriore opportunità per la nostra città che accogliamo con grande orgoglio".
Il consigliere Regionale Markus Maurmair ha dichiarato che questo avvenimento "rappresenta un riconoscimento per la nostra Regione. Cividale con la sua ricchezza storica e culturale contribuisce a rafforzare l'identità del Friuli Venezia Giulia e a promuovere un turismo sostenibile e di qualità".
Secondo Zaida Franceschetti, Sindaco di Sesto al Reghena e coordinatore regionale dell'associazione dei Borghi più Belli d'Italia, "la nostra rete ha aggiunto un luogo di straordinario valore storico e artistico, in un angolo della Regione che è ricchissimo di eccellenze enogastronomiche, da conoscere e gustare secondo la visione del turismo lento ed esperienziale".
Non sappiamo cosa dire anche perché il senso di alcune affermazioni non ci è chiaro. Abbiamo capito che con questa operazione si punta a dare visibilità alla nostra città, mirando a un turismo di fascia alta che può permettersi vacanze lunghe e con esperienze - crediamo enogastronomiche - di livello medio-alto.
Non sappiamo quali prospettive possa aprire l'adesione a questa associazione anche perché da tempo sosteniamo, forse con un eccesso di ottimismo, che l'Amministrazione cittadina non ha una visione del futuro di Cividale. Forse non c'è nemmeno una visione sul presente.
Infatti alle belle parole si contrappongono situazioni che non sono propriamente in sintonia con la tanto declamata centralità del turismo.
Basta muoversi nella zona del Tempietto Longobardo, Patrimonio dell'Umanità, per vedere lo stato di trasandatezza in cui versa un'area che è percorsa da molti turisti.
La vista sul fiume Natisone nella zona della chiesa di San Biagio è impedita da una fitta vegetazione arbustiva che cresce vicino al muretto che delimita la piazza; la scala che permette l'accesso al Natisone è chiusa da tempo immemorabile, la breccia nel muro del Convento delle Orsoline è coperta da un telo che mostra i suoi anni, la scaletta che permette una cinquantina di metri più avanti la discesa su una spiaggetta posta di fronte al muro di recinzione del Convitto Nazionale è chiusa da una transenna.
Alcuni parapetti metallici (orrendi) posti davanti ai muretti che delimitano la viabilità di accesso da est sono divelti da mesi, senza che nulla sia stato fatto per il loro ripristino.
Per valorizzare Cividale a fini turistici, non si deve riservare attenzionie solo al "salotto buono" (leggasi piazza Paolo Diacono e immediati dintorni) ma anche alle aree circostanti.
Per carità di patria, ci fermiamo qui.

Cividale del Friuli, 7 giugno 2025

la redazione del sito

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