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non siamo all'anno zero

Da circa un mese e mezzo, nei Comuni di Grimacco e di Drenchia, il servizio di telefonia fissa non funziona più e nemmeno il recente accorato appello dei Sindaci delle due località ha sortito un qualche effetto.
Purtroppo i problemi relativi ai collegamenti telefonici si prolungano da tempo e in alcune aree, specie quelle montane, la telefonia mobile non è accessibile, i collegamenti internet sono carenti e linee telefoniche versano in condizioni precarie.
Naturalmente non manca chi minimizza la situazione e sottolinea che, a livello di copertura telefonica, il servizio nelle Valli del Natisone "non è all'anno zero".
In un articolo apparso oggi sul Messaggero Veneto, il Consigliere regionale Roberto Novelli ha ricordato che nel 2024 la Regione ha messo a disposizione 1,5 milioni di euro per la realizzazione dei piloni per sostenere le antenne telefoniche e che in seguito sono stati aggiunti 200 mila euro per attuare progetti di digitalizzazione.
Ha inoltre ricordato che è stata approvata in Consiglio regionale una mozione che impegna la Giunta Fedriga a preparare un piano organico per ottimizzare la telefonia mobile-fissa e le connessioni internet delle aree interne. Non bastasse tutto questo "ben di Dio", sempre nello stesso articolo l'articolo, segnala che nel 2023 la legge di bilancio aveva aperto alla possibilità, da parte della Regione, di realizzare infrastrutture passive da dare ai privati per migliorare i collegamenti telefonici. Altri fondi (2 milioni di euro) sono stati messi a disposizione in sede di assestamento di bilancio 2025 e che sono stati stanziati altri 1.500.000 euro per l'attivazione della rete mobile. Infine si ribadisce che da tempo si sta lavorando con i gestori telefonici per fornire un servizio di telecomunicazioni nei territori montani.
Gli operatori privati a cui è stata data la gestione della rete telefonica fanno manutenzione e investimenti solo se se hanno la possibilità di fare profitto. Non fanno beneficenza e sono poco interessati alle esigenze delle persone che vivono in aree che non garantiscono redditività al servizio che forniscono. Il degrado di molti servizi affidati ai privati è dovuto alla volontà di garantire alle aziende il massimo della redditività. In questo contesto la manutenzione e innovazione nelle aree marginali non sono una priorità.
Se si farà qualcosa sarà grazie al denaro pubblico che verrà elargito in modo diretto o indiretto ai gestori (libero mercato sì, ma se assistito con il denaro pubblico è meglio). I servizi così saranno pagati due volte: una dagli utenti tramite le bollette, la seconda dal Pubblico tramite finanziamenti e sostegni diretti e indiretti.
Ora, parafrasando la dichiarazione del Consigliere Novelli, non saremo all'anno zero, ma, vista la situazione, ci siamo spostati da questo numero solo di qualche decimale.

Cividale del Friuli, 21 agosto 2025

la redazione del sito

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