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volontari della
sicurezza a Udine

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L'Amministrazione comunale di Udine ha firmato in Prefettura un protocollo per la "sicurezza partecipata". Verrano così "arruolati" dei volontari che, seguendo precise regole, potranno segnalare casi sospetti di spaccio, disturbo della quiete pubblica, atti vandalici, bullismo, ... per poi fare intervenire sul posto le forze dell'ordine. I volontari, prima di diventare operativi, saranno selezionati da una apposita commissione, dovranno seguire uno specifico corso di formazione e sostenere un esame finale.

Fin qui la notizia. Dal nostro punto di vista questa operazione ricorda da vicino quella delle ronde padane che, a suo tempo, dovevano controllare il territorio e collaborare con le forze dell'ordine. Un modo di coinvolgere i cittadini nella gestione della sicurezza del territorio, ma che rischia di essere una operazione di facciata che non risolve i problemi che si prefigge di affrontare. Se c'è qualcosa che non va, qualsiasi cittadino può segnalare atti o fatti malavitosi alle forze dell'ordine che effettueranno le verifiche del caso. Poi ci sono alcune domande "scherzose" circa l'uso dei "volontari":

- come faranno a riconoscere uno spacciatore? Dovranno acquistare preventivamente dal sospettato qualche prodotto illecito?
- se assistono ad un atto vandalico su beni comuni o privati cosa devono fare? Segnalare il problema alle forze dell'ordine e stare lì impassibili sperando che arrivino prima che l'atto vandalico sia terminato?
- non c'è il rischio che qualcuno, sulle ali dell'entusiasmo o imitando i personaggi di qualche serie poliziesca televisiva voglia fare ricerca attiva nel mondo della microcriminalità rischiando di prendersi qualche sganassone?
- Cosa bisognerà ancora fare per ridurre il senso di insicurezza "percepita" e amplificata dalla propaganda? Chiamare l'esercito e l'aviazione? Coinvolgere la NATO?

Questa operazione - In un periodo in cui si alimenta il disagio delle persone agitando spettri quali guerre globali, desertificazione, tropicalizzazione del clima, inquinamento, epidemie, uso criminale della I.A.e altri fenomeni apocalittici senza che poi si faccia nulla per affrontarli seriamente perché gli interessi dei produttori di armi, di pesticidi, di anidride carbonica, di inquinanti hanno il sopravvento - ci appare fuorviante e ci fa rimpiangere i "vigili nonni" incaricati in passato di aiutare i bambini all'uscita delle scuole primarie o medie inferiori.

Il disagio sociale in cui nuota la microcriminalità si affronta con interventi sull'ambiente urbano, sui salari, sulla qualità e la durata del lavoro, proponendo un futuro dignitoso alle persone, l'integrazione degli stranieri, abitazioni decorose per tutti, una sanità e una scuola pubblica efficente e accogliente, ...
Ma questi argomenti sono messi in secondo piano perché richiedono approcci politici ed economici che non sono nelle corde di chi ci governa.
Infine ci rimane ancora una domanda: perché il centrosinistra deve fare cose di destra?

Cividale del Friuli, 14 febbraio 2024

la redazione del sito

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