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Sì è vero, siamo
esigenti! Quando le cose non ci piacciono, a costo di apparire
incontentabili, cerchiamo di spiegare sempre le nostre ragioni.
Oggi a Cividale si è svolta la commemorazione degli 8
partigiani fucilati 80 anni fa al Campo Sportivo "Martiri
della Libertà" e dei almeno 105 antifascisti uccisi
nei pressi del cippo posto all'interno della ex caserma Francescatto.
In quest'ultimo sito si sono succeduti gli interventi del Sindaco
di Cividale, Daniela Bernardi, del Sindaco di Brda (Collio sloveno),
Franc Mui
e dell'oratore ufficiale Luciano Patat. Tutti hanno sottolineato
il valore e l'attualità degli ideali di chi ha scelto
di opporsi, anche in armi, al nazifascismo e la necessità
di ricordare le vittime dell'occupatore tedesco e dei suoi collaborazionisti,
in un periodo storico che anche qui da noi ha assunto aspetti
drammatici.
Nel corso della commemorazione, la banda musicale cittadina che
accompagnava il corteo si è cimentata nell'esecuzione
di alcuni pezzi musicali che ci hanno stupefatto per l'inadeguatezza
alla cerimonia.
Se
è stata doverosa l'esecuzione dell'Inno di Mameli"
avvenuto nella caserma Francescatto e usuale è stata l'esecuzione
di alcune marce durante il percorso lungo le vie cittadine, ci
ha sorpreso l'ascolto durante la formazione del corteo di 2 canti
natalizi che, a nostro parere, non sono proprio l'ideale a rinsaldare
le fila. Il peggio si è svolto all'inizio e alla fine
della cerimonia al cippo, quando sono stati proposti dalla banda
alcuni brani di musica leggera degli anni '70-80 del secolo scorso
fra cui, dulcis in fundo, "Come è bello far l'amore
da Trieste in giù" di Raffaella Carrà.
Un pezzo che certo non si addice alla commemorazione di 100 e
passa morti nel luogo dove è stato eseguito.
E' brillata l'assenza di qualsiasi canzone partigiana (Bella
ciao, Fischia il vento, ...), probabilmente ritenute troppo divisive.
Nota: Alcuni compagni, per placare il nostro
sdegno e non mettere in imbarazzo gli organizzatori, ci hanno
giurato che il brano era un omaggio ad una artista televisiva
che era una antifascista militante e anche una marxista leninista
della frazione più combattiva. Non ci abbiamo creduto,
non lo avremmo creduto nemmeno se ce l'avesse detto Lenin in
persona.
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Cividale del Friuli, 15 dicembre
2024 |
la
redazione del sito |
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