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natalità e tasse

La prossima legge finanziaria conterrà, se si troveranno le adeguate coperture, alcuni interventi fiscali per favorire, con detassazioni crescenti, le famiglie numerose. Un'idea per contrastare il calo della natalità che ha visto passare il numero dei nuovi nati dai 564.000 del 1964 a 379.000 del 2023, con una tasso di fertilità che ha raggiunto gli 1,20 bambini per donna.
Di questo fenomeno ci rendiamo conto quasi sempre quando si parla di calo delle iscrizioni a scuola e chiusure di classi (quest'anno in Friuli Venezia Giulia si sono iscritti alle classi prime delle scuole primarie 534 alunni in meno rispetto lo scorso anno) o quando ci viene segnalato che in alcuni settori lavorativi manca personale giovane.
Si è molto discusso sulle cause di questo fenomeno che interessa numerosi paesi occidentali: c'è chi parla di fattori culturali che spingerebbero le famiglie ad avere solo uno o due figli (per avere una situazione di stabilità demografica il tasso di fertilità dovrebbe aggirarsi attorno al 2,1), c'è chi spiega questa situazione con l'incertezza per il futuro che induce a posticipare la maternità, chi nella necessità di garantirsi una situazione di stabilità economica prima di procreare, chi nella mancanza di asili nido, chi nella mancanza di garanzie occupazionali per le donne che hanno figli, chi nel timore di ritornare a una condizione femminile tutta "casa e famiglia", ...
L'unico dato certo è che la diminuzione della fascia giovane della società rischia di avere un effetto devastante sulla tenuta dello stato sociale: salterebbe il sistema pensionistico, il servizio sanitario e tutta la rete assistenziale andrebbe in grosse difficoltà perché sono i contributi dei lavoratori occupati (italiani e stranieri) a sostenere il sistema.
In questo contesto non siamo affatto sicuri che una detassazione che favorisca le famiglie con 2 o più figli possa cambiare le cose perché sostanzialmente in linea con provvedimenti del passato che si sono rivelati di modesta efficacia.
Per fare un esempio, la nostra Regione ha sostenuto la maternità con aiuti finanziari crescenti in base al numero dei figli, ma questo non ha invertito la situazione e oggi anche il Friuli Venezia Giulia si trova in quella situazione che viene definita "inverno demografico". Comunque, anche se oggi ci fosse una esplosione demografica, l'ingresso nel mondo del lavoro per i nuovi nati avverrebbe fra i prossimi 18 - 20 anni.
Nel frattempo cosa si farà?

Cividale del Friuli, 14 settembre 2024

la redazione del sito

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