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no alla guerra!

Mentre qui da noi si parla di questione morale, di valori etici, di campi larghi, di Amadeus, del nome di un nuovo modello di auto, di convention eno-gastronomiche e altre banalità, gli avvenimenti legati alle guerre in Ucraina, in Palestina, in Medio Oriente, dopo un breve risalto che dura lo spazio di qualche ora, cadono in una sorta di oblio in attesa di registrare con piglio notarile le mattanze dei soldati e dei civili dei giorni successivi.
Il conflitto in Ucraina è scomparso dagli schermi perché da ottobre c'è la guerra in Medio Oriente, in questi giorni di Gaza non si dice quasi nulla perché ora c'è il confronto diretto fra Israele e Iran.
Vediamo da mesi sui nostri schemi immagini dure che segnalano come ogni giorno le condizioni dei civili coinvolti siano più tragiche di quelle del giorno precedente. Poi il nulla: i civili continuano a morire, si bombardano le ambasciate, si lanciano droni e missili in un crescendo di botte e risposte che stanno portando il mondo sull'orlo dell'abisso: la III Guerra Mondiale.
La parola è alle armi nella prospettiva della distruzione di uno dei contendenti. La guerra non è più solo uno scontro fra due eserciti che si riconoscono e si fronteggiano o un confronto fra un esercito e un gruppo di guerriglieri irregolari. Oggi la guerra si poggia su un terzo pilastro, quello del terrorismo fatto di aggressioni ai civili, fame, distruzione dei servizi essenziali (ospedali, reti elettriche, reti stradali, ...) . La guerra, lo vediamo particolarmente a Gaza, deve indurre i popoli ad avere paura, a sottomettersi o a perire se considerati di troppo. Mentre ci stiamo assefacendo alla guerra, non mancano personalità politiche che in Europa propongono un intervento militare contro la Russia e sostengono l'aumento delle spese in armamenti (con soddisfazione dei fabbricanti di morte e inevitabili tagli allo stato sociale).
Siamo a un passo da un conflitto mondiale, abbiamo rinunciato alla politica, alla diplomazia e alla trattativa per risolvere le tensioni fra stati. Qualche invito a non alzare i toni o qualche pressione puntualmente inascoltata purché in perfetto allineamento con con gli USA e i loro pericolanti interessi egemonici.

Cividale del Friuli, 16 aprile 2024

la redazione del sito

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