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degrado
della memoria
ovvero
una lapide in stato di abbandono |
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In via Udine,
a fianco della sede dell'Acquedotto Poiana, c'è un piccolo
spazio in cui si trova la lapide che ricorda i nomi degli 8 partigiani
italiani e sloveni fucilati al campo sportivo il 18 dicembre
1944.
L'accesso allo spazio prospiciente la lapide è chiuso,
sul lato strada, da un cancello su cui una volta era posizionata
una scritta metallica che richiamava la specificità dell'area.
Per visitare questo luogo della memoria bisogna attraversare
il portone che permette di accedere alla palestra e quindi seguire
un sentierino sterrato che corre verso destra.
Raggiunta
la lapide osserviamo che lo spazio circostante si presenta in
condizioni desolanti: a cinque mesi dalla commemorazione del
17 dicembre abbiamo rinvenuto abbandonate e rinsecchite le corone
di alloro allora deposte, vicino al recinto che delimita il monumento
ci sono uno scarico di acque piovane e, ben visibile nell'angolo,
un tubo nero corrugato di grosso diametro. Il resto è
erba cresciuta in modo irregolare, foglie, qualche rifiuto, un
piccolo locale (quello della biglietteria) ridotto a magazzino
disordinato di materiale vario e una struttura recintata che
crediamo sia collegata all'impianto di climatizzazione della
palestra.
Un luogo della memoria reso inaccessibile e abbandonato a se
stesso nonostante da tempo si parli di alcuni lavori di risistemazione
e di una sua riapertura alla città.
Lo spazio nella caserma Francescatto in cui si commemorano i
105 caduti delle Fosse del Natisone è inaccessibile e
la lapide, vicina al rugo Emiliano, che ricorda i caduti del
1 maggio 1945 durante la battaglia per la Liberazione di Cividale
non si trova in buone condizioni (la scritta è rovinata).
In questa città in cui la memoria della presenza dell'esercito
è continuamente celebrata, sembra quasi ci sia poca voglia
di ricordare la Lotta di Liberazione e il sacrificio dei partigiani
che hanno combattuto per la libertà.
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Cividale del Friuli, 19 aprile 2024 |
la
redazione del sito |
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