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cubo della sostenibilità
una
collocazione balzana di
alcuni posti a sedere all'aperto |
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Lunedì 18 marzo, con l'inaugurazione
del "Cubo della sosteniblità" si sarebbe avviato,
stando alle dichiarazioni riportate sulla stampa locale, un percorso
di rilancio dell'area urbana posta vicino alla Biblioteca comunale,
nello spazio retrostante l'edificio che ospita l'anagrafe.
La struttura in legno dovrebbe ospitare un'area di sosta e di
lettura all'aria aperta ed essere uno strumento per favorire
momenti di socialità in un angolo "incantevole"
della città.
Le notizie di stampa sottolineano che i fondi per la sua realizzazione
sono stati ottenuti grazie a un premio per la sostenibilità
indetto dal Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (non
sappiamo se questa precisazione vuole mettere in luce il conseguimento
di un premio o vuole prevenire eventuali critiche su un possibile
uso scriteriato di fondi pubblici) e, cosa fondamentale, che
il legno per la sua realizzazione è originario delle foreste
del Friuli Venezia Giulia (precisazione che mette assieme, in
una botta sola, campanilismo, nazionalismo e autarchia).
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Infine ai lettori viene segnalato
che appena sarà terminato il progetto di rilancio dei
settori contigui e del chiostro retrostante la biblioteca, il
cubo potrà essere spostato altrove (sottolineando così
che della collocazione attuale non è convinta nemmeno
l'Amministrazione cittadina).
Non sappiamo se questa struttura riuscirà ad attirare
al suo interno delle persone. La collocazione non invoglia certo
alla lettura perché l'ambiente circostante non ci sembra
molto attrattivo e perché la rumorosità prodotta
dal traffico sulla strada che corre nelle vicinanze non è
trascurabile. Per la lettura dei libri è sicuramente più
accogliente la biblioteca e per la socializzazione sono più
idonee le panchine poste nello spazio retrostante la chiesa di
San Martino e in prossimità del Belvedere sul fiume Natisone.
I posti a sedere nel cubo sono 8, ma sono disposti allineati
come nelle corriere in cui lo sguardo di chi è dietro
volge alla schiena di chi è avanti. Certo non è
la soluzione migliore per dialogare, a meno che lo scopo dello
stare insieme sia quello di guardare il muretto posto di fronte
sul lato della strada che, dal Ponte del Diavolo, porta verso
piazza della Resistenza.
Lo sgomento e lo stupore per l'operazione "cubo" e
per l'approssimazione con cui è stata condotta ci da un'idea
non proprio rassicurante sulla visione della Città da
parte del centrodestra cittadino.
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Cividale del Friuli, 22 marzo 2024 |
la
redazione del sito |
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