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comunicati
stampa e manifesti
anni 2000 - 2010
Lista
Rinascita
Partito della Rifondazione Comunista |
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ZONA A TRAFFICO
LIMITATO: MANCANZA DI CORAGGIO E DI LOGICA
Dal 20 Agosto,
il Comune di Cividale ha esteso la Zona a Traffico Limitato chiudendo
aree importanti del centro storico al traffico automobilistico
e ritirando le autorizzazioni a suo tempo concesse. Il centro
storico di Cividale, così come quello di ogni città
con un patrimonio storico e artistico di valore, va tutelato,
il transito delle automobili va ridotto al minimo e la sosta
va limitata il più possibile. L'ordinanza del Comune di
Cividale CI PIACE perché non permette il parcheggio delle
auto lungo le vie storiche di Cividale,
NON CI PIACE
DOVE IMPEDISCE ANCHE IL SOLO ACCESSO IN AUTO AI RESIDENTI CON
TUTTI I DISAGI CHE QUESTO PUO COMPORTARE NEL TRASPORTO
DEI BAMBINI, DEGLI ANZIANI, DELLA SPESA.
Si rischia così
di penalizzare chi vive nel centro storico rendendo meno vivibile
una parte importante della nostra città (già soggetta
a spopolamento). Non ci piace l'idea di compensare il disagio
prodotto con la proposta di alcune facilitazioni nell'accesso
ai parcheggi a pagamento.
30 EURO AL
MESE (360 EURO LANNO) NON E UNA CIFRA DA POCO SPECIE
SE LA TARIFFA E INDIFFERENZIATA E NON TIENE CONTO DELLE
SITUAZIONI ECONOMICHE DELLE FAMIGLIE INTERESSATE.
E se poi tutti
i residenti nel centro storico dovessero parcheggiare negli stalli
a pagamento presenti in centro non c'è il rischio di sottrarre
spazi di sosta ai clienti delle attività commerciali?
Per molto meno in passato a Cividale si sono minacciate rivoluzioni.
In questo contesto che senso ha lasciare accessibile a tutti
gli automobilisti piazza San Biagio, Piazza Garibaldi, Piazza
San Giovanni? Non sarebbe meglio riservare questa area al parcheggio
dei residenti in centro storico ed estendere la zona a Traffico
Limitato almeno fino al ponte sul Rugo Emiliano in Borgo Brossana?
CHE SENSO
HA LASCIARE LA CIRCOLAZIONE SUL PONTE DEL DIAVOLO COSI
COME ADESSO?
Nel nuovo disegno
della Zona a Traffico Limitato, che limita il traffico in centro
storico, il Ponte del Diavolo diventa solo una via di transito
per andare verso Udine o verso le Valli, con i conseguenti problermi
di traffico e di inquinamento automoblistico.
Perché non introdurre un senso unico sul ponte e invogliare
la gente ad utlizzare per i suoi spostamenti verso l'esterno
il secondo ponte urbano o il ponte dell'ANAS?
E NECESSARIO
ARRIVARE ALLA CHIUSURA INTEGRALE DEL TRAFFICO AI NON RESIDENTI
IN CENTRO STORICO MA CON PROVVEDIMENTI GRADUALI, COERENTI E ATTIVANDO,
NATURALMENTE, LE TANTO DECLAMATE AREE DI SOSTA EXTRA MURA CITTADINE
E GLI AGOGNATI PERCORSI CICLABILI.
Insomma l'operazione
ZTL ci sembra impostata male e soprattutto ci sembra confusa
e povera di coraggio nell'affrontare alcuni problemi che assillano
la nostra città da molto tempo. Temiamo che su questo
tema lamministrazione possa tenere un comportamento opportunistico,
ritirando lordinanza una volta passati i Commissari dellUNESCO.
Temiamo che si possa andare verso la trasformazione dellarea
verde dietro la chiesa di S. Biagio in parcheggio, consumando
e deturpando un altro spazio verde della nostra città.
Temiamo che la proposta di Rinascita, avanzata il 19 febbraio
2010, di unire quellarea a quella dellOrto delle
Orsoline per destinarle a parco urbano resti lettera morta, come
molte delle proposte avanzate in 10 anni di opposizione. Temiamo
che il nuovo P.A.C. del Centro storico sia uno strumento di ulteriore
degrado della qualità ambientale, urbanistica e architettonica
della Città. Borgo Brossana ne farà le spese per
primo.
LORDINANZA
SINDACALE SARA PROBABILMENTE RITIRATA, MA I PROBLEMI RESTERANNO.
LAMMINISTRAZIONE COMUNALE DICA PERO CHIARAMENTE E
PUBBLICAMENTE QUALI SONO LE SUE INTENZIONI PER IL FUTURO DELLA
CITTA.
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Cividale del Friuli,
4 settembre 2010 |
Lista
Rinascita |
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24 marzo 2010 (comunicato stampa)
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Circolo del Cividalese G. Venica
Scriviamo ora
questa nota perché crediamo sia utile espimere il nostro
parere sulla situazione politica a Cividale. Lo facciamo uscendo
da un riserbo che ci siamo imposti per non interferire, con dichiarazioni
e interviste, in una trattativa all'interno del centro-sinistra
che fin dall'inizio si è rivelata piuttosto complicata.
L'impasse che ancora persiste a poche settimane dall'appuntamento
elettorale ci spinge però ad manifestare le nostre opinioni
in merito a quanto sta succendendo sul versante politico di centro-sinistra
cividalese.
Con grande senso di responsabilità abbiamo partecipato
a una trattative politica che, per noi, doveva essere innazitutto
finalizzata a costruire nella nostra città una alternativa
di governo al centro-destra.
Il centro-destra a Cividale non ha amministrato bene e si è
reso autore di alcune scelte che peseranno in modo significativo
il futuro di Cividale.
Il piano regolatore approvato da questa amministrazione sembra
essere stato concepito più per dare spazio alla speculazione
edilizia che per realizzare uno sviluppo urbanistico equilibrato
della nostra città. Non meno significativa è stata
l'assenza della amministrazione Vuga nella vicenda Italcementi
dove il centro-destra cittadino è stato accondiscendente
agli interessi di alcuni potentati locali rifiutandosi di svolgere
una benché minima azione di indirizzo sulla destinazione
del grande spazio che si è liberato con la demolizione
della fabbrica.
Non è mancato da parte della amministrazione cittadina
nemmeno un uso inadeguato del denaro pubblico. L'area artigianale,
che ha determinato l'esproprio di una estesa superficie agricola
alle porte di Cividale, è ancora lontana dalla sua realizzazione
e, vista la crisi produttiva del nostro territorio, ci chiediamo
a chi serviranno i lavori di urbanizzazione attualmente in corso.
Il Palazzetto dello Sport, opera la cui realizzazione è
stata sostenuta dal centro-destra, è un pessimo esempio
di come si possa costruire a Cividale un'opera faraonica per
poi utilizzarla poco e male e per di più foraggiando abbondantemente
con denaro pubblico il privato. E potremmo parlare di sanità,
di rapporti con il territorio, di cultura, di ambiente dove non
sono mancate iniziative discutibili e di dubbia efficacia.
Di fronte a questo quadro e al deserto politico fatto
di indifferenza e passività che esiste anche nella nostra
città, abbiamo da subito sostenuto la necessità
di una ampia coalizione di centro-sinistra che potesse farsi
interprete dell'esigenza di un rinnovamento della politica cittadina
e potesse affrontare con sensibilità anche i problemi
della salute, della tutela dell'ambiente, delle non facili condizioni
di vita di chi vive sulla propria pelle la grave situazione economica
del nostro territorio.
Abbiamo portato alla attenzione delle altre forze politiche alcuni
punti programmatici nella convinzione che un accordo politico
deve avere salde basi programmatiche e abbiamo partecipato alla
trattativa politica con spirito aperto e costruttivo.
Avremmo voluto discutere più di contenuti e meno di candidature
e avremmo voluto costruire un accordo sulla base di un programma
condiviso. Così non è stato e ce ne rammarichiamo.
Vorremmo fare un ennesimo appello all'unità di tutto il
centro-sinistra e chiediamo uno sforzo deciso per individuare
un candidato comune di alto profilo che sia garante del programma,
che rinnovi il rapporto fra politica, cittadini e istituzioni
e che si dedichi, in caso di un positivo risultato elettorale,
a tempo pieno alla nostra città. Un candidato che si ritenga
vincente a priori o che sia vincente non ci basta.
Non si troverà l'accordo? Non si vuole l'accordo? Noi
siamo pronti a valutare la possibilità di fare anche scelte
difficili.
PRC nel sostenere un accordo all'interno del centro-sinistra,
sta lavorando affinché alle prossime elezioni possa essere
presente una lista di Sinistra che metta assieme le varie anime
e sensibilità della sinistra cittadina e salvaguardi il
patrimonio di competenze politiche e amministrative di cui è
stato interprete il consigliere Pinto con la lista Rinascita-PRC.
Vogliamo essere della partita, ci stiamo provando.
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Cividale del Friuli,
24 marzo 2010 |
PRC -
circolo del Cividalese |
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24 ottobre 2008 (comunicato stampa)
Comitato
ITALCEMENTI |
circolo del Cividalese
"G. Venica" |
Oggetto: comunicato stampa congiunto PRC - Comitato Italcementi
Nei giorni scorsi
si è svolto un incontro fra il Comitato Italcementi e
il circolo del Cividalese di PRC. Una occasione utile e importante
per uno scambio di opinioni su un tema, l'area dell'Italcementi,
che è stato in queste ultime settimane al centro dell'attenzione
della città.
PRC e il Comitato hanno manifestato tutte le loro preoccupazioni
per quanto, in modo sempre più evidente, sta emergendo
da questa vicenda: dalla sostanziale subalternità della
vita politica e amministrativa locale alle esigenze della Banca
di Cividale, alla preoccupante assenza del l'Amministrazione
comunale in sede di programmazione urbanistica per l'area Italcementi,
al carattere "avventuroso" del progetto di nuove edificazioni
in quell'area.
Le parti hanno concordato nel ritenere irrisolta la cesura che
inevitabilmente si creerà fra l'area risanata e il centro-cittadino,
nel sottolineare come rimangano aperte molte questioni relative
alla viabilità di tutta la zona e nell'evidenziare come
non sia chiaro l'uso che si farà degli spazi di nuova
realizzazione, specie ora che il progetto di portare il Corso
di Laurea in Architettura appare sempre più aleatorio,
sia per la pesante politica di tagli che investe il mondo della
scuola e dell'università, che per la emergente concorrenza
di Gorizia come possibile sede di un corso di laurea analogo.
Non meno problematico è immaginare l'utilizzo di nuovi
spazi abitativi che si realizzeranno in quell'area, anche in
considerazione del fatto che a Cividale non mancano alloggi e
della non buona salute di cui sembra godere in generale il mercato
immobiliare.
Insomma
la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad una nuova
"grande opera" (l'ennesima qui a Cividale) che più
che il propagandato "regalo alla città" sembra
una operazione speculativa.
Condivise sono state inoltre le preoccupazioni per la presenza,
la movimentazione e lo smaltimento di materiali pericolosi attualmente
presenti negli edifici in demolizione e per i possibili rischi
alla salute di chi lavora nel cantiere e di chi vive in prossimità
dell'area interessata dal progetto di riqualificazione. Molto
grave è apparsa infine la volontà di fare piazza
pulita della memoria storica del lavoro decidendo, di eliminare
ogni traccia di un luogo dove hanno lavorato centinaia di persone
e dove, anche in momenti difficili della storia del nostro paese,
si sono combattute battaglie di civiltà, progresso e libertà
che sembra nessuno voglia ricordare.
PRC ha infine manifestato la volontà di continuare il
suo impegno per la difesa del territorio sia nei banchi della
minoranza consiliare che in tutte quelle situazioni e aggregazioni
che si presenteranno in futuro. In questo senso è stata
accolta con favore la proposta del Comitato relativa alla creazione
di un "osservatorio" che analizzi le situazioni di
crisi ambientale, paesaggistica e urbanistica del Cividalese
e del territorio circostante
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Cividale
del Friuli, 20 ottobre 2008 |
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25 settembre 2008 (comunicato stampa)
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I
fatti presenteranno il conto!
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Interveniamo
prendendo a spunto quanto asserito dal Comitato per lItalcementi
circa il ruolo e le pecche dei partiti dellopposizione
sul tema in questione, ma anche le dichiarazioni che fioriscono
in questi giorni sulla stampa.
Richiamiamo un solo fatto, a nostro avviso imprescindibile: Rinascita-PRC è stata lunica
forza politica a esprimere voto contrario allapprovazione
del Piano particolareggiato presentato dalla Banca di Cividale
perché lintervento sullarea dellex cementificio
ha gravi difetti e perché questi difetti derivano dallinadeguatezza
del Piano regolatore, che costituisce la cornice entro cui il
Piano particolareggiato si inscrive. Retroattivamente, quanto
determinante sia la questione del Piano regolatore emerge proprio
ora, in relazione al progetto sullex cementificio. Ci pare
che le critiche mosse a suo tempo e con abbondanza di argomenti
al Piano dalla mia forza politica siano tuttaltro che peregrine.
Avremo a breve un riscontro fattuale della correttezza delle
nostre argomentazioni. La nostra critica, oggi come ieri, ha
come bersaglio lAmministrazione comunale, più che
il soggetto privato. Il momento è decisivo e temiamo che
i cividalesi si sveglieranno bruscamente da un sonno durato troppo
a lungo.
Le altre forze politiche di minoranza hanno approvato il Piano
dellex cementificio, come nel passato hanno fatto con altri
progetti determinanti per il futuro della Città: la
stazione ferroviaria, il centro intermodale, la nuova zona artigianale
D2.
Rinascita-PRC ha argomentato doviziosamente
le sue posizioni contrarie, producendo osservazioni e altri documenti,
prima in vista e poi alla luce del nuovo PRPG. Di più:
allepoca della sostanziale bocciatura delle previsioni
del Piano regolatore de parte della Regione, Rinascita-PRC ha dichiarato che avrebbe
chiesto le dimissioni della Giunta municipale, per richiamarla
proprio alla responsabilità politica che in un paese normale
dovrebbe distinguere la buona dalla cattiva politica. In quella
occasione listanza non è approdata in Consiglio
perché Rinascita-PRC è stata lasciata
sola e bollata di velleitarismo dalle forze che, dai banchi della
minoranza, oggi hanno votato a favore del progetto che da Cividale
2 pare essere divenuto Cividale 3, forse in uno slancio di ottimismo
propagandisticamente utile. Allora siamo stati lasciati soli,
come soli siamo rimasti a votare contro il progetto inadeguato
sullarea dellex cementificio.
Quanto alla accusa di non essere stati capaci di coinvolgere
la popolazione intorno a una proposta o a un progetto politico,
è evidente che ogni compagine politica sarà sempre
in grado di mettere in campo le forze di cui disporrà.
Noi abbiamo la nostra dedizione e ci rivolgiamo alla Città
con i fatti politici (le posizioni espresse in Consiglio comunale
e le iniziative pubbliche), con gli argomenti che cerchiamo di
articolare secondo criteri razionali e non andando alla ricerca
di un consenso elettorale o elettoralistico, ottenuto con camuffamenti
ideologici. Un risultato concreto in questo senso è stato
raggiunto dalla nostra convinta opposizione al PRGC, che ha contribuito
a ottenere lo stralcio del terzo ponte dal Piano
regolatore, cioè unopera giudicata indispensabile
per la Città dalla Giunta comunale, ma di cui oggi nessuno
più rivendica la necessità. Cè un
modo più eclatante per sottolineare una vittoria politica?
Cè un risultato politico più evidente che
una forza di opposizione, da alcuni ritenuta marginale, possa
avere ottenuto? Abbiamo cercato di essere coerenti nel tentativo
di comunicare e fare condividere la nostra visione. Su questo
tema siamo ancora una minoranza? Cerchiamo di acquisire consenso
con la semplice politica, rifuggendo le manovre tattiche e gli
arruffianamenti che tanto gratificano i "sorestans di
chenti". Stiamo lontani dai giochi di potere e proviamo
a dare un contributo, riconoscendo alla critica e al dubbio un
valore almeno pari alla capacità di decidere. Diventeremo
maggioranza se e quando i cittadini condivideranno le nostre
posizioni, a partire dalla verifica delle idee sul solido terreno
dei fatti, che non mancheranno di presentare il conto.
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il
Consigliere comunale
di Rinascita
- PRC
Domenico Pinto |
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4 settembre 2008 (manifesto)
Quando
la sicurezza
diventa spettacolo
Abbiamo sotto
gli occhi l'invito alle manifestazioni che, il prossimo 13 settembre,
faranno da corollario all'avvio dei lavori di "riqualificazione"
dell'area dell'ex-Italcementi.
Nell'immancabile cornice enogastronomica che ormai contraddistingue
gli appuntamenti ritenuti di un certo rilievo, troviamo iniziative
per tutti i gusti: dal convegno di architettura, al concerto
con musica dal vivo, dalla demolizione spettacolare di una ciminiera,
a momenti di intrattenimento popolare.
Nella foga di
trasformare tutto in spettacolo, gli organizzatori della serata
si sono fatti prendere la mano e hanno pensato di organizzare
una sfilata di moda presentata, leggiamo, come "show-defilé abbigliamento
sicurezza sul lavoro". Una sfilata di modelle
e modelli in abbigliamento da lavoro quasi ad assimilare la sicurezza
all'eleganza o al glamour di molti capi di abbigliamento griffati.
Non sappiamo chi abbia avuto questa idea, anche se ha tutta l'aria
di essere un'operazione commerciale organizzata da qualche operatore
del settore dell'antinfortunistica.
Speriamo che
non ci si venga a dire che queste sfilate vogliono promuovere
la cultura della sicurezza o educare chi lavora nel nostro territorio
all'uso di attrezzature adeguate, perché il modo con cui
viene affrontata la questione è sbagliato. Indossare il
casco sul lavoro o usare degli accorgimenti contro gli infortuni
non è una scelta che può dipendere dalla moda del
periodo o dall'estro del momento, tutelare la propria incolumità
richiede una attenzione maggiore che scegliere quale paio di
jeans indossare o quale abito comperare.
La sicurezza è
una cosa seria che richiede una legislazione adeguata, investimenti
da parte dei datori di lavoro, corsi di formazione per i dipendenti
e controlli da parte delle istituzioni.
Siamo sicuri
che di tutto questo, nella sfilata di sabato, non ci sarà
che qualche labile traccia qua e là. Ma questa iniziativa
è sbagliata anche perché non considera il fatto
che nella nostra Regione l'impatto degli incidenti sul lavoro
e delle malattie professionali è piuttosto alto e i controlli
non sono adeguati per carenze di personale degli organismi preposti
alle verifiche di legge e, in molte realtà produttive,
c'è ancora da fare per elevare gli standard di sicurezza.
Prima di ideare
simili manifestazioni forse bisognerebbe pensare a chi, anche
qui da noi (nell'ex-Italcementi, nelle cave di marna, nelle fabbriche
della zona industriale, ...), ha perso la vita sul lavoro e mette
a repentaglio la salute in fabbriche malsane o in lavorazioni
pericolose (colate in fonderia, verniciature del legno, ...).
Siamo degli inguaribili
moralisti? No, in un mondo dove tutto è spettacolo o commercio,
cerchiamo almeno di mantenere il senso della decenza!

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PRC -
circolo del Cividalese
"G. Venica" |
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29 giugno 2007 (comunicato stampa)
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PRC
circolo del Cividalese
"G. Venica" |
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Movimento "Sinistra
Democratica"
Cividale e Valli del
Natisone |
Martedì scorso, nel corso
del Consiglio Comunale, la lista civica di centro-sinistra ha
presentato una interrogazione relativa alla realizzazione a San
Pietro al Natisone della scuola media bilingue che completi il
ciclo di studi ora composto dalla scuola materna e dalla scuola
elementare.
Il Sindaco Manzini, nel corso della sua risposta, ha spiegato
le ragioni che hanno spinto l'Amministrazione comunale a non
sottoscrivere la richiesta avanzata da molti genitori della scuola
bilingue richiamando motivi di natura finanziaria e la mancanza
di garanzie su un costante sostegno economico da parte della
Regione.
Dietro queste ragioni in buona parte pretestuose, sono emerse
in diversi passaggi le reali motivazioni di questa scelta e sono
tutte politiche. Particolarmentre grave è apparsa la volontà
di opporsi alla scuola media bilingue usando argomentazioni che
richiamano alla memoria tempi passati quando alcuni settori nazionalisti
delle Valli del Natisone negavano alla minoranza slovena molti
diritti fondamentali.
La scelta dell'amministazione di San Pietro al Natisone, tutta
volta al passato, rischia di creare nuove contrapposizioni e
nuove incomprensioni nella comunità delle Valli e rischia
anche di condizionare pesantemente il diritto all'istruzione
in lingua slovena a un numero importante di famiglie delle Valli
del Natisone e del Cividalese.
Speriamo che la questiona possa risolversi in tempi brevi, che
le resistenze di alcuni assessori vengano superate quanto prima
e che le famiglie interessate alla prosecuzione degli studi dei
propri figli nella scuola bilingue possano già con il
prossimo anno scolastico vedere realizzato questo loro progetto
educativo.
Il circolo del Cividalese di PRC e la sezione delle Valli del
Natisone di Sinistra Democratica, nell'esprimere il proprio sostegno
alle richieste dei genitori interessati alla scuola media bilingue,
intraprenderanno tutte quelle iniziative volte a informare e
senzibilizzare l'opinione pubblica e le autorità competenti
affinchè la loro richiesta sia accolta positivamente.
Cividale del Friuli, 29 giugno
2007
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5 novembre 2006 (comunicato stampa)
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circolo del Cividalese
"G. Venica"
Oggetto: Comunicato Stampa sulla situazione alla CGA
Da un po' di tempo la Zona Industriale
di Cividale è al centro dell'attenzione per il problema
dell'inquinamento derivante da alcune lavorazioni che ivi hanno
luogo e si parla dei possibili rischi per la salute dei cittadini
delle vicine località di Moimacco, Bottenicco e Grupignano.
Meno attenzione viene riservata alla salute di chi in quella
zona lavora, ma questa distrazione non è nuova e sembra
quasi che il lavoro in fabbrica (ma anche nei campi o nel settore
artigiano) non abbia nella nostra città la dovuta attenzione.
Il commercio è la realtà economica quasi sempre
al centro della considerazione delle istituzioni e non mancano
sugli organi di informazione i richiami alle difficoltà
reali o presunte del commercio e i consigli/proposte su quello
che bisognerebbe fare per rafforzare il ruolo di polo commerciale
della nostra città (a volte con iniziative più
di immagine che di contenuto).
Vogliamo parlare con questa nota della situazione della CGA,
una importante azienda nel settore della produzione di pannelli
di raffreddamento per frigoriferi e scambiatori di calore per
la bio-edilizia, che occupa circa 120 operai e che da tempo sta
attraversando una situazione di grave crisi.
Dopo una serie di passaggi di proprietari e alcune operazioni
non finite molto bene (il fallimento della neoacquistata Moulinex),
lo stabilimento CGA è stato comperato alcuni anni fa dal
management interno all'azienda.
Dopo questa acquisizione, le cui modalità non ci sono
del tutto chiare, è cominciato un lento declino che ha
portato in breve tempo alla cassa integrazione ordinaria e, più
di recente, alla cassa integrazione straordinaria per circa 40
dipendenti e all'annuncio del licenziamento di una trentina di
lavoratori fra operai e impiegati.
Nel frattempo, in una situazione difficile e di crisi, è
stata acquistata una fabbrica in Francia e si parla di trasferirvi
alcune importanti lavorazioni perché i costi di produzione
(nonostante il lavoro costi di più) sono più bassi
che in Italia. Intanto anche a causa dei mancati investimenti
(da anni non viene messa una lira se non per le riparazioni indispensabili
dei macchinari) la produzione è calata vistosamente e
si prevede un ulteriore calo di più del 50% della produzione
nei prossimi due anni. Per superare queste difficoltà
si è
pensato di puntare alla produzione, oltre che dei pannelli refrigeratori
per frigoriferi, di pannelli da soffitto per impianti di climatizzazione
destinati ai grandi spazi. Il pannello progettato dalla CGA,
nonostante il sostanzioso contributo per l'innovazione tecnologica
(775.000 euro) erogato dalla Regione, non è entrato in
produzione per alcuni evidenti limiti tecnologici e per gli alti
costi di produzione. Nemmeno nel settore dei pannelli solari
e del fotovoltaico ci sono stati investimenti, nonostante le
opportunità che il mercato offre in questo campo.
E mentre l'azienda è rapido declino (dai fine settimana
lavorativi di soli due anni fa si sta arrivando al probabile
prossimo deciso ridimensionamento aziendale) si parla anche di
trasferire alcune lavorazioni di rifinitura dei pannelli in Ungheria,
dove i costi del lavoro sono più bassi (4,50 euro all'ora)
e dove si trovano anche importanti clienti della azienda quali
l'Electrolux. Che questo sia il possibile destino dell'azienda
ce lo fa temere anche il fatto che sia saltato il capo personale
e che non si sia provveduto alla sua sostituzione. Né
meno preoccupanti sono le notizie di uscite volontarie (non incentivate)
di dipendenti che, abbandonando la CGA per altri impieghi, portano
con sé un patrimonio di competenze e conoscenze importanti
e non immediatamente rimpiazzabili.
Probabilmente a questa situazione si è arrivati per una
serie di cause: investimenti sbagliati, errori nelle acquisizioni,
l'aver puntato su mercati di fascia alta, la concorrenza di nuovi
produttori, ...
Di sicuro a pagare sono, come al solito, i lavoratori (molti
dei quali quarantenni) per i quali non si aprono molte prospettive
se, come paventa qualcuno, della CGA sopravviverà solo
la fonderia e la sede di Cividale si trasformerà in un
centro logistico o in una azienda commerciale con qualche decina
di dipendenti. E mentre per i dipendenti in mobilità si
aprirà una stagione di incertezze e solitudine (dopo qualche
corso di riqualificazione, bisognerà arrangiarsi da soli),
troviamo sconcertante che si sia concesso da parte dell'Assessorato
Regionale alle Attività Produttive il più alto
finanziamento per l'innovazione erogato in Regione senza verificare
a cosa sia realmente servito e per di più sostenendo la
richiesta di cassa integrazione straordinaria anche in mancanza,
a nostro parere, di alcuni requisiti importanti (es.: i due ultimi
bilanci in rosso). Siamo al solito uso "allegro" del
denaro di tutti con, come contropartita, il nulla (in barba alle
solite dichiarazioni sul ruolo sociale dell'impresa).
Ai lavoratori va tutta la nostra solidarietà e il nostro
appoggio per la difesa del posto di lavoro e speriamo che tutta
la città faccia proprio questo atteggiamento perché
la perdita di una qualsiasi realtà produttiva è
una perdita per tutti e poco importa che i cividalesi che rischiano
il posto siano quattro o cinque.
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Cividale del Friuli, 5 novembre
2006 |
Il Direttivo del
Circolo del Cividalese di PRC |
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11 febbraio 2005 (comunicato stampa)
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lista Rinascita - PRC
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Quali
prospettive per il centro-sinistra a Cividale? |
Dopo quattro
mesi di incontri crediamo sia opportuno e necessario tracciare
un breve bilancio del lavoro che fino ad oggi le forze politiche
del centro-sinistra hanno svolto in vista delle prossime elezioni
comunali.
Fin dallinizio eravamo consapevoli che la formulazione
di un progetto comune per la nostra città avrebbe richiesto
un impegno non indifferente per conciliare impostazioni e sensibilità
politiche diverse. In questa impresa ci siamo impegnati
con spirito costruttivo, con la consapevolezza della necessità
di un cambiamento nella politica amministrativa cittadina e nella
speranza di un futuro per la nostra città diverso dal
presente.
Non sono mancate e non mancano tuttoggi le difficoltà,
tanto che il raggiungimento di un accordo fra la Lista Rinascita-PRC
e le altre forze del centro-sinistra è tuttaltro
che scontato.
I nodi irrisolti sono molti e fra questi i più ardui
da sciogliere riguardano il futuro dellospedale di Cividale
e il nuovo Piano Regolatore.
Per quanto riguarda la sanità, dopo il positivo accordo
trovato agli inizi del 2004 sul progetto di salvataggio dell'ospedale
di Cividale presentato agli Organi Regionali, sono emerse profonde
diversità di vedute sulla proposta presentata in corso
danno dallAssessore Regionale alla sanità
e in modo particolare sulla proposta di lasciare a una fondazione
- e quindi ai privati - la gestione di alcuni importanti servizi
sanitari.
Anche nella fase attuale non possiamo che confermare la nostra
contrarietà alla proposta Beltrame, perché avvierebbe
un processo di privatizzazione della sanità, non garantirebbe
reali prospettive di lungo periodo al nostro ospedale e soprattutto
non soddisferebbe la richiesta di sanità del nostro territorio.
In questi mesi, su questo argomento, abbiamo subito una sorta
di pressing finalizzato a farci cambiare idea, pur
nella totale assenza di fatti nuovi che giustificassero una simile
possibilità. Riteniamo inoltre politicamente sbagliato,
per gli aspetti di forzatura che la cosa presenta, aver voluto
inserire il tema stesso nellagenda delle trattative, perché
il futuro dell'ospedale si decide a un livello superiore a quello
cittadino e ognuno nella sua autonomia giudicherà le eventuali
scelte della Regione. Senza contare che il modo in cui si è
voluto affrontare largomento sanità ha assunto una
connotazione negativa, poiché risolve la questione in
termini meramente elettoralistici al di fuori della più
ampia problematica della sanità regionale.
Il secondo nodo riguarda il Piano Regolatore che, a nostro avviso,
non è da intendere come un semplice strumento urbanistico,
ma come un progetto che prefigura lo sviluppo economico, sociale
e anche culturale della città nei prossimi 20 anni.
Il PRG appena adottato è un pessimo PRG. Non è
credibile l'aumento demografico previsto dal piano, quando da
anni la popolazione cividalese è stabile, grazie soprattutto
all'immigrazione dall'estero e in un contesto in cui le Valli
del Natisone non possono più essere considerate il bacino
da cui affluiscano i nuovi abitanti della Città.
Noi consideriamo quello appena adottato un pessimo PRG perché
non risolve i problemi della viabilità e delle aree dismesse,
rende possibili colate di cemento in zone paesaggisticamente
molto belle, oltre che sottoposte a tutela: pensiamo, a titolo
esemplificativo, al III ponte urbano, all'area commerciale fra
Cividale e Sanguarzo, alla zona di espansione edilizia in Carraria.
Su questo argomento è fino ad ora mancato un confronto
approfondito e non ci sembra praticabile la proposta di risolvere
la questione dicendo e dicendoci che nella prossima legislatura,
se avremo la maggioranza, potremo apportare modifiche al Piano
con lo strumento delle varianti, cioè adottando la stessa
pratica che fino a oggi abbiamo stigmatizzato nel modo di amministrare
il territorio della giunta in carica. Oltretutto le varianti,
per avere unefficacia, dovrebbero avere un carattere di
organicità tale da configurare comunque la sostanziale
riscrittura del PRG.
Crediamo poi che il lavoro programmatico non possa prescindere
dallanalisi dei problemi reali dei cittadini allinterno
di unipotesi di futuro per la nostra città, conciliando
progetti e proposte di ampio respiro con risposte rapide e efficaci
ai problemi contingenti. La stesura del programma non può
prescindere da questo.
Ci sono punti programmatici che, per l'impegno profuso in questi
anni e per la concezione politica che sta alla base del nostro
essere partito e lista, sono per noi importantissimi:
- opposizione, anche a livello locale, a ogni forma di ulteriore
privatizzazione dei servizi sociali (acqua, assistenza, etc.);
- trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative
più significative (p. es., il bilancio partecipato);
- intervento dell'Amministrazione Comunale in azioni di sostegno
a favore delle categorie più deboli (programmi di integrazione
e di lotta alle nuove e vecchie povertà);
- miglioramento della "vivibilità" della nostra
Città, attraverso interventi di riqualificazione urbana
e di regolamentazione del traffico;
- avvio di una politica culturale di ampio respiro, fondata su
una progettualità organica, originale e aperta alla sperimentazione.
Le nostre proposte sono al vaglio di coloro che vorranno
essere nostri interlocutori, i nodi da sciogliere sono sul piatto
insieme alla nostra ferma volontà di partecipare a un
progetto che unisca le forze del centro-sinistra. Se non ci sarà
accordo valuteremo altre possibilità, perché la
Lista Rinascita PRC non rinuncerà a portare le
sue proposte allattenzione dei cittadini di Cividale del
Friuli.
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Cividale del Friuli, 11 febbraio
2005 |
per la Lista Rinascita-PRC
Domenico Pinto e Alessandro Guglielmotti |
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30
settembre 2004 (manifesto)
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nuovo ponte urbano?
no grazie! |
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Il nuovo piano regolatore
che l'amministrazione si avvia a varare prevede la realizzazione
di un nuovo ponte urbano da edificare nella zona di Carraria.
Non
è una buona idea!
Un'altra grande opera dai
costi notevoli e dalla utilità più che dubbia che
per di più verrebbe a deturpare in modo irreparabile una
zona del Natisone (la Lesa di tutti i cividalesi) di grande pregio
paesaggistico e ambientale.
Non meno deturpante e inutile sarebbe poi la costruzione dell'anello
viario (una sorta di tangenziale) che si vorrebbe realizzare
attorno alla città e che si incentrerebbe attorno al nuovo
ponte e al ponte urbano posto a sud del Ponte del Diavolo. Un
progetto che, se realizzato, isolerebbe ancor di più il
centro cittadino, non migliorerebbe significativamente la circolazione
stradale e taglierebbe in due la città |
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Continua la politica delle
grandi opere e dopo la voragine di denaro pubblico rappresentata
dal nuovo Palazzetto dello Sport si preparano ulteriori devastazioni.
Non è difficile immaginare che con il nuovo ponte si avvierà
una nuova colata di cemento che aprirà la strada a nuove
speculazioni (il valore che i terreni della zona aumenterà)
e a nuove lottizzazioni con una ulteriore espansione della città
a vantaggio dei soliti noti (la lobby dei costruttori) e, come
troppo spesso succede, con il generoso sostegno del denaro pubblico.
A
perdereci ancora una
volta saranno la qualità
urbana e i cittadini tutti
La lista Rinascita - PRC dice
no alla proposta del nuovo ponte urbano e si impegnerà
con forza affinché la malaugurata ipotesi del nuovo ponte
non diventi una realtà. |
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Cividale del Friuli, 3 settembre
2004
lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista |
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1 giugno 2003 (manifesto)
ponte
del diavolo:
siamo
alle solite
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Rinascita-PRC, dopo la sperimentazione dell'anno
scorso, ha presentato in Consiglio Comunale una mozione per riproporre
anche questa estate, limitatamente
alle ore serali e notturne,
la chiusura del Ponte del Diavolo al traffico automobilistico.
Una proposta che avanziamo da anni e che vuole permettere ai
cittadini di usufruire in tutta tranquillità di un angolo
di città senza il disturbo del traffico, senza il rischio
di essere investiti da qualche automobilista e senza i gas di
scarico prodotti da un traffico che spesso è molto intenso.
Ancora una volta l'Amministrazione Comunale di Cividale ha detto
no e ha motivato la sua scelta dichiarando che il traffico pedonale
estivo non è tale (sulla base di quali dati?) da giustificare
alcuna limitazione al traffico automobilistico o affermando che
solo l'apertura di un terzo ponte urbano potrebbe favorire l'allungamento
del periodo di chiusura del Ponte del Diavolo al di la degli
attuali giorni festivi.
Tre anni fa la proposta di Rinascita-PRC
fu respinta con la giustificazione della mancanza di parcheggi,
l'anno scorso con la carenza di personale da adibire alla collocazione
delle transenne, quest'anno richiamandosi allo scarso successo
dei pochi giorni di sperimentazione dello scorso anno.
Oggi a opporsi alla chiusura estiva e notturna del Ponte del
Diavolo è rimasta la sola maggioranza consiliare mentre
i commercianti, quelli che in passato si erano strenuamente opposti
anche al senso unico sul ponte, oggi mostrano interesse per la
nostra proposta perché hanno capito che l'isola pedonale
migliorerebbe la qualità del centro storico.
Un no che ha tutta l'aria di essere pregiudiziale e che denota
ancora una volta la totale mancanza in questa amministrazione
di un progetto per rendere la nostra città più
accogliente e a misura di cittadino.
Cividale del Friuli, 1 giugno
2003
Lista
Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista |
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13 gennaio 2003 (comunicato stampa)
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Riteniamo opportuno intervenire
ancora una volta sulla Casa per Anziani di Cividale perché
riteniamo non risolte alcune situazioni relative al funzionamento
di questa importante struttura assistenziale.
Siamo vivamente preoccupati per la mancata sostituzione, nonostante
siano trascorsi alcuni mesi, del Coordinatore Sanitario e dell'Assistente
Sociale coordinatri-ce del personale di assistenza. Si tratta
di due figure professionali che ricoprono un ruolo determinante
nel garantire un adeguato livello
di assistenza degli ospiti detta Casa per Anziani. Sappiamo che
alcune persone sono state contattateper ricoprire questi delicati
incarichi, ma sappiamo anche che hanno declinato l'offerta forse
perché non sono ben chiari gli obiettivi gestionali del
Consiglio di Amministrazione che regge l'istituzione Casa per
Anziani.
C'è il rischio di una caduta dei livelli assistenziali
con tutte le conseguenze immaginabili sulle condizioni di vita
degli anziani ospiti che, lo ricordiamo, sono in gran parte non
autosufficienti. Proprio sui livelli assistenziali riteniamo
non convincenti alcune recenti dichiarazioni del vice-sindaco
circa i livelli qualitativi e quantitativi dell'assistenza prestata
agli ospiti: definire i livelli di assistenza ampiamente superiori
ai parametri stabiliti dall'azienda sanitaria non è credibile
se si rimarca, come è stato fatto in alcune recenti dichiarazioni,
la carenza di personale dovuta a malattia o invalidità.
Riteniamo indispensabile che la situazione di incertezza relativa
al coordinamento sanitario e assistenziale abbia termine al più
presto con l'individuazione da parte del Consiglio di Amministrazione
di personale qualificato per la copertura di questi incarichi
e riteniamo inoltre importante che l'Amministrazione Comunale
di Cividale segua con costante attenzione la vita di questa istituzione.
E' nostra convinzione che anche la nostra costante attenzione
possa essere di stimolo alla soluzione delle problematiche che
in essa sono presenti.
In questo senso crediamo che, più delle nostre critiche,
a dare un'immagine negativa di questa istituzione siano le carenze
e le inefficienze dei servizi.
Cividale del
Friuli, 13 gennaio 2003
Lista
Rinascita
- Partito
della Rifondazione Comunista
Democratici di Sinistra - sezione di Cividale
Socialisti Democratici Italiani - sezione di Cividale
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22 novembre 2002 (comunicato stampa)
Nei giorni scorsi si è
svolta una riunione congiunta delle segreterie cittadine dei
Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista e Socialisti
Democratici Italiani. Nell'incontro è stata esaminata
la situazione politico-amministrativa locale, con particolare
attenzione alla Casa per Anziani di Cividale.
Siamo venuti a conoscenza, anche a mezzo stampa, di voci e segnalazioni
riguardo lo stato in cui versa la Casa di Riposo. Il quadro descritto
dai familiari e dagli stessi operatori dimostra la condizione
di profondo malessere e di difficoltà in cui versa la
nostra struttura di accoglimento. Assieme
a questo diffuso sentimento, già di per sé sintomodi
una situazione poco rassicurante, abbiamo accolto con vivo dispiacere
e preoccupazione le recenti dimissioni da Direttore Sanitario
del dott. Marino Sodde, stimato professionista della nostra città. Conoscendo
la sua serietà e la sua alta professionalità, questa
decisione ci ha lasciato sconcertati, soprattutto perché
viene a mancare l'uomo che, con grandi doti di umanità,
coordinava ed indirizzava adeguatamente l'assistenza e che costituiva
per gli ospiti un costante elemento di riferimento. Al momento
non si conoscono le ragioni per cui ciò è avvenuto,
ma è significativo che un ruolo cosi importante resti
vacante. Questo stato di cose è ancora più grave
in una fase come quella attuale in cui, in assenza di un adeguato
servizio sanitario sul nostro territorio, le residenze per anziani
sono divenute delle strutture sanitarie a tutti gli effetti.
A questa situazione si accompagna la ristrutturazione edilizia
della Casa per Anziani, il cui inizio, annunciato e preventivato
fino dal 2000, ha preso avvio, solo apparentemente e con molte
difficoltà e ritardi, nella seconda metà del 2002.
Non è dato sapere quando, con quali tempi e quali metodologie
sarà portato a termine, per di più questi lavori
verranno eseguiti in presenza degli anziani ospiti, con conseguenti
disagi da parte di questi ultimi.
Inoltre, appare sempre più evidente il disagio e l'esasperazione
del personale che lavora in una situazione di estrema difficoltà,
nonché l'inquietudine di numerosi familiari degli ospiti.
Ciò risulterebbe confermato da una costante diminuzione
del numero degli ospiti, con possibili riflessi negativi sui
conti di bilancio.
In questo contesto preoccupante, per non dire drammatico, abbiamo
registrato con sconcerto voci, speriamo infondate, circa presunti
progetti di "privatizzazione" della Casa di Riposo
da parte della attuale maggioranza di destra. Non vorremmo che
dietro questo eventuale progetto, del quale al momento il Consiglio
Comunale non è stato informato, si nascondesse una volontà
di "precarizzazione" del lavoro delle persone che attualmente
operano nella struttura, ed un desiderio di trarre profitto da
un settore delicato come quello dell'assistenza agli anziani.
Alla luce di quanto sopra descritto, riteniamo indispensabile
un immediato chiarimento in Consiglio Comunale da parte del Sindaco
sullo "stato di salute" della Casa per Anziani e una
costante e periodica opera di informazione sul funzionamento
di questa importante struttura assistenziale che non si limiti
ai soli momenti istituzionali di approvazione dei bilanci.
Cividale del
Friuli, 22 novembre 2002
Democratici
di Sinistra - sezione di Cividale
Socialisti Democratici Italiani - sezione di Cividale
lista Rinascita
- Partito
della Rifondazione Comunista
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11 luglio 2002 (manifesto)
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piano
regolatore:
basta con le bugie
Perché
un nuovo Piano Regolatore?
Il Piano Regolatore Generale
(PRG) di Cividale è stato approvato nel 1978, le sue previsioni
generali sono superate e anche la Regione ne chiede l'adeguamento
alle nuove normative, inoltre è stato modificato da ben
32 varianti alcune delle quali ne hanno radicalmente modificato
il progetto. |
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Il nuovo PRG
Nel 1996 l'amministrazione
del dott. Bernardi affidava l'incarico per la redazione del nuovo
PRG allo Studio Benevolo di Brescia. Veniva istituito un Ufficio
di Piano che avrebbe seguito con personale locale la redazione
del PRG e successivamente avrebbe fornito le risposte alle interrogazioni
dei cittadini (sottolineiamo la rilevanza economica di questo
fatto, perché alcuni professionisti si fanno pagare per
questo servizio e la somma che ne deriva può toccare,
per una città come Cividale, svariate decine di milioni).
Il Piano per il centro storico della città avrebbe avuto
la misura del Piano particolareggiato ciò per evitare
l'adozione separata di Piani successivi (e spese successive per
ulteriori incarichi professionali). La spesa omnicomprensiva
per la redazione del Piano venne stabilita in Lire 461.244.000.
L'adozione del PRG, come da convenzione, sarebbe dovuta avvenire
nel marzo 1998.
La revoca dell'incarico
a Benevolo
Alla caduta dell'amministrazione
Bernardi seguiva un periodo di commissariamento del Comune e
la "nuova" amministrazione del dott. Pascolini si scatenava
con furia iconoclasta su ogni iniziativa della precedente amministrazione
Bernardi (Piano del Traffico, Piano Regolatore, ecc.). L'incarico
a Benevolo veniva revocato dall'amministrazione Pascolini, presenti
Felettig, Blasig, Pauletig e Clochiatti, ancora oggi presenti
in Consiglio e in Giunta, che determinano una continuità
dell'amministrazione del dott. Vuga con l'amministrazione Pascolini,
condizionando-ne oggettivamente l'operato. La revoca dell'incarico,
essendo avvenuta non per mancanze del professionista ma per volontà
politica dell'amministrazione, a seguito degli atteggiamenti
denigratori di quest'ultima, ha aperto un contenzioso con lo
Studio Benevolo, poiché, come da convenzione, quest'ultimo
richiede al Comune il pagamento della penale relativa alla revoca
dell'incarico.
Al professionista sono state liquidate complessivamente Lire
231.000.000.
Il nuovo incarico
Nel dicembre del 1999 la giunta
municipale affidava all'arch. Trevisan la redazione del nuovo
PRG, con il parere negativo dei competenti uffici, che manifestavano
dubbi sulle capacità del professionista e sulla congruità
della spesa (428.400.000). Il parere negativo determinava il
sollevamento dall'incarico dell'arch. Pitocco, che invece, come
si può vedere oggi, ha fatto bene il suo lavoro. Da notare
che a Trevisan erano state in precedenza commissionate anche
la formulazione di nuove direttive per la redazione del PRG (Lire
2.448.000) e la stesura di un preventivo per la redazione del
nuovo PRGC (Lire 6.609.600).
Nel frattempo si continua con le varianti al PRG e con costruzioni
significative per la città in assenza del nuovo PRG (vedi
Palazzetto).
La nuova revoca
Con delibera di Giunta n. 133 del maggio 2002, è stato
avviato il procedimento di revoca dell'incarico di redazione
del PRG a Trevisan per gravi inadempienze nei confronti dell'amministrazione.
Il professionista è in ritardo di oltre un anno nella
consegna degli elaborati. Al professionista sono stati liquidati
complessivamente Lire 85.680.000. Nessuno sostiene, anche nella
maggioranza, che il lavoro da lui prodotto sia di un qualche
interesse.
Verso un nuovo
incarico con la solita
ambiguità e mancanza di trasparenza
L'amministrazione Vuga ribadisce
la mancanza di continuità con Pascolini, ma, come sappiamo,
metà giunta è composta da esponenti di quell'amministrazione.
Nel corso dell'ultimo Consiglio Comunale la maggioranza ha affermato
l'inutilità di un nuovo PRG e a specifica interrogazione
si è sostenuto di non aver avuto alcun contatto con lo
studio Benevolo. In precedenza, per voce dell'assessore all'urbanistica,
si è sostenuto che parte del lavoro di Benevolo si poteva
utilizzare perché considerato valido. Ora sappiamo per
certo che Benevolo ha dichiarato la sua disponibilità
a un contatto con l'amministrazione "anche solo per ottenere
informazioni sul come utilizzare i materiali da noi prodotti".
Un atto che potrebbe sfociare, se l'amministrazione lo prendesse
in considerazione, nella chiusura del contenzioso e nel risparmio
da parte dei cittadini della penale per quella revoca di natura
squisitamente "politica". Ma l'amministrazione tace
e nel frattempo lavora per un nuovo incarico.
È del tutto pretestuoso sostenere che il professionista
è "di fuori" o che il reincarico non sarebbe
capito o che risulterebbe "ridicolo". Per realizzare
i monumenti più significativi della nostra città
si è fatto ricorso, in un passato più glorioso,
ad architetti e ingeneri non locali: il duomo, il palazzo pretorio
e il ponte sono stati costruiti badando al prestigio della Città
e stanno a simboleggiare un interesse per Cividale che gli amministratori
attuali dimostrano di non avere. È pretestuoso sostenere
che il professionista non conosce la legislazione regionale,
in quanto la scala dei rapporti professionali di uno studio di
tale prestigio e portata non è regionale ma addirittura
extra nazionale. È stato del tutto pretestuoso sostenere
pubblicamente che le aree delle ex caserme non sarebbero mai
state disponibili: i fatti di oggi dimostrano il contrario. Come
anche dimostrano che chi ha avuto un ruolo chiave nella revoca
a Benevolo e nell'incarico a Trevisan (con tutte le conseguenze
anche economiche del caso) oggi tranquillamente si lava le mani
dichiarando di occuparsi, ora, di altro (!?!). Ciò che
impedisce all'amministrazione Vuga di valutare le cose su un
piano più oggettivo, con senso di proporzione e di buona
amministrazione è la continuità politica con l'amministrazione
Pascolini, di cui Clochiatti, Felettig, Blasig e Pauletig sono
garanti.
L'amministrazione assuma in pieno la responsabilità politica
che deriva dai fatti di cui sopra in continuità con quanto
fatto dall'amministrazione Pascolini.
Intanto la Corte dei Conti regionali, su documentazione presentata
dalla lista Rinascita, continua l'indagine sulla revoca a Benevolo
e sulle modalità di incarico a Trevisan.
La nostra attenzione per la città e su come viene amministrata,
sul tematiche quali PRG, Sanità o Lavoro resta prioritaria
per la nostra lista e continueremo, per quanto nelle nostre forze,
a far valere i diritti dei cittadini.
Cividale del Friuli,
12 luglio 2002----Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista |
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8 luglio 2002 (manifesto)
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TRANSENNATORE
CERCASI !!!!
Fra pochi giorni, e solo per
alcune settimane, il Ponte del Diavolo verrà chiuso sperimentalmente
al traffico automobilistico dalle ore 20.00 di sabato alle ore
20.00 di domenica. Una scelta, quella dell'Amministrazione Comunale,
tutt'altro che coraggiosa che prolunga solo di poche ore le limitazioni
al traffico veicolare già normalmente in vigore la domenica.
La lista Rinascita
- Partito della Rifondazione Comunista ha nuovamente avanzato
in Consiglio Comunale una proposta di
chiusura
sperimentale del Ponte del Diavolo
limitata al periodo estivo e alle ore serali e notturne
(ogni giorno dalle
20.00 alle ore 7.00 del mattino successivo)
per permettere a tutti i cittadini
di usufruire in tutta tranquillità, nelle ore serali,
di un angolo di città caratteristico senza sentire il
rumore del traffico automobilistico e di passeggiare o andare
in bicicletta senza correre il rischio di essere investiti da
qualche automobile e senza respirare i gas di scarico prodotti
da un traffico che, specie in alcune ore del giorno, è
molto intenso.
A
questa proposta la maggioranza consigliare ha risposto no
proponendo solo una breve
estensione temporale del divieto di transito già in vigore
la domenica con l'argomentazione sconcertante che non ci sono gli addetti
all'installazione e alla rimozione delle transenne.
Un no, quello della maggioranza,
che dimostra una sostanziale mancanza di coraggio e di volontà
innovatrice su un tema importante quale quello della qualità
della vita nella nostra città.
Un no che contrasta anche
con le aperture alla nostra proposta che provengono da alcuni
settori che, in passato, si erano opposti alla chiusura del ponte
e che oggi mostrano una maggior sensibilità verso i temi
della qualità della vita e della vivibilità della
nostra città.
Un no, infine, che ha tutta
l'aria di essere pregiudiziale e che denota ancora una volta
la totale mancanza in questa amministrazione di un progetto per
rendere la nostra città più accogliente e a misura
di cittadino.
Cividale del Friuli, 8 luglio
2002
Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista |
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27 maggio 2002 (manifesto)
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parcheggiate
anche qui! |
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D'accordo ci piace provocare!
Invitarvi a parcheggiare in uno spazio piccolo come quello riportato
sopra è una provocazione, ma è una provocazione
che prende spunto da una nuova brillante idea della nostra amministrazione
comunale. Molti si saranno accorti della introduzione in centro
città di nuovi spazi a pagamento per il parcheggio delle
automobili. Per crearli hanno addirittura introdotto un senso
unico in piazza Duomo e così facendo sono riusciti a ottenere
nuovi posti auto sul lato della piazza rivolto al Duomo (peccato
che abbiano eliminato nel contempo uno dei due parcheggi per
disabili). E non basta! Nell'area prossima all'ufficio postale
hanno creato dei spazi a pagamento ovunque ci fosse un po' di
posto e, sul lato prospiciente alla CRUP, addirittura fino quasi
al segnale di stop. Poteva bastare? No! Perchè hanno ritenuto
di far buona cosa introducendo degli elementi di arredo urbano
(cestini dei rifiuti, basi porta segnali, ...) più degni
di un centro commerciale da periferia metropolitana che di una
città storica.
Ma perché tutto questo? Bisogno di soldi? Non crediamo
che l'Amministrazione Comunale, che di soldi ne ha già
buttati via un bel po' per il Palazzetto dello Sport e per il
Piano Regolatore, ricorra a questi mezzucci per raccattare poche
decine di euro al giorno in più. Un metodo per risovere
il problema della disponibilità di parcheggi? Chi a Cividale
viene da fuori per lavorare negli uffici, nelle scuole, nelle
banche non troverà più facilmente posti in cui
parcheggiare la sua auto.
No! Forse c'è dell'altro! Forse l'amministrazione comunale
di centrodestra ha voluto dare un segnale rassicurante a una
parte della sua base elettorale. Un segnale che dice in sostanza
che, fino a quando amministreranno loro, temi quali la vivibilità
della città e del centro storico, l'inquinamento, l'aumento
delle aree pedonali non saranno mai all'ordine del giorno.
Insomma con quest'ultima trovata si è pensato solo all'interesse
di una parte della città, in barba all'interesse generale.
Non è la prima volta e non sarà l'ultima. E' nelle
corde del centrodestra qui a Cividale come altrove.
Cividale del Friuli, 25 maggio
2002
Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista |
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21 marzo 2002 (comunicato stampa)
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circolo del
cividalese |
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circolo
culturale |
Questa mattina nella casella
di posta elettronica del circolo del cividalese del Partito della
Rifondazione Comunista e del circolo culturale ISKRA di Cividale
del Friuli è stato rinvenuto il documento
di rivendicazione dell'omicidio del professor Marco Biagi a firma
Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente.
Questa modalità di rivendicazione ci ha sorpreso e crediamo
che abbia sorpreso tutte quelle associazioni culturali, organizzazioni
sindacali e partiti democratici della sinistra che, come noi,
hanno ricevuto lo stesso documento e che, come noi, ritengono
il terrorismo un fenomeno autoreferenziale e distruttivo.
In merito ai fatti di Bologna, non possiamo che rimarcare la
nostra distanza da simili azioni criminose, che condanniamo fermamente
perché, oltre a distruggere una vita umana, creano, di
fatto, difficoltà alla crescita civile e democratica del
nostro Paese. Il terrorismo si presenta, ancora una volta, come
fenomeno violento e sconvolgente che minaccia la crescita dei
movimenti e vuole restringere ulteriormente gli spazi democratici
e rendere più difficile la partecipazione e il protagonismo
dei lavoratori. E' significativo poi che questo delitto sia avvenuto
alla vigilia della grande manifestazione del 23 a Roma per la
difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.
Nell'inviare la nostra solidarietà ai familiari e agli
amici di Marco Biagi, intendiamo ribadire la nostra volontà
di lavorare alla crescita e all'allargamento del movimento antiliberista
senza abbandonare, o ridimensionare, gli obiettivi di opposizione
pacifica e democratica alle politiche neoliberiste.
Al terrorismo che colpisce un uomo inerme si risponde con la
democrazia e nella democrazia ognuno deve fare la sua parte:
noi combattiamo per la difesa dei diritti dei lavoratori. La
prossima manifestazione del 23 marzo, a cui prenderemo parte
anche noi, deve riempirsi anche di questa mobilitazione.
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Cividale del Friuli, 21 marzo 2002 |
Partito della Rifondazione
Comunista
circolo del Cividalese
circolo culturale iskra |
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25 gennaio 2002 (manifesto)
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Il
buio oltre la nebbia!! |
Anche a Cividale c'è
poco da essere ottimisti. Certe dichiarazioni di stampa e alcuni
sorrisi di circostanza sembrano dare della situazione cividalese
una immagine rosea. la realtà ci appare ben diversa e
sempre più forti sono i segnali di degrado della vita
politica e amministrativa di Cividale.
- Partiamo
innanzitutto dall'ospedale di Cividale! Sta continuando la lenta
demolizione della struttura ospedaliera cittadina: è sparita
la reperibilità in Radiologia, la telemedicina è
morta prima di nascere (non se ne parla già più),
si sta procedendo alla "riorganizzazione" del servizio
della Day Surgery, si sta preparando la chiusura notturna del
Pronto Soccorso. I tagli continuano, forse più gradualmente,
forse in modo meno eclatante (tanto il grosso è già
stato chiuso) e non ci consola leggere sui giornali che alcuni
locali dell'ospedale sono stati messi in sicurezza (cosa che
ci sembra dovuta) o che l'attuale sede del distretto verrà
spostata nel padiglione di levante o che si conta di attivare
un reparto per malati terminali. Mentre succede tutto questo
l'Amministrazione Comunale sostanzialmente tace o se interviene
lo fa mantenendo un profilo piuttosto basso quasi a voler coprire
l'azione demolitoria portata avanti a livello regionale dal centro-destra.
- C'è poi la vicenda della cessione in comodato gratuito
per un anno alla scuola "Santa Angela Merici" di un'ala
del Monastero delle Orsoline. Una vicenda emblematica di come
viene gestito il patrimonio pubblico a Cividale. Un'operazione
incredibile che vede affacciarsi una nuova logica gestionale:
uso gratuito di strutture pubbliche da parte di privati "amici".
Non ci risulta che le tutte le altre associazioni impegnate nel
sociale e nel volontariato a Cividale godano di un simile privilegio
(anzi per molte di queste anche richiedere e ottenere un contributo
è difficile). Ma forse la cosa si spiega con il fatto
che al momento della firma del contratto di comodato il presidente
della "Santa Angela Merici soc. coop. a srl" era un
consigliere di maggioranza. Forse un caso di conflitto di interessi,
sicuramente un caso di scarsa trasparenza politica e amministrativa.
- Nuovi pericoli si stanno addensando anche sulle politiche culturali
di questa città e temiamo lo svuotamento definitivo del
Mittefest. Nulla di nuovo comunque: a Cividale la cultura, specie
se di respiro europeo, è vista con sospetto e comunque
ad essa si preferisce il folklore (possibilmente celtico o padano).
- E potremmo continuare parlando ancora della vicenda Palazzetto
dello Sport, del nuovo Piano Regolatore di cui non si sa nulla,
delle vicenda telecamere in città, della Casa per Anziani,
della raccolta differenziata dei rifiuti, ecc.
L'attività amministrativa dell'attuale maggioranza di
centro-destra denota molta incapacità e approssimazione:
un po' di fumo, qualche cedimento populista, irrefrenabili ansie
lottizzatrici che non fanno certo caso a competenza o capacità
(la presidenza della Casa di Riposo ad A.N., la presidenza del
Mittelfest alla Lega, ...) .
E intanto continua il processo di marginalizzazione della nostra
città che appare sempre più chiusa in se stessa
e per di più senza un progetto credibile per il futuro.
Non hanno idee, amministrano male e stanno usando male il denaro
di tutti e i beni di tutti. Altro che rinnovamento, altro che
nuovi rapporti fra cittadini e amministrazione!
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non
ci sono prospettive con questo centro-destra né a cividale
né altrove! |
Lista Rinascita-Partito della Rifondazione Comunista
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23 dicembre 2001 (manifesto)
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Il Natale dei
padroni
e quello degli altri
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La C.G.A. (importante azienda
metalmeccanica cividalese), nonostante abbia commesse a sufficienza
fino alla fine di dicembre e oltre, decide di mandare gli operai in cassa
integrazione per ben due volte nel giro di un mese decurtando
di fatto i loro salari di circa 700 mila lire.
Se la prima cassa integrazione
era stata in qualche modo concordata con le RSU, l'ultima non
ha alcuna giustificazione plausibile e ha tutta l'aria di essere
una manovra fatta apposta per sistemare il bilancio aziendale
non pagando gli operai durante il periodo della fermata natalizia
e scaricando sullo stato un po' di oneri. |
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Un
comportamento "singolare" quello della C.G.A.:
promettendo lavoro chiede
e ottiene dai sindacati il rinnovo dei contratti week-end (lavoro
il sabato e la domenica con mano d'opera precaria), poi senza
concordare alcunché con nessuno manda a casa gli operai.
Siamo
alle solite!
Per i padroni babbo natale
c'è sempre e lavora tutto l'anno a cividale come altrove e porta in regalo sgravi contributivi,
riduzione degli oneri sociali, minori imposte, libertà
di licenziamento e altro ancora,
per i lavoratori invece ancora
flessibilità, ancora più precariato e qualche spicciolo
di regalo che, nonostante le festività, non è nemmeno
ben infiocchettato.
E
per i lavoratori il futuro prepara il peggio:
addio alle liquidazioni, tagli alle pensioni, meno
lavoro per i giovani, demolizione dello stato sociale
e di molte garanzie di civiltà.
Ma c'è anche chi lotta
e si oppone, gli studenti che non vogliono la demolizione della
scuola pubblica, gli operai che lottano per un contratto dignitoso,
i giovani che da Genova a Roma hanno gridato che un altro mondo
è possibile ed è necessario.
Ora,
finalmente, auguri!
Partito della Rifondazione Comunista
circolo del Cividalese |
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9 settembre 2001 (comunicato stampa)
lista Rinascita - PRC
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tutti
sotto controllo? |
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venerdì
7 settembre il centro destra che siede in Consiglio Comunale
ha sostanzialmente difeso l'operato della giunta sulla "strategia
di rassicurazione della comunità civica" e ha approvato,
crediamo non senza qualche imbarazzo se l'intelligenza non latita
fra i banchi della maggioranza, il piano di installazione di
telecamere per la sorveglianza di alcuni punti della città
e la creazione di squadre di vigilantes con funzione di testimoni
potenziali.
Prima di esprimere il nostro giudizio ci sembra doveroso esporre
nel dettaglio il progetto della amministrazione comunale:
CITTÀ
DI CIVIDALE DEL FRIULI
PROGETTO DI RASSICURAZIONE DELLA COMUNITÀ CIVICA
Caratteristiche
di rischio del territorio e delle aree indicate: segnalata presenza
di clandestini, area prossima ai confine e alle zone di ingresso
clandestino nel territorio dello Stato, vandalismo ai danni di
beni culturali, private abitazioni, furti su beni esposti alla
pubblica fede, reati ed illeciti ambientali.
lndividuazione
delle aree a rischio
- Rualis
- Centro Storico (così come risultante dalla perimetrazione
del piano particolareggiato)
- Borgo San Pietro
Azioni previste
dal piano:
- Attivazione
sistema di monitoraggio degli obiettivi sensibili con telecamere
(nel rispetto della legge sulla privacy e della normativa ex
TULPS e Regolamento TULPS)
- Attivazione sistema di rete di "testimoni potenziali"
mediante l'utilizzo di personale volontario (membri di associazioni
combattentistiche ed arma, personale delle forze dell' ordine
in quiescenza, disoccupati, studenti, cultori di educazione civica)
con utilizzo di telefoni cellulari e macchine fotografiche (nel
rispetto della legislazione sulla privacy); con esclusione di
qualsiasi svolgimento di mansioni dì polizia o di mansioni
coincidenti con le funzioni delle guardie particolari di cui
al Titolo IV del Regolamento TULPS; si precisa che il personale
volontario non sarà dotato di armi di alcun genere e tipo
e sarà coordinato nelle proprie attività dalla
locale Polizia Municipale.
- Preparazione del personale volontario di cui al punto 2 mediante
corsi di formazione aventi ad oggetto la normativa a base dell'
attività di istituto della Polizia Municipale, della durata
di ore 60 per unità dì personale impiegato; i corsi
saranno svolti da personale in servizio della Polizia Municipale
di Cividale del Friuli.
- Concorso nelle spese che i cittadini meno abbienti incontrano
per la riparazione di eventuali danni materiali, derivanti da
fatti di microcriminalità e per il sostegno psicologico
ai cittadini danneggiati dai fatti medesimi.
Piano di spesa
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- Preparazione del personale volontario
mediante corsi di formazione come sopra descritti |
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- lire 20 milioni |
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- Acquisto degli
strumenti di riconoscimento (distintivi, adesivi, pettorine rifrangenti
e no) |
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- lire 10 milioni |
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- Acquisto degli
strumenti di rilevazione, quali telecamere fisse collegate con
la sede del Comando Polizia Municipale, macchine fotografiche
digitali e normali per il servizio notturno |
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- lire 500 milioni
(da impiegarsi per l'attività di monitoraggio e nel rispetto
della normativa sulla privacy; le macchine
fotografiche sono assegnate in comodato ai volontari) |
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- Acquisto di telefoni
cellulari da assegnare in comodato ai volontari |
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- lire 10 milioni |
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- Concorso nelle
spese che i cittadini meno abbienti incontrano per la riparazione
di eventuali danni materiali, derivanti da fatti di microcriminalità
e per il sostegno psicologico ai cittadini danneggiati dai fatti
medesimi |
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- lire 400 milioni. |
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- totale importo
piano di spesa di cui si chiuede l'ammissione al finanziamento |
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- lire 940 milioni |
Il testo appena
illustrato crediamo dimostri in modo inequivocabile l'impostazione
tutta politico-ideologica del progetto; non è nemmeno
la prima volta che questa amministrazione assume posizioni di
questo tipo (ricordiamo la mozione sui libri di testo e la mozione
sulla tutela della minoranza slovena) ed è sempre più
evidente il condizionamento da destra (con AN in testa) della
attività amministrativa locale. Oggi si inventano una
"emergenza" microcriminalità e una "emergenza"
clandestini, e si dà il via, in una parte della città,
alla realizzazione di un sistema di controllo dei cittadini a
base di telecamere e vigilantes. Troviamo ridicoli i tentativi
di minimizzare la portata del progetto con il richiamo, più
volte espresso in Consiglio, alla necessità di tutelare
i monumenti pubblici e alla necessità di non perdere alcuni
finanziamenti regionali. Ambedue le argomentazioni sono insoddisfacenti:
lascia sgomenti la proposta di installare le telecamere a Rualis,
un quartiere popolare in cui non ci risulta la presenza di beni
architettonici di particolare pregio storico e in cui ben altri
dovrebbero essere gli interventi di rassicurazione della comunità
civica (strutture di socializzazione, miglioramento dei servizi,
ecc.). Speriamo poi che la "telecamerizzazione" di
B.go San Pietro non abbia anche qualche fondamento "razzista"
per la "inquietante" presenza di una caserma (molti
militari vengono da fuori e non pochi sono i meridionali) e la
presenza di un piccolo gruppo di lavoratori extracomunitari. La seconda argomentazione denota uno scarso considerazione
per il denaro della Regione che è, lo ricordiamo ancora,
comunque denaro dei cittadini e che va quindi usato in modo corretto
per rispondere a esigenze reali e non inventate ad arte. Inquietante
è infine l'idea di creare una rete di testimoni potenziali
(di che cosa non è chiaro) reclutando addirittura disoccupati
e studenti; una proposta tuttaltro che "rassicurante"
che, nonostante i ripetuti richiami alla tutela della privacy,
sa di vero e proprio incitamento alla "delazione".
Lo ribadiamo ancora una volta, sono altri gli interventi che
rassicurano i cittadini: servizi più efficienti, una sanità
che funziona, una assistenza agli anziani più efficace
e meno onerosa per le famiglie, un ambiente urbano più
civile e accogliente, ecc.
Invece siamo alle solite: interventi di facciata, spreco di denaro
pubblico, la solita demagogia e il consueto atteggiamento retrivo
che da tempo contraddistingue lamministrazione cittadina.
Questo centro-destra NON E IN GRADO DI GARANTIRE ALCUNO
SVILUPPO ALLA CITTA.
Lista
Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista
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2 settembre 2001 (manifesto)
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accade a San
Leonardo
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Può accadere che qualcuno venga
messo sulla strada, può accadere che questo qualcuno sia
una coppia di operai disoccupati con seri problemi di salute
e senza mezzi di sostentamento e può anche accadere che
a buttarli fuori dall'alloggio (un piccolo appartamento di proprietà
comunale annesso alle scuole) sia il Sindaco di San Leonardo.
L'ordinanza di sgombero firmata dal Sindaco parla chiaro: l'alloggio deve essere
liberato entro il prossimo 4 settembre, in caso contrario si
farà ricorso alle forze dell'ordine. Ma forse è il caso di riassumere la vicenda
di Graziano e Anna Lucia: nel 1999, dopo uno sfratto, sono costretti
a vivere per oltre 6 mesi in una macchina e solo dopo numerose
richieste e denunce, grazie all'intervento del Prefetto, ricevono
in comodato gratuito dal Comune di San Leonardo un alloggio di
proprietà comunale. La loro situazione si fa subito difficile,
nel giugno del 1999 perdono il lavoro e, anche a causa delle
precarie condizioni di salute (entrambi sono stati riconosciuti
invalidi a causa di una grave forma di asma allergico derivante
probabilmente dall'esposizione in fabbrica ai solventi usati
nei reparti di verniciatura), non riescono a trovare occupazione.
In questi anni, nonostante le numerose richieste di sostegno
economico ed aiuto, non c'è stato un grande interesse
nei confronti della loro situazione, qualche vaga promessa, qualche
buona parola mentre non sono mancate delle vere e proprie angherie: il taglio della corrente
elettrica in pieno inverno, la pretesa di un canone d'affitto
incompatibile con le loro risorse economiche, le ripetute minacce
di sgombero. Il loro caso
è poi entrato anche nel "dibattito" politico
locale e centro-destra e centro-sinistra non si sono distinti
per spirito solidale, anzi il loro "caso" è
stato ridotto a pura questione di costi a carico della comunità,
come se Graziano e Anna Lucia non fossero parte di quella comunità.
O ancora più cinicamente si considera l'assistenza ai
deboli come un onere, mentre tutti quei sussidi che, anche nel
recente passato sono stati distribuiti a pioggia pure qui nelle
Valli del Natisone, sono considerati un'opportunità per
garantire uno sviluppo che poi puntualmente non si è realizzato.
La vicenda di Graziano e Anna Lucia, salvo proroghe dell'ultima
ora comunque non risolutive, sta volgendo verso l'epilogo dello
sgombero e molto probabilmente dovranno andare a vivere in tenda
o in una roulotte, in attesa di un lavoro che permetta loro di
vivere una vita comunque dignitosa. Anche nel mitico (forse non
più tanto) Nord Est, banco di prova della modernità,
sono presenti sacche di povertà, spesso non le si vuol vedere o, se si vedono, si
fa di tutto per allontanarle dagli occhi.
Eppure casi
come questo ci devono ricordare l'ingiustizia di un sistema economico
che pone al centro di tutto il profitto e la produzione: se sei
anziano, malato o disabile non produci, ma rappresenti tuttalpiù
un costo da minimizzare. La casa (beninteso non una reggia) diventa
non un diritto a cui accedere in base alle tue esigenze o alle
tue disponibilità economiche, ma una "gentile concessione"
specie se permette ai proprietari di guadagnare o speculare.
Se poi sei anche disoccupato ti viene impresso il marchio di
"uno che ha poca voglia di lavorare", perché,
nell'opinione comune, il lavoro c'è comunque basta andarlo
a cercare e, infine, non si parli di diritto alla salute né
sul posto di lavoro né fuori che è cosa di poco
conto. Per quel che ci riguarda ci sentiamo vicini a tutti coloro
che come Graziano e Anna sono gli ultimi e gli indifesi e cercheremo
con tutti i mezzi a nostra disposizione di sostenere la loro
battaglia per una casa, per un lavoro, per la salute, per una
vita dignitosa.
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Partito
della Rifondazione Comunista |
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Circolo
del Cividalese |
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31 agosto 2001 (manifesto)
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Vigilantes
a Cividale?
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Emergenza sicurezza anche a Cividale?
Limmigrazione clandestina, i vandalismi a danno dei beni
culturali e privati rappresentano veramente anche a Cividale
una minaccia alla convivenza civile? A parere del centro-destra
cittadino sì!
Nei giorni scorsi
il Sindaco ha ricevuto dalla Giunta Comunale il mandato di richiedere
alla Regione un cospicuo finanziamento (circa 950 milioni) per
mettere in atto un progetto sicurezza elaborato dalla Polizia
Municipale. In alcune zone della città (B.go San Pietro,
Centro Storico e Rualis) verranno installate delle telecamere
per la sorveglianza del territorio e, con la |

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collaborazione
di volontari armati di telefonino e macchina fotografica, verrà
messa in atto una strategia di rassicurazione della comunità
civica.
Siamo
indignati!
Crediamo che
Cividale abbia bisogno di ben altri interventi che non lacquisto
di telecamere e lallestimento di squadre di vigilantes.
Altri sono i bisogni della nostra Città e altri sono gli
interventi che dovrebbero essere fatti per rassicurare
la comunità civica: servizi per gli anziani più efficienti
e meno costosi, un ospedale vero e funzionante, la riqualificazione
delle periferie, leliminazione delle barriere architettoniche,
tariffe per lo smaltimento dei rifiuti più eque, un verde
pubblico più decoroso, un minor inquinamento acustico
e ambientale, fino al più semplice rispetto dei limiti
alla circolazione automobilistica domenicale.
Invece siamo
alle solite: interventi di facciata, spreco di denaro pubblico,
un pizzichino di demagogia qua e là e il solito atteggiamento
retrivo che da tempo contraddistingue lamministrazione
cittadina. Questo centro-destra NON E IN GRADO DI GARANTIRE
ALCUNO SVILUPPO ALLA CITTA.
Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista |
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1 marzo 2001 (manifesto)
mentre l'uomo
di Arcore proclama ai 4 venti lo slogan
meno
tasse
per tutti!
a Cividale l'Amministrazione
Comunale (Forza Italia, A.N. e Lega) introduce l'addizionale
comunale dell'IRPEF per recuperare circa 390 milioni.
Perché
questa tassa su reddito?
Necessità di
fare fronte ai minori finanziamenti di Regione e Stato? Non crediamo
sia così, perché se è vero che che alcuni
contributi finanziari sono venuti meno è anche vero che
lo Stato e la Regione si sono assunti oneri che prima ricadevano
sul Comune. Forse stiamo cominciando a pagare le spese per le
opere faraoniche messe in cantiere dall'Amministrazione Comunale?
C'è un progetto per la Città dietro questa nuova
imposizione? Mah! Di sicuro gli evasori che anche a Cividale
dichiarano redditi da fame pagheranno poco o forse non pagheranno
affatto, mentre i lavoratori a reddito fisso pagheranno ancora
fino all'ultima lira.
Tasse:
pagarne meno, pagarle tutti!
Rinascita-Partito della Rifondazione
Comunista |
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16 febbraio 2001 (manifesto)
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BUONE NOTIZIE
una volta tanto! Approvata
la legge per la tutela della minoranza slovena. Una legge giusta,
una legge necessaria, che tutela anche i diritti degli sloveni
della provincia di Udine e che può aprire nuove prospettive
di sviluppo per il territorio di Cividale e delle Valli del Natisone.
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Partito
della Rifondazione Comunista |
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Circolo
del Cividalese |
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5 dicembre 2000 (comunicato stampa + manifesto)
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condotta
pilatesca
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il Sindaco di Cividale,
sulle pagine del Messaggero, ha rivolto un richiamo ai consiglieri
comunali affinché in Consiglio Comunale propongano mozioni
legate ai problemi locali e non estranee al contesto cittadino.
Una affermazione sbagliata, anche perché siamo convinti
che su temi come la pena di morte, la pace e i diritti civili
anche una piccola realtà come la nostra, così carica
di storia e cultura, abbia il dovere di fare sentire la sua voce,
specie se oggetto della discussione è la riaffermazione
di principi universali.
Ma il fatto più significativo che emerge dall'articolo
del Messaggero è che il primoc ittadino ha motivato la
scelta di assentarsi dal Consiglio al |
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al momento della
discussione di alcune mozioniproprio, a suo dire, per dare maggior
peso al suo richiamo.
O forse l'abbandono dell'aula ha mascherato la volontà
di distinguersi dalla sua maggioranza sulla mozione della Lega
Nord che impegna la Giunta a intervenire presso gli alti organi
dello Stato per sollecitare norme restrittive in fatto di immigrazione?
O forse c'era volontà di marcare un dissenso sulla mozione
di A.N. sui contenuti dei libri di storia?
In questo caso sarebbe stato politicamente rilevante e qualificante
esprimersi in Consiglio comunale, come abbiamo fatto noi dell'opposizione,
dichiarando voto vontrario. Il fatto di assentarsi durante la
seduta con le motivazioni addotte è comunque discutibile
anche sotto il profilo etico poiché la funzione di Sindaco
contempla anche l'onere, accanto all'onore, di presiedere il
Consiglio comunale. Sicuramente è inaccettabile che il
Sindaco Vuga si sia assentato senza dare spiegazioni, ed è
ancor più inaccettabile riceverle a posteriori e per giunta
attraverso i giornali. Consideriamo dunque grave il comportamento
del Sindaco e fuori luogo le sue esternazioni sui giornali, che
vediamo sempre più come il suggello di una condotta pilatesca; l'approvazione delle
mozioni della Lega e di A.N. vincola il Sindaco in modo ineludibile
a sostenere nelle sedi istituzionali quanto approvato dalla sua
maggioranza. Si tratta di un comportamento che mette ancora una
volta in evidenza l'intrinseca debolezza della posizione del
primo cittadino, ostaggio della maggioranza e dei suoi "pruriti"
antidemocratici. Un atteggiamento che tuttavia non potrà
reggere a lungo, ora che la sconsideratezza degli "ideologi"
della Lega e di AN lo vincola a sostenere posizioni che macchiano
l'immagine civile e democratica della Città.
Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista |
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11 novembre 2000 (manifesto)
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palazzetto
dello sport
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Palazzetto dello Sport:
un'opera faraonica (27 mila metri quadrati per 4000 spettatori)
che costerà al Comune circa 5 miliardi e 750 milioni (la
metà del costo complessivo) più le spese per la
costruzione dei parcheggi e delle opere di urbanizzazione. Un'opera
onerosa anche nella gestione perché impegna il Comune
a versare per i prossimi 30 anni ulteriori 300 milioni all'anno
in cambio dell'utilizzo della Sala Grande per non meglio precisate
manifestazioni promozionali, culturali o sportive (purché
queste ultime non prevedano la presenza di pubblico).
Chi
ci guadagna?
Non certo
le associazioni sportive amatoriali o ludiche che operano a Cividale
(che non possono permettersi affitti da 250 mila lire l'ora),
sicuramente il privato che in cambio del sostegno
finanziario alla edificazione del Palazzetto, avrà garantiti
per i prossimi 30 (durata della convenzione) profitti sicuri
con il sostanziale contributo di denaro pubblico.
Ben altri sono
i bisogni della nostra Città: strutture sportive meno
"prestigiose", ma più facilmente usufruibili,
servizi per gli anziani più efficienti e meno costosi,
interventi di riqualificazione a favore delle periferie, l'eliminazione
delle barriere architettoniche, tariffe per lo smaltimento dei
rifiuti più eque,
Uno spreco di
denaro pubblico per un'opera, che se non inutile, è sicuramente
superflua e che, in ogni caso, non migliorerà la qualità
della vita di chi a Cividale vive ogni giorno.
Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista |
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24 ottobre 2000 (manifesto)
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gioco pericoloso
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Spesa prevista 10 miliardi
(di cui circa metà a carico del Comune di Cividale), spese
annuali, sempre a carico del Comune, per circa 250 milioni, più
di 100 metri quadrati di amianto da rimuovere nell'area di costruzione
(vecchia Italcementi), benefici per i privati in quantità
industriale (naturalmente con i soldi di tutti). Di che cosa
stiamo parlando? Ma del nuovo Palazzetto della Sport che vogliono
costruire a Cividale. Un'opera faraonica e inutile. Per chi poi?
Per le società sportive cividalesi? A giudicare da alcune
voci relative al prezzo di affitto orario crediamo proprio di
no! Per la prestigiosa squadra di pallacanestro locale? Non ci
risulta che le sue partite richiamino migliaia di spettatori!
La cosa non ci convince e non ci piace. Chiudono l'ospedale,
le aree verdi sono degradate, l'arredo urbano è desolante,
le periferie sono abbandonate, l'assistenza agli anziani è
carente ...; crediamo siano ben altre le priorità e le
necessità della nostra Città.
Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista |
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3 ottobre 2000 (comunicato stampa)
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lista Rinascita
- PRC
Oggetto: Comunicato Stampa sulla tutela della minoranza
slovena
Cividale come
luogo di incontro fra culture e popoli diversi? Cividale centro
culturale mitteleuropeo? Cividale città che può
ricoprire un ruolo importante in una Europa che si sta aprendo
all'Est? Siamo convinti che la maggioranza che ha deliberato
dì esprimere parere contrario rispetto alle ipotesi di
tutela della minoranza slovena per la Provincia di Udine non
si sia posta nessuna di queste domande. Abbiamo invece assistito
alla approvazione di due mozioni che dimostrano in modo chiaro
ed inequivocabile che tutti quei muri che credevamo abbattuti
da almeno 10 anni sopravvivono ancora nelle menti di molte persone
e di queste chiusure il centro-destra cividalese e la lista "Ora
si lavora" si fanno "autorevoli" interpreti. Nelle
due mozioni non mancano "imprecisioni", "ardimenti"
storiografici e qualche forzatura logica; una lettura più
approfondita evidenzia sotto un linguaggio tecnico, dotto e asettico
le solite argomentazioni trite e ritrite, le solite chiusure,
il solito razzismo "paludato", le solite paure ingiustificate
e i soliti ragionamenti di chi vede nel diverso da sé
una minaccia per la propria identità. Deve essere molto
debole quest'identità così paurosa di un qualsiasi
confronto dialettico, di una pur minima disponibilità
a riconoscere all'altro dei diritti come ad esempio quello all'uso
della lingua slovena nei rapporti con le autorità amministrative
e giudiziarie locali. Due mozioni, quelle approvate, che nella
sostanza negano agli sloveni della provincia di Udine quei diritti
che la stessa Costituzione Italiana prevede. Eppure la legge
di tutela globale della minoranza slovena, per il ruolo che conferisce
a Cividale, rappresenta una occasione di sviluppo anche per il
nostro territorio e Cividale stessa assurge a punto di riferimento
per la comunità slovena della provincia di Udine con tutte
le implicazioni culturali, sociali ed economiche che questo prevede.
Speriamo che in Senato la legge sia approvata comunque e speriamo
sia approvata in barba alle "dettagliate" motivazioni
contrarie che il Comune di Cividale potrà addurre. Ancora
una volta l'Amministrazione Comunale di Cividale ha avuto occasione
e modo di collocarsi alla retroguardia di qualsiasi iniziativa
di innovazione e apertura. Non è la prima volta e non
sarà nemmeno l'ultima, d'altronde è quasi un'abitudine.
Vorremmo concludere questa nota con una citazione dello storico
francese Fernand Braudel che crediamo che calzi a pennello alla
nostra città: "Nella competizione della storia chi
si ostina a conservare vecchie abitudini è destinato a
perdere". Le premesse ci sono tutte.
Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista
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3 ottobre 2000 (manifesto)
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martedì 3 ottobre
2000 - ore 20.35 - RadioUNO RAI
Il presidente della
Regione Friuli - Venezia Giulia
Roberto
Antonione
esprime apprezzamento
per la campagna a favore dell'abrogazione della pena di morte
promossa da Amnesty International e sostenuta dalla trasmissione
radiofonica della RAI "Zapping"
condotta da Alberto Forbice
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Venerdì 29
settembre 2000 - ore 20.30
Consiglio Comunale - Cividale del Friuli
La maggioranza di
centro-destra respinge la proposta presentata dal capogruppo
della lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista
di aderire alla raccolta di firme per l'abolizione della pena
di morte sostenuta dalla trasmissione "Zapping".
Nessuna plausibile
motivazione dietro questa posizione, ma solo affermazioni confuse
e contraddittorie:
"Amnesty
International è una organizzazione di parte" capo
gruppo di Alleanza Nazionale;
"Di questo passo dovremo discutere mozioni sull'inquinamento
spaziale e sull'estinzione degli orsi polari" capogruppo
di Forza Italia.
Il centro-destra
cividalese riesce ancora una volta a fare brutta figura:
ha tolto l'incarico
per la redazione della variante generale al Piano Regolatore
a uno studioso di fama europea quale l'arch. Benevolo;
ha respinto una mozione per la chiusura estiva in orario notturno
del Ponte del Diavolo mentre in Italia sono sempre più
frequenti le iniziative volte a ridurre il traffico automobilistico
nelle città;
approva due mozioni contro la legge di tutela della minoranza
slovena utilizzando argomentazioni da "guerra fredda".
L'Amministrazione
Comunale di Cividale non perde occasione per collocarsi alla
retroguardia di qualsiasi iniziativa di innovazione e progresso
e questo modo di operare prepara la strada ad una ulteriore marginalizzazione
della nostra Città. E' necessaria una svolta e Rinascita-PRC
si impegnerà in tutte le sedi per un reale cambiamento
della vita politica e amministrativa locale.
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Cividale del Friuli, 3 ottobre
2000 |
Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista |
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24 luglio 2000 (comunicato stampa)
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lista Rinascita
- PRC
Oggetto: Comunicato Stampa sulla Bozza di PRG
L'amministrazione
comunale ha deciso di rendere pubblico il documento noto come
"Bozza" del Piano Regolatore Generale, redatto dallo
Studio Benevolo. Si tratta del documento la cui pubblicazione
ormai era stata insistentemente richiesta, dalle pagine della
rivista Il Truc, dalle persone che da anni hanno rivendicato
con tenacia un diritto dei cittadini. La decisione di pubblicare
il lavoro dello Studio Benevolo, cui è stato notoriamente
revocato l'incarico di redigere il PRGC, è stata presa
dal Sindaco Vuga dopo che reiterate richieste di visione della
"Bozza" erano state avanzate dal consigliere Domenico
Pinto, a coronamento di un'attenzione e di un impegno costanti
verso quella che rimane una questione di primaria importanza
per Cividale.
Dunque la "Bozza" è disponibile in visione presso
gli uffici tecnici comunali. La Lista Rinascita - PRC esorta
la cittadinanza a recarsi a prendere in esame un atto che era
stato concepito proprio per questo scopo: perché i cividalesi
potessero conoscere e discutere il futuro assetto urbanistico
della loro Città. Oggi l'incarico di scrivere il nuovo
PRGC è affidato a altro professionista, il cui lavoro
è nella fase di acquisizione dei dati, e alla "Bozza"
Benevolo non va riconosciuta alcuna valenza operativa. Essa conserva
però i contenuti che un professionista di fama internazionale
ha elaborato per la nostra Città. La vicenda della revoca
dell'incarico allo Studio Benevolo, secondo Rinascita - PRC,
si è giocata tutta su quei contenuti: su proposte che
non sono andate a genio agli amministratori della passata amministrazione,
i quali hanno operato in un modo che Rinascita - PRC, insieme
ai redattori de Il Truc, ha criticato aspramente in passato e
critica tuttora. Come ha sostenuto Domenico Pinto in Consiglio
comunale, la decisione di revocare l'incarico allo Studio Benevolo
è stata eminentemente politica e di questo devono rendere
conto alla città gli amministratori che hanno comunque
dovuto pagare il lavoro di Benevolo 230 milioni e che hanno impegnato
l'attuale amministrazione all'esborso della maggiorazione del
25% per mancato incarico allo stesso Benevolo.
Chiedendo di leggere la "Bozza", i cividalesi avranno
a disposizione ciò che appartiene loro, per averlo già
pagato a caro prezzo; potranno vedere ciò che la Città
avrebbe potuto essere e, con ogni probabilità, non sarà.
Potranno rendersi conto di quale avvenire hanno ormai dietro
le spalle.
Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista
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12 luglio 2000 (manifesto)
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CHIUDERE
IL PONTE DEL DIAVOLO AL TRAFFICO AUTOMOBILISTICO?
Ancora
per pochi giorni sarà possibile camminare sul ponte senza
sentire il rumore assordante del traffico automobilistico e sarà
possibile passeggiare
con i bambini
o andare
in bicicletta
senza correre il rischio di essere investiti da qualche automobile
e senza respirare
i gas di scarico
prodotti da un traffico che, specie in alcune ore del giorno,
è molto intenso.
Perché
non chiudere il Ponte del Diavolo
anche a lavori terminati?
La
lista Rinascita - Partito della Rifondazione
Comunista ha avanzato
in Consiglio Comunale una proposta di chiusura sperimentale del
Ponte del Diavolo
limitata al periodo estivo e alle ore serali e notturne
(indicativamente dalle 19.30 alle ore 7.00 del mattino successivo).
A
questa proposta la maggioranza
consigliare ha risposto no
con
argomentazioni tutt'altro che convincenti quali la necessità
di inserire
un provvedimento del genere in un quadro di interventi più
ampi (modo neanche
molto elegante per rinviare a scadenza indefinita qualsiasi decisione),
o addirittura sollevando un problema parcheggi, che sicuramente
esiste,
ma si fa sentire di giorno e non certo di notte.
Un no quello
della maggioranza che dimostra una sostanziale mancanza
di coraggio e di volontà innovatrice su un tema importante
quale quello
della qualità della vita nella nostra città.
Non vorremmo, come purtroppo successo altre volte in passato,
che per tutelare alcuni interessi corporativi e di scarso respiro,
si sacrificassero gli interessi di tutti i cittadini. Cividale deve essere
innanzitutto vivibile per i suoi cittadini e crediamo si debba
avere il coraggio di proporre anche la rinuncia a qualche comodità
effimera se questa rinuncia determina un miglioramento della
qualità della vita. In futuro parleremo ancora di questi temi, i problemi
non mancano: la raccolta differenziata dei rifiuti, inquinamento
acustico, inquinamento elettromagnetico, verde urbano, barriere
architettoniche, problemi che richiedono risposte innovative
e coraggiose. Noi continueremo a proporre idee e a stimolare
un dibattito che ci auguriamo sia diverso dal sostanziale silenzio
emerso dai banchi della maggioranza.
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Cividale del Friuli, 12 luglio
2000 |
Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista |
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31 giugno 2000 (comunicato stampa)
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lista Rinascita
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Oggetto: Comunicato Stampa sulla chiusura sperimentale
al traffico del Ponte del Diavolo
Crediamo che
il Consiglio Comunale di mercoledì abbia definitivamente
smentito l'idea di una amministrazione comunale rinnovata, aperta
e disponibile al dialogo e al confronto con le minoranze su temi
di interesse comune. In questo senso è significativa la
posizione assunta dalla maggioranza su un tema sicuramente non
"ideologico" quale la chiusura sperimentale al traffico
automobilistico del Ponte del Diavolo. Un proposta, quella presentata
dal Consigliere Pinto, legata ad alcune considerazioni comuni
e persino ovvie: l'imminenza del Mittelfest che comunque comporterà
limitazioni al traffico nel centro cittadino, lo straordinario
afflusso di persone che vengono nella nostra città per
godere di un "paesaggio urbano" storicamente rilevante
e di grande qualità, la stagione estiva che vede molti
nostri concittadini con famiglia e bambini (le persone più
deboli e più sensibili ai danni da inquinamento da gas
di scarico) passeggiare la sera alla ricerca di un po' di fresco
e di relax, la congiuntura attuale che vede il transito sul ponte
interrotto dai lavori legati al rinnovo della pavimentazione
e infine il rischio tutt'altro che remoto di essere investiti
da automobili che, specie nelle ore tardo serali e notturne,
scambiano il tratto urbano del ponte per una pista automobilistica.
Un'idea sicuramente non nuova e che in passato, con altra formulazione,
aveva suscitato pareri contrastanti e non pochi malumori e proprio
in considerazione di questi precedenti la proposta sottolineava
il carattere sperimentale, l'articolazione oraria limitata alle
ore notturne (per non interferire con le attività commerciali)
e la temporaneità estiva. A questa proposta venivano contrapposte
argomentazioni tutt'altro che convincenti, legate alla necessità
di inserire un provvedimento del genere in un quadro di interventi
più ampi (modo neanche molto elegante per rinviare alle
calende greche qualsiasi decisione) o addirittura sollevando
un problema parcheggi, facendo finta di non sapere che il problema
parcheggi, che sicuramente esiste, si fa sentire di giorno e
non certo di notte e che comunque se c'è di notte dovrebbe
esserci anche nei giorni festivi quando il ponte è chiuso
tutto il giorno e l'afflusso turistico è comunque più
intenso. Un no immotivato quello della maggioranza e per di più
un no che dimostra una sostanziale mancanza di coraggio e di
volontà innovatrice su un tema importante quale quello
della qualità della vita nella nostra città. Non
vorremmo che, come purtroppo è successo altre volte in
passato, per tutelare alcuni interessi corporativi e di scarso
respiro, si sacrificassero interessi generali e sicuramente il
problema della vivibilità della nostra città è
uno di questi.
Cividale deve essere innanzitutto vivibile per i suoi cittadini
e crediamo si debba avere il coraggio di proporre anche la rinuncia
a qualche comodità effimera, se questa rinuncia determina
un miglioramento della qualità della vita e dello stile
di vita. In futuro parleremo ancora di questi temi, i problemi
non mancano: inquinamento acustico, inquinamento elettromagnetico,
verde urbano, raccolta differenziata dei rifiuti, problemi che
richiedono risposte innovative e coraggiose. Noi continueremo
a proporre idee e a stimolare un dibattito che ci auguriamo sia
diverso dal sostanziale silenzio emerso dai banchi della maggioranza.
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Cividale del Friuli, 31 giugno 2000 |
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