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comunicati stampa e manifesti
anni 2000 - 2010

Lista Rinascita
Partito della Rifondazione Comunista

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ZONA A TRAFFICO LIMITATO: MANCANZA DI CORAGGIO E DI LOGICA

Dal 20 Agosto, il Comune di Cividale ha esteso la Zona a Traffico Limitato chiudendo aree importanti del centro storico al traffico automobilistico e ritirando le autorizzazioni a suo tempo concesse. Il centro storico di Cividale, così come quello di ogni città con un patrimonio storico e artistico di valore, va tutelato, il transito delle automobili va ridotto al minimo e la sosta va limitata il più possibile. L'ordinanza del Comune di Cividale CI PIACE perché non permette il parcheggio delle auto lungo le vie storiche di Cividale,

NON CI PIACE DOVE IMPEDISCE ANCHE IL SOLO ACCESSO IN AUTO AI RESIDENTI CON TUTTI I DISAGI CHE QUESTO PUO’ COMPORTARE NEL TRASPORTO DEI BAMBINI, DEGLI ANZIANI, DELLA SPESA.

Si rischia così di penalizzare chi vive nel centro storico rendendo meno “vivibile” una parte importante della nostra città (già soggetta a spopolamento). Non ci piace l'idea di compensare il disagio prodotto con la proposta di alcune facilitazioni nell'accesso ai parcheggi a pagamento.

30 EURO AL MESE (360 EURO L’ANNO) NON E’ UNA CIFRA DA POCO SPECIE SE LA TARIFFA E’ INDIFFERENZIATA E NON TIENE CONTO DELLE SITUAZIONI ECONOMICHE DELLE FAMIGLIE INTERESSATE.

E se poi tutti i residenti nel centro storico dovessero parcheggiare negli stalli a pagamento presenti in centro non c'è il rischio di sottrarre spazi di sosta ai clienti delle attività commerciali? Per molto meno in passato a Cividale si sono minacciate “rivoluzioni”.
In questo contesto che senso ha lasciare accessibile a tutti gli automobilisti piazza San Biagio, Piazza Garibaldi, Piazza San Giovanni? Non sarebbe meglio riservare questa area al parcheggio dei residenti in centro storico ed estendere la zona a Traffico Limitato almeno fino al ponte sul Rugo Emiliano in Borgo Brossana?

CHE SENSO HA LASCIARE LA CIRCOLAZIONE SUL PONTE DEL DIAVOLO COSI’ COM’E’ ADESSO?

Nel nuovo disegno della Zona a Traffico Limitato, che limita il traffico in centro storico, il Ponte del Diavolo diventa solo una via di transito per andare verso Udine o verso le Valli, con i conseguenti problermi di traffico e di inquinamento automoblistico.
Perché non introdurre un senso unico sul ponte e invogliare la gente ad utlizzare per i suoi spostamenti verso l'esterno il secondo ponte urbano o il ponte dell'ANAS?

E’ NECESSARIO ARRIVARE ALLA CHIUSURA INTEGRALE DEL TRAFFICO AI NON RESIDENTI IN CENTRO STORICO MA CON PROVVEDIMENTI GRADUALI, COERENTI E ATTIVANDO, NATURALMENTE, LE TANTO DECLAMATE AREE DI SOSTA EXTRA MURA CITTADINE E GLI AGOGNATI PERCORSI CICLABILI.

Insomma l'operazione ZTL ci sembra impostata male e soprattutto ci sembra confusa e povera di coraggio nell'affrontare alcuni problemi che assillano la nostra città da molto tempo. Temiamo che su questo tema l’amministrazione possa tenere un comportamento opportunistico, ritirando l’ordinanza una volta passati i Commissari dell’UNESCO. Temiamo che si possa andare verso la trasformazione dell’area verde dietro la chiesa di S. Biagio in parcheggio, consumando e deturpando un altro spazio verde della nostra città. Temiamo che la proposta di Rinascita, avanzata il 19 febbraio 2010, di unire quell’area a quella dell’Orto delle Orsoline per destinarle a parco urbano resti lettera morta, come molte delle proposte avanzate in 10 anni di opposizione. Temiamo che il nuovo P.A.C. del Centro storico sia uno strumento di ulteriore degrado della qualità ambientale, urbanistica e architettonica della Città. Borgo Brossana ne farà le spese per primo.

L’ORDINANZA SINDACALE SARA’ PROBABILMENTE RITIRATA, MA I PROBLEMI RESTERANNO. L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DICA PERO’ CHIARAMENTE E PUBBLICAMENTE QUALI SONO LE SUE INTENZIONI PER IL FUTURO DELLA CITTA’.

Cividale del Friuli, 4 settembre 2010

Lista Rinascita

 

 

- 24 marzo 2010 (comunicato stampa)

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Circolo del Cividalese “G. Venica”

 

Scriviamo ora questa nota perché crediamo sia utile espimere il nostro parere sulla situazione politica a Cividale. Lo facciamo uscendo da un riserbo che ci siamo imposti per non interferire, con dichiarazioni e interviste, in una trattativa all'interno del centro-sinistra che fin dall'inizio si è rivelata piuttosto complicata.
L'impasse che ancora persiste a poche settimane dall'appuntamento elettorale ci spinge però ad manifestare le nostre opinioni in merito a quanto sta succendendo sul versante politico di centro-sinistra cividalese.
Con grande senso di responsabilità abbiamo partecipato a una trattative politica che, per noi, doveva essere innazitutto finalizzata a costruire nella nostra città una alternativa di governo al centro-destra.
Il centro-destra a Cividale non ha amministrato bene e si è reso autore di alcune scelte che peseranno in modo significativo il futuro di Cividale.
Il piano regolatore approvato da questa amministrazione sembra essere stato concepito più per dare spazio alla speculazione edilizia che per realizzare uno sviluppo urbanistico equilibrato della nostra città. Non meno significativa è stata l'assenza della amministrazione Vuga nella vicenda Italcementi dove il centro-destra cittadino è stato accondiscendente agli interessi di alcuni potentati locali rifiutandosi di svolgere una benché minima azione di indirizzo sulla destinazione del grande spazio che si è liberato con la demolizione della fabbrica.
Non è mancato da parte della amministrazione cittadina nemmeno un uso inadeguato del denaro pubblico. L'area artigianale, che ha determinato l'esproprio di una estesa superficie agricola alle porte di Cividale, è ancora lontana dalla sua realizzazione e, vista la crisi produttiva del nostro territorio, ci chiediamo a chi serviranno i lavori di urbanizzazione attualmente in corso.
Il Palazzetto dello Sport, opera la cui realizzazione è stata sostenuta dal centro-destra, è un pessimo esempio di come si possa costruire a Cividale un'opera faraonica per poi utilizzarla poco e male e per di più foraggiando abbondantemente con denaro pubblico il privato. E potremmo parlare di sanità, di rapporti con il territorio, di cultura, di ambiente dove non sono mancate iniziative discutibili e di dubbia efficacia.
Di fronte a questo quadro e al “deserto politico” fatto di indifferenza e passività che esiste anche nella nostra città, abbiamo da subito sostenuto la necessità di una ampia coalizione di centro-sinistra che potesse farsi interprete dell'esigenza di un rinnovamento della politica cittadina e potesse affrontare con sensibilità anche i problemi della salute, della tutela dell'ambiente, delle non facili condizioni di vita di chi vive sulla propria pelle la grave situazione economica del nostro territorio.
Abbiamo portato alla attenzione delle altre forze politiche alcuni punti programmatici nella convinzione che un accordo politico deve avere salde basi programmatiche e abbiamo partecipato alla trattativa politica con spirito aperto e costruttivo.
Avremmo voluto discutere più di contenuti e meno di candidature e avremmo voluto costruire un accordo sulla base di un programma condiviso. Così non è stato e ce ne rammarichiamo.
Vorremmo fare un ennesimo appello all'unità di tutto il centro-sinistra e chiediamo uno sforzo deciso per individuare un candidato comune di alto profilo che sia garante del programma, che rinnovi il rapporto fra politica, cittadini e istituzioni e che si dedichi, in caso di un positivo risultato elettorale, a tempo pieno alla nostra città. Un candidato che si ritenga vincente a priori o che sia vincente non ci basta.
Non si troverà l'accordo? Non si vuole l'accordo? Noi siamo pronti a valutare la possibilità di fare anche scelte “difficili”.
PRC nel sostenere un accordo all'interno del centro-sinistra, sta lavorando affinché alle prossime elezioni possa essere presente una lista di Sinistra che metta assieme le varie anime e sensibilità della sinistra cittadina e salvaguardi il patrimonio di competenze politiche e amministrative di cui è stato interprete il consigliere Pinto con la lista Rinascita-PRC.
Vogliamo essere della partita, ci stiamo provando.

Cividale del Friuli, 24 marzo 2010

PRC - circolo del Cividalese

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- 24 ottobre 2008 (comunicato stampa)

Comitato ITALCEMENTI

circolo del Cividalese "G. Venica"

 

Oggetto: comunicato stampa congiunto PRC - Comitato Italcementi

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro fra il Comitato Italcementi e il circolo del Cividalese di PRC. Una occasione utile e importante per uno scambio di opinioni su un tema, l'area dell'Italcementi, che è stato in queste ultime settimane al centro dell'attenzione della città.
PRC e il Comitato hanno manifestato tutte le loro preoccupazioni per quanto, in modo sempre più evidente, sta emergendo da questa vicenda: dalla sostanziale subalternità della vita politica e amministrativa locale alle esigenze della Banca di Cividale, alla preoccupante assenza del l'Amministrazione comunale in sede di programmazione urbanistica per l'area Italcementi, al carattere "avventuroso" del progetto di nuove edificazioni in quell'area.
Le parti hanno concordato nel ritenere irrisolta la cesura che inevitabilmente si creerà fra l'area risanata e il centro-cittadino, nel sottolineare come rimangano aperte molte questioni relative alla viabilità di tutta la zona e nell'evidenziare come non sia chiaro l'uso che si farà degli spazi di nuova realizzazione, specie ora che il progetto di portare il Corso di Laurea in Architettura appare sempre più aleatorio, sia per la pesante politica di tagli che investe il mondo della scuola e dell'università, che per la emergente concorrenza di Gorizia come possibile sede di un corso di laurea analogo.
Non meno problematico è immaginare l'utilizzo di nuovi spazi abitativi che si realizzeranno in quell'area, anche in considerazione del fatto che a Cividale non mancano alloggi e della non buona salute di cui sembra godere in generale il mercato immobiliare.
Insomma la sensazione è quella di trovarsi di fronte ad una nuova "grande opera" (l'ennesima qui a Cividale) che più che il propagandato "regalo alla città" sembra una operazione speculativa.
Condivise sono state inoltre le preoccupazioni per la presenza, la movimentazione e lo smaltimento di materiali pericolosi attualmente presenti negli edifici in demolizione e per i possibili rischi alla salute di chi lavora nel cantiere e di chi vive in prossimità dell'area interessata dal progetto di riqualificazione. Molto grave è apparsa infine la volontà di fare piazza pulita della memoria storica del lavoro decidendo, di eliminare ogni traccia di un luogo dove hanno lavorato centinaia di persone e dove, anche in momenti difficili della storia del nostro paese, si sono combattute battaglie di civiltà, progresso e libertà che sembra nessuno voglia ricordare.
PRC ha infine manifestato la volontà di continuare il suo impegno per la difesa del territorio sia nei banchi della minoranza consiliare che in tutte quelle situazioni e aggregazioni che si presenteranno in futuro. In questo senso è stata accolta con favore la proposta del Comitato relativa alla creazione di un "osservatorio" che analizzi le situazioni di crisi ambientale, paesaggistica e urbanistica del Cividalese e del territorio circostante

Cividale del Friuli, 20 ottobre 2008

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- 25 settembre 2008 (comunicato stampa)

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I fatti presenteranno il conto!

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Interveniamo prendendo a spunto quanto asserito dal Comitato per l’Italcementi circa il ruolo e le pecche dei partiti dell’opposizione sul tema in questione, ma anche le dichiarazioni che fioriscono in questi giorni sulla stampa.
Richiamiamo un solo fatto, a nostro avviso imprescindibile:
Rinascita-PRC è stata l’unica forza politica a esprimere voto contrario all’approvazione del Piano particolareggiato presentato dalla Banca di Cividale perché l’intervento sull’area dell’ex cementificio ha gravi difetti e perché questi difetti derivano dall’inadeguatezza del Piano regolatore, che costituisce la cornice entro cui il Piano particolareggiato si inscrive. Retroattivamente, quanto determinante sia la questione del Piano regolatore emerge proprio ora, in relazione al progetto sull’ex cementificio. Ci pare che le critiche mosse a suo tempo e con abbondanza di argomenti al Piano dalla mia forza politica siano tutt’altro che peregrine. Avremo a breve un riscontro fattuale della correttezza delle nostre argomentazioni. La nostra critica, oggi come ieri, ha come bersaglio l’Amministrazione comunale, più che il soggetto privato. Il momento è decisivo e temiamo che i cividalesi si sveglieranno bruscamente da un sonno durato troppo a lungo.
Le altre forze politiche di minoranza hanno approvato il Piano dell’ex cementificio, come nel passato hanno fatto con altri progetti determinanti per il futuro della Città: la stazione ferroviaria, il centro intermodale, la nuova zona artigianale “D2”.
Rinascita-PRC ha argomentato doviziosamente le sue posizioni contrarie, producendo osservazioni e altri documenti, prima in vista e poi alla luce del nuovo PRPG. Di più: all’epoca della sostanziale bocciatura delle previsioni del Piano regolatore de parte della Regione, Rinascita-PRC ha dichiarato che avrebbe chiesto le dimissioni della Giunta municipale, per richiamarla proprio alla responsabilità politica che in un paese normale dovrebbe distinguere la buona dalla cattiva politica. In quella occasione l’istanza non è approdata in Consiglio perché Rinascita-PRC è stata lasciata sola e bollata di velleitarismo dalle forze che, dai banchi della minoranza, oggi hanno votato a favore del progetto che da Cividale 2 pare essere divenuto Cividale 3, forse in uno slancio di ottimismo propagandisticamente utile. Allora siamo stati lasciati soli, come soli siamo rimasti a votare contro il progetto inadeguato sull’area dell’ex cementificio.
Quanto alla accusa di non essere stati capaci di coinvolgere la popolazione intorno a una proposta o a un progetto politico, è evidente che ogni compagine politica sarà sempre in grado di mettere in campo le forze di cui disporrà. Noi abbiamo la nostra dedizione e ci rivolgiamo alla Città con i fatti politici (le posizioni espresse in Consiglio comunale e le iniziative pubbliche), con gli argomenti che cerchiamo di articolare secondo criteri razionali e non andando alla ricerca di un consenso elettorale o elettoralistico, ottenuto con camuffamenti ideologici. Un risultato concreto in questo senso è stato raggiunto dalla nostra convinta opposizione al PRGC, che ha contribuito a ottenere lo stralcio del “terzo” ponte dal Piano regolatore, cioè un’opera giudicata indispensabile per la Città dalla Giunta comunale, ma di cui oggi nessuno più rivendica la necessità. C’è un modo più eclatante per sottolineare una vittoria politica? C’è un risultato politico più evidente che una forza di opposizione, da alcuni ritenuta marginale, possa avere ottenuto? Abbiamo cercato di essere coerenti nel tentativo di comunicare e fare condividere la nostra visione. Su questo tema siamo ancora una minoranza? Cerchiamo di acquisire consenso con la semplice politica, rifuggendo le manovre tattiche e gli arruffianamenti che tanto gratificano i "sorestans di chenti". Stiamo lontani dai giochi di potere e proviamo a dare un contributo, riconoscendo alla critica e al dubbio un valore almeno pari alla capacità di decidere. Diventeremo maggioranza se e quando i cittadini condivideranno le nostre posizioni, a partire dalla verifica delle idee sul solido terreno dei fatti, che non mancheranno di presentare il conto.

il Consigliere comunale
di
Rinascita - PRC

Domenico Pinto

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- 4 settembre 2008 (manifesto)

 

Quando la sicurezza
diventa spettacolo

 

Abbiamo sotto gli occhi l'invito alle manifestazioni che, il prossimo 13 settembre, faranno da corollario all'avvio dei lavori di "riqualificazione" dell'area dell'ex-Italcementi.
Nell'immancabile cornice enogastronomica che ormai contraddistingue gli appuntamenti ritenuti di un certo rilievo, troviamo iniziative per tutti i gusti: dal convegno di architettura, al concerto con musica dal vivo, dalla demolizione spettacolare di una ciminiera, a momenti di intrattenimento popolare.

Nella foga di trasformare tutto in spettacolo, gli organizzatori della serata si sono fatti prendere la mano e hanno pensato di organizzare una sfilata di moda presentata, leggiamo, come "show-defilé abbigliamento sicurezza sul lavoro". Una sfilata di modelle e modelli in abbigliamento da lavoro quasi ad assimilare la sicurezza all'eleganza o al glamour di molti capi di abbigliamento griffati. Non sappiamo chi abbia avuto questa idea, anche se ha tutta l'aria di essere un'operazione commerciale organizzata da qualche operatore del settore dell'antinfortunistica.

Speriamo che non ci si venga a dire che queste sfilate vogliono promuovere la cultura della sicurezza o educare chi lavora nel nostro territorio all'uso di attrezzature adeguate, perché il modo con cui viene affrontata la questione è sbagliato. Indossare il casco sul lavoro o usare degli accorgimenti contro gli infortuni non è una scelta che può dipendere dalla moda del periodo o dall'estro del momento, tutelare la propria incolumità richiede una attenzione maggiore che scegliere quale paio di jeans indossare o quale abito comperare.

La sicurezza è una cosa seria che richiede una legislazione adeguata, investimenti da parte dei datori di lavoro, corsi di formazione per i dipendenti e controlli da parte delle istituzioni.

Siamo sicuri che di tutto questo, nella sfilata di sabato, non ci sarà che qualche labile traccia qua e là. Ma questa iniziativa è sbagliata anche perché non considera il fatto che nella nostra Regione l'impatto degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali è piuttosto alto e i controlli non sono adeguati per carenze di personale degli organismi preposti alle verifiche di legge e, in molte realtà produttive, c'è ancora da fare per elevare gli standard di sicurezza.

Prima di ideare simili manifestazioni forse bisognerebbe pensare a chi, anche qui da noi (nell'ex-Italcementi, nelle cave di marna, nelle fabbriche della zona industriale, ...), ha perso la vita sul lavoro e mette a repentaglio la salute in fabbriche malsane o in lavorazioni pericolose (colate in fonderia, verniciature del legno, ...).

Siamo degli inguaribili moralisti? No, in un mondo dove tutto è spettacolo o commercio, cerchiamo almeno di mantenere il senso della decenza!

PRC - circolo del Cividalese
"G. Venica" 

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- 29 giugno 2007 (comunicato stampa)

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PRC
circolo del Cividalese "G. Venica" 
 

Movimento "Sinistra Democratica"
Cividale e Valli del Natisone

 

Martedì scorso, nel corso del Consiglio Comunale, la lista civica di centro-sinistra ha presentato una interrogazione relativa alla realizzazione a San Pietro al Natisone della scuola media bilingue che completi il ciclo di studi ora composto dalla scuola materna e dalla scuola elementare.
Il Sindaco Manzini, nel corso della sua risposta, ha spiegato le ragioni che hanno spinto l'Amministrazione comunale a non sottoscrivere la richiesta avanzata da molti genitori della scuola bilingue richiamando motivi di natura finanziaria e la mancanza di garanzie su un costante sostegno economico da parte della Regione.
Dietro queste ragioni in buona parte pretestuose, sono emerse in diversi passaggi le reali motivazioni di questa scelta e sono tutte politiche. Particolarmentre grave è apparsa la volontà di opporsi alla scuola media bilingue usando argomentazioni che richiamano alla memoria tempi passati quando alcuni settori nazionalisti delle Valli del Natisone negavano alla minoranza slovena molti diritti fondamentali.
La scelta dell'amministazione di San Pietro al Natisone, tutta volta al passato, rischia di creare nuove contrapposizioni e nuove incomprensioni nella comunità delle Valli e rischia anche di condizionare pesantemente il diritto all'istruzione in lingua slovena a un numero importante di famiglie delle Valli del Natisone e del Cividalese.
Speriamo che la questiona possa risolversi in tempi brevi, che le resistenze di alcuni assessori vengano superate quanto prima e che le famiglie interessate alla prosecuzione degli studi dei propri figli nella scuola bilingue possano già con il prossimo anno scolastico vedere realizzato questo loro progetto educativo.
Il circolo del Cividalese di PRC e la sezione delle Valli del Natisone di Sinistra Democratica, nell'esprimere il proprio sostegno alle richieste dei genitori interessati alla scuola media bilingue, intraprenderanno tutte quelle iniziative volte a informare e senzibilizzare l'opinione pubblica e le autorità competenti affinchè la loro richiesta sia accolta positivamente.

Cividale del Friuli, 29 giugno 2007

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- 5 novembre 2006 (comunicato stampa)

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circolo del Cividalese "G. Venica"

 

Oggetto: Comunicato Stampa sulla situazione alla CGA

Da un po' di tempo la Zona Industriale di Cividale è al centro dell'attenzione per il problema dell'inquinamento derivante da alcune lavorazioni che ivi hanno luogo e si parla dei possibili rischi per la salute dei cittadini delle vicine località di Moimacco, Bottenicco e Grupignano.
Meno attenzione viene riservata alla salute di chi in quella zona lavora, ma questa distrazione non è nuova e sembra quasi che il lavoro in fabbrica (ma anche nei campi o nel settore artigiano) non abbia nella nostra città la dovuta attenzione.
Il commercio è la realtà economica quasi sempre al centro della considerazione delle istituzioni e non mancano sugli organi di informazione i richiami alle difficoltà reali o presunte del commercio e i consigli/proposte su quello che bisognerebbe fare per rafforzare il ruolo di polo commerciale della nostra città (a volte con iniziative più di immagine che di contenuto).
Vogliamo parlare con questa nota della situazione della CGA, una importante azienda nel settore della produzione di pannelli di raffreddamento per frigoriferi e scambiatori di calore per la bio-edilizia, che occupa circa 120 operai e che da tempo sta attraversando una situazione di grave crisi.
Dopo una serie di passaggi di proprietari e alcune operazioni non finite molto bene (il fallimento della neoacquistata Moulinex), lo stabilimento CGA è stato comperato alcuni anni fa dal management interno all'azienda.
Dopo questa acquisizione, le cui modalità non ci sono del tutto chiare, è cominciato un lento declino che ha portato in breve tempo alla cassa integrazione ordinaria e, più di recente, alla cassa integrazione straordinaria per circa 40 dipendenti e all'annuncio del licenziamento di una trentina di lavoratori fra operai e impiegati.
Nel frattempo, in una situazione difficile e di crisi, è stata acquistata una fabbrica in Francia e si parla di trasferirvi alcune importanti lavorazioni perché i costi di produzione (nonostante il lavoro costi di più) sono più bassi che in Italia. Intanto anche a causa dei mancati investimenti (da anni non viene messa una lira se non per le riparazioni indispensabili dei macchinari) la produzione è calata vistosamente e si prevede un ulteriore calo di più del 50% della produzione nei prossimi due anni. Per superare queste difficoltà si è pensato di puntare alla produzione, oltre che dei pannelli refrigeratori per frigoriferi, di pannelli da soffitto per impianti di climatizzazione destinati ai grandi spazi. Il pannello progettato dalla CGA, nonostante il sostanzioso contributo per l'innovazione tecnologica (775.000 euro) erogato dalla Regione, non è entrato in produzione per alcuni evidenti limiti tecnologici e per gli alti costi di produzione. Nemmeno nel settore dei pannelli solari e del fotovoltaico ci sono stati investimenti, nonostante le opportunità che il mercato offre in questo campo.
E mentre l'azienda è rapido declino (dai fine settimana lavorativi di soli due anni fa si sta arrivando al probabile prossimo deciso ridimensionamento aziendale) si parla anche di trasferire alcune lavorazioni di rifinitura dei pannelli in Ungheria, dove i costi del lavoro sono più bassi (4,50 euro all'ora) e dove si trovano anche importanti clienti della azienda quali l'Electrolux. Che questo sia il possibile destino dell'azienda ce lo fa temere anche il fatto che sia saltato il capo personale e che non si sia provveduto alla sua sostituzione. Né meno preoccupanti sono le notizie di uscite volontarie (non incentivate) di dipendenti che, abbandonando la CGA per altri impieghi, portano con sé un patrimonio di competenze e conoscenze importanti e non immediatamente rimpiazzabili.
Probabilmente a questa situazione si è arrivati per una serie di cause: investimenti sbagliati, errori nelle acquisizioni, l'aver puntato su mercati di fascia alta, la concorrenza di nuovi produttori, ...
Di sicuro a pagare sono, come al solito, i lavoratori (molti dei quali quarantenni) per i quali non si aprono molte prospettive se, come paventa qualcuno, della CGA sopravviverà solo la fonderia e la sede di Cividale si trasformerà in un centro logistico o in una azienda commerciale con qualche decina di dipendenti. E mentre per i dipendenti in mobilità si aprirà una stagione di incertezze e solitudine (dopo qualche corso di riqualificazione, bisognerà arrangiarsi da soli), troviamo sconcertante che si sia concesso da parte dell'Assessorato Regionale alle Attività Produttive il più alto finanziamento per l'innovazione erogato in Regione senza verificare a cosa sia realmente servito e per di più sostenendo la richiesta di cassa integrazione straordinaria anche in mancanza, a nostro parere, di alcuni requisiti importanti (es.: i due ultimi bilanci in rosso). Siamo al solito uso "allegro" del denaro di tutti con, come contropartita, il nulla (in barba alle solite dichiarazioni sul ruolo sociale dell'impresa).
Ai lavoratori va tutta la nostra solidarietà e il nostro appoggio per la difesa del posto di lavoro e speriamo che tutta la città faccia proprio questo atteggiamento perché la perdita di una qualsiasi realtà produttiva è una perdita per tutti e poco importa che i cividalesi che rischiano il posto siano quattro o cinque.

Cividale del Friuli, 5 novembre 2006

Il Direttivo del
Circolo del Cividalese di PRC
 

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- 11 febbraio 2005 (comunicato stampa)

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lista Rinascita - PRC

Quali prospettive per il centro-sinistra a Cividale?

Dopo quattro mesi di incontri crediamo sia opportuno e necessario tracciare un breve bilancio del lavoro che fino ad oggi le forze politiche del centro-sinistra hanno svolto in vista delle prossime elezioni comunali.
Fin dall’inizio eravamo consapevoli che la formulazione di un progetto comune per la nostra città avrebbe richiesto un impegno non indifferente per conciliare impostazioni e sensibilità politiche diverse. In questa “impresa” ci siamo impegnati con spirito costruttivo, con la consapevolezza della necessità di un cambiamento nella politica amministrativa cittadina e nella speranza di un futuro per la nostra città diverso dal presente.
Non sono mancate e non mancano tutt’oggi le difficoltà, tanto che il raggiungimento di un accordo fra la Lista Rinascita-PRC e le altre forze del centro-sinistra è tutt’altro che scontato.
I nodi irrisolti sono molti e fra questi i più ardui da sciogliere riguardano il futuro dell’ospedale di Cividale e il nuovo Piano Regolatore.
Per quanto riguarda la sanità, dopo il positivo accordo trovato agli inizi del 2004 sul progetto di salvataggio dell'ospedale di Cividale presentato agli Organi Regionali, sono emerse profonde diversità di vedute sulla proposta presentata in corso d’anno dall’Assessore Regionale alla sanità e in modo particolare sulla proposta di lasciare a una fondazione - e quindi ai privati - la gestione di alcuni importanti servizi sanitari.
Anche nella fase attuale non possiamo che confermare la nostra contrarietà alla proposta Beltrame, perché avvierebbe un processo di privatizzazione della sanità, non garantirebbe reali prospettive di lungo periodo al nostro ospedale e soprattutto non soddisferebbe la richiesta di sanità del nostro territorio.
In questi mesi, su questo argomento, abbiamo subito una sorta di “pressing” finalizzato a farci cambiare idea, pur nella totale assenza di fatti nuovi che giustificassero una simile possibilità. Riteniamo inoltre politicamente sbagliato, per gli aspetti di forzatura che la cosa presenta, aver voluto inserire il tema stesso nell’agenda delle trattative, perché il futuro dell'ospedale si decide a un livello superiore a quello cittadino e ognuno nella sua autonomia giudicherà le eventuali scelte della Regione. Senza contare che il modo in cui si è voluto affrontare l’argomento sanità ha assunto una connotazione negativa, poiché risolve la questione in termini meramente elettoralistici al di fuori della più ampia problematica della sanità regionale.
Il secondo nodo riguarda il Piano Regolatore che, a nostro avviso, non è da intendere come un semplice strumento urbanistico, ma come un progetto che prefigura lo sviluppo economico, sociale e anche culturale della città nei prossimi 20 anni.
Il PRG appena adottato è un pessimo PRG. Non è credibile l'aumento demografico previsto dal piano, quando da anni la popolazione cividalese è stabile, grazie soprattutto all'immigrazione dall'estero e in un contesto in cui le Valli del Natisone non possono più essere considerate il bacino da cui affluiscano i nuovi abitanti della Città.
Noi consideriamo quello appena adottato un pessimo PRG perché non risolve i problemi della viabilità e delle aree dismesse, rende possibili colate di cemento in zone paesaggisticamente molto belle, oltre che sottoposte a tutela: pensiamo, a titolo esemplificativo, al III ponte urbano, all'area commerciale fra Cividale e Sanguarzo, alla zona di espansione edilizia in Carraria.
Su questo argomento è fino ad ora mancato un confronto approfondito e non ci sembra praticabile la proposta di risolvere la questione dicendo e dicendoci che nella prossima legislatura, se avremo la maggioranza, potremo apportare modifiche al Piano con lo strumento delle varianti, cioè adottando la stessa pratica che fino a oggi abbiamo stigmatizzato nel modo di amministrare il territorio della giunta in carica. Oltretutto le varianti, per avere un’efficacia, dovrebbero avere un carattere di organicità tale da configurare comunque la sostanziale riscrittura del PRG.
Crediamo poi che il lavoro programmatico non possa prescindere dall’analisi dei problemi reali dei cittadini all’interno di un’ipotesi di futuro per la nostra città, conciliando progetti e proposte di ampio respiro con risposte rapide e efficaci ai problemi contingenti. La stesura del programma non può prescindere da questo.
Ci sono punti programmatici che, per l'impegno profuso in questi anni e per la concezione politica che sta alla base del nostro essere partito e lista, sono per noi importantissimi:
- opposizione, anche a livello locale, a ogni forma di ulteriore privatizzazione dei servizi sociali (acqua, assistenza, etc.);
- trasparenza e partecipazione dei cittadini alle scelte amministrative più significative (p. es., il bilancio partecipato);
- intervento dell'Amministrazione Comunale in azioni di sostegno a favore delle categorie più deboli (programmi di integrazione e di lotta alle nuove e vecchie povertà);
- miglioramento della "vivibilità" della nostra Città, attraverso interventi di riqualificazione urbana e di regolamentazione del traffico;
- avvio di una politica culturale di ampio respiro, fondata su una progettualità organica, originale e aperta alla sperimentazione.
Le nostre proposte sono al vaglio di coloro che vorranno essere nostri interlocutori, i nodi da sciogliere sono sul piatto insieme alla nostra ferma volontà di partecipare a un progetto che unisca le forze del centro-sinistra. Se non ci sarà accordo valuteremo altre possibilità, perché la Lista Rinascita – PRC non rinuncerà a portare le sue proposte all’attenzione dei cittadini di Cividale del
Friuli.

Cividale del Friuli, 11 febbraio 2005 

per la Lista Rinascita-PRC
Domenico Pinto e Alessandro Guglielmotti
 

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30 settembre 2004 (manifesto)

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nuovo ponte urbano?
no grazie!

Il nuovo piano regolatore che l'amministrazione si avvia a varare prevede la realizzazione di un nuovo ponte urbano da edificare nella zona di Carraria.

Non è una buona idea!

Un'altra grande opera dai costi notevoli e dalla utilità più che dubbia che per di più verrebbe a deturpare in modo irreparabile una zona del Natisone (la Lesa di tutti i cividalesi) di grande pregio paesaggistico e ambientale.
Non meno deturpante e inutile sarebbe poi la costruzione dell'anello viario (una sorta di tangenziale) che si vorrebbe realizzare attorno alla città e che si incentrerebbe attorno al nuovo ponte e al ponte urbano posto a sud del Ponte del Diavolo. Un progetto che, se realizzato, isolerebbe ancor di più il centro cittadino, non migliorerebbe significativamente la circolazione stradale e taglierebbe in due la città

 

Continua la politica delle grandi opere e dopo la voragine di denaro pubblico rappresentata dal nuovo Palazzetto dello Sport si preparano ulteriori devastazioni. Non è difficile immaginare che con il nuovo ponte si avvierà una nuova colata di cemento che aprirà la strada a nuove speculazioni (il valore che i terreni della zona aumenterà) e a nuove lottizzazioni con una ulteriore espansione della città a vantaggio dei soliti noti (la lobby dei costruttori) e, come troppo spesso succede, con il generoso sostegno del denaro pubblico.

A perdereci ancora una
volta saranno la qualità
urbana e i cittadini tutti

La lista Rinascita - PRC dice no alla proposta del nuovo ponte urbano e si impegnerà con forza affinché la malaugurata ipotesi del nuovo ponte non diventi una realtà.

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Cividale del Friuli, 3 settembre 2004

lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista 

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- 1 giugno 2003 (manifesto)

ponte del diavolo:

siamo alle solite

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Rinascita-PRC, dopo la sperimentazione dell'anno scorso, ha presentato in Consiglio Comunale una mozione per riproporre anche questa estate, limitatamente alle ore serali e notturne, la chiusura del Ponte del Diavolo al traffico automobilistico. Una proposta che avanziamo da anni e che vuole permettere ai cittadini di usufruire in tutta tranquillità di un angolo di città senza il disturbo del traffico, senza il rischio di essere investiti da qualche automobilista e senza i gas di scarico prodotti da un traffico che spesso è molto intenso.
Ancora una volta l'Amministrazione Comunale di Cividale ha detto no e ha motivato la sua scelta dichiarando che il traffico pedonale estivo non è tale (sulla base di quali dati?) da giustificare alcuna limitazione al traffico automobilistico o affermando che solo l'apertura di un terzo ponte urbano potrebbe favorire l'allungamento del periodo di chiusura del Ponte del Diavolo al di la degli attuali giorni festivi.
Tre anni fa la proposta di
Rinascita-PRC fu respinta con la giustificazione della mancanza di parcheggi, l'anno scorso con la carenza di personale da adibire alla collocazione delle transenne, quest'anno richiamandosi allo scarso successo dei pochi giorni di sperimentazione dello scorso anno.
Oggi a opporsi alla chiusura estiva e notturna del Ponte del Diavolo è rimasta la sola maggioranza consiliare mentre i commercianti, quelli che in passato si erano strenuamente opposti anche al senso unico sul ponte, oggi mostrano interesse per la nostra proposta perché hanno capito che l'isola pedonale migliorerebbe la qualità del centro storico.
Un no che ha tutta l'aria di essere pregiudiziale e che denota ancora una volta la totale mancanza in questa amministrazione di un progetto per rendere la nostra città più accogliente e a misura di cittadino.

Cividale del Friuli, 1 giugno 2003

Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 13 gennaio 2003 (comunicato stampa)

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Riteniamo opportuno intervenire ancora una volta sulla Casa per Anziani di Cividale perché riteniamo non risolte alcune situazioni relative al funzionamento di questa importante struttura assistenziale.
Siamo vivamente preoccupati per la mancata sostituzione, nonostante siano trascorsi alcuni mesi, del Coordinatore Sanitario e dell'Assistente Sociale coordinatri-ce del personale di assistenza. Si tratta di due figure professionali che ricoprono un ruolo determinante nel garantire un adeguato livello di assistenza degli ospiti detta Casa per Anziani. Sappiamo che alcune persone sono state contattateper ricoprire questi delicati incarichi, ma sappiamo anche che hanno declinato l'offerta forse perché non sono ben chiari gli obiettivi gestionali del Consiglio di Amministrazione che regge l'istituzione Casa per Anziani.
C'è il rischio di una caduta dei livelli assistenziali con tutte le conseguenze immaginabili sulle condizioni di vita degli anziani ospiti che, lo ricordiamo, sono in gran parte non autosufficienti. Proprio sui livelli assistenziali riteniamo non convincenti alcune recenti dichiarazioni del vice-sindaco circa i livelli qualitativi e quantitativi dell'assistenza prestata agli ospiti: definire i livelli di assistenza ampiamente superiori ai parametri stabiliti dall'azienda sanitaria non è credibile se si rimarca, come è stato fatto in alcune recenti dichiarazioni, la carenza di personale dovuta a malattia o invalidità.
Riteniamo indispensabile che la situazione di incertezza relativa al coordinamento sanitario e assistenziale abbia termine al più presto con l'individuazione da parte del Consiglio di Amministrazione di personale qualificato per la copertura di questi incarichi e riteniamo inoltre importante che l'Amministrazione Comunale di Cividale segua con costante attenzione la vita di questa istituzione.
E' nostra convinzione che anche la nostra costante attenzione possa essere di stimolo alla soluzione delle problematiche che in essa sono presenti.
In questo senso crediamo che, più delle nostre critiche, a dare un'immagine negativa di questa istituzione siano le carenze e le inefficienze dei servizi.

Cividale del Friuli, 13 gennaio 2003

Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista
Democratici di Sinistra - sezione di Cividale
Socialisti Democratici Italiani - sezione di Cividale

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- 22 novembre 2002 (comunicato stampa)

Nei giorni scorsi si è svolta una riunione congiunta delle segreterie cittadine dei Democratici di Sinistra, Rifondazione Comunista e Socialisti Democratici Italiani. Nell'incontro è stata esaminata la situazione politico-amministrativa locale, con particolare attenzione alla Casa per Anziani di Cividale.
Siamo venuti a conoscenza, anche a mezzo stampa, di voci e segnalazioni riguardo lo stato in cui versa la Casa di Riposo. Il quadro descritto dai familiari e dagli stessi operatori dimostra la condizione di profondo malessere e di difficoltà in cui versa la nostra struttura di accoglimento. Assieme a questo diffuso sentimento, già di per sé sintomodi una situazione poco rassicurante, abbiamo accolto con vivo dispiacere e preoccupazione le recenti dimissioni da Direttore Sanitario del dott. Marino Sodde, stimato professionista della nostra città. Conoscendo la sua serietà e la sua alta professionalità, questa decisione ci ha lasciato sconcertati, soprattutto perché viene a mancare l'uomo che, con grandi doti di umanità, coordinava ed indirizzava adeguatamente l'assistenza e che costituiva per gli ospiti un costante elemento di riferimento. Al momento non si conoscono le ragioni per cui ciò è avvenuto, ma è significativo che un ruolo cosi importante resti vacante. Questo stato di cose è ancora più grave in una fase come quella attuale in cui, in assenza di un adeguato servizio sanitario sul nostro territorio, le residenze per anziani sono divenute delle strutture sanitarie a tutti gli effetti.
A questa situazione si accompagna la ristrutturazione edilizia della Casa per Anziani, il cui inizio, annunciato e preventivato fino dal 2000, ha preso avvio, solo apparentemente e con molte difficoltà e ritardi, nella seconda metà del 2002. Non è dato sapere quando, con quali tempi e quali metodologie sarà portato a termine, per di più questi lavori verranno eseguiti in presenza degli anziani ospiti, con conseguenti disagi da parte di questi ultimi.
Inoltre, appare sempre più evidente il disagio e l'esasperazione del personale che lavora in una situazione di estrema difficoltà, nonché l'inquietudine di numerosi familiari degli ospiti. Ciò risulterebbe confermato da una costante diminuzione del numero degli ospiti, con possibili riflessi negativi sui conti di bilancio.
In questo contesto preoccupante, per non dire drammatico, abbiamo registrato con sconcerto voci, speriamo infondate, circa presunti progetti di "privatizzazione" della Casa di Riposo da parte della attuale maggioranza di destra. Non vorremmo che dietro questo eventuale progetto, del quale al momento il Consiglio Comunale non è stato informato, si nascondesse una volontà di "precarizzazione" del lavoro delle persone che attualmente operano nella struttura, ed un desiderio di trarre profitto da un settore delicato come quello dell'assistenza agli anziani.
Alla luce di quanto sopra descritto, riteniamo indispensabile un immediato chiarimento in Consiglio Comunale da parte del Sindaco sullo "stato di salute" della Casa per Anziani e una costante e periodica opera di informazione sul funzionamento di questa importante struttura assistenziale che non si limiti ai soli momenti istituzionali di approvazione dei bilanci.

Cividale del Friuli, 22 novembre 2002

Democratici di Sinistra - sezione di Cividale
Socialisti Democratici Italiani - sezione di Cividale
lista
Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 11 luglio 2002 (manifesto)

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piano regolatore:
basta con le bugie

 

Perché un nuovo Piano Regolatore?

Il Piano Regolatore Generale (PRG) di Cividale è stato approvato nel 1978, le sue previsioni generali sono superate e anche la Regione ne chiede l'adeguamento alle nuove normative, inoltre è stato modificato da ben 32 varianti alcune delle quali ne hanno radicalmente modificato il progetto.

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Il nuovo PRG

Nel 1996 l'amministrazione del dott. Bernardi affidava l'incarico per la redazione del nuovo PRG allo Studio Benevolo di Brescia. Veniva istituito un Ufficio di Piano che avrebbe seguito con personale locale la redazione del PRG e successivamente avrebbe fornito le risposte alle interrogazioni dei cittadini (sottolineiamo la rilevanza economica di questo fatto, perché alcuni professionisti si fanno pagare per questo servizio e la somma che ne deriva può toccare, per una città come Cividale, svariate decine di milioni). Il Piano per il centro storico della città avrebbe avuto la misura del Piano particolareggiato ciò per evitare l'adozione separata di Piani successivi (e spese successive per ulteriori incarichi professionali). La spesa omnicomprensiva per la redazione del Piano venne stabilita in Lire 461.244.000. L'adozione del PRG, come da convenzione, sarebbe dovuta avvenire nel marzo 1998.

La revoca dell'incarico a Benevolo

Alla caduta dell'amministrazione Bernardi seguiva un periodo di commissariamento del Comune e la "nuova" amministrazione del dott. Pascolini si scatenava con furia iconoclasta su ogni iniziativa della precedente amministrazione Bernardi (Piano del Traffico, Piano Regolatore, ecc.). L'incarico a Benevolo veniva revocato dall'amministrazione Pascolini, presenti Felettig, Blasig, Pauletig e Clochiatti, ancora oggi presenti in Consiglio e in Giunta, che determinano una continuità dell'amministrazione del dott. Vuga con l'amministrazione Pascolini, condizionando-ne oggettivamente l'operato. La revoca dell'incarico, essendo avvenuta non per mancanze del professionista ma per volontà politica dell'amministrazione, a seguito degli atteggiamenti denigratori di quest'ultima, ha aperto un contenzioso con lo Studio Benevolo, poiché, come da convenzione, quest'ultimo richiede al Comune il pagamento della penale relativa alla revoca dell'incarico.
Al professionista sono state liquidate complessivamente Lire 231.000.000.

Il nuovo incarico

Nel dicembre del 1999 la giunta municipale affidava all'arch. Trevisan la redazione del nuovo PRG, con il parere negativo dei competenti uffici, che manifestavano dubbi sulle capacità del professionista e sulla congruità della spesa (428.400.000). Il parere negativo determinava il sollevamento dall'incarico dell'arch. Pitocco, che invece, come si può vedere oggi, ha fatto bene il suo lavoro. Da notare che a Trevisan erano state in precedenza commissionate anche la formulazione di nuove direttive per la redazione del PRG (Lire 2.448.000) e la stesura di un preventivo per la redazione del nuovo PRGC (Lire 6.609.600).
Nel frattempo si continua con le varianti al PRG e con costruzioni significative per la città in assenza del nuovo PRG (vedi Palazzetto).
La nuova revoca
Con delibera di Giunta n. 133 del maggio 2002, è stato avviato il procedimento di revoca dell'incarico di redazione del PRG a Trevisan per gravi inadempienze nei confronti dell'amministrazione. Il professionista è in ritardo di oltre un anno nella consegna degli elaborati. Al professionista sono stati liquidati complessivamente Lire 85.680.000. Nessuno sostiene, anche nella maggioranza, che il lavoro da lui prodotto sia di un qualche interesse.

Verso un nuovo incarico con la solita
ambiguità e mancanza di trasparenza

L'amministrazione Vuga ribadisce la mancanza di continuità con Pascolini, ma, come sappiamo, metà giunta è composta da esponenti di quell'amministrazione. Nel corso dell'ultimo Consiglio Comunale la maggioranza ha affermato l'inutilità di un nuovo PRG e a specifica interrogazione si è sostenuto di non aver avuto alcun contatto con lo studio Benevolo. In precedenza, per voce dell'assessore all'urbanistica, si è sostenuto che parte del lavoro di Benevolo si poteva utilizzare perché considerato valido. Ora sappiamo per certo che Benevolo ha dichiarato la sua disponibilità a un contatto con l'amministrazione "anche solo per ottenere informazioni sul come utilizzare i materiali da noi prodotti". Un atto che potrebbe sfociare, se l'amministrazione lo prendesse in considerazione, nella chiusura del contenzioso e nel risparmio da parte dei cittadini della penale per quella revoca di natura squisitamente "politica". Ma l'amministrazione tace e nel frattempo lavora per un nuovo incarico.
È del tutto pretestuoso sostenere che il professionista è "di fuori" o che il reincarico non sarebbe capito o che risulterebbe "ridicolo". Per realizzare i monumenti più significativi della nostra città si è fatto ricorso, in un passato più glorioso, ad architetti e ingeneri non locali: il duomo, il palazzo pretorio e il ponte sono stati costruiti badando al prestigio della Città e stanno a simboleggiare un interesse per Cividale che gli amministratori attuali dimostrano di non avere. È pretestuoso sostenere che il professionista non conosce la legislazione regionale, in quanto la scala dei rapporti professionali di uno studio di tale prestigio e portata non è regionale ma addirittura extra nazionale. È stato del tutto pretestuoso sostenere pubblicamente che le aree delle ex caserme non sarebbero mai state disponibili: i fatti di oggi dimostrano il contrario. Come anche dimostrano che chi ha avuto un ruolo chiave nella revoca a Benevolo e nell'incarico a Trevisan (con tutte le conseguenze anche economiche del caso) oggi tranquillamente si lava le mani dichiarando di occuparsi, ora, di altro (!?!). Ciò che impedisce all'amministrazione Vuga di valutare le cose su un piano più oggettivo, con senso di proporzione e di buona amministrazione è la continuità politica con l'amministrazione Pascolini, di cui Clochiatti, Felettig, Blasig e Pauletig sono garanti.
L'amministrazione assuma in pieno la responsabilità politica che deriva dai fatti di cui sopra in continuità con quanto fatto dall'amministrazione Pascolini.
Intanto la Corte dei Conti regionali, su documentazione presentata dalla lista Rinascita, continua l'indagine sulla revoca a Benevolo e sulle modalità di incarico a Trevisan.
La nostra attenzione per la città e su come viene amministrata, sul tematiche quali PRG, Sanità o Lavoro resta prioritaria per la nostra lista e continueremo, per quanto nelle nostre forze, a far valere i diritti dei cittadini.

Cividale del Friuli, 12 luglio 2002----Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 8 luglio 2002 (manifesto)

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TRANSENNATORE CERCASI !!!!

Fra pochi giorni, e solo per alcune settimane, il Ponte del Diavolo verrà chiuso sperimentalmente al traffico automobilistico dalle ore 20.00 di sabato alle ore 20.00 di domenica. Una scelta, quella dell'Amministrazione Comunale, tutt'altro che coraggiosa che prolunga solo di poche ore le limitazioni al traffico veicolare già normalmente in vigore la domenica.

La lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista ha nuovamente avanzato in Consiglio Comunale una proposta di

chiusura sperimentale del Ponte del Diavolo
limitata al periodo estivo e alle ore serali e notturne

(ogni giorno dalle 20.00 alle ore 7.00 del mattino successivo)

per permettere a tutti i cittadini di usufruire in tutta tranquillità, nelle ore serali, di un angolo di città caratteristico senza sentire il rumore del traffico automobilistico e di passeggiare o andare in bicicletta senza correre il rischio di essere investiti da qualche automobile e senza respirare i gas di scarico prodotti da un traffico che, specie in alcune ore del giorno, è molto intenso.

A questa proposta la maggioranza consigliare ha risposto no

proponendo solo una breve estensione temporale del divieto di transito già in vigore la domenica con l'argomentazione sconcertante che non ci sono gli addetti all'installazione e alla rimozione delle transenne.

Un no, quello della maggioranza, che dimostra una sostanziale mancanza di coraggio e di volontà innovatrice su un tema importante quale quello della qualità della vita nella nostra città.

Un no che contrasta anche con le aperture alla nostra proposta che provengono da alcuni settori che, in passato, si erano opposti alla chiusura del ponte e che oggi mostrano una maggior sensibilità verso i temi della qualità della vita e della vivibilità della nostra città.

Un no, infine, che ha tutta l'aria di essere pregiudiziale e che denota ancora una volta la totale mancanza in questa amministrazione di un progetto per rendere la nostra città più accogliente e a misura di cittadino.

Cividale del Friuli, 8 luglio 2002

Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 27 maggio 2002 (manifesto)

 parcheggiate
anche qui!

D'accordo ci piace provocare! Invitarvi a parcheggiare in uno spazio piccolo come quello riportato sopra è una provocazione, ma è una provocazione che prende spunto da una nuova brillante idea della nostra amministrazione comunale. Molti si saranno accorti della introduzione in centro città di nuovi spazi a pagamento per il parcheggio delle automobili. Per crearli hanno addirittura introdotto un senso unico in piazza Duomo e così facendo sono riusciti a ottenere nuovi posti auto sul lato della piazza rivolto al Duomo (peccato che abbiano eliminato nel contempo uno dei due parcheggi per disabili). E non basta! Nell'area prossima all'ufficio postale hanno creato dei spazi a pagamento ovunque ci fosse un po' di posto e, sul lato prospiciente alla CRUP, addirittura fino quasi al segnale di stop. Poteva bastare? No! Perchè hanno ritenuto di far buona cosa introducendo degli elementi di arredo urbano (cestini dei rifiuti, basi porta segnali, ...) più degni di un centro commerciale da periferia metropolitana che di una città storica.
Ma perché tutto questo? Bisogno di soldi? Non crediamo che l'Amministrazione Comunale, che di soldi ne ha già buttati via un bel po' per il Palazzetto dello Sport e per il Piano Regolatore, ricorra a questi mezzucci per raccattare poche decine di euro al giorno in più. Un metodo per risovere il problema della disponibilità di parcheggi? Chi a Cividale viene da fuori per lavorare negli uffici, nelle scuole, nelle banche non troverà più facilmente posti in cui parcheggiare la sua auto.
No! Forse c'è dell'altro! Forse l'amministrazione comunale di centrodestra ha voluto dare un segnale rassicurante a una parte della sua base elettorale. Un segnale che dice in sostanza che, fino a quando amministreranno loro, temi quali la vivibilità della città e del centro storico, l'inquinamento, l'aumento delle aree pedonali non saranno mai all'ordine del giorno.
Insomma con quest'ultima trovata si è pensato solo all'interesse di una parte della città, in barba all'interesse generale. Non è la prima volta e non sarà l'ultima. E' nelle corde del centrodestra qui a Cividale come altrove.

Cividale del Friuli, 25 maggio 2002

Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 21 marzo 2002 (comunicato stampa)

 

circolo del cividalese
 

 circolo culturale

 

Questa mattina nella casella di posta elettronica del circolo del cividalese del Partito della Rifondazione Comunista e del circolo culturale ISKRA di Cividale del Friuli è stato rinvenuto il documento di rivendicazione dell'omicidio del professor Marco Biagi a firma Brigate Rosse per la costruzione del Partito Comunista Combattente.
Questa modalità di rivendicazione ci ha sorpreso e crediamo che abbia sorpreso tutte quelle associazioni culturali, organizzazioni sindacali e partiti democratici della sinistra che, come noi, hanno ricevuto lo stesso documento e che, come noi, ritengono il terrorismo un fenomeno autoreferenziale e distruttivo.
In merito ai fatti di Bologna, non possiamo che rimarcare la nostra distanza da simili azioni criminose, che condanniamo fermamente perché, oltre a distruggere una vita umana, creano, di fatto, difficoltà alla crescita civile e democratica del nostro Paese. Il terrorismo si presenta, ancora una volta, come fenomeno violento e sconvolgente che minaccia la crescita dei movimenti e vuole restringere ulteriormente gli spazi democratici e rendere più difficile la partecipazione e il protagonismo dei lavoratori. E' significativo poi che questo delitto sia avvenuto alla vigilia della grande manifestazione del 23 a Roma per la difesa dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Nell'inviare la nostra solidarietà ai familiari e agli amici di Marco Biagi, intendiamo ribadire la nostra volontà di lavorare alla crescita e all'allargamento del movimento antiliberista senza abbandonare, o ridimensionare, gli obiettivi di opposizione pacifica e democratica alle politiche neoliberiste.
Al terrorismo che colpisce un uomo inerme si risponde con la democrazia e nella democrazia ognuno deve fare la sua parte: noi combattiamo per la difesa dei diritti dei lavoratori. La prossima manifestazione del 23 marzo, a cui prenderemo parte anche noi, deve riempirsi anche di questa mobilitazione.

Cividale del Friuli, 21 marzo 2002

Partito della Rifondazione Comunista
circolo del Cividalese

circolo culturale iskra

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- 25 gennaio 2002 (manifesto)

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Il buio oltre la nebbia!!

Anche a Cividale c'è poco da essere ottimisti. Certe dichiarazioni di stampa e alcuni sorrisi di circostanza sembrano dare della situazione cividalese una immagine rosea. la realtà ci appare ben diversa e sempre più forti sono i segnali di degrado della vita politica e amministrativa di Cividale.
- Partiamo innanzitutto dall'ospedale di Cividale! Sta continuando la lenta demolizione della struttura ospedaliera cittadina: è sparita la reperibilità in Radiologia, la telemedicina è morta prima di nascere (non se ne parla già più), si sta procedendo alla "riorganizzazione" del servizio della Day Surgery, si sta preparando la chiusura notturna del Pronto Soccorso. I tagli continuano, forse più gradualmente, forse in modo meno eclatante (tanto il grosso è già stato chiuso) e non ci consola leggere sui giornali che alcuni locali dell'ospedale sono stati messi in sicurezza (cosa che ci sembra dovuta) o che l'attuale sede del distretto verrà spostata nel padiglione di levante o che si conta di attivare un reparto per malati terminali. Mentre succede tutto questo l'Amministrazione Comunale sostanzialmente tace o se interviene lo fa mantenendo un profilo piuttosto basso quasi a voler coprire l'azione demolitoria portata avanti a livello regionale dal centro-destra.
- C'è poi la vicenda della cessione in comodato gratuito per un anno alla scuola "Santa Angela Merici" di un'ala del Monastero delle Orsoline. Una vicenda emblematica di come viene gestito il patrimonio pubblico a Cividale. Un'operazione incredibile che vede affacciarsi una nuova logica gestionale: uso gratuito di strutture pubbliche da parte di privati "amici". Non ci risulta che le tutte le altre associazioni impegnate nel sociale e nel volontariato a Cividale godano di un simile privilegio (anzi per molte di queste anche richiedere e ottenere un contributo è difficile). Ma forse la cosa si spiega con il fatto che al momento della firma del contratto di comodato il presidente della "Santa Angela Merici soc. coop. a srl" era un consigliere di maggioranza. Forse un caso di conflitto di interessi, sicuramente un caso di scarsa trasparenza politica e amministrativa.
- Nuovi pericoli si stanno addensando anche sulle politiche culturali di questa città e temiamo lo svuotamento definitivo del Mittefest. Nulla di nuovo comunque: a Cividale la cultura, specie se di respiro europeo, è vista con sospetto e comunque ad essa si preferisce il folklore (possibilmente celtico o padano).
- E potremmo continuare parlando ancora della vicenda Palazzetto dello Sport, del nuovo Piano Regolatore di cui non si sa nulla, delle vicenda telecamere in città, della Casa per Anziani, della raccolta differenziata dei rifiuti, ecc.
L'attività amministrativa dell'attuale maggioranza di centro-destra denota molta incapacità e approssimazione: un po' di fumo, qualche cedimento populista, irrefrenabili ansie lottizzatrici che non fanno certo caso a competenza o capacità (la presidenza della Casa di Riposo ad A.N., la presidenza del Mittelfest alla Lega, ...) .
E intanto continua il processo di marginalizzazione della nostra città che appare sempre più chiusa in se stessa e per di più senza un progetto credibile per il futuro.
Non hanno idee, amministrano male e stanno usando male il denaro di tutti e i beni di tutti. Altro che rinnovamento, altro che nuovi rapporti fra cittadini e amministrazione!

non ci sono prospettive con questo centro-destra né a cividale né altrove!

Lista Rinascita-Partito della Rifondazione Comunista

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- 23 dicembre 2001 (manifesto)

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Il Natale dei padroni
e quello degli altri

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La C.G.A. (importante azienda metalmeccanica cividalese), nonostante abbia commesse a sufficienza fino alla fine di dicembre e oltre, decide di mandare gli operai in cassa integrazione per ben due volte nel giro di un mese decurtando di fatto i loro salari di circa 700 mila lire.

Se la prima cassa integrazione era stata in qualche modo concordata con le RSU, l'ultima non ha alcuna giustificazione plausibile e ha tutta l'aria di essere una manovra fatta apposta per sistemare il bilancio aziendale non pagando gli operai durante il periodo della fermata natalizia e scaricando sullo stato un po' di oneri.

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Un comportamento "singolare" quello della C.G.A.:

promettendo lavoro chiede e ottiene dai sindacati il rinnovo dei contratti week-end (lavoro il sabato e la domenica con mano d'opera precaria), poi senza concordare alcunché con nessuno manda a casa gli operai.

Siamo alle solite!

Per i padroni babbo natale c'è sempre e lavora tutto l'anno a cividale come altrove e porta in regalo sgravi contributivi, riduzione degli oneri sociali, minori imposte, libertà di licenziamento e altro ancora,

per i lavoratori invece ancora flessibilità, ancora più precariato e qualche spicciolo di regalo che, nonostante le festività, non è nemmeno ben infiocchettato.

 

E per i lavoratori il futuro prepara il peggio:
addio alle liquidazioni, tagli alle pensioni, meno
lavoro per i giovani, demolizione dello stato sociale
e di molte garanzie di civiltà.

 

Ma c'è anche chi lotta e si oppone, gli studenti che non vogliono la demolizione della scuola pubblica, gli operai che lottano per un contratto dignitoso, i giovani che da Genova a Roma hanno gridato che un altro mondo è possibile ed è necessario.

 

Ora, finalmente, auguri!

Partito della Rifondazione Comunista
circolo del Cividalese

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- 9 settembre 2001 (comunicato stampa)

 

lista Rinascita - PRC

 

tutti sotto controllo?

venerdì 7 settembre il centro destra che siede in Consiglio Comunale ha sostanzialmente difeso l'operato della giunta sulla "strategia di rassicurazione della comunità civica" e ha approvato, crediamo non senza qualche imbarazzo se l'intelligenza non latita fra i banchi della maggioranza, il piano di installazione di telecamere per la sorveglianza di alcuni punti della città e la creazione di squadre di vigilantes con funzione di testimoni potenziali.
Prima di esprimere il nostro giudizio ci sembra doveroso esporre nel dettaglio il progetto della amministrazione comunale:


CITTÀ DI CIVIDALE DEL FRIULI
PROGETTO DI RASSICURAZIONE DELLA COMUNITÀ CIVICA

Caratteristiche di rischio del territorio e delle aree indicate: segnalata presenza di clandestini, area prossima ai confine e alle zone di ingresso clandestino nel territorio dello Stato, vandalismo ai danni di beni culturali, private abitazioni, furti su beni esposti alla pubblica fede, reati ed illeciti ambientali.

lndividuazione delle aree a rischio

- Rualis
- Centro Storico (così come risultante dalla perimetrazione del piano particolareggiato)
- Borgo San Pietro

Azioni previste dal piano:

- Attivazione sistema di monitoraggio degli obiettivi sensibili con telecamere (nel rispetto della legge sulla privacy e della normativa ex TULPS e Regolamento TULPS)
- Attivazione sistema di rete di "testimoni potenziali" mediante l'utilizzo di personale volontario (membri di associazioni combattentistiche ed arma, personale delle forze dell' ordine in quiescenza, disoccupati, studenti, cultori di educazione civica) con utilizzo di telefoni cellulari e macchine fotografiche (nel rispetto della legislazione sulla privacy); con esclusione di qualsiasi svolgimento di mansioni dì polizia o di mansioni coincidenti con le funzioni delle guardie particolari di cui al Titolo IV del Regolamento TULPS; si precisa che il personale volontario non sarà dotato di armi di alcun genere e tipo e sarà coordinato nelle proprie attività dalla locale Polizia Municipale.
- Preparazione del personale volontario di cui al punto 2 mediante corsi di formazione aventi ad oggetto la normativa a base dell' attività di istituto della Polizia Municipale, della durata di ore 60 per unità dì personale impiegato; i corsi saranno svolti da personale in servizio della Polizia Municipale di Cividale del Friuli.
- Concorso nelle spese che i cittadini meno abbienti incontrano per la riparazione di eventuali danni materiali, derivanti da fatti di microcriminalità e per il sostegno psicologico ai cittadini danneggiati dai fatti medesimi.

Piano di spesa
- Preparazione del personale volontario mediante corsi di formazione come sopra descritti   - lire 20 milioni
- Acquisto degli strumenti di riconoscimento (distintivi, adesivi, pettorine rifrangenti e no)   - lire 10 milioni
- Acquisto degli strumenti di rilevazione, quali telecamere fisse collegate con la sede del Comando Polizia Municipale, macchine fotografiche digitali e normali per il servizio notturno   - lire 500 milioni (da impiegarsi per l'attività di monitoraggio e nel rispetto della normativa sulla privacy; le macchine fotografiche sono assegnate in comodato ai volontari)
- Acquisto di telefoni cellulari da assegnare in comodato ai volontari   - lire 10 milioni
- Concorso nelle spese che i cittadini meno abbienti incontrano per la riparazione di eventuali danni materiali, derivanti da fatti di microcriminalità e per il sostegno psicologico ai cittadini danneggiati dai fatti medesimi   - lire 400 milioni.
     
- totale importo piano di spesa di cui si chiuede l'ammissione al finanziamento   - lire 940 milioni


Il testo appena illustrato crediamo dimostri in modo inequivocabile l'impostazione tutta politico-ideologica del progetto; non è nemmeno la prima volta che questa amministrazione assume posizioni di questo tipo (ricordiamo la mozione sui libri di testo e la mozione sulla tutela della minoranza slovena) ed è sempre più evidente il condizionamento da destra (con AN in testa) della attività amministrativa locale. Oggi si inventano una "emergenza" microcriminalità e una "emergenza" clandestini, e si dà il via, in una parte della città, alla realizzazione di un sistema di controllo dei cittadini a base di telecamere e vigilantes. Troviamo ridicoli i tentativi di minimizzare la portata del progetto con il richiamo, più volte espresso in Consiglio, alla necessità di tutelare i monumenti pubblici e alla necessità di non perdere alcuni finanziamenti regionali. Ambedue le argomentazioni sono insoddisfacenti: lascia sgomenti la proposta di installare le telecamere a Rualis, un quartiere popolare in cui non ci risulta la presenza di beni architettonici di particolare pregio storico e in cui ben altri dovrebbero essere gli interventi di rassicurazione della comunità civica (strutture di socializzazione, miglioramento dei servizi, ecc.). Speriamo poi che la "telecamerizzazione" di B.go San Pietro non abbia anche qualche fondamento "razzista" per la "inquietante" presenza di una caserma (molti militari vengono da fuori e non pochi sono i meridionali) e la presenza di un piccolo gruppo di lavoratori extracomunitari. La seconda argomentazione denota uno scarso considerazione per il denaro della Regione che è, lo ricordiamo ancora, comunque denaro dei cittadini e che va quindi usato in modo corretto per rispondere a esigenze reali e non inventate ad arte. Inquietante è infine l'idea di creare una rete di testimoni potenziali (di che cosa non è chiaro) reclutando addirittura disoccupati e studenti; una proposta tuttaltro che "rassicurante" che, nonostante i ripetuti richiami alla tutela della privacy, sa di vero e proprio incitamento alla "delazione".
Lo ribadiamo ancora una volta, sono altri gli interventi che rassicurano i cittadini: servizi più efficienti, una sanità che funziona, una assistenza agli anziani più efficace e meno onerosa per le famiglie, un ambiente urbano più civile e accogliente, ecc.
Invece siamo alle solite: interventi di facciata, spreco di denaro pubblico, la solita demagogia e il consueto atteggiamento retrivo che da tempo contraddistingue l’amministrazione cittadina. Questo centro-destra NON E’ IN GRADO DI GARANTIRE ALCUNO SVILUPPO ALLA CITTA’.

Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 2 settembre 2001 (manifesto)

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accade a San Leonardo

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Può accadere che qualcuno venga messo sulla strada, può accadere che questo qualcuno sia una coppia di operai disoccupati con seri problemi di salute e senza mezzi di sostentamento e può anche accadere che a buttarli fuori dall'alloggio (un piccolo appartamento di proprietà comunale annesso alle scuole) sia il Sindaco di San Leonardo. L'ordinanza di sgombero firmata dal Sindaco parla chiaro: l'alloggio deve essere liberato entro il prossimo 4 settembre, in caso contrario si farà ricorso alle forze dell'ordine. Ma forse è il caso di riassumere la vicenda di Graziano e Anna Lucia: nel 1999, dopo uno sfratto, sono costretti a vivere per oltre 6 mesi in una macchina e solo dopo numerose richieste e denunce, grazie all'intervento del Prefetto, ricevono in comodato gratuito dal Comune di San Leonardo un alloggio di proprietà comunale. La loro situazione si fa subito difficile, nel giugno del 1999 perdono il lavoro e, anche a causa delle precarie condizioni di salute (entrambi sono stati riconosciuti invalidi a causa di una grave forma di asma allergico derivante probabilmente dall'esposizione in fabbrica ai solventi usati nei reparti di verniciatura), non riescono a trovare occupazione. In questi anni, nonostante le numerose richieste di sostegno economico ed aiuto, non c'è stato un grande interesse nei confronti della loro situazione, qualche vaga promessa, qualche buona parola mentre non sono mancate delle vere e proprie angherie: il taglio della corrente elettrica in pieno inverno, la pretesa di un canone d'affitto incompatibile con le loro risorse economiche, le ripetute minacce di sgombero. Il loro caso è poi entrato anche nel "dibattito" politico locale e centro-destra e centro-sinistra non si sono distinti per spirito solidale, anzi il loro "caso" è stato ridotto a pura questione di costi a carico della comunità, come se Graziano e Anna Lucia non fossero parte di quella comunità. O ancora più cinicamente si considera l'assistenza ai deboli come un onere, mentre tutti quei sussidi che, anche nel recente passato sono stati distribuiti a pioggia pure qui nelle Valli del Natisone, sono considerati un'opportunità per garantire uno sviluppo che poi puntualmente non si è realizzato. La vicenda di Graziano e Anna Lucia, salvo proroghe dell'ultima ora comunque non risolutive, sta volgendo verso l'epilogo dello sgombero e molto probabilmente dovranno andare a vivere in tenda o in una roulotte, in attesa di un lavoro che permetta loro di vivere una vita comunque dignitosa. Anche nel mitico (forse non più tanto) Nord Est, banco di prova della modernità, sono presenti sacche di povertà, spesso non le si vuol vedere o, se si vedono, si fa di tutto per allontanarle dagli occhi.
Eppure casi come questo ci devono ricordare l'ingiustizia di un sistema economico che pone al centro di tutto il profitto e la produzione: se sei anziano, malato o disabile non produci, ma rappresenti tuttalpiù un costo da minimizzare. La casa (beninteso non una reggia) diventa non un diritto a cui accedere in base alle tue esigenze o alle tue disponibilità economiche, ma una "gentile concessione" specie se permette ai proprietari di guadagnare o speculare. Se poi sei anche disoccupato ti viene impresso il marchio di "uno che ha poca voglia di lavorare", perché, nell'opinione comune, il lavoro c'è comunque basta andarlo a cercare e, infine, non si parli di diritto alla salute né sul posto di lavoro né fuori che è cosa di poco conto. Per quel che ci riguarda ci sentiamo vicini a tutti coloro che come Graziano e Anna sono gli ultimi e gli indifesi e cercheremo con tutti i mezzi a nostra disposizione di sostenere la loro battaglia per una casa, per un lavoro, per la salute, per una vita dignitosa.

Partito della Rifondazione Comunista

Circolo del Cividalese

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- 31 agosto 2001 (manifesto)

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Vigilantes a Cividale?

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Emergenza sicurezza anche a Cividale? L’immigrazione clandestina, i vandalismi a danno dei beni culturali e privati rappresentano veramente anche a Cividale una minaccia alla convivenza civile? A parere del centro-destra cittadino sì! Nei giorni scorsi il Sindaco ha ricevuto dalla Giunta Comunale il mandato di richiedere alla Regione un cospicuo finanziamento (circa 950 milioni) per mettere in atto un progetto sicurezza elaborato dalla Polizia Municipale. In alcune zone della città (B.go San Pietro, Centro Storico e Rualis) verranno installate delle telecamere per la sorveglianza del territorio e, con la

collaborazione di volontari armati di telefonino e macchina fotografica, verrà messa in atto una “strategia di rassicurazione della comunità civica”.

Siamo indignati!

Crediamo che Cividale abbia bisogno di ben altri interventi che non l’acquisto di telecamere e l’allestimento di squadre di vigilantes. Altri sono i bisogni della nostra Città e altri sono gli interventi che dovrebbero essere fatti per “rassicurare la comunità civica”: servizi per gli anziani più efficienti e meno costosi, un ospedale vero e funzionante, la riqualificazione delle periferie, l’eliminazione delle barriere architettoniche, tariffe per lo smaltimento dei rifiuti più eque, un verde pubblico più decoroso, un minor inquinamento acustico e ambientale, fino al più semplice rispetto dei limiti alla circolazione automobilistica domenicale.

Invece siamo alle solite: interventi di facciata, spreco di denaro pubblico, un pizzichino di demagogia qua e là e il solito atteggiamento retrivo che da tempo contraddistingue l’amministrazione cittadina. Questo centro-destra NON E’ IN GRADO DI GARANTIRE ALCUNO SVILUPPO ALLA CITTA’.

Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista 

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- 1 marzo 2001 (manifesto)

mentre l'uomo di Arcore proclama ai 4 venti lo slogan

meno tasse
per tutti!

a Cividale l'Amministrazione Comunale (Forza Italia, A.N. e Lega) introduce l'addizionale comunale dell'IRPEF per recuperare circa 390 milioni.

Perché questa tassa su reddito?

Necessità di fare fronte ai minori finanziamenti di Regione e Stato? Non crediamo sia così, perché se è vero che che alcuni contributi finanziari sono venuti meno è anche vero che lo Stato e la Regione si sono assunti oneri che prima ricadevano sul Comune. Forse stiamo cominciando a pagare le spese per le opere faraoniche messe in cantiere dall'Amministrazione Comunale? C'è un progetto per la Città dietro questa nuova imposizione? Mah! Di sicuro gli evasori che anche a Cividale dichiarano redditi da fame pagheranno poco o forse non pagheranno affatto, mentre i lavoratori a reddito fisso pagheranno ancora fino all'ultima lira.

Tasse:
pagarne meno, pagarle tutti!

Rinascita-Partito della Rifondazione Comunista

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- 16 febbraio 2001 (manifesto)

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BUONE NOTIZIE
una volta tanto! Approvata la legge per la tutela della minoranza slovena. Una legge giusta, una legge necessaria, che tutela anche i diritti degli sloveni della provincia di Udine e che può aprire nuove prospettive di sviluppo per il territorio di Cividale e delle Valli del Natisone.

Partito della Rifondazione Comunista

Circolo del Cividalese

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- 5 dicembre 2000 (comunicato stampa + manifesto)

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condotta pilatesca

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il Sindaco di Cividale, sulle pagine del Messaggero, ha rivolto un richiamo ai consiglieri comunali affinché in Consiglio Comunale propongano mozioni legate ai problemi locali e non estranee al contesto cittadino. Una affermazione sbagliata, anche perché siamo convinti che su temi come la pena di morte, la pace e i diritti civili anche una piccola realtà come la nostra, così carica di storia e cultura, abbia il dovere di fare sentire la sua voce, specie se oggetto della discussione è la riaffermazione di principi universali.
Ma il fatto più significativo che emerge dall'articolo del Messaggero è che il primoc ittadino ha motivato la scelta di assentarsi dal Consiglio al

al momento della discussione di alcune mozioniproprio, a suo dire, per dare maggior peso al suo richiamo.
O forse l'abbandono dell'aula ha mascherato la volontà di distinguersi dalla sua maggioranza sulla mozione della Lega Nord che impegna la Giunta a intervenire presso gli alti organi dello Stato per sollecitare norme restrittive in fatto di immigrazione?
O forse c'era volontà di marcare un dissenso sulla mozione di A.N. sui contenuti dei libri di storia?
In questo caso sarebbe stato politicamente rilevante e qualificante esprimersi in Consiglio comunale, come abbiamo fatto noi dell'opposizione, dichiarando voto vontrario. Il fatto di assentarsi durante la seduta con le motivazioni addotte è comunque discutibile anche sotto il profilo etico poiché la funzione di Sindaco contempla anche l'onere, accanto all'onore, di presiedere il Consiglio comunale. Sicuramente è inaccettabile che il Sindaco Vuga si sia assentato senza dare spiegazioni, ed è ancor più inaccettabile riceverle a posteriori e per giunta attraverso i giornali. Consideriamo dunque grave il comportamento del Sindaco e fuori luogo le sue esternazioni sui giornali, che vediamo sempre più come il suggello di una
condotta pilatesca; l'approvazione delle mozioni della Lega e di A.N. vincola il Sindaco in modo ineludibile a sostenere nelle sedi istituzionali quanto approvato dalla sua maggioranza. Si tratta di un comportamento che mette ancora una volta in evidenza l'intrinseca debolezza della posizione del primo cittadino, ostaggio della maggioranza e dei suoi "pruriti" antidemocratici. Un atteggiamento che tuttavia non potrà reggere a lungo, ora che la sconsideratezza degli "ideologi" della Lega e di AN lo vincola a sostenere posizioni che macchiano l'immagine civile e democratica della Città.

Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 11 novembre 2000 (manifesto)

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palazzetto dello sport

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Palazzetto dello Sport: un'opera faraonica (27 mila metri quadrati per 4000 spettatori) che costerà al Comune circa 5 miliardi e 750 milioni (la metà del costo complessivo) più le spese per la costruzione dei parcheggi e delle opere di urbanizzazione. Un'opera onerosa anche nella gestione perché impegna il Comune a versare per i prossimi 30 anni ulteriori 300 milioni all'anno in cambio dell'utilizzo della Sala Grande per non meglio precisate manifestazioni promozionali, culturali o sportive (purché queste ultime non prevedano la presenza di pubblico).

Chi ci guadagna?

Non certo le associazioni sportive amatoriali o ludiche che operano a Cividale (che non possono permettersi affitti da 250 mila lire l'ora), sicuramente il privato che in cambio del sostegno finanziario alla edificazione del Palazzetto, avrà garantiti per i prossimi 30 (durata della convenzione) profitti sicuri con il sostanziale contributo di denaro pubblico.

Ben altri sono i bisogni della nostra Città: strutture sportive meno "prestigiose", ma più facilmente usufruibili, servizi per gli anziani più efficienti e meno costosi, interventi di riqualificazione a favore delle periferie, l'eliminazione delle barriere architettoniche, tariffe per lo smaltimento dei rifiuti più eque, ……

Uno spreco di denaro pubblico per un'opera, che se non inutile, è sicuramente superflua e che, in ogni caso, non migliorerà la qualità della vita di chi a Cividale vive ogni giorno.

Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 24 ottobre 2000 (manifesto)

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gioco pericoloso

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Spesa prevista 10 miliardi (di cui circa metà a carico del Comune di Cividale), spese annuali, sempre a carico del Comune, per circa 250 milioni, più di 100 metri quadrati di amianto da rimuovere nell'area di costruzione (vecchia Italcementi), benefici per i privati in quantità industriale (naturalmente con i soldi di tutti). Di che cosa stiamo parlando? Ma del nuovo Palazzetto della Sport che vogliono costruire a Cividale. Un'opera faraonica e inutile. Per chi poi? Per le società sportive cividalesi? A giudicare da alcune voci relative al prezzo di affitto orario crediamo proprio di no! Per la prestigiosa squadra di pallacanestro locale? Non ci risulta che le sue partite richiamino migliaia di spettatori! La cosa non ci convince e non ci piace. Chiudono l'ospedale, le aree verdi sono degradate, l'arredo urbano è desolante, le periferie sono abbandonate, l'assistenza agli anziani è carente ...; crediamo siano ben altre le priorità e le necessità della nostra Città.

Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 3 ottobre 2000 (comunicato stampa)

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lista Rinascita - PRC

 

Oggetto: Comunicato Stampa sulla tutela della minoranza slovena

Cividale come luogo di incontro fra culture e popoli diversi? Cividale centro culturale mitteleuropeo? Cividale città che può ricoprire un ruolo importante in una Europa che si sta aprendo all'Est? Siamo convinti che la maggioranza che ha deliberato dì esprimere parere contrario rispetto alle ipotesi di tutela della minoranza slovena per la Provincia di Udine non si sia posta nessuna di queste domande. Abbiamo invece assistito alla approvazione di due mozioni che dimostrano in modo chiaro ed inequivocabile che tutti quei muri che credevamo abbattuti da almeno 10 anni sopravvivono ancora nelle menti di molte persone e di queste chiusure il centro-destra cividalese e la lista "Ora si lavora" si fanno "autorevoli" interpreti. Nelle due mozioni non mancano "imprecisioni", "ardimenti" storiografici e qualche forzatura logica; una lettura più approfondita evidenzia sotto un linguaggio tecnico, dotto e asettico le solite argomentazioni trite e ritrite, le solite chiusure, il solito razzismo "paludato", le solite paure ingiustificate e i soliti ragionamenti di chi vede nel diverso da sé una minaccia per la propria identità. Deve essere molto debole quest'identità così paurosa di un qualsiasi confronto dialettico, di una pur minima disponibilità a riconoscere all'altro dei diritti come ad esempio quello all'uso della lingua slovena nei rapporti con le autorità amministrative e giudiziarie locali. Due mozioni, quelle approvate, che nella sostanza negano agli sloveni della provincia di Udine quei diritti che la stessa Costituzione Italiana prevede. Eppure la legge di tutela globale della minoranza slovena, per il ruolo che conferisce a Cividale, rappresenta una occasione di sviluppo anche per il nostro territorio e Cividale stessa assurge a punto di riferimento per la comunità slovena della provincia di Udine con tutte le implicazioni culturali, sociali ed economiche che questo prevede. Speriamo che in Senato la legge sia approvata comunque e speriamo sia approvata in barba alle "dettagliate" motivazioni contrarie che il Comune di Cividale potrà addurre. Ancora una volta l'Amministrazione Comunale di Cividale ha avuto occasione e modo di collocarsi alla retroguardia di qualsiasi iniziativa di innovazione e apertura. Non è la prima volta e non sarà nemmeno l'ultima, d'altronde è quasi un'abitudine. Vorremmo concludere questa nota con una citazione dello storico francese Fernand Braudel che crediamo che calzi a pennello alla nostra città: "Nella competizione della storia chi si ostina a conservare vecchie abitudini è destinato a perdere". Le premesse ci sono tutte.

Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 3 ottobre 2000 (manifesto)

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martedì 3 ottobre 2000 - ore 20.35 - RadioUNO RAI

Il presidente della Regione Friuli - Venezia Giulia

Roberto Antonione

esprime apprezzamento per la campagna a favore dell'abrogazione della pena di morte promossa da Amnesty International e sostenuta dalla trasmissione radiofonica della RAI "Zapping" condotta da Alberto Forbice

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Venerdì 29 settembre 2000 - ore 20.30
Consiglio Comunale - Cividale del Friuli

La maggioranza di centro-destra respinge la proposta presentata dal capogruppo della lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista di aderire alla raccolta di firme per l'abolizione della pena di morte sostenuta dalla trasmissione "Zapping".

Nessuna plausibile motivazione dietro questa posizione, ma solo affermazioni confuse e contraddittorie:

"Amnesty International è una organizzazione di parte" capo gruppo di Alleanza Nazionale;
"Di questo passo dovremo discutere mozioni sull'inquinamento spaziale e sull'estinzione degli orsi polari" capogruppo di Forza Italia.

Il centro-destra cividalese riesce ancora una volta a fare brutta figura:

ha tolto l'incarico per la redazione della variante generale al Piano Regolatore a uno studioso di fama europea quale l'arch. Benevolo;
ha respinto una mozione per la chiusura estiva in orario notturno del Ponte del Diavolo mentre in Italia sono sempre più frequenti le iniziative volte a ridurre il traffico automobilistico nelle città;
approva due mozioni contro la legge di tutela della minoranza slovena utilizzando argomentazioni da "guerra fredda".

L'Amministrazione Comunale di Cividale non perde occasione per collocarsi alla retroguardia di qualsiasi iniziativa di innovazione e progresso e questo modo di operare prepara la strada ad una ulteriore marginalizzazione della nostra Città. E' necessaria una svolta e Rinascita-PRC si impegnerà in tutte le sedi per un reale cambiamento della vita politica e amministrativa locale.

Cividale del Friuli, 3 ottobre 2000

Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 24 luglio 2000 (comunicato stampa)

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lista Rinascita - PRC

 

Oggetto: Comunicato Stampa sulla Bozza di PRG

L'amministrazione comunale ha deciso di rendere pubblico il documento noto come "Bozza" del Piano Regolatore Generale, redatto dallo Studio Benevolo. Si tratta del documento la cui pubblicazione ormai era stata insistentemente richiesta, dalle pagine della rivista Il Truc, dalle persone che da anni hanno rivendicato con tenacia un diritto dei cittadini. La decisione di pubblicare il lavoro dello Studio Benevolo, cui è stato notoriamente revocato l'incarico di redigere il PRGC, è stata presa dal Sindaco Vuga dopo che reiterate richieste di visione della "Bozza" erano state avanzate dal consigliere Domenico Pinto, a coronamento di un'attenzione e di un impegno costanti verso quella che rimane una questione di primaria importanza per Cividale.
Dunque la "Bozza" è disponibile in visione presso gli uffici tecnici comunali. La Lista Rinascita - PRC esorta la cittadinanza a recarsi a prendere in esame un atto che era stato concepito proprio per questo scopo: perché i cividalesi potessero conoscere e discutere il futuro assetto urbanistico della loro Città. Oggi l'incarico di scrivere il nuovo PRGC è affidato a altro professionista, il cui lavoro è nella fase di acquisizione dei dati, e alla "Bozza" Benevolo non va riconosciuta alcuna valenza operativa. Essa conserva però i contenuti che un professionista di fama internazionale ha elaborato per la nostra Città. La vicenda della revoca dell'incarico allo Studio Benevolo, secondo Rinascita - PRC, si è giocata tutta su quei contenuti: su proposte che non sono andate a genio agli amministratori della passata amministrazione, i quali hanno operato in un modo che Rinascita - PRC, insieme ai redattori de Il Truc, ha criticato aspramente in passato e critica tuttora. Come ha sostenuto Domenico Pinto in Consiglio comunale, la decisione di revocare l'incarico allo Studio Benevolo è stata eminentemente politica e di questo devono rendere conto alla città gli amministratori che hanno comunque dovuto pagare il lavoro di Benevolo 230 milioni e che hanno impegnato l'attuale amministrazione all'esborso della maggiorazione del 25% per mancato incarico allo stesso Benevolo.
Chiedendo di leggere la "Bozza", i cividalesi avranno a disposizione ciò che appartiene loro, per averlo già pagato a caro prezzo; potranno vedere ciò che la Città avrebbe potuto essere e, con ogni probabilità, non sarà. Potranno rendersi conto di quale avvenire hanno ormai dietro le spalle.

Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 12 luglio 2000 (manifesto)

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CHIUDERE IL PONTE DEL DIAVOLO AL TRAFFICO AUTOMOBILISTICO?

 

Ancora per pochi giorni sarà possibile camminare sul ponte senza sentire il rumore assordante del traffico automobilistico e sarà possibile passeggiare con i bambini o andare in bicicletta senza correre il rischio di essere investiti da qualche automobile e senza respirare i gas di scarico prodotti da un traffico che, specie in alcune ore del giorno, è molto intenso.

 

Perché non chiudere il Ponte del Diavolo
anche a lavori terminati?

 

La lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista ha avanzato
in Consiglio Comunale una proposta di chiusura sperimentale del Ponte del Diavolo
limitata al periodo estivo e alle ore serali e notturne

(indicativamente dalle 19.30 alle ore 7.00 del mattino successivo).

 

A questa proposta la maggioranza
consigliare ha risposto no

con argomentazioni tutt'altro che convincenti quali la necessità di inserire
un provvedimento del genere in un quadro di interventi più ampi (modo neanche
molto elegante per rinviare a scadenza indefinita qualsiasi decisione), o addirittura sollevando un problema parcheggi, che sicuramente esiste,
ma si fa sentire di giorno e non certo di notte.


Un no quello della maggioranza che dimostra una sostanziale mancanza
di coraggio e di volontà innovatrice su un tema importante quale quello
della qualità della vita nella nostra città.


Non vorremmo, come purtroppo successo altre volte in passato, che per tutelare alcuni interessi corporativi e di scarso respiro, si sacrificassero gli interessi di tutti i cittadini.
Cividale deve essere innanzitutto vivibile per i suoi cittadini e crediamo si debba avere il coraggio di proporre anche la rinuncia a qualche comodità effimera se questa rinuncia determina un miglioramento della qualità della vita. In futuro parleremo ancora di questi temi, i problemi non mancano: la raccolta differenziata dei rifiuti, inquinamento acustico, inquinamento elettromagnetico, verde urbano, barriere architettoniche, problemi che richiedono risposte innovative e coraggiose. Noi continueremo a proporre idee e a stimolare un dibattito che ci auguriamo sia diverso dal sostanziale silenzio emerso dai banchi della maggioranza.

Cividale del Friuli, 12 luglio 2000

Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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- 31 giugno 2000 (comunicato stampa)

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lista Rinascita - PRC

 

Oggetto: Comunicato Stampa sulla chiusura sperimentale al traffico del Ponte del Diavolo

Crediamo che il Consiglio Comunale di mercoledì abbia definitivamente smentito l'idea di una amministrazione comunale rinnovata, aperta e disponibile al dialogo e al confronto con le minoranze su temi di interesse comune. In questo senso è significativa la posizione assunta dalla maggioranza su un tema sicuramente non "ideologico" quale la chiusura sperimentale al traffico automobilistico del Ponte del Diavolo. Un proposta, quella presentata dal Consigliere Pinto, legata ad alcune considerazioni comuni e persino ovvie: l'imminenza del Mittelfest che comunque comporterà limitazioni al traffico nel centro cittadino, lo straordinario afflusso di persone che vengono nella nostra città per godere di un "paesaggio urbano" storicamente rilevante e di grande qualità, la stagione estiva che vede molti nostri concittadini con famiglia e bambini (le persone più deboli e più sensibili ai danni da inquinamento da gas di scarico) passeggiare la sera alla ricerca di un po' di fresco e di relax, la congiuntura attuale che vede il transito sul ponte interrotto dai lavori legati al rinnovo della pavimentazione e infine il rischio tutt'altro che remoto di essere investiti da automobili che, specie nelle ore tardo serali e notturne, scambiano il tratto urbano del ponte per una pista automobilistica. Un'idea sicuramente non nuova e che in passato, con altra formulazione, aveva suscitato pareri contrastanti e non pochi malumori e proprio in considerazione di questi precedenti la proposta sottolineava il carattere sperimentale, l'articolazione oraria limitata alle ore notturne (per non interferire con le attività commerciali) e la temporaneità estiva. A questa proposta venivano contrapposte argomentazioni tutt'altro che convincenti, legate alla necessità di inserire un provvedimento del genere in un quadro di interventi più ampi (modo neanche molto elegante per rinviare alle calende greche qualsiasi decisione) o addirittura sollevando un problema parcheggi, facendo finta di non sapere che il problema parcheggi, che sicuramente esiste, si fa sentire di giorno e non certo di notte e che comunque se c'è di notte dovrebbe esserci anche nei giorni festivi quando il ponte è chiuso tutto il giorno e l'afflusso turistico è comunque più intenso. Un no immotivato quello della maggioranza e per di più un no che dimostra una sostanziale mancanza di coraggio e di volontà innovatrice su un tema importante quale quello della qualità della vita nella nostra città. Non vorremmo che, come purtroppo è successo altre volte in passato, per tutelare alcuni interessi corporativi e di scarso respiro, si sacrificassero interessi generali e sicuramente il problema della vivibilità della nostra città è uno di questi.
Cividale deve essere innanzitutto vivibile per i suoi cittadini e crediamo si debba avere il coraggio di proporre anche la rinuncia a qualche comodità effimera, se questa rinuncia determina un miglioramento della qualità della vita e dello stile di vita. In futuro parleremo ancora di questi temi, i problemi non mancano: inquinamento acustico, inquinamento elettromagnetico, verde urbano, raccolta differenziata dei rifiuti, problemi che richiedono risposte innovative e coraggiose. Noi continueremo a proporre idee e a stimolare un dibattito che ci auguriamo sia diverso dal sostanziale silenzio emerso dai banchi della maggioranza.

Cividale del Friuli, 31 giugno 2000

Lista Rinascita - Partito della Rifondazione Comunista

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