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istruzione
bilingue
nell'area di confine
il
convegno di San Pietro al Nat. |
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Lo scorso 19
settembre si è svolto a San Pietro al Natisone un convegno
dedicato all'istruzione bilingue (italiano-sloveno) nella fascia
confinaria e al difficile rapporto fra gli ordinamenti legislativi
che ne regolano la fruizione e i bisogni di molte famiglie. Un
appuntamento promosso dall'Istituto per l'Istruzione Slovena
che ha visto la partecipazione di autorevoli esponenti della
minoranza slovena e delle istituzioni e che ha permesso una approfondita
disamina delle problematiche relative all'istruzione bilingue
nel nostro territorio. Sono emersi alcuni problemi e alcune contraddizioni:
da una parte la legislazione relativa alle minoranze e le tutele
relative all'istruzione, dall'altra parte la carenza di risorse
economiche; da una parte il desiderio di molte famiglie della
fascia confinaria di dare ai propri figli una istruzione bilingue
in cui italiano e sloveno abbiano pari dignità, dall'altra
i ritardi e forse l'insensibilità di una parte dell'amministrazione
pubblica. Noi riteniamo l'esperienza della scuola bilingue di
San Pietro al Natisone importante non solo perché, seppure
in modo non completo, garantisce alla minoranza slovena presente
nel nostro territorio il diritto all'apprendimento della lingua
slovena, ma anche perché questa scuola, con la sua organizzazione
didattica, rappresenta il più importante strumento di
dialogo e di conoscenza fra due comunità, quella italiana
e quella slovena, la cui convivenza sul nostro territorio non
è stata sempre facile. Una esperienza originale che a
nostro avviso andrebbe estesa ovunque ci siano minoranze linguistiche
e che nel nostro territorio andrebbe potenziata con la realizzazione
di una scuola media statale bilingue. Non mancano le difficoltà
e le resistenze sia di ordine politico (non sappiamo quanto il
centro destra sia veramente interessato a questo tipo di discorso)
che di ordine economico (le condizioni finanziarie dello Stato
sono note a tutti). Speriamo che la mobilitazione dei cittadini
e l'impegno degli amministratori riesca a produrre risultati;
da parte nostra non mancherà l'appoggio a proposte e progetti
che vadano nella direzione dell'estensioni di diritti e, in questo
senso, sosterremo la proposta di realizzazione a San Pietro al
Natisone di una scuola media statale bilingue e sosterremo anche
la proposta di estendere l'ambito territoriale in cui sviluppare
l'istruzione bilingue.
Siamo convinti che le minoranze siano una risorsa per l'intera
comunità e riteniamo che, anche nella prospettiva dell'imminente
ingresso nell'Unione Europea di nuove realtà statuali,
possano svolgere un ruolo importante in quei processi di integrazione
che si stanno avviando verso Est e possano contribuire anche
allo sviluppo di un'area, la nostra, troppo spesso marginalizzata.
Concludiamo questa nota proponendo nelle righe seguenti alcuni
momenti dell'intervento introduttivo del presidente dell'Istituto
per l'Istruzione Slovena, alcuni dati relativi al centro scolastico
bilingue e alcuni articoli di stampa.
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intervento
introduttivo al convegno
Giorgio Banchig
- presidente dell'Istituto per l'Istruzione Slovena
La tutela della
minoranza slovena è regolata da due leggi: la 482 relativa
alle minoranze linguistiche storiche e la legge 38 relativa alla
minoranza slovena. Non sono leggi perfette, ma se si è
convinti che la tutela delle minoranze rappresenti comunque un
arricchimento per il territorio, allora non è difficile
superare i limiti della legge. A questo superamento si arriva
innanzitutto con il dialogo, il confronto e la volontà
delle parti e in questo modo si riescono a superare sia nella
comunità che nel sistema scolastico pubblico antiche incomprensioni
e vecchi pregiudizi. L'Istituto per l'Istruzione Slovena non
ha esaurito i suoi compiti con la statalizzazione della scuola
bilingue, ancora oggi continua a fornire alcuni servizi alla
scuola e, secondo statuto, continua ad interessarsi dell'istruzione
slovena nel senso più ampio e raccoglie le attese della
nostra comunità nel settore scolastico. Come ha sempre
fatto nei 24 anni di vita, l'Istituto ha sempre cercato il contatto
con le famiglie, ne ha raccolto le esigenze e se ne è
fatto interprete presso quanti hanno ruoli di responsabilità
nelle istituzioni scolastiche. Ma alla storia del nostro istituto
fa da sfondo un atteggiamento di prevenzione non privo a volte
di pregiudizi e ostilità che però non hanno impedito
la crescita e l'affermazione della scuolae il grande numero di
alunni (in costante crescita) fa di questo istituto la più
grande realtà scolastica della minoranza slovena in Italia.
La statalizzazione della scuola è stato il coronamento
di un percorso di crescita, ma anche il riconoscimento di un
modello di insegnamento e di organizzazione scolastica che per
certi versi rappresenta un unicum nel mondo della scuola. L'azione
e l'impegno del nostro istituto non possono fermarsi a questo
traguardo anche perché le richieste da parte degli utenti
si fanno precise e pressanti in particolare per quanto riguarda
due aspetti: l'apertura di una scuola media statale bilingue
e l'estensione del territorio su cui attivare una istruzione
bilingue. Non sono un esperto in materia, ma credo sia evidente
che l'interruzione dell'insegnamento bilingue in V elementare
vada contro ogni logica e contro ogni modello didattico-pedagogico
e ritengo anche contro la normativa scolastica. Linterruzione
dell'insegnamento in V non risponde alle esigenze di un apprendimento
scolastico che seppure graduato e modulato sulla crescita umana
e intellettuale degli alunni, inizi con la scuola materna, prosegua
con le elementari e continui poi con le medie inferiori. In base
a queste considerazioni e sulla base delle pressanti richieste
delle famiglie, l'Istituto chiede che venga istituita, sotto
la attuale Direzione scolastica, la scuola media statale bilingue
come logico e naturale completamento di modello di apprendimento
iniziato con le materne e continuato con le elementari. Il tempo
sta scadendo e in mancanza di una rapida soluzione del problema
l'istituto sarà costetto ancora una volta a cercare altre
strade e fra queste anche la possibile istituzione di una scuola
media bilingue privata. E' una soluzione estrema a cui non vorremmo
arrivare perché siamo convinti che la scuola pubblica
debba dare, come sottolineato anche dal Presidente della Repubblica
Ciampi nel corso dell'apertura del nuovo anno scolastico, risposte
adeguate alle esigenze del territorio. La seconda esigenza riguarda
la possibilità di aprire scuole bilingui in altri territori
della provincia di Udine dove sia presente la minoranza Slovena
(val Canale, val Resia, valli del Torre e del Cornappo e i comuni
della Pedemontana). Questo è previsto dall'art.12 della
legge di tutela degli sloveni e va ricordato che tutti i comuni
dove è storicamente presente la minoranza slovena hanno
fatto richiesta di essere inserite nell'ambito territoriale di
tutela. Fino ad ora mancava all'appello il Comune di Tarvisio,
ma alcune notizie fanno ritenere imminente la richiesta di inclusione
anche di questa relatà. Vanno poi attuati gli insegnamenti
delle lingue locali come previsti dalla Legge 24/82, vanno applicate
le norme relative alla possibilità di istituire l'insegnamento
della lingua slovena e della storia e delle tradizione locali
negli istituti di istruzione obbligatoria come previsto dalla
legge 38 e vanno attuate le disposizioni che riguardano le scuole
superiori.
Non mancano i problemi:
- le risorse finanziarie innanzitutto, perché in molti
articoli della legge di tutela, a proposito di istruzione scolastica,
si rimarca la necessità di non gravare lo Stato "di
maggiori o nuovi oneri". Non ci è stato spiegato
come sia possibile aprire nuovi corsi o nuove scuole senza risorse
finanziare.
- l'istituzione di un albo degli insegnanti che abbiano la preparazione
per insegnare nelle nostre scuole.
- l'ingresso della Slovenia nell'Unione Europea e le possibili
nuove prospettive che potrebbero aprirsi anche dal punto di vista
scolastico.
- La nuova riforma scolastica e il riordino dei cicli avranno
conseguenze anche sulla nostra scuola.
Molti i problemi, ma da parte nostra non mancheranno collaborazione,
disponibilità e chiediamo risposte perché è
in gioco il futuro della nostra comunità e dei nostri
giovani.
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centro
scolastico bilingue
un breve
excursus storico
- 6 marzo
1980:
costituzione dell'Istituto per l'Istruzione Slovena;
- 13 settembre 1984: apertura del Centro prescolastico
bilingue;
- 15 settembre 1986: apertura della scuola elementare
con l'avvio di una classe prima;
- 11 novembre 1988: ricorso gerarchico al Provveditore
agli Studi di Udine per mancata presa d'atto della Scuola Materna;
- 16 novembre 1988: il Provveditore agli Studi respinge
con decreto il ricoso ("nelle scuole della provincia di Udine non
è previsto da alcuna legge speciale il bilinguismo");
- 21 marzo 1989: presentazione di ricorso staordinario
al Capo dello Stato;
- 20 dicembre 1989: parere del Consiglio di Stato;
- 13 ottobre 1990: decreto del Presidente della Repubblica
(registrato alla Corte dei Conti il 22 aprile 1991) che accogli
il ricorso;
- 5 settembre 1991: la Legge Regionale 46 stabilisce un
contributo annuo di 400 milioni per il funzionamento del centro
prescolastico;
- 30 gennaio 1992: richiesta di presa d'atto per la scuola
elementare;
- 31 agosto 1992: nota ministeriale ("il Consiglio di Stato non oppone,
in linea di principio, alcun impedimento all'apertura, su tutto
il territorio italiano, di scuole con lingue di insegnamento
diverse da quella italiana");
- 20 ottobre 1992: presa d'atto della scuola elementare;
- 10 gennaio 1994: trasferimento dell'attività
nella nuova sede, concessa in comodato dal Comune;
- 27 dicembre 1995: presentazione di domanda di parifica;
- 30 aprile 1996: richiesta di documentazione da parte
del Provveditorato agli Studi;
- 23 aprile 1997: autorizzazione del Ministero a procedere
alla convenzione di parifica;
- 1 agosto 1997: firma della convenzione di parifica della
scuola elementare;
- 23 febbario 2001: approvazione della legge n.38 che
all'art.12, comma 5, prevede il riconoscimento delle scuole gestite
dall'Istituto per
--l'Istruzione Slovena
di San Pietro al Natisone come scuole statali
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iscrizioni
al centro scolastico bilingue
anno
scolastico 1984-85: 10
iscritti
- anno scolastico
2000-01: 165
iscritti
-
Alcuni
articoli di stampa
12 maggio
2004 - Gazzettino - Preiscrizioni
inutili: il ministero non concede i docenti. Il sindacato promette
battaglia - La
scuola media bilingue senza professori - La
scuola media bilingue di San Pietro al Natisone resta al palo.
Per avviare la prima classe, chiesta a gran voce da tutti i sindaci
delle Valli, gli alunni ci sono: la scuola, l'unica statale bilingue
d'Italia, ha raccolto 16 preiscrizioni. Quello che manca sono
i docenti. Ne basterebbero soltanto sei, ma il Ministero continua
a nicchiare. La conferma è arrivata ieri, alla consegna
dell'informativa sugli organici delle medie ai sindacati. «La
direzione scolastica regionale - dice Antonio Luongo della Cgil
- non ha autorizzato nessun posto in organico di diritto per
la prima media di San Pietro». E non si tratta della solita
"coperta corta" degli organici: con 34 posti in più
concessi dal ministero alle medie, quei sei docenti si potevano
anche tirare fuori. Ma «alla nostra richiesta di spiegazioni,
il direttore regionale Cataldi ha obiettato che manca l'autorizzazione
ufficiale del ministero», aggiunge Luongo. Non si tratta
di una mera questione di stipendi in più da scucire. «La
mia valutazione è che le resistenze "romane"
siano tutte di tipo politico. Perché, comunque, quei 16
alunni dovranno frequentare una scuola media: se non dovesse
essere la bilingue di San Pietro, sarebbe la media di Cividale
. E, in quel caso, il Miur dovrebbe comunque assicurare nuovi
posti di insegnamento», dice il segretario regionale della
Cgil. E quindi è sul lato politico che il sindacato promette
battaglia: una lettera al presidente del Consiglio regionale
Tesini, al presidente della Regione Illy, all'assessore regionale
all'Istruzione Antonaz, chiedendo un impegno preciso.
16 ottobre
2003 - Messaggero Veneto - Richiesta per la scuola media bilingue - Istituire, accanto alle materne e alle elementari
bilingui di San Pietro al Natisone, anche una scuola media basata
sull'insegnamento dello sloveno e dell'italiano, e dar vita a
ulteriori realtà scolastiche bilingui nell'intero territorio
della provincia di Udine in cui è presente la minoranza
slovena. Sono queste le principali richiese formulate da amministratori
locali, insegnanti, dirigenti scolastici e genitori in occasione
di un convegno promosso nel capoluogo valligiano, recentemente,
dall'Istituto per l'istruzione slovena: tema dell'incontro era
stato, appunto, l'istruzione bilingue fra ordinamenti legislativi
e bisogni. Unanime, in sede di dibattito, è risultato
l'auspicio che l'esperimento di scuola italo-slovena avviato
ormai da anni, e con grande successo, a San Pietro, possa trovare
adeguato sbocco e potenziamento. L'istruzione bilingue - è
stato rimarcato - "va assicurata, così come previsto
dalla legge di tutela, anche in prospettiva dell'ormai imminente
ingresso della Slovenia nell'Unione Europea". E' stato quindi
ribadito il continuo aumento dell'interesse dell'utenza nei confronti
dell'istituto operante a San Pietro al Natisone: non a caso,
la struttura (che l'anno prossimo potrà accogliere solo
20 nuove iscrizioni alla scuola dell'infanzia) avrà presto
necessità di utilizzare spazi più ampi, magari
ricorrendo a sedi scolastiche sotto-utilizzate del territorio.
Si è sottolineata l'opportunità di garantire continuità
a un percorso didattico che, attualmente, si ferma appunto alla
quinta elementare: intanto, in attesa che nasca pure una scuola
media bilingue, sarebbe bene - è stato suggerito dai genitori
- che negli istituti del Cividalese l'insegnamento dello sloveno
venisse inserito nel percorso curricolare. Per quanto riguarda
le altre aree di insediamento sloveno esistenti nella provincia
di Udine, si è rilevato che l'inserimento di attività
didattiche attinenti alla lingua e alla cultura slovena o locale
risulta alquanto limitato. Una sintesi delle considerazioni effettuate
durante l'incontro è stata inviata ai sindaci dei Comuni
di Drenchia, Grimacco, Stregna, San Leonardo, Savogna, Pulfero,
Prepotto, Torreano, Faedis, Attimis, Nimis, Lusevera, Taipana,
Resia, Malborghetto Valbruna e Tarvisio. (l.a.)
2 novembre
2003 - Messaggero Veneto - Chiesta alla Regione la media bilingue - I cinque consiglieri regionali sloveni e il direttivo
dell'Istituto per l'istruzione slovena di San Pietro al Natisone
si sono incontrati, alcuni giorni fa, per analizzare la situazione
dell'istruzione slovena nella provincia di Udine e per discutere
sulla possibilità di istituire nel capoluogo valligiano
anche una scuola media bilingue, in modo da garantire continuità
di formazione agli allievi delle materne e delle elementari.
"I consiglieri regionali (Tamara Blazina, Igor Canciani,
Igor Dolenc, Mirko Spazzapan e Bruna Zorzini) - specificano dall'Istituto
- si sono dimostrati molto attenti alla problematica e hanno
individuato delle possibili iniziative, sia a livello regionale
che nazionale, per arrivare a una soluzione del caso". Hanno
assicurato, in primo luogo, che chiederanno a breve un incontro
con il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale,
Pier Giorgio Cataldi, per fare presenti le istanze dell'Istituto
di San Pietro e ulteriori esigenze che riguardano l'istruzione
slovena in provincia di Udine. Delle richieste della popolazione
delle Valli e dell'Istituto è inoltre già stato
informato l'assessore regionale alla Cultura, Roberto Antonaz,
cui l'argomento in questione è stato illustrato dai consiglieri
regionali Mirko Spazzapan e Tamara Blazina nel corso dei lavori
della commissione consiliare Istruzione, Cultura e Formazione:
l'assessore è stato sollecitato a intervenire, in base
alle sue competenze, per far sì che nella Slavia friulana
l'istruzione bilingue venga prolungata anche nel ciclo delle
scuole medie. (l.a.)
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Cividale del Friuli, 28 settembre 2005 |
la
redazione del sito |
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