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rassegna
stampa
In questa sezione del nostro
"dossier" proponiamo una selezione di articoli apparsi
sulla stampa locale in cui, direttamente o indirettamente, si
parla della zona artigianale D2.
- 25 novembre
2015 - Messaggero Veneto - Zona
artigianale: nessun "decollo", alla Ziu di Udine non
interessa - Tramonta
lunica speranza di lancio della zona artigianale cividalese,
complesso fantasma solo un capannone sorto nellamplissima
area urbanizzata alle porte della città ducale
il cui futuro rappresenta, a questo punto, una totale incognita.
La Ziu di Udine, insistentemente corteggiata dal locale Consorzio
artigiani (realtà oggi in liquidazione) e dal Comune,
si tira ufficialmente indietro: in un sopralluogo effettuato
di recente, infatti, «si è appurato che molti dei
terreni in vendita sono gravati da servitù di linee elettriche
e non risultano quindi utilizzabili a scopi edificatori».
Così recita una lettera inviata dalla Ziu, appunto, al
Consorzio, per formalizzare il disinteresse a eventuali acquisizioni.
Il paradossale iter di un progetto naufragato proprio nel momento
in cui si completò la base infrastrutturale si arricchisce,
insomma, di un nuovo tassello, che rende la situazione ancora
più precaria. Le verifiche in loco sono state eseguite
dai vertici della zona industriale udinese proprio a seguito
dei reiterati solleciti avanzati in direzione della stessa: «Il
punto chiarisce però Renzo Marinig, presidente
della Ziu è che da parte nostra era sì stata
avanzata manifestazione dinteresse, ma relativamente alla
vecchia zona industriale (anche in prospettiva delle operazioni
di riordino nel campo dei Consorzi), non certo al comparto artigianale.
Lamministrazione civica, con la quale abbiamo avuto più
contatti, lo sa bene. Non ci siamo mai proposti per il settore
artigianale, ripeto, che non rientrava fra i nostri obiettivi».
A fronte del pressing, tuttavia, i vertici della Ziu hanno deciso
di visionare i terreni in oggetto. «A seguito di una serie
di telefonate ricostruisce il presidente e di un
incontro, tenutosi lo scorso 3 agosto, abbiamo svolto accertamenti
sul posto: e abbiamo constatato, come detto, la presenza di servitù
di linee elettriche su diversi terreni. Ne consegue che su quegli
appezzamenti non si può costruire; non, almeno, fino a
quando i tralicci non verranno spostati».
Ed è evidente che loperazione sarebbe alquanto onerosa
(a prescindere dal fatto che non è chiaro chi dovrebbe
farsene carico): «Qualche milione di euro, suppongo»,
abbozza sempre Marinig.
«La Ziu, pertanto conclude , si fa da parte.
Se già espanderci nel sito artigianale non era nostra
intenzione, adesso che abbiamo fatto gli approfondimenti del
caso escludiamo assolutamente e definitivamente una simile ipotesi.
Il Consorzio artigiano, per parte sua, non ha risposto in alcun
modo alla nostra missiva. Resta, invece con tempi e modi
da definire, naturalmente, in sinergia con lassessorato
regionale alle attività produttive , lattenzione
alla zona industriale».
- 4 settembre
2015 - Messaggero Veneto
La zona artigianale non decolla -
Alti ciuffi derba, che soffocano le essenze arboree piantumate
a fini di mitigazione dellimpatto visivo (di capannoni
mai sorti, per inciso) e che danno una sgradevole immagine dincuria
su una lunga fetta della statale 54, proprio alle porte della
città ducale: torna nel vivo una querelle che già
più volte, in passato, si era levata dal Cividalese e
che per protagonista ha la tormentata area della zona artigianale
cittadina, tale, in realtà, solo di nome (perché
ad ampia distanza di tempo, ormai, dalla conclusione delle opere
infrastrutturali appena uno è il lotto occupato ed edificato,
nellamplissimo comprensorio).
Come accade ogni estate, piante infestanti e, appunto, rigogliosissimi
cespi erbosi la fanno da padroni, riempiendo tutti gli spazi
verdi dellarea produttiva fantasma. Risultato: il paradosso
di un progetto nato decisamente sotto una cattiva stella balza
ulteriormente allocchio. A quanto pare, tuttavia, non si
dovrà attendere a lungo perché la situazione ambientale
torni allordine: «Lo sfalcio è in programma,
avverrà a brevissimo - rende noto Paolo Marseu, liquidatore
del Consorzio artigiano, cui competono le attività di
pulizia e cura del sito -: i lavori prenderanno il via la prossima
settimana». Zero sviluppi, invece, sul fronte dellalienazione
dei tanti lotti rimasti invenduti: «Tutto fermo»,
comunica Marseu. Chissà per quanto ancora. (l.a.)
- 30 settembre
2014 - Messaggero Veneto -
Zona artigianale? Erbacce, ciclisti e solo unimpresa -
Il momento di gloria,
si fa per dire, glielo ha regalato il concerto di Ligabue: è
stata, quella, la sola occasione di piena vitalità per
la nuova (e tuttora fantasma, salvo l'unico insediamento) zona
artigianale cividalese, 500 mila metri quadrati solcati da infrastrutture
viarie che corrono in mezzo al niente. Non per nulla la giunta
Balloch individuò nel sito, tre estati fa, lo spazio ideale
per concentrare le auto dei 30 mila fan del cantante, trasportati
poi in centro a mezzo navette.
Alla felice parentesi è seguito il ritorno alla normalità:
deserto totale, a tutto vantaggio di chi ha pensato bene di smaltire
in loco - abusivamente, e verosimilmente su lungo periodo - camion
su camion di inerti e altri materiali di scarto, origine di un
sequestro che interessa circa 40 mila mq dell'appezzamento e
i cui sbocchi giudiziari sono ancora da definire.
Ai blitz illeciti fanno da contrappeso frequentazioni "edificanti":
l'area è divenuta paradiso per gli allenamenti in bicicletta
(per il locale Velo Club il contesto è palestra privilegiata)
e per gli amanti della corsa. Cosa di meglio, in effetti? Lunghe
piste fresche d'asfaltatura, senza alcun rischio di sicurezza
grazie alla totale assenza di automobili. Ormai, così,
non è infrequente scorgere forme di vita umana sul reticolo
di arterie.
Di forme di vita vegetali, invece, c'è tale abbondanza
che la cosa sta diventando un problema: sotto gli occhi di chiunque
l'invasione da sorghetto, canna infestante che sta coprendo gli
argini e che rischia di soffocare le essenze arboree piantumate
per mitigare l'impatto visivo dei capannoni mai sorti. Ma c'è,
a saper guardare, anche una proliferazione positiva: guai improvvisare,
ma foste esperti di funghi sappiate che il terreno pullula, in
determinati periodi, della specie Coprinus Comatus, commestibile
e pure buona.
Sul fronte "botanico" Paolo Marseu, liquidatore del
Consorzio artigiani (cui competono le attività di pulizia),
assicura: «Lo sfalcio inizierà a giorni».
Su quello, poi, di prospettiva generale, ammicca alla Ziu di
Udine: «C'è un interesse dichiarato a un'espansione
in questo ambito, ottimamente servito dalla viabilità:
la variante di Buttrio offre collegamenti rapidi con l'autostrada
e con la stessa Ziu. Riponiamo grandi speranze in tale eventualità,
che potrebbe ben inserirsi nel processo di riordino dei Consorzi
cui sta lavorando la Regione».
Il Comune, per parte sua, insiste sul tasto malasorte: «Mica
è colpa nostra - ribadisce l'assessore Strazzolini - se
è esplosa la crisi e il comparto manifatturiero è
crollato. Se non arriveranno in fretta le tanto sospirate riforme,
di nuove aperture non si vedrà nemmeno l'ombra e, peggio,
assisteremo alla chiusura delle realtà esistenti».
- 6 luglio
14 - Messaggero Veneto -
«Risarcimento danni e bonifica» - Cividale, caso
zona artigianale: la minoranza chiede la costituzione di parte
civile - Minoranza sul
piede di guerra: gli sviluppi del caso zona artigianale, con
lampliamento dellarea sottoposta a sequestro perché
rivelatasi carica di materiali di scarto illecitamente conferiti
in loco, hanno indotto il gruppo consiliare capeggiato da Carlo
Monai a chiedere al sindaco Balloch a mezzo interpellanza
di valutare lopportunità di «agire
in giudizio contro i soggetti responsabili», tramite costituzione
di parte civile nel procedimento penale relativo alla discarica
abusiva. Un tanto, si legge nel testo, «anche per poter
chiedere la citazione dei responsabili civili», appunto,
«ove essi si precisa siano individuabili
in persone fisiche o giuridiche diverse dai singoli individui
imputati dei reati ambientali», per ottenere il risarcimento
dei danni e la sollecita bonifica dei siti interessati dalla
vicenda. Liniziativa di Monai e colleghi (Andrea Martinis,
Marino Sodde e Cesare Costantini) è conseguente, come
detto, alla dilatazione del contesto blindato dalla Procura di
Udine: il provvedimento, posto in essere giovedì dai carabinieri
della Compagnia di Cividale e dal Noe di Udine, è figlio
degli esiti degli accertamenti effettuati dallArpa Fvg
sui campioni prelevati nel comparto a vocazione produttiva: ne
era affiorata la massiccia presenza di scorie d'acciaieria, la
cui provenienza è stata immediatamente comprovata. Il
materiale era stato regolarmente acquistato dal disciolto Consorzio
artigiani dallAcciaieria Fonderia Cividale, per procedere
a una serie di livellamenti del terreno. Dalle analisi tecniche
è tuttavia emerso che le certificazioni di qualità
rilasciate dall'industria non corrispondevano al vero. Di qui,
sempre da parte dellex realtà consortile (adesso
in liquidazione), una lettera di diffida allazienda e un
esposto contro ignoti depositato in Procura. (l.a.)
- 5 luglio
14 - Messaggero Veneto -
Gli artigiani di Cividale: sono scorie dellacciaieria - Provengono, senza margini di dubbio,
dallAcciaieria Fonderia Cividale le scorie di lavorazione
che le analisi eseguite dallArpa Fvg hanno permesso di
individuare fra i detriti accatastati, abusivamente, nei lotti
della nuova zona artigianale cittadina sottoposti a sequestro.
Nel pieno riserbo che avvolge le indagini - solo indiscrezioni,
prive di ufficiali conferme, circa i nominativi dei cinque soggetti
raggiunti da avviso di garanzia - affiora, infatti, una certezza:
«Il materiale in questione - rende noto il liquidatore
del Consorzio artigiani, Paolo Marseu - fu acquistato dallo stesso
Consorzio, a fronte di tutte le garanzie e le certificazioni
del caso, dallAcciaieria Fonderia Cividale, fra il 2011
e il 2013: era destinato a livellare le disparità del
terreno nellampio contesto a vocazione produttiva, contraddistinto
appunto da unaltimetria piuttosto variabile. La realtà
che rappresento, insomma, è assolutamente - e ribadisco
assolutamente - parte lesa in questa vicenda. Già al tempo
del primo sequestro effettuato dai Carabinieri, nel mese di marzo,
nominammo un nostro perito per procedere ad un accertamento sulle
sostanze parallelo a quello che avrebbero curato i tecnici dellArpa.
Avevamo disposto, allepoca, prelievi di terriccio pure
in diversi appezzamenti non toccati dal provvedimento della Procura
di Udine: lesito delle verifiche era stato pessimo, attestando
la diffusione, nelle sostanze campionate, di metalli pesanti.
Un prodotto che ritenevamo di qualità, perché come
tale ci era stato venduto (la documentazione, ovviamente, comprovava
un tanto), si è rivelato qualcosa di completamente diverso
da ciò che credevamo di aver smistato sul terreno».
Di qui la decisione, che ha anticipato il nuovo blitz dellArma
e il conseguente blocco di altri quattro lotti (dieci, ormai,
il totale di quelli sigillati). «Una decina
di giorni fa - rende noto Marseu - abbiamo presentato un esposto
contro ignoti alla Procura, per far sì che venga gettata
luce sulle responsabilità dellaccaduto. Abbiamo
inoltre spedito una lettera di diffida allAcciaieria Fonderia,
chiedendo il risarcimento dei danni subiti dal Consorzio in conseguenza
dello smercio, da parte dellindustria, di materiale non
consono». Implicitamente, insomma - ma neanche tanto -,
dal liquidatore arriva conferma dellidentità di
uno dei destinatari dei sopra citati avvisi di garanzia. Sugli
altri quattro, come accennato, silenzio (quanto meno formale):
interesserebbero, comunque, figure titolari di alcuni dei lotti
trasformatisi, nel corso di parecchi mesi, in discarica abusiva
di inerti, tubature in plastica, resti di verniciatura, scarti
in legno e, appunto, scorie dacciaieria.
- 4 luglio
14 - Messaggero Veneto -
Zona artigianale, sequestrati altri 4 lotti - Già dilatatosi nei mesi scorsi
rispetto alle proporzioni iniziali (si parlava allepoca
di 5 lotti per circa 30 mila metri quadrati), il raggio dellarea
sottoposta a sequestro nel comparto a vocazione artigianale sorto
di fronte alla zona industriale di Cividale e Moimacco si allarga
ulteriormente. Altri 4 appezzamenti, contigui ai settori già
interessati dal provvedimento (il totale, così, tocca
ormai la decina), sono stati blindati ieri mattina,
su decisione del pm Finocchiaro, dai carabinieri della Compagnia
di Cividale e del Noe di Udine, cui si deve la scoperta dei materiali
di scarto conferiti illecitamente in loco, sia a livello superficiale
che in buche nel terreno. Cinque gli avvisi di garanzia. Il nuovo
blitz è conseguente allesito degli accertamenti
eseguiti dallArpa del Friuli Venezia Giulia sui materiali
prelevati nella grande discarica abusiva: le analisi (attese
da settimane: il caso era scoppiato in marzo e le verifiche tecniche
erano state subito commissionate dallArma) hanno attestato,
infatti, pure la presenza di scorie di acciaieria, la cui provenienza
come confermato dai carabinieri, che proseguono le indagini
è stata comprovata. Al principio della primavera,
come detto, lavvio dei sopralluoghi dei carabinieri, che
avevano permesso di individuare ammucchiamenti di inerti; erano
scattati, quindi, i monitoraggi dellArpa, che nei giorni
successivi aveva eseguito scavi in 5 punti a campione (per una
profondità di uno-due metri): ne erano affiorati ammassi
di detriti riconducibili a opere di edilizia, una folta serie
di tubi in plastica per limpiantistica, resti di verniciatura,
legno. Lungo, verosimilmente, il periodo di composizione della
discarica: i rifiuti vi venivano conferiti, ovviamente, di notte.
Decine e decine ben oltre la cinquantina ipotizzata
i passaggi di camion stipati di carichi da abbandonare in micro-cumuli
o, come accennato, nel sottosuolo: provenivano, secondo la ricostruzione
dellArma, dalla città ducale e immediati dintorni,
ma pure da vari Comuni limitrofi (Moimacco e Remanzacco, per
esempio) e, addirittura, da centri ben più distanti, tutti
in provincia di Udine. La prassi è durata a lungo, passando
inosservata perché gli scarti si mimetizzavano
complice la realtà del sito, dove si è lavorato
per anni per le opere infrastrutturali e dove le attività
dovrebbero continuare, per la realizzazione di insediamenti produttivi
con il panorama circostante. (l.a.)
1 aprile 2014
- Messaggero Veneto -
Altri rifiuti interrati scoperti dallArpa nellarea
artigianale -
Il raggio dell'indagine si allarga ancora. All'ampliamento -
avvenuto nei giorni scorsi - dell'area posta sotto sequestro
nella zona a vocazione artigianale sorta alle porte di Cividale
segue la scoperta che l'interramento di materiali inerti scaricati
illecitamente in loco ha proporzioni superiori alle stime iniziali.
Lo hanno appurato, ieri mattina, i primi saggi a cura dell'Agenzia
regionale per la protezione dell'ambiente, che con la piena collaborazione
dell'ormai disciolto Consorzio artigiano - il quale ha messo
a disposizione i mezzi necessari - ha iniziato a effettuare alcuni
sondaggi nel sottosuolo per appurare se ulteriori zone rispetto
a quelle già identificate, appunto, celassero macerie
e scarti di altro genere. Immediati i riscontri. Gli scavi, effettati
in cinque punti a campione - per una profondità di uno-due
metri -, hanno rivelato la presenza di detriti (riconducibili
a opere di edilizia) e di tubi in plastica per l'impiantistica.
«Gli accertamenti dovrebbero proseguire e concludersi,
presumibilmente, nella giornata di mercoledì», rende
noto l'avvocato Michele Coceani, che assiste l'ex realtà
consortile e due privati, proprietari di altrettanti lotti interessati
dal provvedimento di sequestro. «Il Consorzio - sottolinea
il legale - è parte lesa, in questa vicenda, e ha tutto
l'interesse a fare chiarezza sulla situazione al più presto».
Annunciate già all'indomani della delimitazione e del
"blocco" dei primi cinque appezzamenti (off limits
dalla metà di marzo), poi saliti a sei, le verifiche dell'Arpa
si sono svolte, naturalmente, alla presenza dei Carabinieri della
Compagnia di Cividale, cui si deve la scoperta della discarica
abusiva. Discarica compostasi nel corso di diversi mesi, verosimilmente:
gli sviluppi del caso, adesso, fanno lievitare il computo dei
mezzi che, nottetempo, hanno conferito gli inerti nel futuro
comparto produttivo, concentrandosi attorno a un traliccio dell'alta
tensione. In un primo momento il numero di passaggi ipotizzato
si attestava attorno a quota quaranta ma la cifra, a questo punto
- in ragione dei nuovi ritrovamenti -, ovviamente sale. I detriti
edili (cui si aggiungono legna, plastica, come detto, e resti
di verniciatura: parallelamente ai campionamenti sotto terra
l'Arpa procederà all'analisi dei materiali) sono stati
trasportati dal Cividalese ma pure da vari Comuni limitrofi -
Moimacco e Remanzacco, per esempio - e, addirittura, da centri
ben più distanti, tutti in provincia di Udine. L'Arma
è al lavoro per individuare le responsabilità:
operazione non semplice, considerate anche le prolungate attività
di urbanizzazione del sito, per anni mega-cantiere per la creazione
della rete infrastrutturale.
- 18 marzo
2014 - Messaggero Veneto - Gli artigiani: pronti a pagare per il ripristino
dellarea -
«Siamo pronti al ripristino dei terreni, a nostre spese.
Sia chiaro, però, che non a noi va imputata la responsabilità
dell'accaduto e che ci rivarremo dunque sui colpevoli, una volta
individuati». Paolo Marseu, liquidatore del Consorzio artigiani
e piccole imprese di Cividale, promette attenzione massima al
caso: «Procederemo - ribadisce - alla bonifica dell'area
interessata dal problema, per scongiurare il rischio di un blocco
del già difficile processo di liquidazione e allo scopo
di salvaguardare il valore economico delle proprietà private
e delle opere infrastrutturali. Tengo a sottolineare la correttezza
dell'attività del sottoscritto e del precedente Cda. Il
sequestro, peraltro, è stato effettuato su cinque lotti
(tre dei quali ancora in capo al Consorzio), per un totale di
22.316 metri quadrati. Le opere di urbanizzazione, invece, hanno
riguardato un ambito di circa 500.000 mq». Ci sono state
- ricorda poi - numerose autorizzazioni ai conferimenti di inerti
in loco e parecchie operazioni di scarico sono state quindi eseguite
a fronte di certificazioni. «Nel tempo - ricorda Marseu
- sono stati movimentati circa 80 mila metri cubi di detriti,
provenienti, soprattutto, dalle demolizioni dei fabbricati dell'ex
Italcementi: il Consorzio era stato infatti autorizzato, appunto,
al ricevimento di inerti certificati su alcuni spazi di sua proprietà,
con regolare provvedimento del Comune». Che sulla questione
degli smaltimenti venga fatta chiarezza quanto prima, conclude
il liquidatore, è nel pieno interesse del Consorzio, «il
quale ha ricevuto un contributo regionale di circa 1,3 milioni
per lo spostamento dellelettrodotto di Terna: è
basilare, quindi, che l'impasse sia superata in fretta».
(l.a.)
14 marzo 2014
- Messaggero Veneto -
Plauso allArma dopo il sequestro - Condanna, ferma, dellaccaduto
e plauso allArma per lo zelo dimostrato sul fronte della
tutela ambientale. Corrono su doppio binario le dichiarazioni
del sindaco Stefano Balloch allindomani del sequestro di
cinque lotti della nuova zona artigianale di Cividale, appezzamenti
- di proprietà diverse, alcune delle quali ancora riconducibili
al Consorzio posto in liquidazione - dellestensione complessiva
di circa 30 mila metri quadri. «Non è uneccezione,
purtroppo - commenta il primo cittadino -. Già in passato
sul nostro territorio e nelle zone limitrofe era stata riscontrata
la presenza di accumuli illeciti di detriti. Fermo restando che
le responsabilità del caso vanno ancora appurate, non
posso esimermi dal biasimare una condotta irrispettosa delle
leggi. Condotta che è indice di una totale mancanza di
consapevolezza, da parte di determinate aziende, della gravità
di uno smaltimento dei rifiuti al di fuori dei luoghi deputati,
ovvero discariche e centri di recupero ... La sensazione è
che vi sia unelevata superficialità, in materia,
e che molti sottovalutino la portata del problema. I conferimenti
illegali sono fenomeno che va contrastato con determinazione».
Di qui, evidenzia sempre il sindaco, limportanza dei monitoraggi
da parte delle forze dellordine e, alloccorrenza,
«di azioni come quella messa a segno dagli uomini del capitano
Starace». E adesso la parola passa allArpa, che dovrà
eseguire una serie di accertamenti ed esami sui materiali, parte
dei quali interrati. (l.a.)
13 marzo 2014
- Messaggero Veneto -
Discarica abusiva nellarea artigianale - Resti di lavorazioni
edili, scarti in legno, materiali in plastica: un po' di tutto,
sparpagliato sul terreno in micro-cumuli in minima parte interrati
e per la stragrande maggioranza a vista, nel contesto semi-deserto
della nuova zona artigianale di Cividale. A notare l'anomalia
- già tempo addietro - è stato il capitano Pasquale
Starace, comandante della locale Compagnia dei Carabinieri, un
passato di battaglie sul fronte della tutela ambientale: martedì,
così - trascorso un periodo sufficiente a monitorare la
situazione -, gli uomini dell'Arma hanno eseguito un sopralluogo
mirato, premessa al sequestro dell'area. L'operazione, che ora
attende la convalida della Procura di Udine (da emettere entro
48 ore dal provvedimento di sequestro, appunto), è scattata
ieri mattina, con la recinzione dell'ambito interessato dal "fenomeno":
blindati 30 mila metri quadri (all'incirca un decimo della superficie
del contesto a vocazione produttiva, che ha un'estensione complessiva
di 350 mila mq), per un totale di cinque lotti. I rifiuti, infatti,
non sono stati riversati su un unico appezzamento ma smistati
in più proprietà, 5 come detto: ad alimentare questa
discarica abusiva a cielo aperto, sviluppatasi attorno a un traliccio
dell'alta tensione, sono stati - rende noto il capitano - «almeno
una quarantina di camion». Trasportavano, nottetempo, detriti
provenienti da cantieri cittadini, di Comuni limitrofi - Moimacco
e Remanzacco, per esempio - e pure di centri ben più distanti,
tutti in provincia di Udine. L'Arpa, adesso, dovrà effettuare
una serie di esami e valutazioni tecniche sui materiali, mentre
il magistrato avrà il compito di decidere se disporre
ulteriori controlli per appurare se gli scarti interrati siano
superiori a quelli stimati attualmente: potrebbero profilarsi,
insomma, accertamenti a tappeto. I Carabinieri, per parte loro,
dovranno indagare sulla dinamica dei conferimenti: sapevano,
i titolari dei lotti (tutti ancora sgombri, ovviamente), quello
che stava avvenendo sulle rispettive proprietà? E chi,
con precisione, ha scaricato gli inerti, che in base alla legge
avrebbero dovuto essere trasportati in discarica o in appositi
impianti di recupero (processo, quest'ultimo, a pagamento)? «Quello
dello smaltimento abusivo è, purtroppo - commenta il comandante
-, malcostume alquanto diffuso. Nel caso specifico siamo di fronte
a una situazione che si trascinava da mesi, ma che era passata
inosservata perché a un occhio non esperto la presenza
di scarti poteva sembrare - stante la realtà del sito
- normale... o quasi». (l.a.)
13 marzo 2014
- Messaggero Veneto -
Marseu: così vendere sarà più difficile
- Giusti,
anzi, «doverosi» i controlli, dice il liquidatore
del Consorzio artigiano cividalese, Paolo Marseu: «Resta
il fatto, però, che questo episodio non agevola per nulla
la procedura di vendita degli ultimi lotti disponibili nel comparto...
Sono amareggiato, così come lo è l'ex consiglio
d'amministrazione, per una situazione che non potevamo prevedere
e che rallenta un progetto non certo semplice». Dal liquidatore,
comunque - presente, ieri, durante l'operazione di sequestro
dell'area -, attestazione di «piena volontà di collaborazione
con gli inquirenti»: «Abbiamo fornito tutta la documentazione
richiestaci e consegneremo qualsiasi incartamento ulteriore ci
venga domandato. E' anche nostro interesse, ovviamente, che venga
fatta chiarezza. Se qualcuno ha sbagliato deve pagare. Faccio
presente, ad ogni modo, che l'ambito recintato è minimo,
sulla superficie complessiva della zona produttiva: si parla
di cinque piccoli lotti».(l.a.)
12 marzo 2014
- Messaggero Veneto -
Scoperta e sequestrata discarica abusiva di rifiuti edili - La zona fa parte di
un complesso di 350 mila metri quadrati attualmente abbandonato,
nel quale sono stati abbandonati gli scarti di lavorazioni provenienti
da cantieri cividalesi e da altre località della provincia
di Udine I Carabinieri di Cividale del Friuli hanno posto sotto
sequestro cautelativo un'area di 30 mila metri quadrati, corrispondente
a cinque lotti all'interno dell'ex area artigianale della città,
nella quale sono stati scaricati abusivamente rifiuti edili.
La zona fa parte di un complesso di 350 mila metri quadrati attualmente
abbandonato, nel quale sono stati progressivamente abbandonati
gli scarti di lavorazioni provenienti da cantieri cividalesi
e da altre località della provincia di Udine. Tra di essi
anche oggetti di plastica, scarti di vernice, legno. In prossimità
di un traliccio dell'alta tensione, i rifiuti sono stati anche
sotterrati. L'area è stata recintata in attesa del provvedimento
di conferma del sequestro da parte della Procura della repubblica
di Udine e dell'intervento dei tecnici dell'Arpa per la catalogazione
e le indicazioni cautelari del materiale scaricato.
- 6 giugno
2013 - Messaggero Veneto - Area artigianale, cè chi se ne va
- Non
poteva mancare, laffondo di Rinascita. Dopo le prese di
posizione delle altre due forze di minoranza, Pd e Idv-Valori
in Comune, il gruppo rappresentato in assemblea civica da Domenico
Pinto fa sentire la propria voce sulla questione zona artigianale.
Intervento atteso, appunto: la lista è stata, infatti,
la più accanita contestatrice del progetto di espansione
produttiva varato dallallora giunta Vuga. «Con la
liquidazione del Consorzio esordisce Rinascita
termina in modo inglorioso unoperazione di cui abbiamo
sempre sottolineato il pesante impatto sul paesaggio e l'intempestività:
nel momento in cui decollò, infatti, già si avvertivano
i primi scricchiolii del modello produttivo del Nordest. Si dava
per certo il completamento dell'opera in pochi anni, ma non è
andata così. I ritardi nella realizzazione delle infrastrutture
sono stati attribuiti alla burocrazia: eppure i 13 anni trascorsi
fra lapprovazione del piano e la fine lavori sembrano un
periodo troppo lungo... La crisi cominciava a mordere e sui giornali
leggevamo interventi ottimistici circa l'evoluzione del disegno:
nel novembre del 2011 si prospettava come imminente la realizzazione
di una carrozzeria, di unofficina per moto, di una rivendita
di lubrificanti e di un capannone per la produzione di depuratori
dacqua per camper». La verità, attacca il
gruppo politico, è che si è trattato di «azione
di propaganda, priva di fondamenta». Quanto allipotesi
della cessione dei lotti ancora liberi a soggetti non soci non
rappresenta certo, ammonisce la lista, la panacea. «Nel
contempo si rileva assistiamo alla migrazione di
attività produttive cividalesi in Comuni limitrofi, effetto
dellampia disponibilità di stabilimenti vuoti. Gli
unici che ci hanno guadagnato, da questa progettualità,
sono quanti hanno venduto appezzamenti al Consorzio, i progettisti,
le imprese che hanno movimentato il terreno e gli inerti, le
ditte che hanno realizzato gli interventi previsti e tutti coloro
che hanno fornito il materiale necessario per lurbanizzazione».
(l.a.)
- 29 maggio
2013 - Messaggero Veneto - Il liquidatore del Consorzio: dallentusiasmo
al collasso -
«Chi poteva prevedere, nel 2000, levoluzione negativa
delleconomia mondiale?». Smaltita - per ora - londata
di interventi politici sulle sorti della (teorica) zona artigianale
di Cividale, il professionista cui è stato conferito il
compito di mettere in liquidazione il Consorzio artigiani e piccole
imprese, Paolo Marseu, prende la parola: «Al tempo della
genesi del progetto - ricorda - le realtà imprenditoriali
locali aderirono con entusiasmo allente consortile. In
quel periodo, fra laltro, era vigente la normativa Tremonti
per la defiscalizzazione degli investimenti: lamministrazione
comunale non poteva non dare ascolto alle richieste delle imprese,
locali e non. Poi, giocoforza, liter di approvazione delle
varianti, le procedure di esproprio, inconvenienti di percorso
(la problematica dello spostamento della linea aerea di Terna,
per esempio) comportarono una dilatazione delle tempistiche...».
E si arrivò, così, agli anni del collasso. «Bisogna
però riconoscere - rileva Marseu - la notevole mole di
lavoro compiuta dallultimo Cda, a guida Tilatti e Caporale:
in un triennio ha portato a termine le opere di urbanizzazione,
assegnando i lotti a pressoché tutti i consorziati».
Quanto alla modifica dello statuto, tramite la quale si potrà
procedere alla vendita degli appezzamenti ancora liberi a soggetti
non soci, non deve essere interpretata - dice ancora il liquidatore
- «come premessa ad attività speculative, ma come
una possibilità di recuperare risorse necessarie per rimborsare
i finanziamenti». (l.a.)
- 21 maggio
2013 - Messaggero Veneto - Area artigianale, chiesto lintervento della
Regione -
Lo strascico era prevedibile: la messa in liquidazione (decretata
dai soci nei giorni scorsi) del Consorzio artigiani ha riacceso
lattenzione delle forze di minoranza su un tema
la futura zona produttiva, alle porte della città
che già uninfinità di volte ha innescato
il dibattito in sede consiliare. In vista della prossima seduta
dellassemblea civica, in calendario per il 31 maggio, il
gruppo Idv-Valori in Comune ha così depositato in municipio
uninterrogazione in materia. «Consorzio in liquidazione
riepilogano i consiglieri Carlo Monai, Andrea Martinis,
Marino Sodde e Cesare Costantini e ancora nessun insediamento,
negli spazi urbanizzati. Ora lo scopo mutualistico dellente
consortile, in base al quale le assegnazioni dei lotti dovevano
essere riservate agli associati, pare cedere il passo: la modifica
dello statuto deliberata apre la strada allampliamento
del mercato per la cessione degli appezzamenti, con evidenti
finalità speculative che erano vietate dalla mission originaria.
Posto che l'amministrazione comunale ha assecondato la realizzazione
delle infrastrutture nellarea in oggetto, in ragione (anche)
del citato scopo di pubblico interesse, essa non può rimanere
inerte di fronte a una così radicale trasformazione del
progetto iniziale». Chiedono dunque, gli esponenti della
lista dopposizione, «quali iniziative si intenda
assumere per vigilare sulle sorti e sulle modalità dell'impiego
del contesto» e se non si ritenga opportuno interessare
al caso l'assessore regionale alle attività produttive,
«per verificare la possibilità di incentivare con
adeguati mezzi il trasferimento nel sito delle attività
artigianali ancora operanti nel tessuto urbano, al fine di una
riqualificazione di questultimo e di unutilizzazione
dellambito artigianale in favore della comunità
locale». La scelta di procedere alla messa in liquidazione
del Consorzio, adottata allinizio della settimana, era
risultata sbocco obbligato: nessuno dei componenti del Cda uscente,
giunto a scadenza di mandato, aveva infatti manifestato disponibilità
a ricandidarsi; fra gli esterni, allo stesso modo,
non si era registrato alcun passo avanti per il subentro alla
vecchia guardia, guidata (da tre anni) da Graziano Tilatti. Panorama,
questo, che in realtà non sorprende: limpasse determinata
dalla crisi economica ha letteralmente paralizzato il progetto,
le cui prime battute riportano allanno 2000. Spetterà
adesso al liquidatore (lincarico è stato conferito
a Paolo Marseu) curare la vendita dei 140 mila metri quadri ancora
da piazzare. (l.a.)
- 15 maggio
2013 - Messaggero Veneto - Flop della nuova area produttiva, il consorzio
va in liquidazione - Era nato, nel 2000, in funzione del piano di realizzazione
di una nuova zona produttiva. Ora è arrivato al capolinea,
a fronte di un progetto cui sono state sì gettate le fondamenta
ma che è rimasto, giocoforza per il momento, quanto
meno , incompiuto: il Consorzio artigiano, realtà
costituita, appunto, per seguire e gestire quel processo di espansione
aziendale nellampio contesto antistante larea
industriale, alle porte della città che per ironia
della sorte è stato varato in perfetta concomitanza con
le prime avvisaglie della crisi economica, è stato messo
in liquidazione: lo specifico incarico professionale è
stato affidato a Paolo Marseu. La decisione è stata presa
lunedì, al termine di unassemblea in cui si è
registrata la totale indisponibilità dei componenti del
Cda uscente giunto a scadenza di mandato a ricandidarsi,
così come quella di potenziali new entry a rimpiazzare
la vecchia guardia. Inizialmente presieduto da Mario Laurino,
padre delloperazione (decollata ai tempi dellamministrazione
Vuga), da tre anni lorganismo era guidato da Graziano Tilatti.
Una cinquantina le ditte associate, oltre 12 i milioni di euro
(per la stragrande maggioranza fondi privati) spesi sino ad oggi
per il disegno; 42 i lotti assegnati, per un totale di 205 mila
metri quadri (su tale superficie, ovviamente, ledificazione
dei capannoni potrebbe partire in qualsiasi momento), ancora
140 mila quelli liberi. La versione ufficiale dellinatteso
stop si impernia sulla conclusione delle opere infrastrutturali
nel comparto destinato ad accogliere gli insediamenti artigiani;
nella sostanza, però, il nodo sta palesemente
nello stallo inevitabile di un percorso sul quale
più di qualcuno, agli inizi dellavventura, aveva
espresso perplessità. E a questo punto, dunque, tutto
in mano al liquidatore, dopo gli anni di lavoro per la creazione
della base dellipotizzato, e ancora fantasma,
sito produttivo. Sarà Marseu, come detto, a farsi carico
della vendita dei terreni in lista d attesa.
Nel corso dellassemblea è stato appositamente modificato
spiega uno dei componenti del Cda, Sandro Caporale
lo statuto consortile, per offrire la possibilità di cedere
appezzamenti a terzi (a differenza di quanto avvenuto finora),
ovvero a soggetti non soci. Tentativo di allargamento del mercato,
insomma, nella speranza di dare una spallata al blocco. «Prendemmo
in mano il Consorzio in un frangente di notevole difficoltà
commenta Tilatti . Siamo orgogliosi di aver portato
a termine lurbanizzazione del sito. La soluzione della
liquidazione deriva proprio dalla constatazione che abbiamo concluso
il nostro compito e, pure, che in tal modo si ridurranno le spese
sotto il profilo societario». (l.a.)
- 15 maggio
2013 - Messaggero Veneto - Zona urbanizzata, ora attendiamo la fine della
crisi -
«Larea è ormai perfettamente urbanizzata,
pronta per accogliere gli insediamenti. La liquidazione del Consorzio
artigiani, in questo senso, non cambia nulla: nel momento in
cui le aziende assegnatarie dei lotti decideranno di costruire
potranno farlo, e nel contempo si cercherà di vendere
gli spazi restanti». Certo, riconosce il sindaco Stefano
Balloch, la congiuntura è ancora critica: «Una sfortuna,
che il progetto sia partito proprio alla vigilia della crisi
globale. Si fosse riusciti a farlo decollare la città
ci avrebbe guadagnato su due fronti: da un lato si sarebbe creato
un significativo volano economico per il territorio e dallaltro
si sarebbe perseguito lobiettivo del trasferimento di determinate
realtà produttive dai siti attuali, alcuni dei quali ubicati
in ambiti impropri, a ridosso del centro». « La speranza,
a questo punto conclude il primo cittadino di Cividale
, è che leconomia ricominci a girare al più
presto, in modo che si possa dar seguito al significativo progetto
di espansione imprenditoriale». Anche a Cividale non resta,
dunque, che attendere tempi migliori. (l.a.)
- 31 gennaio 2013 - Messaggero Veneto - Zona artigianale fantasma e la strada trae in inganno
- Capita ancora, per
quanto mesi fa il fenomeno fosse decisamente più
frequente. Basta un attimo di disattenzione o una scarsa familiarità
con la statale 54 per trovarsi
alla sbarra, bloccati da
una grossa catena che delimita laccesso a un reticolo viario
zigzagante nel nulla, groviglio di strade nellormai ex
campagna antistante la zona industriale. Il nuovo ingresso comparso
sulla rotonda delle Tre Pietre, alle porte di Cividale, disorienta.
Nel buio della sera, soprattutto, ma anche in pieno giorno. Abituati
a quella che era la seconda uscita dopo limmissione nella
rotatoria (il braccio che indirizza verso la città ducale,
appunto, oggi passato in terza posizione sul circuito), tanti
automobilisti svoltano in anticipo, imboccando la viabilità
del comparto artigianale fantasma. Succede agli habituée,
dicevamo, figurarsi ai turisti. Con la differenza che i primi
si rendono conto subito dellerrore, mentre per i secondi
che a pochi metri dalla svolta si trovano stoppati
il tempo di reazione e di comprensione è inevitabilmente
superiore. Di segnalazioni al riguardo ne sono arrivate diverse,
nellarco delle ultime settimane. E il contenuto è
di doppia natura, perché allistanza contingente
si adotti, caldeggia chi ha sollevato il caso, una segnaletica
ad hoc, preventiva, o meglio ancora si collochi lo
sbarramento a ridosso dellinnesto, non qualche decina di
metri più avanti si uniscono inevitabili considerazioni
sul senso di unoperazione urbanistica che già tanto
ha fatto parlare di sé in sede di consiglio comunale:
sotto gli strali della minoranza, si ricorderà, i limiti
di un progetto despansione commerciale (con conseguente
cementificazione di ampi spazi verdi) non supportato, a parere
dei gruppi dopposizione, da adeguati studi di settore.
Adesso, però, il raggio della riflessione si sta allargando
e sono così gli stessi cittadini a far notare contestualmente
allinghippo dellentrata il paradosso di infrastrutture
costruite a servizio di una realtà dal difficile decollo
e pertanto, nella sostanza, al momento del tutto inutili. Colpa
della crisi economica, esplosa proprio quando il piano di realizzazione
del sito artigianale stava entrando nel vivo. «Mi spiace
dirlo, ma anche stavolta ho ben profetizzato commenta
Domenico Pinto, esponente della lista Rinascita . Sulla
zona D2 si è fatto un gioco scorretto, fondato (in funzione
della stesura del Prgc) su previsioni demografiche forzate, non
corrispondenti alla realtà. La mia battaglia in assemblea
civica non è stata contro gli artigiani, bensì
a loro favore: avevo pronosticato che linvestimento sarebbe
stato un buco nellacqua e un tanto, purtroppo, pare essere
avvenuto». (l.a.)
14 settembre
2012 - Messaggero Veneto
- «Strada
deserta come l'area artigianale» - Bene larteria, vantaggiosa per
Cividale. Male il fatto «inspiegabile»
che la Provincia non abbia provveduto a posizionare i necessari
cartelli segnaletici e, pure, che i sistemi satellitari non abbiano
ancora censito il nuovo tracciato, di conseguenza realtà
sconosciuta ai navigatori delle auto. Dalla città ducale,
per voce dellassessore allurbanistica Mario Strazzolini,
arrivano in contemporanea una promozione e una bocciatura della
discussa variante di Premariacco. Variante che, in qualche modo,
dovrebbe essere funzionale alla futura zona artigianale cividalese,
enorme e (finora) vuoto spazio alle porte dellabitato.
Fra strada deserta, così, e comparto produttivo (per ora)
fantasma il parallelo è spontaneo, quasi obbligato.
«Il punto nota Strazzolini è che se
il progetto del sito artigianale, varato nel 2003, avesse marciato
più spedito, si sarebbe riusciti ad anticipare la crisi
e ci troveremmo, ormai, con una realtà economica in piena
attività. Il Consorzio artigiani, peraltro, mi ha comunicato
che sui 52 lotti previsti nel contesto ne sono stati assegnati
una trentina. Ciò non significa, è evidente, che
dalloggi al domani vedremo pronti i capannoni. Ma è
comunque un segnale positivo. Quando si fanno operazioni del
genere si deve saper guardare lontano, o addirittura molto lontano».
Allo stato attuale, le ipotesi di effettivo (e prossimo) insediamento
sono ridotte al lumicino: «Si parla di un paio di iniziative»,
abbozza Strazzolini. «E comunque frena, preventivamente
ricordiamoci che in questa operazione il Comune non ha
messo una lira. Quando leconomia ripartirà noi avremo
il vantaggio di trovarci con un sito insediativo pronto alluso».
Il discorso si sposta, poi, sulla variante. «In effetti
è ben poco frequentata ammette lassessore
. Il problema è che la segnaletica non esiste. Incredibile,
soprattutto in considerazione del fatto che per il concerto di
Ligabue, lo scorso luglio, era stata installata. Poi, chissà
perché, è stata rimossa. Il sindaco ha già
segnalato la cosa in Provincia, chiedendo spiegazioni. Di per
sé lasse viario in questione è, per Cividale,
importante. Garantisce un collegamento con lautostrada
in soli quindici minuti. E questo, anche in considerazione della
vocazione emporiale che la nostra città si sta costruendo
si pensi ai cantieri di Cividale 3, o della Barbetta ,
è un elemento significativo, prezioso. Sono inoltre convinto
che nel momento in cui, finalmente, il sistema entrerà
a regime, pure Remanzacco ne beneficerà notevolmente:
è ormai chiaro che per uscire dalla morsa di questa difficile
congiuntura economica sono fondamentali le infrastrutture. A
tale proposito, però, non posso fare a meno di evidenziare
che le amministrazioni avvicendatesi in Comune di Remanzacco
negli anni del post-terremoto (nessuna accusa alle ultime) hanno
avuto ripetute chance per realizzare un bypass stradale per salvare
il centro dal traffico pesante. Non le hanno colte, preoccupate
che la zona commerciale del paese venisse tagliata fuori dai
flussi di transito. Unassurdità. E appunto, una
grande occasione persa». (l.a.)
- 6 luglio
2012 - Messaggero Veneto -
Area artigianale, maxicausa da 1 milione - Costerà cara al Consorzio artigiano piccole
imprese di Cividale, lacquisizione di 33 dei 505 mila metri
quadrati di terreno per la creazione della nuova area industriale,
un contesto produttivo da 60 lotti alle porte della città.
Una cifra di poco inferiore al milione di euro, stando alla sentenza
pronunciata dalla prima sezione civile della Corte dappello
di Trieste alla quale tre proprietari di un fondo espropriato
si sono rivolti, impugnando la stima dellindennità
determinata dalla Commissione provinciale di Udine. Per essere
precisi la cifra complessiva ammonta a 867.845 euro più
gli interessi. A proporre la causa civile nei confronti del Consorzio
rappresentato dal presidente in carica Mauro Laurino, difeso
dallavvocato Marco Marpillero, e del Comune, difeso dallavvocato
Guglielmo Pelizzo, sono stati Cellina Romanin, Loredana e Angelo
Faidutti eredi di Angelo. Comune e Consorzio nel gennaio 2007
avevano definito termini del Piano regolatore particolareggiato
diniziativa privata per larea artigianale e industriale
sulla statale Udine-Cividale. Decine di proprietari hanno accettato
la proposta consortile di compravendita, ma per un lotto, quello
di Faidutti, non cè stato accordo. E allora è
partita la procedura espropriativa con il decreto del Comune
notificato il 20 gennaio 2009, per quel seminativo lindennità
provvisoria della Commissione di Udine era di 239.929 euro. Troppo
poco secondo la proprietà. La valutazione andava fatta
con riferimento allemissisone dellesproprio, illegittime
quindi, a loro dire, le decurtazioni relative ai costi per le
opere di urbanizzaizone primaria e secondaria, allinterramento
dellelettrodotto, alle spese tecniche, che avevano fatto
scendere la quotazione a 7,22 euro al metro quadrato, senza contare
che a Faidutti, coltivatore diretto, competeva unindennità
aggiuntiva. I giudici della corte dappello (presidente
Alberto Da Rin, a latere Salvatore Daidone e Pietro Lisa) hanno
quindi accolto la domanda degli eredi, assolvendo il Comune per
difetto di legittimazione passiva ma condannando il Consorzio
al pagamento di 867.845 euro più interessi. Soddisfatto
Stefano Balloch, sindaco del Comune di Cividale, che ha evitato
esborsi per i cittadini. «Le nostre istanze sono state
riconosciute e questo è positivo ha commentato
ci confronteremo con il nostro legale sul da farsi».
Quanto al Consorzio, il consigliere delegato Sandro Caporale
annuncia: «Abbiamo regolarmente versato i 239.929 euro,
ora riuniremo il consiglio per valutare se procedere a rideterminazione
e liquidare le somme aggiuntive o resistere in guidizio anche
se ci auguriamo che la proprietà scelga la via della transazione».
(a.c.)
- 9 giugno
2012 - Messaggero Veneto - Zona artigianale, lotti consegnati al 50 per cento
- Lassemblea
dei soci del Consorzio artigiano e piccole imprese di Cividale,
realtà istituita nel 2000 per favorire la realizzazione
di un nuovo contesto produttivo, ha approvato il bilancio 2012:
«Il documento contabile rendono noto il presidente
Graziano Tilatti e il consigliere delegato Sandro Caporale
sfiora quota 12 milioni. E il 50% degli associati, ormai
comunicano quindi , ha ritirato il proprio lotto nella
zona artigianale in via di costituzione. Abbiamo notificato al
Comune la fine lavori: contestualmente sono state avviate le
procedure per arrivare, al più presto, al collaudo del
sito, cui seguirà latto di cessione di strade e
sottoservizi allamministrazione civica». La futura
area artigianale, che si estende su una superficie di 500 mila
metri quadrati, suddivisa in 60 lotti (la cui estensione varia
da un minimo di 1000 a un massimo di 20 mila metri quadri), pare
dunque pronta ad accogliere i primi capannoni. Le infrastrutture,
rimarcano dal Consorzio, «sono di alta qualità»:
parcheggi ampi, marciapiedi in porfido con cordonature in pietra
piasentina e larghe fasce sistemate a verde. (l.a.)
- 8 aprile
2012 - Messaggero Veneto -
Nuova zona
artigianale acquisito il 40% dei lotti - Larea, suddivisa
in 60 appezzamenti, si estende su 500 mila mq - Il presidente
Graziano Tilatti: ora siamo pronti a realizzare i primi capannoni
- Lentamente,
ma si va avanti. Il Consorzio artigiani e piccole imprese di
Cividale, costituito dodici anni fa per favorire la realizzazione
di un nuovo contesto produttivo, sta procedendo allassegnazione
dei lotti di questultimo, sorto come noto di fronte allarea
industriale cittadina: ormai il 40% degli associati ha acquisito
gli appezzamenti, al prezzo di 35 euro al metro quadro. Lannuncio
arriva dal presidente della realtà consortile, Graziano
Tilatti, e dal consigliere delegato Sandro Caporale: «Esprimiamo
grande soddisfazione per il risultato dichiarano
e ringraziamo la Regione e il Comune per il sostegno garantitoci
e per la collaborazione nel processo di soluzione dei tanti problemi
di natura burocratico-amministrativa presentatisi. La zona artigianale
ricordano quindi si estende su una superficie di
500 mila metri quadrati ed è suddivisa in 60 lotti, che
spaziano da un minimo di 1000 metri quadri a un massimo di 20
mila; linvestimento complessivo è stato di 12 milioni
di euro, per 50 consorziati (uno dei quali di fuori regione).
Ora siamo pronti a realizzare i primi capannoni». Le opere
infrastrutturali, infatti viabilità, parcheggi,
rete idrica e condotte fognarie, allacciamenti luce e gas ,
sono ultimate da diversi mesi: «E vantano sottolineano
i portavoce del Consorzio standard di elevata qualità:
le aree di sosta sono ampie (con marciapiedi in porfido e cordonature
in pietra piasentina) e sono state predisposte numerose fasce
verdi. «Il Consorzio artigiano concludono Tilatti
e Caporale , che non ha scopo di lucro e agisce per conto
e nell'interesse delle imprese associate, ha dato vita anche
al sito internet relativo al progetto. Vi si trovano tutti i
dati e le planimetrie dei lotti frazionati: lindirizzo,
per gli interessati, è www.consorzioartigiano.com. Nel
frattempo, mentre procede la campagna di assegnazione dei terreni
appunto, si è provveduto alla piantumazione degli alberi
a ridosso della statale e lungo le vie interne del contesto artigianale:
lobiettivo è, ovviamente, quello di mitigare il
più possibile limpatto visivo del futuro ambito
produttivo, oggetto di dibattito ormai da parecchi anni. Largomento
è stato affrontato più volte in sede di consiglio
comunale, e in ogni occasione si è registrata una netta
spaccatura dopinioni: critica la minoranza, che giudica
il piano sovradimensionato e contesta la progressiva cementificazione
della campagna cividalese; plaudente la maggioranza, che pone
sullaccento sul valore di unoperazione di espansione
aziendale nellepoca della crisi economica. (l.a.)
- 1 aprile
2012 - Messaggero Veneto -
Artigiani al Comune: collaborate con noi - Chiedono collaborazione alle istituzioni, i vertici
della Confartigianato del Friuli Orientale. Nello specifico allamministrazione
di Cividale, città che proprio allapice della crisi
cerca di lanciare una nuova zona artigianale: proprio questo,
dunque, è stato il tema cardine dellincontro
svoltosi due giorni fa, nel palazzo municipale fra i portavoce
della categoria economica e il sindaco Stefano Balloch. «E
necessario consolidare il rapporto di cooperazione hanno
dichiarato, durante il confronto, il presidente Giusto Maurig
e i vice Lucio Vogrig e Daniele Cuciz : il momento è
davvero critico, e per quanto il sistema economico e produttivo
cividalese stia dimostrando di reggere bisogna tenere alta la
guardia e dare risposte immediate (superando linghippo
dei tempi della burocrazia) a ciascun problema dovesse presentarsi».
Fra le questioni sul tappeto spicca, come detto, quella della
zona artigianale cittadina: le opere infrastrutturali sono concluse
ormai da parecchio (lo scorso 19 novembre la fine delle attività
era stata salutata con una breve cerimonia di inaugurazione,
nella sede del Consorzio artigiani), e si attende, a questo punto,
ledificazione dei primi capannoni; il contesto si estende
per 500 mila metri quadri, ripartiti in 60 appezzamenti che spaziano
da un minimo di 1000 a un massimo di 20 mila metri quadrati.
Balloch compiaciuto per il processo di ammodernamento
gestionale messo in atto da Confartigianato, articolato ora in
cinque zone limpegno a proseguire e, anzi, a incentivare
i contatti con lorganismo. «Al mondo dellartigianato
e della piccola impresa, spina dorsale delleconomia cividalese
ha dichiarato , prestiamo notevole attenzione. Questa
giunta garantirà il massimo appoggio a tutte le attività
produttive». (l.a.)
- 27 marzo
2012 - Messaggero Veneto - Il Consorzio artigiani costruirà l'ecopiazzola
- Accordo
pubblico-privato, per la realizzazione della nuova ecopiazzola
comunale? Possibilità concreta. I ferri, certamente, sono
in acqua: il Comune starebbe infatti guardando in direzione del
Consorzio artigiani, con il quale il progetto pare essere già
stato discusso. Lintenzione sarebbe quella di costruire
il mega impianto con una compartecipazione di spesa
proprio nella nuova zona artigianale, ampio contesto che fronteggia
quello industriale e che, per il momento, si presenta ancora
completamente sgombro. E lipotesi operativa sarebbe la
seguente: lavori a carico (quasi in toto) del Consorzio, che
metterebbe a disposizione i 500 mila euro mancanti allappello
la struttura, infatti, richiederà una spesa di
ben 600 mila euro, e il Comune, per adesso, può contare
esclusivamente su un contributo provinciale di 100 mila
a fronte dellimpegno dellamministrazione a pagare
un affitto annuale, fino a conguaglio. «Potrebbe essere
una soluzione ottimale commenta il vicesindaco e assessore
ai lavori pubblici Elia Miani , che ci consentirebbe di
sbloccare una pratica ferma ormai, per carenza di
fondi, da parecchio tempo. La collocazione dellimpianto
sarebbe, ritengo, perfetta. Strategica, direi: se sorgesse negli
spazi del futuro contesto produttivo, lecopiazzola potrebbe
assumere una funzione di area vasta. Ne potrebbero beneficiare
il vicino Comune di Moimacco, in primis, ma anche quelli delle
Valli del Natisone». Alla progettualità del punto
di smaltimento rifiuti se ne collega strettamente, però,
unaltra, di non poca importanza. La creazione della super-piazzola
(che dovrebbe includere, stando al disegno, anche una pesa pubblica)
consentirebbe, infatti, di liberare le pertinenze dellex
macello comunale, contesto inutilizzato in cui un paio danni
fa vennero trasferite le due precedenti ecopiazzole, non più
rispondenti ai requisiti di legge. «E a quel punto
abbozza il vicesindaco la destinazione duso del
sito potrebbe essere convertita, in senso residenziale».
Modifica, questa, che si inquadra in un processo di espansione
delle aree edificabili cui lamministrazione sta lavorando:
dal 2004 (anno di approvazione del piano regolatore) a oggi,
infatti, il 30% delle zone riservate alledilizia è
stato utilizzato. Si profila dunque allorizzonte una specifica
variante urbanistica, che ricalcando i contenuti del piano struttura
implementerà gli spazi a disposizione per la costruzione
di immobili. «La richiesta cè commenta,
al riguardo, Miani . Gli ambiti indicati come edificabili
nel piano struttura portano alle frazioni di Rualis, Gagliano,
Rubignacco e Grupignano». Tornando alla piazzola ecologica
(che fino a qualche mese fa si pensava di erigere nel contesto
industriale): avrà una superficie di 3 mila metri quadrati
e si innalzerà per 13 metri; è prevista la costruzione
di rampe daccesso, da cui gli utenti potranno scaricare
i rifiuti direttamente dalla propria macchina. (l.a.)
- 9 novembre
2011 - Messaggero Veneto - Zona artigianale pronta ma mancano le aziende - Opere concluse, a livello
infrastrutturale: la base della nuova zona artigianale
di Cividale, che si svilupperà su un terreno di 500 mila
metri quadri esattamente di fronte allarea industriale
cittadina , è ormai pronta. A non essere pronte,
in compenso, sono le aziende destinatarie dei vari lotti. La
violenza della crisi economica e la stagnazione dei mercati fungono
da inevitabile freno: ad oggi, così, sono stati assegnati
rendono noto dal Consorzio artigiani quattro dei
60 appezzamenti ricavati nel contesto. Appezzamenti che spaziano
da un minimo di 1000 a un massimo di 20 mila metri quadrati.
«Ci sorgeranno una carrozzeria, unofficina per moto,
una rivendita di lubrificanti e unattività che produce
depuratori dacqua per camper», annuncia uno dei componenti
del Cda della realtà consortile, Sandro Caporale. «Le
richieste di edificazione rende noto erano, e restano,
50: confidiamo di assegnare ai soci il maggior numero di lotti
possibile entro il 2011. Nel frattempo cercheremo di piazzare
i 10 ancora scoperti: contiamo di riuscirci nellarco di
un paio danni. Le singole ditte, però al
di là degli esempi che ho citato , attenderanno
molto probabilmente tempi migliori per erigere i capannoni. Il
momento è notoriamente difficile: la crisi ha bloccato
il sistema produttivo e le banche, da parte loro, hanno stoppato
i finanziamenti. E evidente che gli imprenditori ci devono
pensare bene, prima di lanciarsi in un investimento importante.
I soci, insomma, ritireranno il proprio terreno e attenderanno
che la situazione si sblocchi». Non poteva esserci momento
peggiore, in effetti, per il varo di un piano di espansione nel
settore artigianale. E cè chi constaterà
la fondatezza delle proprie previsioni: dellargomento,
infatti, si è discusso più di una volta, in sede
di assemblea civica. Il Consorzio, peraltro, guarda avanti con
fiducia: il primo passo il completamento, appunto, delle
infrastrutture è stato fatto e adesso si entrerà
quindi, per quanto lentamente, nella fase clou delloperazione.
E il superamento del primo step sarà salutato con una
semplice cerimonia inaugurale, per quanto non sul campo ma nella
sede del Consorzio: il cin-cin è in programma per sabato
19 novembre e farà seguito allassemblea annuale
dei soci. «Sarà loccasione commenta
sempre Caporale per tracciare una panoramica del periodo
trascorso dallatto del rinnovo del consiglio damministrazione
e dal passaggio di consegne tra lex presidente dello stesso,
Mario Laurino, e lattuale, Graziano Tilatti». (l.a.)
- 19 agosto
2011 - Messaggero Veneto -
Zona artigianale, assegnato il primo lotto - E stato assegnato dal Consorzio
artigiano e piccole imprese di Cividale srl il primo dei sessanta
lotti della zona artigianale e industriale di Cividale del Friuli.
Lo annuncia, esprimendo la propria soddisfazione, il presidente
dello stesso Consorzio, Graziano Tilatti. Il presidente Tilatti
spiega anche che i lavori per le opere di urbanizzazione stanno
volgendo oramai al termine - tutte le opere per i sottoservizi
sono state, infatti, completate - e che manca soltanto lilluminazione
pubblica che sarà realizzata con la moderna tecnologia
cosiddetta a led e la posa del manto finale di usura
in asfalto. Il presidente del Consorzio artigiano e piccole imprese
di Cividale srl, nel ringraziare lattuale Consiglio di
amministrazione nelle persone di Mugherli, Bordon, Marseu, Pirioni
e Caporale per il lavoro svolto dallinsediamento del nuovo
Cda dal novembre del 2010, annuncia, inoltre, che dopo la pausa
dei giorni di ferragosto tutti i soci del Consorzio saranno contattati
in forma scritta per proseguire le varie assegnazioni in prenotazione
e andare a rogito per il trasferimento di ciascun lotto in proprietà
ai singoli soci. Nellarea in questione - che complessivamente
si estende su circa 505 mila metri quadrati - è prevista,
tra laltro, ledificabilita dei singoli lotti per
il 57% dei totali edificabili, che ammontano a 345 mila metri
quadrati, ora già frazionati per la cessione ai soci del
Consorzio.
- 20 luglio
2011 - Messaggero Veneto - Tondo assicura sostegno alla nuova zona artigianale
- A Cividale presentato il piano dintervento al presidente
della Regione Fvg Coinvolto anche il Comune di Premariacco. Il
nodo dei tralicci dellalta tensione - E nelle mani della Regione il
futuro della nuova zona artigianale di Cividale: il Consorzio
artigiani, fresco di cambio al vertice (Graziano Tilatti al posto
di Mario Laurino), ha avuto un incontro con il presidente Renzo
Tondo. Il vertice era finalizzato a illustrare i dettagli del
piano dintervento (il progetto porta la firma degli ingegneri
Cacciaguerra e Frossi) e a chiedere lappoggio del governo
regionale, fondamentale su un doppio fronte. Punto primo: il
Consorzio auspica il cambio di destinazione duso (da settore
agricolo a zona servizi) di un terreno di sua proprietà,
in Comune di Premariacco, a ridosso del sito in cui sorgerà
il contesto produttivo. Lintenzione è di usare lappezzamento
(50 mila mq) per produrre energia alternativa a servizio dellarea
artigianale: sarebbe necessaria, naturalmente, una specifica
variante (che andrebbe approvata dallassemblea civica di
Premariacco) ed è a tal fine che si caldeggia lintervento
della Regione. Questione numero due: è imperativo spostare
i tralicci dellalta tensione fuori dellambito destinato
ai capannoni. Lintervento è oneroso: si parla di
un milione di euro, cifra di cui gli artigiani (che già
si sono assunti in toto il peso della realizzazione del contesto
produttivo, che richiederà una spesa di 12 milioni) non
possono farsi carico. Ma allamministrazione del Fvg si
chiede pure di incoraggiare la Provincia ad attivare un cavidotto
per le fibre ottiche a fianco della nuova strada per Buttrio.
«Un grazie a Mario Laurino, padre del progetto - ha concluso
Tilatti -, al Comune e alle banche, che confidiamo continuino
a supportarci». E il presidente ha mostrato lattenzione
auspicata: «Per quanto riguarda la linea dellalta
tensione - ha detto Tondo - siamo disponibili a sostenere lopera
di spostamento dei tralicci, a condizione che con Terna si avvii
un percorso di cooperazione e che si riesca a favorire anche
una riduzione dellimpatto ambientale». Sullenergia
alternativa la posizione, per il momento, è più
neutra, ma con una garanzia: «Tutte le ipotesi di uso di
fonti rinnovabili - ha detto il presidente - vengono prese in
considerazione dalla Regione». (l.a.)
- 20 luglio
2011 - Messaggero Veneto - «Uno sviluppo produttivo che si sposa bene
al titolo Unesco» - La base, ormai, cè: le opere infrastrutturali
nel sito della nuova zona artigianale cividalese sono pressoché
ultimate e il Consorzio, dunque, sta dando avvio allassegnazione
dei lotti. Allinizio del prossimo anno, presumibilmente,
inizieranno i lavori di edificazione dei capannoni: «Un
progetto importante, di prospettiva - ha commentato ieri, durante
lincontro con il presidente Tondo, il sindaco di Cividale,
Stefano Balloch -. La nostra città si dimostra realtà
vivace, in crescita, e offre quindi un panorama in controtendenza
rispetto al quadro generale, penalizzato dalla crisi economica.
Il piano di realizzazione di questo ulteriore contesto produttivo
si sposa bene, inoltre, al titolo Unesco, appena conseguito da
Cividale: la disponibilità di unarea per le imprese
artigiane consentirà, nel prossimo futuro, di trasferire
in periferia attività che operano, attualmente, in ambiti
inadeguati, nei pressi del centro storico». (l.a.)
- 15 dicembre
2010 - Il Gazzettino - A Cividale il fotovoltaico conquista anche
limpresa - In arrivo la possibilità di installare
impianti fotovoltaici ad uso industriale sul territorio comunale.
L'amministrazione a poco più di un mese dall'approvazione
del Regolamento per l'installazione di impianti solari termici,
fotovoltaici ed eolici ad uso familiare, sta predisponendo un'apposita
variante urbanistica che permetta anche la costruzione di strutture
per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile solare
da parte di ditte e aziende. Nel corso dell'ultima giunta il
Comune ha stabilito le direttive della variante, la sesta al
nuovo Prgc entrato in vigore nel 2007. «Dal Regolamento
per l'utilizzo degli impianti fotovoltaici ed eolici - spiega
l'assessore all'urbanistica Mario Strazzolini - risultava esclusa
la produzione delle energie alternative su scala industriale
ovvero gli impianti meglio noti tecnicamente come impianti di
produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile solare soggetti
ad autorizzazione unica. Per permettere la costruzione di tali
strutture è necessaria una variante al piano regolatore
che interessa le norme tecniche di attuazione». La giunta
ha infatti incaricato il proprio ufficio comunale all'urbanistica
di predisporre il documento che sarà pronto a gennaio
e che individua le aree nelle quali sarà possibile realizzare
tali impianti. «Le zone - spiega Strazzolini - saranno
tre: la zona di interesse agricolo E6 che si estende dalla località
Gradaria a San Giorgio a Rualis; la zona D1 che corrisponde alla
zona industriale; la zona D2 ovvero la zona artigianale in costruzione».
- 15 ottobre
2010 - Messaggero Veneto - Zona artigianale, in primavera i primi capannoni
- Dallesterno
sembra tutto fermo, tantè che la minoranza consiliare
ha sollevato più volte il caso della nuova zona artigianale,
in fase di realizzazione a ridosso della rotonda di località
Tre Pietre, sulla statale 54: ma il Consorzio
artigiani e piccole imprese Cividale del Friuli (fresco
di rinnovo del cda), promette una svolta repentina. Entro la
primavera, fa sapere lorganismo, i lavori infrastrutturali
nellampio lotto - avviati nel 2007, con le opere di sbancamento
e livellamento del terreno - saranno conclusi: a quel punto via
libera alledificazione dei primi capannoni. Stando ai calcoli
del direttivo della realtà consortile, insomma, per lestate
2011 il panorama sulla 54, di fronte alla zona industriale, dovrebbe
cominciare a trasformarsi. Lannuncio è arrivato
ieri, allindomani della nomina, del nuovo Cda del Consorzio
artigiani e piccole imprese: lassemblea dei soci
(una cinquantina) ha confermato la fiducia a Mario Laurino, presidente
uscente (ed entrante, dal momento che lattribuzione della
carica al titolare della Julia Marmi viene data per scontata:
vi si procederà a giorni), e ha eletto Graziano Tilatti,
presidente di Confartigianato, Sandro Caporale, direttore di
Confartigianato Udine Servizi, Franco Bordon, direttore dimpresa,
Rinaldo Mugherli, international manager, Franco Marseu, costruttore
edile, e Mauro Piriani, imprenditore nel comparto del mobile.
Aria di rinnovamento, insomma: «Il neo direttivo - commenta
Bordon - intende lavorare alacremente per portare a compimento
quanto prima, il piano di realizzazione dellarea artigianale.
Terremo conto delle esigenze di tutti gli associati, operando
nel loro interesse». Sul fronte lavori nella cosiddetta
zona D2: «Un certo ritardo si è registrato
rispetto al cronoprogramma - commenta Bordon -, ma non è
imputabile al Cda quanto alla lentezza della burocrazia. La crisi
economica, poi, non ha aiutato. Al momento le opere infrastrutturali
possono dirsi quasi ultimate. Entro la primavera dovrebbero essere
concluse e si potrà così avviare le edificazioni:
i soci del Consorzio sono ansiosi di procedere. Ci troviamo -
conclude - in una fase importante per lo sviluppo economico di
Cividale». Lappezzamento riservato alle imprese del
territorio ha un'estensione di 500 mila metri quadri: 200 mila
sono destinati alledificazione dei capannoni (una cinquantina,
per il momento). Il quadro degli insediamenti dovrebbe essere
variegato: il piano stilato a suo tempo, pre-crisi economica,
spaziava dal campo della lavorazione del legno al settore metalmeccanico,
dal comparto delledilizia a quello della carpenteria. (l.a.)
- 15 maggio
2010 - Messaggero Veneto - Pinto: sinistra argine al degrado della città
- «Mettere
al centro dellattività amministrativa i cittadini
intesi come persone, dando vita a un processo decisionale partecipato»:
è questo il paradigma politico del candidato di Rinascita
Domenico Pinto, che ieri sera ha chiuso la propria campagna elettorale
in piazza Foro Giulio Cesare. Nel ribadire il bisogno per Cividale
di un cambiamento, e non della continuità sbandierata
dal centro-destra, Pinto ha ricordato che in dieci anni di amministrazione
Vuga non si è saputo dare risposta a problemi di peso
quali lospedale, la viabilità, lo sviluppo artigianale
e turistico-commerciale della città. Esercenti ingannati
con il progetto di Cividale 3 e artigiani presi
in giro con la zona D2, mentre rimane la minaccia del
terzo ponte come logica chiusura del progettato ring: «E
oltre a ciò - ha aggiunto il candidato - sul Mittelfest
pesa una deriva di chiusura localistica, mentre il festival avrebbe
bisogno di rilanciare la sua dimensione internazionale».
Giovani e anziani - ha proseguito - sono stati oggetto di «campagne
pubblicitario-merceologiche» e non considerati, invece,
soggetti cui attrubuire spazi di aggregazione e di crescita culturale.
Pinto ha infine rivendicato il ruolo della sinistra e del suo
partito come unico vero argine al degrado della città
e come fonte di proposte per la riappropriazione di una dimensione
vivibile di comunità. Passaggio quasi obbligato, quindi,
sulla mancata unitarietà del centro-sinistra: «Siamo
sempre stati capaci di mediare ma quelli che potevano essere
i nostri alleati non hanno voluto trovare un accordo».
(l.a.)
14 maggio
2010 - Messaggero Veneto - tavola rotonda elettorale
Quesito: Tutto è pronto per la realizzazione della
nuova area artigianale. Ma serve davvero? Ed è proprio
quella la collocazione appropriata?
- Domenico Pinto: Larea D2 è stata approvata
nel 2003 e lo stato attuale del suo sviluppo mostra i problemi
di un progetto mal concepito. A oggi le cose certe sono il costo
che essa avrà per gli artigiani, il danno ambientale che
deriva dal consumo di 50 ettari di territorio di pregio, il deturpamento
dellimmagine della città per chi vi accede da ovest.
Ritengo che la dimensione dellintervento sia sovrastimata
e già al tempo della sua progettazione avevo segnalato
il difetto dellanalisi economica che lha sostenuto.
Cristina Novelli: Nel nostro territorio le aree artigianali
dismesse non sono poche; aprirne una nuova a ridosso della città,
erodendo unarea agricola enorme, già deturpata da
unedilizia aggressiva, è sbagliato. Per di più,
oltre alle attività artigianali, sono previste anche aree
dedicate al terziario e al piccolo commercio che indeboliranno
ulteriormente il centro storico.
Carlo Monai: Non mi faccia questa domanda: sono nel cda
del Consorzio promotore della zona di espansione, ma questo incarico
lho svolto sempre a titolo gratuito perché convinto
che gli artigiani siano volano di una sana economia. Larea
è antistante alla zona industriale e non era votata allagricoltura:
è stato il consiglio comunale ad individuarla con lapprovazione
degli urbanisti.
Stefano Balloch: Serve eccome. Cividale era priva di una
zona artigianale. Le numerose richieste pervenute sono prova
della sua capacità di attrazione. La localizzazione è
frutto di un accurato studio del territorio: la vicinanza con
la ferrovia, lo scalo merci e la nuova variante provinciale sono
elementi di forza.
- 9 maggio
2010 - Messaggero Veneto - Pinto: puntiamo su onestà e trasparenza
- E' la chance più
di sinistra, per l'elettorato cividalese: Domenico Pinto, docente
di storia e filosofia al liceo classico "Paolo Diacono",
conferma e consolida un impegno politico ormai di vecchia data.
A differenza delle ultime due tornate amministrative non si limita
a concorrere alla carica di consigliere comunale, ma si espone
ben di più, guidando da candidato sindaco la lista ("Rinascita")
di cui, negli ultimi dieci anni, è stato portavoce in
assemblea civica. Quella di Pinto, nel doppio mandato del sindaco
Vuga, è stata indubbiamente la voce più agguerrita
e schietta della minoranza consiliare: la questione del palazzetto
polifunzionale, bollato come cattedrale nel deserto, quella del
Prgc e dell'ipotizzato terzo ponte sul Natisone (progetto stoppato
proprio a seguito di una determinata azione di "Rinascita"),
il problema dell'ospedale e quello dell'inquinamento della zona
industriale sono solo alcuni dei suoi cavalli di battaglia. Domenico
Pinto, il motivo alla base della sua candidatura? «La consapevolezza
di avere dei doveri verso chi fin qui mi ha sostenuto e ha trovato
nella mia presenza in consiglio comunale un punto di riferimento.
Un motivo di coerenza politica, dunque, e la necessità,
manifestatami da molti, di mettere a frutto un'esperienza capace
di proporre progetti di ampio respiro, orientati all'interesse
generale e non frutto di meschine e asfittiche mediazioni di
interessi particolari». Come definirebbe, in sintesi, il
vostro programma amministrativo? «È un programma
che pone al centro il cittadino e l'esercizio della cittadinanza.
Desideriamo che i cividalesi si sentano partecipi delle scelte
e vogliamo che esse si concretizzino in una più alta qualità
della vita, in un rinnovato senso di appartenenza ad una comunità
la cui crescita non si misuri solo in termini economici, ma anche
etici e culturali». E in tale programma quali sono le tre
priorità? «Cividale ha bisogno di una ridefinizione
del Prgc, volta a contenere il consumo del territorio, a sconfiggere
le spinte speculative e a disegnare nuove opportunità
di sviluppo. Pensiamo che il rispetto dei diritti dei cittadini
debba essere il riferimento costante dell'amministrazione e che
il diritto alla salute sia in questo senso cardinale e vada perciò
sostenuto da una nuova progettualità in campo sanitario.
E pensiamo che la cultura possa essere una vera occasione di
crescita per la città: siamo convinti dell'importanza
di un turismo di qualità, fortemente ancorato alle nostre
risorse e capace di restituire vitalità alle attività
commerciali esistenti». Un punto di debolezza dell'amministrazione
uscente? «Ce ne sono diversi, ma il più rilevante
consiste nella pianificazione territoriale. La lentezza dei lavori
di realizzazione della nuova zona artigianale D2, ad esempio,
è frutto di un errore di valutazione che saranno gli artigiani
a pagare caro, e con loro tutta la città. L'azione
del Comune è stata debole e troppo attendista anche sul
tema del riutilizzo dell'area ex-Italcementi». Un pronostico
sul risultato?. «Speriamo che di fronte alla testimonianza
di un impegno che dura da anni e alle sfide che ci attendono,
molte persone trovino la convinzione e il coraggio di votare
per noi». Cosa promette agli elettori? «Onestà
e trasparenza nelle scelte, coinvolgimento dei cittadini, capacità
di amministrare e nessun interesse personale o di parte».
Perché, in conclusione, votare Domenico Pinto? «Perché
la città ha bisogno di idee che camminino sulle gambe
di donne e uomini capaci, come quelli che si sono candidati con
me. Perché conosciamo bene i problemi e le potenzialità
del nostro territorio. Perché questo è un momento
critico, in cui bisogna avere il coraggio di cambiare per essere
artefici, insieme, di un nuovo corso». (l.a.)
- 25 gennaio
2009 - Messaggero Veneto - Ecopiazzola, finanziata in parte la realizzazione
- Centomila
euro per la realizzazione di un centro per la raccolta differenziata
dei rifiuti: il Comune di Cividale ha appena ricevuto dalla Provincia
di Udine l'assegnazione di un contributo che non coprirà
certo l'intera spesa necessaria per la costruzione della prevista
nuova ecopiazzola (il cui costo è ingente, 690 mila euro),
ma che, comunque, consentirà di avviare un progetto atteso
da tempo. Ad ufficializzare la notizia è l'assessore all'ambiente
Elia Miani: "Un supporto significativo, quello che ci giunge
dall'amministrazione provinciale - commenta -: quanto basta per
poter iniziare, finalmente, i lavori per l'allestimento dell'ecopiazzola.
Ringraziamo dunque la Provincia e auspichiamo, ora, di reperire
ulteriori fondi a sostegno dell'intervento. L'amministrazione
comunale cercherà, da parte sua, una via per coprire almeno
in parte l'importo rimanente, o con l'accensione di un mutuo
o tramite i proventi dell'alienazione di qualche immobile".
Sull'ubicazione del servizio ormai non parrebbero esserci
dubbi: l'area più idonea, a parere della giunta, è
quella del contesto industriale-artigianale, dunque alle porte
della città. Nell'arco di qualche mese, insomma
- il progetto è pronto da tempo -, le attività
dovrebbero partire. Per il momento, e fino a quando non sarà
pronta la nuova ecopiazzola, il servizio di raccolta differenziata
dei rifiuti sarà operativo in una sede provvisoria: a
seguito della chiusura - imposta dai contenuti del decreto ministeriale
8/4/08 - dei due siti preesistenti, quello di Carraria e quello
situato a ridosso della piscina, l'amministrazione ha infatti
attivato un punto di smaltimento per gli ingombranti nell'area
esterna del macello comunale, struttura in disuso da anni. Il
contesto è apparso idoneo risultando già dotato
di alcune delle principali caratteristiche tecniche richieste
dal decreto ministeriale; gli interventi per l'adeguamento dell'ambito
alla sua nuova funzione sono stati effettuati grazie ad un contributo
provinciale e, in parte, con fondi comunali. I lavori sono consistiti,
prevalentemente, nell'individuazione della viabilità interna
e nel posizionamento di un'opportuna segnaletica, nell'asfaltatura
dello slargo e nella realizzazione di un sistema di gestione
delle acque meteoriche e di quelle provenienti dalle zone di
raccolta, carico e scarico dei rifiuti. La gestione del centro
è a cura del Consorzio Smaltimento Rifiuti Bassa Friulana
Spa, che ne garantisce l'apertura nelle giornate di lunedì,
mercoledì e venerdì dalle 13 alle 17 nonché
il sabato, con orario continuato dalle 9 alle 17. (l.a.)
- 5 dicembre
2008 - Messaggero Veneto - Raccolta rifiuti: apre l'ecopiazzola esterna al
macello -
A un paio di mesi di distanza dalla chiusura delle due ecopiazzole
comunali, quella di Carraria e quella situata a ridosso della
piscina - provvedimento conseguente ai dettami del decreto ministeriale
8/4/2008 -, l'amministrazione ha attivato un nuovo sito per la
raccolta differenziata dei rifiuti nell'area esterna del macello
comunale (in via Leonardo da Vinci), struttura in disuso da anni.
Il centro sarà accessibile a partire da domani con i seguenti
orari: lunedì, mercoledì e venerdì dalle
13 alle 17, sabato dalle 9 alle 17. Nelle giornate festive l'ecopiazzola
resterà chiusa; va ricordato, inoltre, che l'accesso al
servizio è consentito ai soli residenti nel Comune di
Cividale. "Questa ecopiazzola - ricorda l'assessore al patrimonio
e all'ambiente Elia Miani - avrà comunque carattere provvisorio:
è infatti nelle previsioni dell'amministrazione la realizzazione
di una struttura più grande, e definitiva, in una zona
che risulta tuttora al vaglio. Abbiamo accantonato l'ipotesi
di Carraria e stiamo valutando l'opportunità di attuare
il progetto nel contesto industriale oppure nella limitrofa area
artigianale, in via di costruzione. Già ora, comunque,
i cittadini possono contare su un servizio valido: per realizzare
il centro di raccolta abbiamo utilizzato, con autorizzazione
della Provincia, 50 mila euro che ci erano stati assegnati dalla
stessa. È stato sistemato il cortile del macello, che
dispone di alcune tettoie, e sono stati posizionati otto containers,
tutti al coperto: vi si potrà conferire ogni tipologia
di materiale di scarto - fatta eccezione per i rifiuti solidi
urbani -, dagli ingombranti al ferro, dal verde al legno, a frigoriferi,
tv, lavatrici eccetera". (l.a.)
- 27 marzo
2008 - Messaggero Veneto - Il primo lotto degli interventi in borgo Brossana
sarà ultimato entro aprile - Piazzetta San Biagio, quasi
conclusi i lavori - Sette grandi cantieri, alcuni dei quali impiantati
da poco, altri ormai prossimi alla fine lavori: tanti risultano
gli interventi pubblici in corso a Cividale, spaziando (per un
importo totale che raggiunge i 14 milioni di euro) dallambito
della viabilità a quello della riqualificazione a livello
di arredo urbano, dal settore degli insediamenti artigianali
fino alledilizia convenzionata e al comparto della sanità.
Un periodo di particolare fermento, insomma, per la città
ducale: varie, naturalmente, le tempistiche delle attività
in essere, ma le opere non dovrebbero comunque protrarsi, in
termini generali, per più di un paio danni a partire
da ora. Tre gli interventi a buon punto, a cominciare dal primo
lotto dellopera di riassetto di piazzetta San Biagio, in
Borgo Brossana, avviata alla fine del 2007 e destinata a concludersi
- in base al cronoprogramma - intorno alla metà di aprile;
procedono senza intoppi pure il rifacimento di piazza Foro Giulio
Cesare, dove si sta realizzando la pavimentazione in pietra piasentina
(la rimozione del cantiere è attesa per il mese di giugno),
e la prima tranche dei lavori per la costruzione di una condotta
fognaria per lo smaltimento delle acque meteoriche in località
Gallo: lo scavo sta interessando, in queste settimane, proprio
larea dellincrocio, la più critica sul percorso
della nuova condotta, ma lattraversamento risulta, ormai,
quasi completato. Gli scavi proseguiranno poi per un ultimo breve
tratto in direzione Rubignacco. Di più recente allestimento
i cantieri in località al Cristo, per la razionalizzazione
del flusso veicolare tramite creazione di una bretella (iniziate
alla fine di gennaio, le opere dovrebbero comunque terminare
entro giugno), e nel complesso dellospedale, per la demolizione
del padiglione di levante, che sarà poi ricostruito per
accogliere la sede del Distretto e un reparto di hospice (8 milioni
di euro la spesa preventivata): la conclusione delle attività
è prevista per la fine del 2009. Non prima dellinizio
del 2009 finiranno i lavori per ledificazione di un ampio
complesso dellAter a Rualis, a completamento del Peep della
frazione: parte del fabbricato rimarrà a disposizione
del Comune, che destinerà tali spazi a funzioni di carattere
pubblico. Ed entro il prossimo anno dovrebbero sorgere
anche i primi capannoni nella nuova zona artigianale, dove in
maggio cominceranno le opere di urbanizzazione, che costeranno
oltre 2 milioni e mezzo di euro. (l.a.)
- 1 marzo
2008 - Messaggero Veneto - Una decina sono però quelle in lista
dattesa per lassegnazione di un lotto La linea dellalta
tensione sarà interrata, loperazione costerà
più di un milione di euro - Zona artigianale per oltre
cinquanta aziende - Partirà a giorni la gara d'appalto
per l'attuazione delle opere di urbanizzazione nella nuova zona
artigianale, che sorgerà su un lotto di ben 500 mila metri
quadri (200 mila dei quali destinati all'edificazione di capannoni)
esattamente di fronte al contesto industriale, sulla statale
54: una ventina le aziende che hanno aderito al bando.Per la
realizzazione di tutte le infrastrutture a servizio del sito
(strade, acquedotto, fognature) sarà necessaria, rendono
noto dalla Confartigianato, una spesa superiore ai due milioni
e mezzo di euro. Proprio nei giorni scorsi, inoltre, si è
deciso di prevedere l'interramento della linea dell'alta tensione,
per "contenere" l'impatto ambientale dell'insediamento.
La variazione di progetto determinerà un costo aggiuntivo
non indifferente, pari a un milione di euro (l'importo per la
costruzione della linea passerà, infatti, da 600 mila
euro a un milione 600 mila), «ma si è ritenuto opportuno
questo investimento - spiegano sempre dalla Confartigianato -
per valorizzare ulteriormente il nuovo ambito produttivo».
Le operazioni di sbancamento e di livellamento del terreno nell'ampia
area destinata ad accogliere la zona artigianale, avviate la
scorsa estate, sono ormai definitivamente concluse: adesso, come
detto, si potrà dunque procedere all'appalto, che sarà
assegnato entro il mese di marzo. E' quindi presumibile che l'intervento
di urbanizzazione possa partire all'inizio di maggio: per portare
a compimento i lavori servirà poi all'incirca un anno.
Per accelerare i tempi, tuttavia, saranno frattanto assegnati
i primi lotti alle aziende che hanno maggiore necessità
di trasferirsi dalla sede attuale: in contemporanea con le opere
infrastrutturali dovrebbero quindi cominciare a sorgere i primi
capannoni, che potranno del resto divenire operativi (nel caso
la loro costruzione fosse particolarmente celere) solo nel momento
in cui saranno terminate in via definitiva le attività
di urbanizzazione. Cinquantuno le ditte che si stabiliranno nel
contesto; ad esse si affianca un'ulteriore decina di imprese
che ha avanzato domanda di insediamento ma che, al momento, risulta
in lista d'attesa. Quanto mai variegata la tipologia produttiva,
«elemento, questo, decisamente positivo», sottolineano
dalla Confartigianato: si spazierà dal campo della lavorazione
del legno al settore metalmeccanico, dal comparto dell'edilizia
a quello della carpenteria; vi saranno anche una ditta (per menzionare
due casi specifici) che realizza pali per le viti e una che costruisce
elementi di legno per la fabbricazione di giochi per bambini.
(l.a.)
- 14 febbraio
2008 - Messaggero Veneto - Lamministrazione vende immobili e ricava
1,6 milioni -
Ammontano a un milione 670 mila euro le previsioni di introito
- per l'anno 2008 - derivanti dalla vendita di immobili comunali:
220 mila euro, come esplicitato nella relazione di bilancio predisposta
dall'assessore Stefano Balloch, sono connessi a procedure di
alienazione avviate già nel corso dell'esercizio 2007,
mentre per quanto riguarda la cifra rimanente si conta di incamerarla
nell'arco dei prossimi mesi. L'argomento sarà comunque
affrontato nel dettaglio in apertura della seduta di consiglio
comunale di lunedì prossimo, 18 febbraio, in virtù
di un'interrogazione sul tema presentata dal consigliere di minoranza
Enrico Minisini: al sindaco Vuga e alla giunta l'amministratore
ha chiesto, infatti, di fornire un elenco dettagliato dei beni
che l'amministrazione è intenzionata a cedere a terzi
per incamerare fondi utili a coprire le spese preventivate per
una serie di opere pubbliche. Per quanto concerne, invece, le
entrate per trasferimento in conto capitale deriveranno, per
un totale di 6 milioni 634 mila euro, da contributi regionali,
di cui 293 mila 500 assegnati in base alla legge regionale 2/83
per interventi in centro storico. Sono inoltre previsti trasferimenti
per ulteriori un milione 324 mila euro circa da parte di altri
enti pubblici: 500 mila euro sono destinati a lavori di asfaltatura
delle strade comunali, 238 mila al progetto del centro intermodale,
150 mila alla sistemazione delle aree di stoccaggio dei rifiuti,
400 mila alla realizzazione di impianti fotovoltaici degli edifici
scolastici (disegno, quest'ultimo, che interesserà tutti
i Comuni dell'Aster di cui Cividale è capofila). Va
sottolineato, inoltre, che è stato riallocato a bilancio
lo stanziamento di 700 mila euro destinato alla nuova zona artigianale,
"stante che le procedure di espropriazione, già previste
nell'esercizio precedente - si sottolinea nella relazione che
accompagna il documento contabile -, sono ancora in fase di completamento".
(l.a.)
- 5 dicembre
2007 - Messaggero Veneto - Vuga: aiuti di Stato, agevolazioni fino al 35%
- Un
risultato importante, che garantirà benefici significativi
alle aziende operanti sul suolo comunale: il sindaco Attilio
Vuga ha accolto con soddisfazione la notizia dell'avvenuta approvazione
- da parte della Commissione europea - della delimitazione dei
territori che potranno usufruire degli aiuti di Stato a finalità
regionale per il periodo compreso fra il 2007 e il 2013, in base
all'elenco fornito dalla Regione, in deroga alla normativa generale.
Diversamente dalle prospettive che si erano delineate all'inizio
dell'anno (e che avevano fatto insorgere l'amministrazione civica)
anche il Comune di Cividale rientra, infatti, nella lista, seppure
limitatamente ad alcune sezioni censuarie - ovvero agli ambiti
direttamente interessati - e, quindi, a livello subcomunale:
«La questione - ricorda il sindaco - si era posta al principio
del 2007, nel momento in cui avevamo saputo che la Regione aveva
escluso Cividale dall'elenco dei territori destinati a ricevere
gli aiuti di Stato, favorendo, nel contempo, altre località
ben più distanti dal confine. Un tanto risultava inaccettabile
considerata la realtà della nostra zona industriale, in
piena attività, e l'imminente realizzazione di una nuova
area produttiva artigianale, destinata anch'essa ad accogliere
un elevato numero di imprese. Le nostre rimostranze fortunatamente
sono andate a buon fine: la lista predisposta dalla Regione è
stata rivisitata e vi sono state inserite, appunto, le sezioni
del Comune interessate dal disegno». Ora, dunque, tale
proposta è stata avallata dalla Commissione europea. «Un
traguardo, per Cividale - ribadisce Vuga -: usufruendo di agevolazioni
differenziate (nella misura del 15, del 25 o del 35%), le aziende
presenti sul territorio comunale potranno infatti ricevere aiuti
significativi; saranno in grado, in questo modo, di reggere meglio
la competizione con la realtà economica della vicina Slovenia,
fortemente avvantaggiata rispetto a noi in quanto beneficia dei
fondi strutturali destinati alle aree dell'Obiettivo 1».
Oltre che per la consolidata realtà della zona industriale
cittadina, il via libera dato alla lista regionale riveste valore
- come accennato - anche per l'area di sviluppo artigianale in
fase di realizzazione lungo la statale 54, proprio di fronte
al contesto industriale: l'ambito accoglierà una settantina
di aziende a carattere produttivo misto, in parte già
operanti sul territorio e in parte di nuovo insediamento.
(l.a.)
- 20 novembre
2007 - Messaggero Veneto - Zona artigianale: partono le opere di urbanizzazione
- Procedono
secondo la tempistica stabilita i lavori per la creazione della
nuova zona artigianale di Cividale, che accoglierà, su
una superficie complessiva di ben 500 mila metri quadrati - affacciata
sulla statale 54, esattamente di fronte al contesto industriale
-, oltre 70 aziende a carattere produttivo misto. Le opere di
movimentazione e livellamento del terreno, avviate all'inizio
del mese di giugno, sono ormai terminate, in linea con i programmi.
Conclusasi, dunque, la fase dello sbancamento si potranno appaltare,
adesso, gli interventi di urbanizzazione primaria, quelli, cioè,
mirati alla realizzazione delle condotte idriche e fognarie,
degli impianti elettrici e telefonici, degli allacciamenti del
gas, oltre che, naturalmente, della rete stradale a servizio
dell'area. «I lavori per la predisposizione di tutte le
infrastrutture necessarie - rendono noto dal Consorzio artigiani,
organismo costituito, negli anni scorsi, proprio in funzione
del progetto del nuovo sito produttivo - partiranno a breve,
al massimo in gennaio». Le operazioni richiederanno all'incirca
un anno di attività, e dovrebbero concludersi, quindi,
entro il 2008. Nel frattempo, come anticipato nei mesi scorsi
dal Consorzio, alcuni lotti verranno comunque assegnati alle
aziende che hanno maggiore urgenza di trasferirsi nella zona
artigianale dalla loro sede odierna: le opere di urbanizzazione
procederanno dunque di pari passo con la costruzione dei primi
stabilimenti; i capannoni, chiaramente, potranno poi divenire
operativi - nel caso fossero pronti in anticipo rispetto al termine
dei lavori d'urbanizzazione - solo nel momento in cui questi
ultimi risulteranno ultimati in via definitiva. Dei 500 mila
metri quadri della futura zona artigianale 200 mila sono stati
riservati alle aziende; l'area sarà poi attorniata, per
un'estensione complessiva di 100 mila metri quadrati, da fasce
sistemate a verde. Più di 70, come detto, le ditte che
si insedieranno nel sito: parecchie di esse sono già operative
in altri contesti del territorio comunale, ma vi saranno anche
diverse new entry. Alle imprese, che spazieranno dal comparto
industriale/artigianale a quello commerciale, si affiancherà
però anche un centro servizi, il quale sorgerà
proprio nel cuore della zona produttiva, che dovrebbe assolvere
un ruolo importante pure sotto il profilo delle politiche turistiche,
configurandosi come un primo punto di riferimento per i visitatori
che raggiungono la città da Udine; completeranno il quadro
istituti di ricerca e centri di istruzione professionale. (l.a.)
- 17 luglio
2007 - Messaggero Veneto - Zona artigianale, via agli scavi su 500 mila metri
quadrati - Stanno
procedendo a pieno ritmo i lavori di sbancamento nell'ampia area
destinata ad accogliere la nuova zona artigianale di Cividale,
che occuperà - esattamente di fronte al contesto industriale
cittadino - un lotto dell'estensione di ben 500 mila metri quadri:
partite all'inizio di giugno, le attività di scavo e preparazione
del terreno si sono estese, ormai, all'intero ambito, dalla rotonda
di località Tre Pietre fino, all'incirca, al sottopassaggio
situato all'ingresso della città. Dei 500 mila metri quadri
citati, 200 mila sono riservati all'edificazione di capannoni;
100 mila saranno sistemati a verde. É previsto l'insediamento
di oltre 70 aziende a carattere produttivo misto (industriale/artigianale,
cioè, e commerciale), di servizi, istituti di ricerca
e anche di centri di istruzione professionale. Nata su impulso
di una cinquantina di imprenditori locali, che negli anni scorsi
si erano costituiti in Consorzio e che avevano caldeggiato l'individuazione,
da parte del Comune, di un sito idoneo a ospitare sia aziende
già operanti sul territorio ma intenzionate a espandersi
sia, appunto, nuove attività produttive, la futura zona
artigianale è stata recentemente definita dalla sezione
cividalese della Confartigianato "il più importante
intervento di iniziativa privata effettuato, nel settore, a livello
regionale". L'attuazione del piano sfocia da un iter lungo
e complesso, andato a buon fine grazie al consenso e all'appoggio
dell'amministrazione e di istituti di credito. Il progetto, che
porta la firma dell'architetto Giorgio Cacciaguerra e dell'ingegner
Guido Frossi, riserva dunque un settore del lotto a imprese che
attualmente operano in altri ambiti comunali (in molti casi in
condizioni disagiate e di precarietà), mentre gli spazi
rimanenti registreranno l'insediamento di nuove attività,
molto diversificate fra loro. Il cuore della zona produttiva
accoglierà un centro servizi, che - questi, almeno, gli
auspici - potrà rivestire un ruolo significativo anche
sotto il profilo delle politiche turistiche, presentandosi come
un primo punto di riferimento e di accoglienza per i visitatori.
Grande attenzione è stata riservata alla definizione delle
fasce verdi, che faranno da cornice - per una superficie complessiva
di quasi 100 mila metri quadri - all'intero contesto. Attesa
e sollecitata da anni, come detto, dalle categorie produttive
del posto, la nuova zona artigianale dovrebbe favorire importanti
sviluppi, a livello locale, sotto il profilo occupazionale. (l.a.)
- 7 giugno
2007 - Il Gazzettino - al via i lavori a Cividale su 500 mila metri quadrati.
- Iniziati
i lavori per la realizzazione di una nuova zona artigianale che
si realizzerà alle porte della città. L' intervento
è portato avanti dal "Consorzio artigianato e piccole
imprese Cividale " su di un'area di 500 mila metri quadrati
di estensione e con la possibilità di copertura di 200
mila metri quadrati di capannoni e può definirsi il più
importante intervento regionale di iniziativa privata nel settore,
permettendo l'insediamento di oltre 70 aziende a carattere misto
produttivo industriale/artigianale e commerciale, di servizi,
istituti di ricerca, scuole e centri di istruzione anche professionale.Una
parte dell'area sarà occupata da aziende che attualmente
sono insediate sul territorio comunale e in molti casi si trovano
ad operare in condizioni precarie e disagiate; il rimanente da
nuove iniziative con attività molto diversificate tra
di loro. «L'iter burocratico non è stato semplice-spiega
il Consorzio- fondamentale è stato comunque il consenso
e la solidarietà dell'amministrazione Comunale di Cividale
, la disponibilità degli Istituiti di Credito, la capacità
tecnica e professionale dei progettisti Giorgio Cacciaguerra
e Guido Frossi, dei collaboratori ed in modo particolare la fiducia
dei soci». L'area è divisa in comparti in cui troveranno
collocazione attività tra di loro omogenee e funzionali;
la parte centrale dell'area è destinata alla creazione
di un complesso con funzione di centro servizi che potrà
essere anche di supporto al flusso turistico verso la città.
Grande importanza nella realizzazione è stata data agli
spazi riservati al verde che con una superficie di quasi cento
mila metri quadri, farà da cornice all'intero complesso.Questa
iniziativa, che si inserisce in piena sintonia nel contesto del
nuovo piano regolatore comunale insieme alle previste nuove zone
direzionali, commerciali e abitative, darà in importante
contributo allo sviluppo armonico della città. Durante
la recente assemblea dei soci, alla quale ha partecipato anche
il sindaco Attilio Vuga, il presidente del Consorzio Mario Laurino
ha fatto una precisa analisi del percorso che ha permesso una
così importante realizzazione. Ha evidenziato inoltre
come la mancata approvazione da parte della Regione di tutta
una serie di viabilità previste nel nuovo piano regolatore
di Cividale , sarà purtroppo di freno allo sviluppo della
zona. Il sindaco di Cividale nel suo intervento all'assemblea
degli imprenditori, ha ribadito che la realizzazione della nuova
zona, fortemente voluta dall'amministrazione comunale, sarà
di grande importanza per il futuro della città ducale
e permetterà di dare il giusto spazio alle aziende che
vogliono crescere incrementando in modo significativo l'occupazione.
(c.v.)
- 4 dicembre
2005 - Messaggero Veneto - Via libera dal Consiglio comunale alla zona artigianale
- Quindici
voti a favore (la maggioranza e il gruppo d'opposizione Cittadini
per il presidente), due astenuti (Enrico Minisini e Cesare Costantini,
della lista "Cividale per l'Ulivo") e un voto contrario,
quello di Domenico Pinto, di Rinascita-Prc: la variante urbanistica
per la realizzazione della nuova zona artigianale di Cividale,
che sorgerà di fronte all'attuale zona industriale, sulla
statale 54, ha concluso il suo iter, mercoledì, con l'approvazione
definitiva da parte del Consiglio. "Non era stata presentata
alcuna osservazione" ha ricordato il vicesindaco assessore
all'urbanistica Mario Strazzolini, sottolineando come la scelta
di procedere tramite variante abbia giocato a favore della tempistica
del progetto, che l'amministrazione teneva a concretizzare quanto
prima per dare una risposta rapida alle pressanti richieste del
Consorzio artigiani e piccole imprese. "Se avessimo aspettato
la redazione della variante generale del Prgc - ha evidenziato
l'assessore - si sarebbe dovuto attendere ancora molto per attuare
il disegno". Ora il piano particolareggiato sarà
trasmesso alla Regione, che nell'arco di un paio di mesi dovrebbe
pubblicarlo sul Bur. L'area interessata dal progetto ha un'estensione
di 50 ettari, sui quali si interverrà in due lotti, nell'arco
di una decina d'anni. Quaranta, complessivamente, le aziende
che vi troveranno spazio. "Questa approvazione dà
il via a un processo di insediamento che potrà rappresentare
una grande ricchezza per la nostra zona e non solo", ha
commentato il capogruppo dell'Udc Gianni Cortiula, raccomandando
che si presti attenzione "a un utilizzo pieno e funzionale
dei lotti nonché all'arredo urbano del contesto, alle
porte di Cividale". Nel corso dell'assemblea si è
proceduto anche all'approvazione dell'assestamento generale del
bilancio: sempre Cortiula e, quindi, il sindaco Vuga hanno posto
in evidenza, al riguardo, "lo scarsissimo numero di variazioni,
appena quattro, compresa la manovra di assestamento"; indice,
questo - hanno rimarcato -, "della correttezza di impostazione
del documento contabile". Il Consiglio si riunirà
nuovamente martedì 6 dicembre, alle 19, in via d'urgenza
- come annunciato dal primo cittadino in apertura della seduta
-, per procedere all'esame di una proposta pervenuta dalla Cassa
depositi e prestiti e relativa alla rivisitazione dei tassi di
interesse. (l.a.)
- 19 novembre
2005 - Messaggero Veneto - Nuova
area artigianale per 40 aziende -
E' arrivato al capolinea l'iter della variante urbanistica per
la realizzazione della nuova zona artigianale che sorgerà
- affacciata sulla statale 54 - esattamente di fronte all'attuale
zona industriale. Venerdì, infatti, l'assemblea civica
procederà all'approvazione definitiva del piano particolareggiato,
adottato nei mesi scorsi. "Non sono pervenute osservazioni
- spiega l'assessore all'urbanistica Mario Strazzolini -, e adesso,
pertanto, il Consiglio è chiamato ad approvare la variante.
"La scelta di predisporre quest'ultima senza aspettare la
redazione della variante generale allo strumento urbanistico
è stata dettata dalle urgenze manifestate dal settore
manifatturiero: alle necessità del Consorzio dell'artigianato
e delle piccole imprese volevamo dare una risposta rapida e,
operando come si è fatto, ci siamo riusciti. Non avendo
collegato il progetto al nuovo Prgc, infatti, abbiamo accelerato
le operazioni e siamo, ormai, in grado di poter partire con l'intervento;
qualora, invece, si fosse deciso di attendere l'entrata in vigore
della variante generale, i tempi sarebbero risultati ben più
lunghi". La prossima tappa consisterà - subito dopo
l'approvazione in Consiglio - nella trasmissione del piano particolareggiato
alla Regione, che lo pubblicherà sul Bur, presumibilmente
nell'arco di un paio di mesi. Si potrà, quindi, avviare
le attività. Due i lotti previsti, dieci, complessivamente,
gli anni preventivati per giungere al completamento di tutte
le opere di urbanizzazione in programma. L'area destinata all'insediamento
delle imprese artigiane ha un'estensione di 50 ettari; vi troveranno
spazio 40 aziende (tante sarebbero le richieste avanzate dalla
categoria): oltre ad esse, il sito ospiterà anche un centro
servizi in cui saranno ubicati uffici, una sala conferenze a
disposizione delle ditte, attività di tipo commerciale
e la sede del Consorzio. L'ambito sarà servito da una
rete stradale composta di una viabilità di struttura che
si snoderà lungo il confine sud del comparto con una strada
larga otto metri, con tre rotatorie e marciapiedi (oppure una
pista ciclabile) alberati; il sistema viario progettato prevede
un allacciamento alla statale 356 sul versante est, ulteriori
collegamenti a sud - verso una zona attualmente agricola -, a
ovest, nel territorio comunale di Premariacco, e infine a nord,
verso l'interno dell'area artigianale. Alla viabilità
di struttura se ne affiancherà poi una di servizio, che
risulterà composta da un asse centrale - destinato a svilupparsi
su due carreggiate a senso unico, separate da una fascia verde
-, da strade a servizio, appunto, delle varie aziende e da due
allacciamenti di accesso all'area, che verranno realizzati in
corrispondenza delle due rotatorie esistenti sulla statale 54.
A margine delle viabilità strutturale o di servizio verranno
inoltre costruiti - in posizione funzionale alla circolazione
e agli accessi ai lotti - dei parcheggi pubblici. (l.a.)
- 21 ottobre
2005 - Il Gazzettino - Cividale, spazio a quaranta aziende - Il consiglio
si prepara a varare la nuova area artigianale, in novembre il
voto - Si
realizzerà una zona artigianale alle porte della città.
Nel prossimo consiglio comunale, previsto per il mese di novembre,
verrà, infatti, approvato il piano particolareggiato del
piano regolatore che prevede la realizzazione di tale zona nell'area
pianeggiante situata ad ovest della città e delimitata
a nord dalla statale 54, ad est dalla statale 356, a sud dalla
strada Vicinale e ad ovest dalla strada comunale di confine tra
i Comuni di Cividale e Premariacco. L'area ha una superficie
complessiva di circa 50,9 ettari e ospiterà 40 imprese
artigiane. Il futuro intervento rappresenta la risposta del Consorzio
artigianato e piccole imprese alla necessità di insediare
nuove attività nel comprensorio comunale e di stimolare
la creazione di un'ampia zona per ospitare aziende esistenti
che hanno ormai saturato gli spazi a disposizione delle "zone
artigianali di completamento", tanto da non poter potenziare
la propria attività a ridosso di centri abitati o aree
protette.«La scelta di procedere con una variante specifica
per questo argomento -commenta il vicesindaco Mario Strazzolini-
è stata dettata anche dalla necessità di far decollare
quanto prima la zona artigianale. Tale iter preferenziale permetterà
all'amministrazione di approvare il piano particolareggiato,
rispetto al quale non ci sono state osservazioni, nel prossimo
consiglio comunale di novembre. I passi successivi saranno la
trasmissione dell'atto alla Regione, la pubblicazione sul Bur,
dopodiché il Consorzio Artigianato e Piccole Imprese potrà
presentare il progetto esecutivo del primo lotto».Il progetto
infatti prevede la realizzazione della zona artigianale in due
lotti. Il complesso, accanto agli edifici riservati alle aziende
artigiane, sarà dotato di un centro servizi con uffici,
sala conferenze per le attività di aggiornamento e di
pubblicizzazione delle ditte, la sede del consorzio, attività
di tipo commerciale. I numerosi interventi comporteranno inoltre
l'esecuzione di opere stradali composte da una viabilità
di struttura che si snoderà lungo il confine sud del comparto
dotata di tre rotatorie, marciapiedi o pista ciclabile alberati
ai lati, con allacciamento alla statale 356 sul versante est
e altri collegamenti a sud, a ovest nel territorio di Premariacco
e a nord. Accanto alla viabilità di struttura è
prevista la viabilità di servizio composta da un asse
centrale che si svilupperà su due careggiate a senso unico,
separate da un'area verde, da strade di servizio e da due allacciamenti
di accesso alla zona. Il progetto prevede inoltre la realizzazione
di parcheggi pubblici, lo spostamento dell'attuale linea ad alta
tensione, la costruzione di una rete fognaria, la sostituzione
dell'attuale conduttura di gas ad alta tensione con allacciamento
alla rete esistente nella vicina zona industriale. Si realizzeranno
inoltre una nuova rete idrica, la rete telefonica, aree verdi.
I tempi di esecuzione dell'intero progetto sono di circa dieci
anni. (c.v.)
14 febbraio
2004 - Messaggero Veneto - Il
consiglio comunale ha dato il via libera alla variante 28 - Si
amplia la zona artigianale -
La variante numero 28 al Piano regolatore generale comunale,
relativa alla creazione di una nuova area d'insediamento produttivo,
è stata approvata, previa introduzione di alcune modifiche
conseguenti a determinate riserve avanzate dalla Regione. Il
provvedimento è stato preso dal consiglio cividalese,
con quindici voti favorevoli, in occasione dell'ultima seduta.
L'individuazione di un sito in cui dar vita a una zona artigianale
- come ha ricordato, nel proprio intervento, il sindaco Vuga
- era da tempo sollecitata da varie aziende e imprenditori del
territorio: proprio per tale motivo, essa rappresenta - ha rimarcato
il primo cittadino - l'esito di una "precisa e importante
scelta politica dell'amministrazione". Scelta che, del resto,
non risulta condivisa da tutte le forze rappresentate in consiglio:
particolarmente critico sulla questione si è sempre dimostrato
Domenico Pinto (lista Rinascita-Prc), ma perplessità in
rapporto al futuro ambito di insediamento - destinato a sorgere,
come noto, esattamente di fronte alla zona industriale - erano
state sollevate, in più circostanze, pure dagli esponenti
della lista Cividale Insieme, Enrico Minisini e Mauro Pascolini.
In causa era stato chiamato, ad esempio - volendo ricordare solo
uno degli aspetti evidenziati dall'opposizione -, il forte impatto
visivo che avrà il contesto, ubicato, appunto, proprio
all'ingresso della città. Ora, comunque, il capitolo si
è chiuso. La variante numero 28 era stata adottata dal
Consiglio lo scorso aprile. Poco tempo più tardi l'amministrazione
ne aveva trasmesso avviso alla Direzione regionale della pianificazione
territoriale di Udine; in settembre, l'avviso di adozione era
apparso sul bollettino ufficiale della Regione. Verso la fine
del mese la documentazione era stata depositata presso la segreteria
comunale, dove è rimasta - per il tempo previsto dalle
normative vigenti in materia - a disposizione di chiunque fosse
interessato a prenderne visione. L'ambito prescelto per la realizzazione
della nuova zona artigianale era stato ritenuto il più
idoneo allo scopo e il più funzionale per diversi motivi:
in considerazione - come evidenziato più volte in sede
di consiglio comunale - erano stati presi sia l'estrema vicinanza
all'undicesima zona industriale, sia il fatto che gli spazi in
oggetto sono ben serviti dalla viabilità (potendo contare
sulla statale 54, sulla 356, sulla nuova provinciale che collega
al Comune di Premariacco). (l.a.)
- 26 ottobre
2003 - Messaggero Veneto - Area artigianale:
entro dicembre il via libera definitivo - Avverrà entro il 2003, probabilmente, l'approvazione
definitiva della variante numero 28 al Prg relativa alla creazione
di una nuova area d'insediamento produttivo adottata dall'assemblea
civica nella seduta del 17 aprile scorso. In giugno l'amministrazione
del sindaco Vuga ne aveva trasmesso avviso alla Direzione regionale
della pianificazione territoriale. La documentazione è
attualmente depositata nella segreteria comunale, dove rimarrà
fino al 4 novembre: questo perché chiunque fosse interessato
abbia modo di prenderne visione e possa eventualmente formulare
le proprie osservazioni. L'iter, insomma, starebbe per concludersi.
Si procederà appunto - qualora ce ne siano - all'esame
delle segnalazioni avanzate e «come ultima tappa - spiega
l'assessore Daniela Bernardi -, il progetto dovrà essere
ridiscusso in sede di Consiglio comunale, per poter approdare
all'approvazione definitiva. Ritengo, e mi auguro, che ciò
avvenga nell'ultima seduta del 2003». Secondo i programmi,
pertanto, fra un paio di mesi la creazione della zona artigianale
dovrebbe avere il via libera. L'ampio sito prescelto si trova
esattamente di fronte all'attuale zona industriale cittadina:
il futuro polo d'insediamento sarà separato da quello
già esistente, dunque, dalla statale Udine-Cividale. L'ambito
- la cui individuazione si era rivelata da tempo necessaria,
per rispondere a un'esigenza manifestata da aziende e imprenditori
- era stato ritenuto il più idoneo e il più funzionale
allo scopo per diversi motivi: erano stati presi in considerazione
sia l'estrema vicinanza all'undicesima zona industriale, sia
il fatto che gli spazi sono ben serviti dalla viabilità,
potendo contare sulla statale 54, sulla 356, sulla nuova provinciale
che collega al Comune di Premariacco e pure su un vicinissimo
scalo ferroviario. All'epoca dell'adozione della variante la
minoranza aveva espresso perplessità, a cominciare dall'impatto
visivo della futura realtà; era stato contestato, inoltre,
il fatto che il Consiglio fosse stato chiamato ad approvare una
variante di notevole importanza quando ancora non si dispone
del nuovo strumento urbanistico, attualmente in fase di redazione.
(l.a.)
- 1 luglio
2003 - Gazzettino - Monai,
eletto a Trieste, lascia il consiglio e bacchetta lamministrazione
- Carlo
Monai non farà più parte del consiglio comunale.
L'ormai ex consigliere, capogruppo della lista "Ora si lavora"
ha consegnato le sue dimissioni nel corso della riunione del
consiglio comunale che si è tenuta venerdì pomeriggio.
Il nuovo capogruppo è Paolo Moratti. L'avvocato ha rinunciato
al suo incarico per potersi dedicare in modo esclusivo al suo
nuovo ruolo: «Essendo stato eletto al consiglio regionale
- si legge nella prima parte della lettera di dimissioni consegnata
al consiglio - mi accingo ad assumere questo nuovo impegno a
favore della comunità regionale, non senza farmi portavoce
delle istanze di crescita e di rinnovamento della nostra Cividale
e del suo mandamento». L'ex consigliere comunale ha scelto
di dedicarsi al suo nuovo impegno. Nella lettera di dimissioni
ricorda però che in questi tre anni, con i colleghi, ha
favorito e condiviso importanti traguardi, "come l'acquisto
dell'ex convento delle Orsoline perché sia dedicato a
sede universitaria". Ed altri obiettivi raggiunti, come
"la realizzazione della nuova zona artigianale; l'elaborazione
dello statuto comunale; la tutela delle componenti linguistiche
minoritarie friulana e slovena". Ma ci sono anche
dei rimpianti, come quello di non essere stati sufficientemente
ascoltati, da parte dell'amministrazione, "in merito ad
altri importanti nodi irrisolti o mal risolti, quali il potenziamento
dei servizi sociosanitari ed una migliore gestione della Casa
per anziani". All'avvocato dimissionario subentrerà,
in consiglio comunale, Claudio Diacoli, che prenderà il
posto dell'avente diritto Giovanni Sale.
- 21 maggio
2003 - Gazzettino -
Zona artigianale - Rifondazione attacca Monai e il Consorzio
per la variante al piano regolatore - Non ci sta proprio, la Lista Rinascita-Prc,
ad accettare la recente variante (la 28) al Piano regolatore
generale approvata dal consiglio comunale, che dà il via
libera alla costruzione della zona artigianale a Cividale . «Cinquantun
ettari circa di terreno, di fronte alla già esistente
zona industriale, sono stati così riaccatastati, acquisendo
un nuovo valore commerciale, nel passaggio da terreno agricolo
semplice alla tipologia attuale, indicata come D2 - sottolinea
il consigliere Domenico Pinto della Lista Rinascita-Prc - La
variante approvata va incontro a delle precise esigenze economiche».
L'accusa di Pinto è rivolta in particolare al consigliere
Carlo Monai, che "fa parte del consiglio di amministrazione
del Consorzio Artigiano che aveva già acquistato, sulla
base dei prezzi di mercato per il terreno agricolo, almeno 40
dei 51 ettari". «Il fatto sconvolgente -continua -
è che il provvedimento sia stato approvato quasi all'unanimità,
con solo il mio voto contrario. Se qui esiste l'interesse generale,
e bisogna dimostrare che ci sia, nasce dalla convergenza di molti
interessi particolari».«Si tratta solo di una polemica
sterile - risponde Monai - Il Consorzio non ha fini di lucro:
è nato con lo scopo di favorire lo sviluppo delle attività
artigianali, per dare sviluppo economico alla città».
L'area in discussione, fa sapere il consigliere, era già
stata precedentemente messa in salvaguardia con un provvedimento
comunale. Per cui, quando il Consorzio ha acquistato i circa
40 ettari, era già stata decisa la destinazione del terreno.
«Tutte le operazioni sono state fatte in modo assolutamente
trasparente e il Consorzio garantisce la regolarità di
tutte le compravendite, escludendo qualsiasi fenomeno speculativo.
Inoltre ci tengo a precisare che per il mio incarico di consigliere
di amministrazione non ricevo alcun compenso - dice Monai - Vorrei
poi chiedere a chi mi rivolge queste infondate accuse se ha delle
proposte migliori riguardo alla scelta di un'area da destinare
ad attività artigianali». (f.p.)
- 19 aprile
2003 - Gazzettino - Zona
artigianale varata in Consiglio - Il consiglio comunale ha approvato,
con 15 voti favorevoli, 2 astenuti e uno contrario, la variante
28 che dà il via libera alla costruzione della nuova zona
artigianale a Cividale . «Un'area di 50,9 ettari, vicina
alla zona industriale, servita da un buon sistema di viabilità»,
così la descrive l'architetto Paolo Patris, uno dei due
professionisti incaricati di redigere il nuovo Piano regolatore
generale. «L'adozione di questa variante, si è resa
necessaria per far fronte alla numerose richieste di nuovi insediamenti
di aziende artigiane nel nostro Comune - ha precisato Mario Strazzolini,
assessore all'urbanistica e ai lavori pubblici - La zona, che
si trova a sud ovest di Cividale , è situata a lato della
statale 54 che porta ad Udine, tra le due rotonde. La scelta
dell'area era già stata condivisa precedentemente dal
consiglio comunale: nella seduta del 7 settembre del 2001 era
stata infatti approvata la messa in salvaguardia del territorio».
La zona scelta, che si trova di fronte all'area industriale,
costeggiata dalle strade statali 54 e 356 e dalla provinciale
che porta a Premariacco, consentirà di accorpare in un
unico punto del territorio le attività produttive comunali.
Grazie all'approvazione della variante, l'area si trasforma da
zona agricola normale ad area destinata ad insediamenti produttivi.Una
modifica, questa, che dovrebbe influire significativamente sulla
realtà economica del cividale se, come ha specificato
nel suo intervento l'assessore alle attività produttive
Daniela Bernardi: «Finalmente Cividale destinerà
parte del suo territorio ad una realtà importante come
quella artigianale, che potrà esprimere adeguatamente
le sue potenzialità. Per la nostra cittadina questo significherà
una notevole spinta economica». Dopo la presentazione del
progetto da parte dei professionisti incaricati, si è
aperta la discussione. Il consigliere Carlo Monai è stato
il primo a prendere la parola. Ha dichiarato la sua astensione
dal voto, motivata dal fatto che, facendo egli parte del Cda
del consorzio che ha acquistato parte del terreno incluso nell'area
facente parte della variante in oggetto, non poteva partecipare
ad una votazione su un argomento in cui aveva un interesse personale.
Gli altri consiglieri di minoranza hanno espresso alcune perplessità
soprattutto nei confronti dell'impatto paesaggistico che verrà
causato dalla nuova area artigianale, situata all'ingresso della
città ducale, in una zona già paesaggisticamente
"rovinata" dalla presenza dei capannoni dell'area industriale.
L'intervento più critico è stato quello del consigliere
Domenico Pinto, della lista "Rinascita-Prc", che ha
attaccato un certo modo di "fare politica" e ha espresso
il suo voto negativo, così motivato: «Mi sembra
che in questa sede l'interesse generale sia stato messo da parte
a favore di interessi particolari già precostituiti».
Accuse respinte direttamente dal sindaco Attilio Vuga, che ha
messo in luce come la creazione di una zona produttiva artigianale
sia un intervento vantaggioso per l'intera comunità. (f.p.)
- 18 aprile
2003 - Messaggero Veneto - Area artigianale di 51 ettari lungo la statale
- Con
un voto contrario e due astensioni, il Consiglio comunale cividalese
ha approvato ieri la variante numero 28 al Piano regolatore,
relativa all'individuazione di una nuova area di insediamento
produttivo. Redatta dagli architetti Marcello Rollo e Paolo Petris,
la scrittura individua nella zona a sud dell'attuale area industriale
il sito deputato ad accogliere il futuro contesto artigianale.
In seguito a un'indagine la scelta era caduta su quel sito per
l'estrema vicinanza all'undicesima zona industriale e per il
fatto che tali spazi risultano ben serviti dalla viabilità,
potendo contare sulla statale 54, sulla 356 e sulla nuova provinciale
che collega a Premariacco, ed essendo prossimi allo scalo ferroviario.
L'area in questione, attualmente agricola, si estende su una
superficie di 50,9 ettari. "Per mitigare al massimo l'impatto
visivo-ambientale - hanno spiegato i professionisti -, lungo
la statale 54 è stata prevista un'ampia fascia di verde,
che copre il 14% dell'area complessiva. Le altezze degli edifici,
inoltre, sono state calibrate in maniera diversificata".
Il fronte strada, sulla 54, sarà così interessato
da strutture non più alte di 6 metri e mezzo, e dunque
con non più di due piani.
Procedendo verso l'interno, poi, le proporzioni potranno divenire
maggiori. Si è pensato di realizzare dei movimenti sul
terreno, come delle piccole dune, per rimediare all'inconveniente
dei dislivelli che il sito presenta. A sud dell'area dovrebbe
sorgere un viale alberato; il 6% del contesto verrà riservato
a servizi e attrezzature. Sono stati programmati due lotti: il
secondo potrà partire solo quanto le opere del primo saranno
state completate per il 70%.
Dalla minoranza, perplessità sono state espresse circa
il possibile impatto della futura realtà e circa l'esigenza
di apportare rettifiche al terreno; non si è mancato di
polemizzare sul fatto che il Consiglio sia stato chiamato ad
approvare una variante di notevole importanza quando ancora non
si dispone del nuovo piano regolatore, né ci si è
trattenuti - pensando alla "distribuzione" dei terreni
- dal lanciare un monito "a non prestare il fianco a speculazioni".
(l.a.)