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dossier sanità

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ospedale di Cividale:
non c'è un piano industriale

Intervista a Stefano Pustetto – 5 ottobre 2009

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Redazione: poche settimane fa si è parlato in Consiglio comunale di un importante investimento della Regione (20 milioni di Euro, di cui 10 milioni immediatamente disponibili) a favore della struttura ospedaliera di Cividale. Possiamo interpretare questo fatto come l'avvio di una inversione di tendenza per il nostro ospedale?
Stefano Pustetto:
credo proprio di no, anche perché, al punto in cui siamo, investire denaro pubblico in questa struttura non garantisce nulla di nuovo e di diverso per il futuro. Se da un lato si prevede la demolizione di buona parte dell'ala che attualmente ospita le mediche, la RSA e gli ambulatori e la realizzazione di una nuova ala sul lato sud dell'attuale edificio, dall'altra non c'è un idea sul futuro di questo ospedale. Manca, come si dice in gergo, un piano industriale.

Red.: vuoi dire cioè che il futuro dell'ospedale è ancora incerto?
S.P.:
un ospedale deve avere una medicina, la RSA, la riabilazione, il laboratorio di analisi, la dialisi, ma non può reggere senza un minimo di area chirurgica funzionante. In queste condizioni l'ospedale di Cividale non può funzionare nemmeno coma luogo in cui avvicinare a casa il paziente dopo un intervento a Udine. Senza un chirurgo presente in modo non accidentale come si fa a seguire un malato? Si pensa di far fare loro, ad ogni piccolo problema, un tour Cividale-Udine e ritorno? Se è così bisogna pensare al potenziamento del servizo ambulanze. E poi credo sia noto che le mediche sono rimaste a Cividale solo perché l'ospedale di Udine, attualmente, non è in grado di reggere i carichi di lavoro che gravano su di essa.

Red.: i nuovi lavori per l'ospedale di Cividale prevedono la realizzazione di un primo lotto con polo tecnologico e sale chirurgiche. Quindi il problema che tu poni dovrebbe essere superato, ...
S.P.:
con investimenti ben più modesti di quelli prospettati dalla Regione si potevano risitemare le attuali sale chirurgiche e con una seria organizzazione del lavoro e del personale si potevano realizzare anche 4 mila interventi di piccola chirurgia l'anno. Non credo sia questa la volontà di chi amministra la Sanità in Regione.

Red.: ma allora che senso ha investire nell'ospedale di Cividale?
S.P.:
il vero affare è ormai diventato costruire di tutto, usando tutto il denaro pubblico a disposizione. Poi al cosa fare di questa o quell'opera ci si penserà in un secondo tempo. Il nuovo ospedale di Cividale pottrebbe fare la fine di quello di Cormons il cui ospedale appena realizzato è stato chiuso. Vista la linea di condotta sul welfare dell'attuale ministro Sacconi mi sembra concreta la possibiltà che il pubblico possa dismettere alcuni settori della sanità e in questo senso non escluderei a priori che l'ospedale di Cividale possa essere gestito in futuro da privati. D'altronde già Illy in Friuli si è incamminato su questa strada nel momento in cui ha reso possibile che molta diagniostica (TAC, radiografie, ecografie, ...) venga fatta in strutture convenzionate.

Red.: cosa è canmbiato nella sanità con l'attuale Giunta Regionale?
S.P.:
mentre le grandi decisioni vengono assunte in Giunta o direttamente da Tondo, in III commissione non si riesce ad andare oltre a discussioni su dettagli di scarso rilievo. Manca nelle sedi istituzionali e nella società un dibattito politico serio su sanità e welfare; è più facile scaricare su extracomunitari le difficoltà del sistema che prendere provvedimenti seri di ampio respiro che garantiscano l'universalità del diritto alla salute e colpiscano centri di potere, di spesa e di spreco. Nel complesso in questi 2 anni la Sanità regionale è cambiata poco: qualche miglioramento modesto nelle liste d'attesa, solite difficoltà per il personale dipendente, solito giro di manager, tagli mascherati da esigenze di razionalizzazione, ...
Se poi diamo retta ad alcune voci che girano in Regione, c'è la seria possibilità che il nuovo piano sanitario prepari la chiusura definitiva di alcuni piccoli ospedali. Nulla di ufficiale, ma, visti i tempi che corrono, non credo si sia lontani dalla realtà.
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