-

dossier sanità

-

ospedale di Cividale:
è proprio salvo?

intervista al dr. Stefano Pustetto

-

--
Non è male parlare della situazione dell'Ospedale di Cividale, specie ora che, a parere di qualcuno, tutto sembra essersi risolto nel migliore dei modi con la sua unione all'Ospedale di Udine. Noi non siamo convinti che l'ospedale sia salvo, anzi temiamo che i continui richiami alla necessità di ridurre la spesa sanitaria, gli inviti che si odono da più parti per una corretta applicazione della legge di riforma della sanità regionale, le frequenti e non disinteressate celebrazioni delle due facoltà di Medicina in regione (vera idrovora di finanziamenti) altro non siano che degli espedienti per preparare la chiusura definitiva della struttura di Cividale. Nei giorni scorsi abbiamo intervistato il dr. Stefano Pustetto e a lui abbiamo chiesto di fare il quadro della situazione; nelle righe seguenti i momenti, a nostro avviso più significativi del lungo colloquio sui temi della Sanità a Cividale.

intervista a cura della redazione del sito - 28 giugno 2001

Redazione: l'unione dell'ospedale di Cividale con l'ospedale di Udine è cosa fatta (sotto San Daniele rimangono oramai solo i ginecologi, il pediatra, la dialisi e la fisioterapia) e crediamo sia già possibile delineare un quadro della situazione dell'ospedale ...
Stefano Pustetto:
formalmente l'unione con l'ospedale civile di Udine si è realizzata, ma questo fatto non ha prodotto alcun miglioramento evidente della qualità del servizio e non ha aperto alcuna prospettiva significativa per l'ospedale di Cividale. Già a suo tempo avevamo affermato che l'unione con Udine poteva essere una occasione importante per Cividale, ma era necessario avere idee chiare su cosa voler fare di Cividale. Ogni occasione è invece buona per ricordarci che non ci sono risorse economiche e le proposte che vengono avanzate sembrano essere più esercitazioni teoriche che altro. L'area chirurgica a Cividale funziona con tre medici che fanno la chirurgia generale, l'endoscopia digestiva, l'urologia, la vascolare, la sala operatoria, coprono il pronto soccorso per le urgenze, la medicina, la RSA e il day surgery. Si vuole potenziare quest'area? Si vogliono mandare da Udine a Cividale le piccole patologie? Si vuole dare un bacino un po' più ampio alla struttura di Cividale? Non ci sembra sia questa la volontà, anzi non mancano tentativi di portare via ancora personale da Cividale verso Udine dove la situazione è esplosiva (personale che non regge più i ritmi, rischi di dequalificazione professionale, caos organizzativo, ecc.). Parlano di risorse limitate, ma si dimenticano di precisare che una montagna di soldi sono gettati al vento.

Red.: Si parla da tempo dell'attivazione di nuovi servizi (ortopedia del ginocchio N.d.R.) e dell'interessamento di privati per la struttura di Cividale (Policlinico Città di Udine - N.d.R.) ...
S.P.:
vorrei sottolineare ancora una volta che il problema non è cosa si può fare nella struttura "ospedaliera" di Cividale (tenendo conto anche dei miliardi spesi per i lavori di ristrutturazione), ma cosa si vuole fare. La day surgery ortopedica (già proposta a suo tempo da Oleari) è sostanzialmente fallita anche perché hanno costretto alcune medici ad andare via. Hanno ricontattato Fattori (medico esperto in day surgery del ginocchio - artroscopia che oggi lavora a Monastier) e questi ha dichiarato la sua disponibilità a venire a Cividale per fare una giornata operatoria settimanale. Una occasione importante che permetterebbe anche il recupero di una buona fetta dei 14-16 miliardi che annualmente la Regione sborsa al Veneto per interventi sul ginocchio. Non crediamo ci sia però la reale volontà di far arrivare Fattori a Cividale, perché non crediamo si voglia invertire quella tendenza ormai in atto anche nella nostra Regione di allungare le liste di attesa per favorire l'avvio dei pazienti verso strutture private (dove spesso lavorano medici impegnati anche in strutture pubbliche - N.d.R.). Infine, a rendere il quadro ancora più incerto, c'è sempre la proposta di avviare una day surgery a Udine con conseguente estinzione della day surgery a Cividale. Riguardo l'interessamento di privati per la struttura di Cividale non so dirti molto, certo non mi meraviglio più di nulla.

Red.: il quadro che delinei già da tempo è un quadro di incertezza "consolidata" ; come reagisce il personale a questa situazione?
S.P.:
a Udine molto personale se ne è andato via per le pessime condizioni di lavoro (Udine ha perso 65 diplomati negli ultimi mesi verso il Veneto o verso altre Aziende dove le condizioni di lavoro sono migliori - N.d.R.); il personale viene demotivato con cambi di mansione a volte professionalmente "umilianti" (infermiere esperte di sala operatoria che finiscono a tappare i buchi in medicina, ... ). Anche noi medici risentiamo del clima generale e credo che molti di noi non intendano rimanere a Cividale a qualsiasi condizione. Non mancano proposte da altri ospedali e alcune sono anche professionalmente interessanti, le stiamo valutando; certo è che la partenza di anche uno solo di noi creerebbe ulteriori problemi, anche perché probabilmente non saremo sostituiti in modo stabile o adeguato. La prospettiva della chiusura definitiva è tuttaltro che remota e passata l'estate, passate le elezioni politiche e provinciali, e lontane le prossime regionali sarà più facile chiudere tutto. Stanno già preparando il terreno: richiami continui alla crescita della spesa sanitaria sia da parte di esponenti politici regionali che nazionali, le continue difese (non richieste) delle due facoltà di Medicina, ecc. Molte promesse fatte anche di recente erano puramente elettorali e, notizia di oggi, già si riparla di un ridimensionamento di fatto del laboratorio di analisi (che a parole doveva essere un centro di riferimento per l'azienda). Come vedi c'è poco da essere ottimisti, anche a livello locale non vediamo alcun segnale di reazione, ma forse è meglio finire qui perché c'è il rischio di ripetere concetti che da anni enunciamo ...
-

-