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dossier sanità

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incontro pubblico sulla sanità:
un nostro commento

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circolo del Cividalese

Martedì 2 marzo si è svolto a Cividale una iniziativa pubblica sul tema della sanità che ha visto l'intervento di autorevoli esponenti della maggioranza che guida la Regione e una folta partecipazione di pubblico. Un incontro fortemente voluto dal centro-sinistra cividalese e molto atteso da chi voleva sapere qualcosa di più sulle prospettive per la sanità in Regione e per l'ospedale di Cividale.
Non è facile formulare un giudizio sugli esiti di questa iniziativa; non condividiamo il giudizio positivo espresso da alcuni esponenti del centro-sinistra cividalese su quanto affermato da molti relatori e non vediamo nemmeno le aperture che qualcuno ha letto in alcuni interventi. Così come "una rondine non fa primavera", riteniamo che l'abbandono di alcune rigidità e di alcune posizioni "ostruzionistiche" sul ruolo dell'ospedale di Cividale da parte di alcuni Consiglieri Regionali non sia garanzia sufficiente per il futuro del nostro nosocomio.
Il nodo centrale rimane la possibilità di una revisione seria della normativa che regola la sanità regionale.
In questo senso non ci sembra ci siano sostanziali novità. Temiamo che alcune forze del centro-sinistra stiano pensando solo a qualche piccolo aggiustamento della normativa che regola la sanità in Regione e in questo timore siamo sostenuti dalle affermazioni del Consigliere Tesini (Presidente del Consiglio Regionale -
N.d.R.) circa l'improponibilità di un blocco della attività del Consiglio Regionale con la discussione di proposte di legge laboriose e impegnative.
Eppure la revisione della normativa, richiesta fra l'altro da numerosi operatori sanitari e da molti cittadini utenti, è necessaria e improcastinabile, perché la legge ha mancato tutti i risultati di efficienza e di risparmio che si prefiggeva. Continuare su questa strada sarebbe un errore politico irredimibile.
Siamo consapevoli che la sanità in Regione assorbe più del 50% delle risorse e sappiamo anche dell'importanza degli aspetti economici che la riguardano, ma non si può, in nome dell'efficienza e del risparmio, continuare a guardare alla sanità in termini meramente aziendalistici e a valutare la sua azione solo dal punto di vista economico.
Al teatro Ristori forse abbiamo assistito ad una recita ben orchestrata: il consigliere Tonutti è intervenuto dicendo cose forse "sgradevoli", ma sicuramente condivisibili dal punto di vista generale. Concordiamo con la necessità di affrontare il problema sanità dal punto di vista complessivo non favorendo alcune aree a discapito di altre, sicuramente riteniamo ingiuste posizioni di privilegio di una zona rispetto a un'altra, siamo consapevoli dei costi della sanità. Il consigliere Tonutti forse ha introdotto la riunione proprio per dire queste cose e, temiamo, lo abbia fatto potuto o voluto fare "serenamente" perché Cividale non è il suo collegio elettorale di riferimento.
C'è però un equivoco che va subito chiarito: la nostra difesa dell'ospedale di Cividale non ha nulla di campanilistico e, soprattutto, non chiediamo alcun privilegio. La nostra ostinata difesa dell'ospedale nasce dalla volontà di garantire anche al nostro territorio gli stessi diritti in termini di salute di altre zone della Regione.
L'assessore Pecol Cominotto ha ribadito la necessità di avere una visione globale del problema sanità e l'importanza di tutelare tutte le aree deboli della nostra Regione tenendo conto del problema costi-risorse. Ci lascia perplessi l'affermazione relativa agli aspetti positivi e negativi della attuale normativa sanitaria specie quando si afferma che i limiti della legge sono dovuti ad una non buona applicazione della normativa medesima.
Non ci hanno convinto i riferimenti al ruolo dei servizi territoriali perché, a nostro avviso, non riducono le spese della sanità, fanno aumentare i rischi per i pazienti e per i medici e soprattutto richiedono dotazioni maggiori di quelle attualmente a disposizione. L'assessore, nel suo intervento, ha anche garantito che, fino a quando non verrà redatto il nuovo Piano a Medio Termine, all'ospedale di Cividale non verrà sottratta alcuna funzione e che il Piano sarà applicato contestualmente a tutte le realtà regionali.
Non sappiamo quale sia il destino della proposta per l'ospedale del centro-sinistra cividalese: le cose non sembrano essere cambiate molto dal punto di vista amministrativo e temiamo che lo stop al trasferimento del laboratorio di analisi sia solo temporaneo. Intanto si parla di un nuovo primariato per le analisi cliniche a Udine, di un nuovo primariato per il laboratorio a San Daniele, ci sconfortano gli inviti a non considerare il laboratorio di Cividale come un feticcio ...
Aspettiamo il Piano a Medio Termine prestando attenzione a quanto succede e succederà nel nostro ospedale. Siamo preoccupati perché, come già detto, temiamo si preparino scelte politiche in continuità con quelle del passato in un contesto normativo già determinato. Qualche piccolo aggiustamento normativo e se poi le cose non dovessero funzionare si può sempre dire che il quadro legislativo in cui si è intervenuto è stato elaborato dalle amministrazioni precedenti.
Il nostro impegno in difesa dell'ospedale di Cividale e per la revisione della Legge 13 continua.

Cividale del Friuli, 15 marzo 2004

PRC - circolo del Cividalese

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