- dossier sanità -
telemedicina a Cividale?
ma ci facciano il piacere!sanità a Cividale:
un quadro sempre più difficile e ...-
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Ricordate l'ospedale di Cividale? Chissà quante volte avrete osservato a suo tempo l'area del vecchio Pronto Soccorso e l'andirivieni degli operai impegnati nei lavori di ristrutturazione. Parliamo di lavori eseguiti alcune centinaia di milioni di lire fa, che forse hanno dato a qualcuno l'illusione della volontà regionale di salvare la nostra struttura ospedaliera. Oggi si parla di realizzare nel nostro ospedale un progetto di telemedicina (?) e quasi più nessuno ricorda la notizia che un sopralluogo effettuato nei locali del nuovo Pronto Soccorso avrebbe evidenziato la non conformità delle strutture alla normativa vigente (i soffitti risulterebbero troppo bassi). Abbiamo cercato di capire cosa stia succedendo e quali siano le prospettive per la sanità a Cividale. Alcune telefonate in Regione e qualche informazione fornitaci da alcuni addetti ai lavori ci hanno permesso di tracciare l'ennesimo quadro poco confortante. Nelle righe seguenti vi proponiamo un aggiornamento di una intervista di poche settimane fa rilasciataci da alcuni addetti del settore (che vogliono rimanere anonimi): non ci sono sostanziali novità rispetto a quanto detto in precedenza, solo ulteriori dettagli in un quadro che è sempre più difficile e preoccupante.intervista a cura della redazione del sito - 24 novembre 2001 Redazione: innanzitutto vorremmo sapere se è vera la notizia della non agibilità dei locali ristrutturati che dovrebbero ospitare il Pronto Soccorso.
Interlocutore 1: i lavori per la ristrutturazione dei vecchi locali del Pronto Soccorso non sono ancora terminati anche perché la ditta che li effettuava è fallita. Comunque sembra che le cose stiano proprio così. Nel corso di un sopralluogo effettuato da una commissione sarebbe stata evidenziata una altezza non adeguata dei locali che pertanto non sarebbero utilizzabili per ospitare in via definitiva il Pronto Soccorso.
Interlocutore 2: ma la cosa che dà alla vicenda un tocco surreale è che qualcuno ha avanzato la proposta di adattare l'area delle vecchie cucine a Pronto Soccorso, magari creando una rampa d'accesso per le ambulanze. Una proposta incredibile e che oltre a costare un sacco di soldi ha tutta l'aria di essere irrealizzabile.Red.: la cosa è così assurda da essere incredibile tanto più ora che l'assessore regionale alla sanità ha parlato di fine del tempo delle "vacche grasse"...
Inter. 2: guarda che è tutto il quadro della situazione cividalese che è assurdo. Dialisi e Ginecologia sono con San Daniele e tutto il resto è passato a Udine senza che siano chiare le prospettive, non dico a lungo termine, ma da gennaio prossimo. A Cividale opera, come da accordi presi a suo tempo, il dott. Collini di Udine (piccoli interventi in day surgery), ma tutto lascia pensare che la sua permanenza operativa qui a Cividale sia destinata a durare pochi mesi. Cosa succederà dopo il prossimo Natale è un mistero.
Inter. 1: io generalizzerei dicendo che la situazione della sanità regionale è assurda. L'ospedale di Udine è ormai sovraccaricato di lavoro e le urgenze sono così numerose che ormai solo il Policlinico Universitario può programmare interventi di qualsiasi tipo. Temo addirittura che possa esplodere il 118, perché è tale il carico di lavoro del Pronto Soccorso di Udine che gli anestesisti rischiano di esser tolti dalle ambulanze. In questo contesto sentire dire da alcuni medici di Udine che l'ambiente di Cividale, almeno dal punto di vista professionale, non è così devastante fa nel contempo piacere e rabbia. Piacere perché conferma l'idea che anche i "piccoli" ospedali possono avere un ruolo, rabbia perché dimostra l'assurdità della politica che sta dietro la loro demolizione.Red.: sembra esserci una consapevolezza da parte dei medici della situazione difficile in cui versa la Sanità?
Inter. 1: credo che tutto il personale che opera nella Sanità in Friuli-Venezia Giulia abbia consapevolezza della situazione in cui versa la Sanità regionale, anche se poi non sempre tutti ne traggono le adeguate conclusioni. Molti medici non riescono a guardare oltre il loro piccolo orticello, ci si arrabbia con il manager, magari se ne chiedono le dimissioni, dimenticando che il manager è pagato per portare avanti delle scelte politiche che sono state fatte a livello superiore. Ma se si tratta di contestare la Legge Regionale molti si tirano indietro con scuse anche puerili.
Inter. 2: a proposito di manager vorrei segnalarti il recente aumento delle loro retribuzioni di ulteriori 100 milioni annui o giù di lì.Red.: ma la situazione economica della sanità non era precaria?
Inter. 1: la situazione economica non è precaria per tutti allo stesso modo! L'aumento degli stipendi dei manager è giustificato dal fatto che si stanno preparando nuovi tagli e chi si deve esporre (il manager) ha bisogno di essere motivato. Se invece si fa riferimento alla situazione generale allora questa è disastrosa, ma è tale perché si gettano ancora i soldi al vento e siccome non si potrà andare avanti ancora per molto ci si sta preparando a correre ai ripari. Siccome i poteri forti sono intoccabili, allora si scaricano i costi sui cittadini comuni a cui si offrono servizi sempre più di bassa qualità e sugli ospedali piccoli che vengono chiusi.
Inter. 2: e il bello è che più tagliano e meno risparmiano! Perché non diminuiscono gli sprechi, non aumenta l'efficienza del sistema e non diminuisce il fabbisogno di sanità del cittadino che è reale e non indotto. Ti fa male il ginocchio e hai bisogno di una TAC? Allora o aspetti 5 mesi o vai a Padova dove la lista d'attesa è lunga la metà e comunque paga la nostra Regione. L'Ospedale Civile di Udine non riesce a fare la chirurgia protesica e nemmeno al Gervasutta la fanno più? Si va a Monastier in Veneto, ci si opera e si lasciano alla nostra Regione le spese (si parla di circa 30 miliardi pagati dalla regione Friuli-Venezia Giulia al Veneto - N.d.R.). Poi i risparmi sono proposti da manager la cui unica competenza è finanziaria: non conoscono il territorio e a volte non conoscono nemmeno le leggi. Così può succedere che un manager sostenga che l'ambulanza medicata possa percorrere il tratto Udine - Cividale in 6 minuti, per di più nel pieno rispetto delle norme del Codice della Strada, o può addirittura succedere che il manager imponga per decreto agli anestesisti di non essere a disposizione degli operati nelle ore successive all'intervento, violando così la normativa vigente (la disposizione è stata in seguito ritirata - N.d.R.).Red.: eppure sembra ci sia una reale volontà di razionalizzazione. Si è parlato di unificazione delle biblioteche scientifiche dei reparti dell'ospedale di Udine in un'unica biblioteca a disposizione del Policlinico Universitario e dell'Ospedale Civile, si parla di eliminazione dei doppioni, ...
Inter. 2: guarda che gli unici doppioni che vogliono eliminare sono gli ospedali. Chiudono Maniago, Cividale è a termine, stanno preparando la fine dell'Ospedale Civile di Udine, Latisana è in difficoltà, stanno depotenziando Palmanova. Il sistema è stato ampiamente sperimentato a Cividale: si aspetta che un primario vada in pensione e non lo si sostituisce e così si fa morire il reparto ....
Inter. 1: a proposito di razionalizzazioni vorrei raccontare proprio quanto è successo con le biblioteche di reparto, una vicenda sintomatica di come si razionalizza nella Sanità regionale. Si è pensato di riunire tutte le biblioteche di reparto in una unica struttura al servizio dell'Ospedale Civile e del Policlinico Universitario. Una scelta indubbiamente corretta e condivisibile che però è stata gestita in modo alquanto originale. L'Azienda Sanitaria (che gestisce l'Ospedale Civile di Udine - N.d.R.) ha fornito gran parte del materiale (computer, tecnologie di consultazione, scaffali), il personale competente, i libri e le riviste, l'Università ha fornito i locali. Un accordo paritario? No! Perché l'Università ha preteso e ottenuto che per i locali messi a disposizione fosse pagato dall'Azienda un affitto di circa 40 milioni all'anno e in più ha collocato al vertice del servizio un suo uomo ....Red.: cioè l'Azienda Sanitaria fornisce il servizio e in più paga perché l'Università possa utilizzarlo. Devono essere le nuove frontiere dell'imprenditorialità ...
Inter. 2: credo si possa parlare tranquillamente di pervicacia demolitoria della Sanità pubblica. L'aspetto tragico è la quasi totale apatia dei cittadini, che si arrabbiano ma poi rimangono passivi o indifferenti.
Inter. 1: un'apatia che è anche alimentata dal modo in cui viene presentata la Sanità regionale. Si celebrano alcuni interventi ultratecnologici che fanno molta notizia ma che interessano comunque un numero ristretto di casi clinici (se non altro per i loro costi e la loro complessità - N.d.R.) e queste celebrazioni sembrano essere sostenute da veri uffici stampa o di marketing, mentre se si parla dei problemi della Sanità non si vuole indagare sui responsabili di questo stato di cose.Red.: a proposito di nuove tecnologie, si parla di avviare un progetto per la telemedicina. Cosa ne pensate? Può essere una soluzione?
Inter. 1: non conosco il progetto nel dettaglio ma, visti i precedenti, si tratterà della solita scemenza nemmeno ben presentata. Se per telemedicina si intende la possibilità di inviare un po' di dati al Santa Maria, allora oltre a non fare nulla di nuovo non si fa nemmeno nulla di significativo.
Inter. 2: e come si fa la telemedicina? Il paziente a Cividale e la diagnosi a Udine? E Poi? E il rapporto con il malato come verrà gestito? E la clinica dove la mettiamo? Per non parlare poi dei costi? Ci vorrebbero linee telefoniche dedicate, macchinari, tecnici. Ma se fanno fatica a trovare pure i soldi per l'ordinaria amministrazione. Se poi, come si dice, la telemedicina verrà applicata alla cardiologia, allora vorrei si sapesse che autorevoli riviste di cardiologia, ritengono la telemedicina applicata in questo settore, oltre che costosa, anche inutile. In radiologia poi potrebbe servire solo in casi ecclatanti ...Red.: una bufala allora
Inter. 2: dopo aver visto tutto quello che è successo a Cividale e altrove non credo più a una parola di questi signori. Credo si tratti dell'ennesima cortina fumogena.
Inter. 1: a proposito di cortine fumogene, a Maniago stanno riproponendo l'idea dell'ospedale di comunità. Non di dice nulla questo termine? Non lo abbiamo già sentito a Cividale a suo tempo? Non sono originali nemmeno quando dicono fesserie.Red.: e il personale come vive questa situazione?
Inter. 1: male, perché è sovraccaricato di lavoro, lavora in condizioni difficili, fa straordinari che poi non sono pagati. Non c'è da stupirsi se mancano infermieri: se possono se ne vanno altrove. E tutto lascia prevedere un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro.
Inter. 2: per non parlare di chi si è trovato a lavorare sul territorio nei servizi di assistenza domiciliare. Portare i servizi sul territorio può essere una buona idea, ma che non è praticabile se ci si propone di ridurre le spese, perché l'assistenza domiciliare costa, richiede molto personale e ha un basso rendimento, se non altro per la necessità che l'operatore ha di muoversi da un paziente all'altro. I fisioterapisti, la cui attività professionale è relativamente meno complessa, sono concordi nel definire il loro intervento sul territorio meno efficace che in reparto.Red.: un quadro desolante ....
Inter. 1: indubbiamente e non credo ne usciremo presto; i danni sono tali che per il loro recupero ci vorranno anni. E c'è il timore concreto che solo fra alcuni anni i cittadini e le autorità comprendano la reale portata della devastazione effettuata ai danni della Sanità pubblica.
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