dossier piano regolatore

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la variante n°28
al PRGC di Cividale

delibera, considerazioni, lettera,
relazione, il consorzio artigiano ...

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CITTA' DI CIVIDALE DEL FRIULI

ESTRATTO DELLA DELIBERAZIONE
ADOTTATA DAL CONSIGLIO COMUNALE

Oggetto: VARIANTE N. 28 AL P.R.G.C. - INDIVIDUAZIONE DI UNA NUOVA AREA PER INSEDIAMENTI PRODUTTIVI - ZONA OMOGENEA D2 - ADOZIONE.

Il giorno 17 aprile 2003 alle ore 16:00, nell'apposita sala del Palazzo Civico di Cividale, in seguito ad avviso scritto regolarmente recapitato ai signori Consiglieri ed inviato all'autorità di controllo, si è riunito il CONSIGLIO COMUNALE in sessione straordinaria di prima convocazione

CONSIGLIERI Presenti/Assenti: VUGA dott. Attilio (P); BALLOCH rag. Stefano (P); BLASIGH comm. Romano (P); CARGNELLO Angela (P); CLOCHIATTI dott. Giuliano (P); FATOVIC dott. Emilio (A); FELETTIG dott. Pieralberto (P); FERRARO Domenico (P); MIANI Elia (P); MINISINI dott. Enrico (P); MONAI avv. Carlo (A); MORATTI dott. Paolo (P); PACE cav. Mario (P); PASCOLINI dott. Mauro (P); PAULETIG p.i. Giovanni (P); PELIZZO avv. Giovanni (P); PESANTE geom. Flavio (P); PINTO dott. Domenico (P); PLAZZOTTA dott. Marino (P); STRAZZOLINI p.a. Mario (P); TROPINA dott. Dino (P) - Presenti: 19 Assenti: 2
ASSESSORI senza diritto di voto Presenti/Assenti: BERNARDI dott.ssa Daniela (P)

Presiede la seduta il sig. dott. Attilio VUGA nella sua qualità di Sindaco, con l'assistenza del Segretario Generale dott. Gianfranco TOPATIGH.

Il Presidente, ritenuto legale il numero degli intervenuti dichiara aperta la seduta, ed espone l'oggetto inscritto all'ordine del giorno e su questo il Consiglio Comunale adotta la seguente deliberazione, tenuto conto, ai sensi dell'art. 49 del O .Lgs. 18 agosto 2000 n. 267 - Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, dei seguenti pareri favorevoli: Il responsabile tecnico P. Cudrig; Il responsabile contabile E. Di Benedetto

PREMESSO che in ordine alla presente deliberazione sono stati richiesti e favorevolmente espressi i pareri di cui all'art. 49 del D.L.vo 18.8.2000, n. 267;
VISTO il P.R.G. approvato con D.P.G.R. n. 0569/Pres. del 22.10.1979;
VISTO che con D. P. G. R. n. 0431 /Pres. del 29.11.1996 è stata approvata la variante n. 21 al P.R.G. "ricognitiva dei vincoli" e pubblicata sul B.U.R. n. 52 del 29.12.1996;
ATTESO che dall'approvazione della variante "ricognitiva dei vincoli" sono trascorsi oltre cinque anni e che pertanto ai sensi dell'art. 35, comma 1° della L.R. 52/91, le indicazioni di piano, nelle parti che assoggettano singoli beni a vincoli preordinati all'esproprio, hanno perduto efficacia;
VISTA la nota del Responsabile U.O.Urb.Ed.Priv. in data 1.4.2003 con cui è stata trasmessa la relazione geologica alla Direzione Regionale dell'Ambiente per il prescritto parere di cui all'art. 10 della L.R. 9.5.1988, n. 27;
VISTA la nota del Responsabile U.O.Urb.Ed.Priv. in data 1.4.2003 con cui sono stati trasmessi gli elaborati della variante in argomento all'Azienda per i Servizi Sanitari n. 4 "Medio Friuli" per il previsto parere di compatibilità così come previsto dalla circolare n. 3 del 2.7.1990, emanata dal Presidente della Giunta Regionale;
VISTA la relazione d'incidenza datata marzo 2003 redatta dal dott. Walter Franzil in base alla deliberazione della Giunta Regionale 18.7.2002, n. 2600 e secondo le indicazioni dell'allegato "G" del D.P.R. n. 357/1997;
VISTA la nota del Responsabile U.O.Urb.Ed.Priv. in data 9.4.2003 n. 10369 di prot., con cui è stata trasmessa alla Direzione Regionale dell'Ambiente - Servizio della valutazione impatto ambientale, la relazione d'incidenza datata marzo 2003 del dott. Walter Franzil per la procedura relativa alla valutazione di incidenza di cui ai punti 2) e 3) della delibera di Giunta Regionale del 18.7.2002, n. 2600;
VISTA la nota del Responsabile U.O.Urb.Ed.Priv. in data 9.4.2003 n. 10369 di prot., con cui è stata trasmessa alla Direzione Regionale dei Parchi - Servizio della conservazione della natura, la relazione d'incidenza datata marzo 2003 per l'espressione del previsto parere di cui al punto 2) della delibera di Giunta Regionale 18.7.2002, n. 2600;
VISTA la delibera della G.M. n. 463 del 29.11.2000 con cui si disponeva all'U.O.Urb.Ed.Priv. di procedere all'affidamento di un incarico professionale per la predisposizione di uno studio che individui sul territorio comunale idonee zone da destinare ad insediamenti produttivi;
VISTA la delibera della G.M. n. 145 del 16.5.2001 con cui veniva individuata quale nuova area ottimale per insediamenti produttivi, così come indicata negli elaborati contenenti gli elementi conoscitivi predisposti dall'arch. Maurizio Trevisan di Udine, come da incarico del Responsabile U.O.Urb.Ed.Priv. di cui alla determinazione n. 2001/21, esecutiva in data 12.1.2001;
VISTO il progetto di variante n. 28 redatto dagli arch.tti Marcello Rollo, iscritto all'Albo degli Architetti della Provincia di Udine al n. 310 e Paolo Petris, iscritto all'Albo degli architetti della Provincia di Udine al n. 477, su incarico affidato dal Responsabile U.O. Urb.Ed.Priv. con determina n. 2002/966, esecutiva in data 30.10.2002 e composto dai seguenti elaborati:
a) Relazione;
b) Elaborati grafici;
c) Asseverazione D.Lgs n.490/1999;
d) Norme di attuazione;
e) Relazione geologica a firma della dott.ssa geol. Daniela Croce datata gennaio 2002;
f) relazione d'incidenza datata marzo 2003 a firma del dott. Walter Franzil;
VISTO che nell'ambito del progetto non esistono immobili vincolati e ciò ai sensi del D.Lgs. 29.10.1999, n. 490;
VISTA l'asseverazione redatta dall'arch. Marcello ROLLO di Udine dd. 09.04.2003, con cui si assevera che nell'ambito del progetto non esistono immobili vincolati ai sensi del D.Lgs. 29.10.1999, n.490;
VISTO il parere favorevole espresso dalla Commissione Consultiva Urbanistica nella seduta del 17.3.2003;
SENTITI gli interventi e/o le dichiarazioni di voto dei componenti il Consiglio Comunale di cui si espone di seguito il contenuto, allegato A);
VISTA la L.R. 19.11.1991, n. 52 e successive modificazioni ed integrazioni;
VISTO l'art. 32 della precitata L.R. 52/91;
VISTA la L.R. 12.9. 1991, n. 49;
VISTO il D. L.vo 18.8.2000, n. 267, "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli Enti Locali";

CON VOTI: favorevoli 16, astenuti 2 (Minisini, Pascolini), contrari 1 (Pinto), resi per alzata di mano,

delibera

1. di adottare il progetto di variante n. 28 al P.R.G.C. - Nuova zona per insediamenti produttivi - zona omogenea D2;
2. di riconoscere quali elementi costitutivi della variante n. 28 al P.R.G.C. i seguenti elaborati a firma degli arch.tti Marcello Rollo e Paolo Petris di Udine;

a) Relazione;
b) Elaborati grafici;
c) Norme di attuazione;
d) Asseverazione D.Lgs. n.490/1999;
e) Relazione geologica a firma delta dott.ssa geol. Daniela Croce di Udine;
f) Relazione d'incidenza D.P.R. 357/97 a firma del dott. Walter Franzil;

3. di dare atto che l'U.O.Urb.Ed.Priv. provvederà agli adempimenti necessari per giungere all'approvazione della variante in argomento. Letto, confermato e sottoscritto.

IL SEGRETARIO GENERALE
dott. Gianfranco TOPATIGH
 

IL PRESIDENTE
dott. Attilio VUGA

 

 

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Alcune nostre considerazioni

Il Consiglio Comunale di Cividale ha adottato il 17 aprile 2003 una variante al PRG che in sostanza permette la realizzazione di una nuova zona artigianale in un'area esterna alla città (l'area interessata alla variante si trova sul lato sinistro della strada statale che da Cividale porta a Udine ed è collocata di fronte all'area in cui attualmente si trova la Zona Industriale). Ci ha molto colpiti il modo in cui si è arrivati all'adozione di questa variante e ci ha colpiti negativamente osservare ancora una volta come in Consiglio Comunale, più che alla tutela dell'interesse generale, si sia operata una mediazione fra interessi particolari.

Troviamo significativo il fatto che nell'anno 2001 un consorzio di imprese (Consorzio Artigiano e Piccole Imprese di Cividale - soc. consortile a r. l.) abbia acquistato in questa zona alcune decine di ettari di terreno e ci ha colpito molto osservare che l'acquisto è avvenuto ben prima dell'adozione della variante e della stessa messa in salvaguardia dell'area. Come non sospettare nell'adozione di questa variante una convergenza di interessi economici e politici? Come non temere in tutta l'operazione l'ennesima applicazione della formula: "Io privato compro il terreno agricolo, tu pubblico mi prepari la variante a mio uso e consumo"? Come non vedere il rischio di un'operazione speculativa? Una maggioranza blindata, con il concorso di una fetta consistente dell'opposizione, ha adottato la variante senza che ci fossero, se non altro, le motivazioni di urgenza e di interesse pubblico che di solito sono alla base di ogni variante e senza che si valutasse la disponibilità di altre aree per l'insediamento di attività produttive. La nostra opposizione non è quindi all'insediamento di attività artigianali in aree esterne alla città, ma al modo in cui si è arrivati all'adozione di questa variante. Una pagina non positiva nella vita amministrativa della nostra città che, sui temi dell'urbanistica, si aggiunge a pagine non decorose già scritte in passato da questa e dalla precedente amministrazione; ci chiediamo a questo punto cosa sarà mai il nuovo PRG.

Cividale del Friuli, 20 aprile 2003

Lista Rinascita - PRC

 

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area artigianale

cara redazione

oggi è avvenuta la cerimonia delle consegna delle benemerenze per la Cultura e l'Arte con l'intervento del Presidente della Repubblica e, in questa occasione, è stata conferita l'onorificenza di Prima Classe, con Medaglia d'Oro, al prof. arch. Leonardo Benevolo. Se in prima istanza avevo concordato con la necessità di un silenzio eloquente a commento della cosa, ora mi sento di far notare come, per pura casualità, l'evenienza cada pochi giorni dopo un Consiglio Comunale che ha approvato l'adozione della variante n. 28, che istituisce una zona destinata a attività artigianali. Circa 50 ettari di terreno, prospicienti la già esistente zona industriale, sono stati così riaccatastati, acquisendo un nuovo valore commerciale, nel passaggio da terreno "agricolo semplice" alla tipologia attuale, indicata come D2.
In quel consiglio un solo voto è stato contrario, quello della nostra lista
In Consiglio Comunale abbiamo cercato, con la diplomazia che ci era possibile, di sottolineare il fatto che quello era un affare già deciso e che dimostrava una volta di più l'esistenza anche a Cividale di un aspetto della politica che noi aborriamo: la politica concepita come pura e semplice mediazione di interessi, che arriva a farsi garante di quegli interessi e a sostenerli con l'artificio della correttezza "formale". La stessa correttezza "formale" che ha indotto il Consigliere Carlo Monai a uscire dall'aula al momento del voto di approvazione in quanto componente del Consiglio di Amministrazione di quel consorzio che aveva già acquistato, sulla base dei prezzi di mercato, almeno 40 ettari di terreno agricolo.
Il fatto politico sconcertante è stato l'annullamento delle distanze fra maggioranza e gran parte della minoranza e l'oggettiva convergenza delle due parti su un progetto dell'Amministrazione elaborato in vista dell'interesse generale.
Come abbiamo altresì cercato di spiegare, se qui c'era interesse generale, e bisogna dimostrare che ci fosse, esso scaturiva dalla convergenza di molti interessi particolari (tanti interessi particolari non fanno, anche se convergono, necessariamente un interesse generale). Qui si è trattato di ratificare un affare già ampiamente varato, che ha avuto bisogno di una preparazione e delle giuste mediazioni in sedi non ufficiali, ma da parte di uomini che ricoprono cariche ufficiale nell'ambito dell'amministrazione pubblica.
Che cosa c'entra Benevolo? Nulla, ormai. Ma nulla ci toglie dalla testa che Benevolo è stato allontanato perché si temeva potesse preparare un PRG troppo organico e quindi troppo difficile da stravolgere e adattare alle esigenze della corrente gestione degli affari, troppo difficile da condizionare con varianti a ripetizione come quelle che questa amministrazione ha prodotto e sta producendo.
Non c'entra nulla Benevolo? Credo che una riflessione andrebbe fatta. I fatti di cui sopra sono un primo, tangibile, riscontro di tante cose scritte, di tante cose sostenute in Consiglio Comunale e di tante cose affidate a corposi documenti e dossier. Un cordiale saluto

Cividale del Friuli, 5 maggio 2003 

Domenico Pinto

 

 

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Relazione allegata alla variante 28

1 - PREMESSA

La presente relazione illustra le variazioni da apportare alla tavola della Zonizzazione ed alle Norme di attuazione del P.R.G. vigente del Comune di Cividale per individuare la nuova area per insediamenti produttivi a carattere industriale e artigianale, dando così risposta ad una crescente domanda in tal senso.

Tale Variante al P.R.G. viene assunta con il progressivo n. 28.

La scelta di questa area è il risultato della valutazione di più siti, in ottemperanza agli indirizzi formulati con la Delibera GM n. 145/2001 per localizzare nel Comune di Cividale del Friuli una nuova area per "insediamenti produttivi". I siti sono stati esaminati in base alle loro caratteristiche urbanistiche, ambientali, morfologiche, litologiche ed idrogeologiche, viabilistiche, dei trasporti, delle infrastrutture, del sistema economico e relazioni territoriali, oltre che, secondo i criteri della Circ. n. 3 dd. 02/07/1990: "Criteri per la pianificazione urbanistica comunale degli insediamenti industriali artigianali".

2 - STATO DI FATTO

2.1 Situazione delle aree per insediamenti produttivi nel territorio comunale

Attualmente le zone produttive esistenti nel Comune di Cividale sono concentrate nell'ambito della XE' Zona Industriale Regionale classificate nel PRG Vigente come "zona industriale di completamento" e "zona industriale di espansione", entrambe comprese nel "Piano territoriale infraregionale per insediamenti produttivi" (PTI - art. 3 LR 18/01/1999 n. 3) che interessa anche il Comune di Moimacco.
IL PTI , approvato dal Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Friuli Orientale (CSIFO), è ora gestito direttamente dai Comuni competenti per territorio.
La superficie complessiva dell'area consortile nel Comune di Cividale è di mq 659.851, suddivisi in ca.. mq 452.000 per quanto riguarda la "zona industriale di completamento", e di ca.. mq 207.000 per la "zona di espansione".
Le aziende insediate nell'ambito comunale sono n. 28, pari ad una sup. saturata complessiva di ca.. 580.000 mq con 755 addetti occupati.
Nel PRO vigente inoltre sono individuate tre piccole "zone artigianali di completamento" destinate ad attività artigianali o piccolo industriali per le quali è stata ammessa la permanenza in sito con "divieto di ampliare la superficie produttiva" nonché di "modificare integralmente il processo produttivo".
Infine si citano le "zone per attrezzature distributive" in cui sono previsti tra l'altro laboratori scientifici ed artigianali, officine di riparazione, ecc. . Questa zona non ha avuto attuazione.

2.2 - Grado di attuazione delle aree per insediamenti produttivi nel territorio comunale

2.2.1 - Per quanto riguarda l'ambito dell'ex consorzio CSIFO, l'assetto dell'edificato evidenzia l'atto grado di saturazione dei lotti in entrambi i comuni (Moimacco e Cividale): re-stano infatti da assegnare solo alcuni lotti ad est, nella zona di espansione, per ca.. 25000 mq, peraltro già acquisiti. Pertanto le aree individuate e rese disponibili con il PTI sono di fatto in via di esaurimento ed è quindi concreta la preoccupazione che le nuove domande insediative non trovino ulteriore risposta.

2.2.2 - Le aziende esistenti nelle "zone artigianali di completamento", hanno da tempo saturato gli spazi a disposizione e pertanto non sono in grado di potenziare la propria attività, neppure sotto il profilo funzionale: tali ambiti si trovano ormai in conflitto con i centri edificati e con il sistema ambientale.

2.2.3 - Inoltre, l'ambito della "zona per attrezzature distributive", così come previsto nel vigente PRG, non ha avuto attuazione probabilmente per una valutazione funzionale poco coerente con le valenze espresse dall'area stessa.

2.2.4 - Infine va evidenziata la presenza di numerosi esercizi produttivi medio piccoli, per lo più artigianali e di servizio connessi ai settori produttivi più importanti, che sono sorti in ambiti residenziali ed ivi si sono sviluppati, tanto che, ad oggi, sono di fatto "attività improprie" e contrastanti con la residenza: tali insediamenti, sorti indifferentemente nel territorio comunale, richiedono quindi di essere rilocalizzati per potenziare il proprio segmento produttivo.

Da quanto sopra esposto risulta quindi, a livello di programmazione comunale, una troppo limitata disponibilità di aree in confronto alle richieste di nuovo insediamento, relative sia alle citate situazioni di sofferenza localizzativa sia alle specifiche domande pervenute all'Amministrazione comunale per soddisfare nuove esigenze.

Risulta, pertanto, oltremodo necessario individuare nuovi ambiti produttivi.

2.3 - Le componenti urbanistiche e socio-economiche nel territorio

2.3.1 - Le componenti urbanistiche

L'indagine di cui si prende atto - già eseguita dall'Amm.ne Comunale per individuare sul proprio territorio il sito ritenuto più idoneo all'insediamento di attività produttive industriali e/o artigianali, in considerazione della compatibilità e sostenibilità ambientale, della potenzialità insediativa, delle reti infrastrutturale e relazionali esistenti, nonché dei vincoli urbanistici del PUR, del PRG vigente e dei vari dispositivi normativi - ha portato ad indicare come corrispondente alle prerogative l'area posta in corrispondenza del polo produttivo esistente, a sud dello stesso. Essa è classificata nel PRG vigente come "Zona agricola Normale", non presenta vincoli urbanistici, ambientali o idrogeologici (non vi sono corsi d'acqua), ma è soggetta alle servitù dovute alla presenza degli elettrodotti a MT e AT e del metanodotto ad alta pressione. Risultano cessate le servitù militari causate dalla limitrofa zona di Demanio militare.

2.3.2 - Le componenti socio-economiche

Questa valutazione tiene conto del rapporto tra offerta e domanda di suolo industriale: l'indagine ha esaminato l'appropriato intorno territoriale del comprensorio cividalese che comprende un bacino di 13 comuni con una popolazione di ca.. 60.000 ab. La valutazione della domanda di localizzazione industriale nelle sue diverse componenti (richieste di nuova localizzazione, rilocalizzazioni, domanda futura - stima) e delle politiche di settore deve considerare l'evoluzione del quadro politico ed economico nel contesto nazionale ed internazionale. La fase di rallentamento della crescita economica vissuta a livello mondiale e nazionale nel corso del 2001 non poteva non avere un impatto anche sul sistema produttivo della nostra regione. Per contro il DPEF per gli anni 2002-2004 ha formulato le seguenti previsioni di massima:
- crescita moderata del PIL a un tasso medio del 2%
- crescita domanda interna a +2,3%
- discesa del tasso di disoccupazione all'8,7%.
In questo quadro gli indirizzi del governo regionale per il periodo 2002-2004 prevedono specifici programmi di politica industriale per aree attrezzate per insediamenti produttivi e per infrastrutture e servizi con le considerazioni che l'attività di programmazione dovrà confrontarsi con le specifiche congiunture economiche e dovrà tener conto di una realtà locale che, pur limitata per superficie, è caratterizzata da una zonizzazione molto differenziata per struttura economica e sociale con diversi ritmi di crescita a livello locale. L'esigenza fondamentale del comprensorio cividalese diventa perciò quella di "riequilibrare il territorio e di favorire l'integrazione delle diverse aggregazioni": le aree di sviluppo industriale con le zone montane svantaggiate, le aree a concentrazione diffusa di insediamenti, le aggregazioni di servizi e di terziario.
La vocazione locale, confrontando dati su residenti attivi in condizione professionale e addetti in unità locali, è quella di produzioni legate al comparto meccanico, lavorazione metalli e officine, al settore del legno, ed alle attività legate al settore edile (imprese edili ed impiantistiche). Gli addetti in unità locali industriali per 1OO ab. sono coerenti con la media regionale (v. tabella seguente).

L'evoluzione dell'industria e dei servizi regionali
addetti e unità locali nel 1991 e nel 1996, nel comune di Cividale del F. e Regione

Comune 1991 1996 differenze assolute differenze percentuali addetti ogni
100 abitanti
 

addetti 

unità locali

addetti 

unità locali

addetti 

unità locali

addetti 

unità locali
 

Cividale del Fr.

3.331

756

3.236

792

-95

36

-2,85

4,76

28,5

-- 

Friuli V. Giulia

348.468

82.175 

339.964

81.863

-8.504 

-312

-2,44

-0,38

28,7

La base prevalente è quella della piccola e media impresa a conduzione familiare arricchita da un forte tessuto artigianale di supporto. La pendolarità in entrata ha prevalente-mente origine dalle Valli del Natisone, dall'Udinese e dal Manzanese Nel comune esiste anche una importante pendolarità in uscita le cui destinazioni sono le stesse sopraccitate. Le attività industriali ed artigianali di rilievo territoriale nel comune riguardano ca.. 40-50 unità produttive presenti ed individuate. Le maggiori attività sono tutte concentrate nell'ambito del consorzio industriale CSIFO; tre insediamenti rilevanti, come dello, sono dislocati in forma isolata nel territorio; diverse attività, per lo più artigianali, sono sparse nei centri abitati. In pratica gli insediamenti presenti nell'area del consorzio CSIFO risultano compatibili con il contesto territoriale; per quanto riguarda i tre insediamenti sparsi nel comune si può affermare che hanno difficoltà di integrazione sia per le caratteristiche urbanistiche del sito (zone agricole e di interesse ambientale), sia per gli effetti igienico sanitari esistenti o potenziali. La gran parte delle attività artigianali sparse tra i nuclei abitati risulta ormai collocata in area inidonea (anche se inidoneità dell'area non significa incompatibilità dell'insediamento), interclusa o contigua a complessi di interesse storico, di pregio ambientale, residenziale o di servizio pubblico rilevante.

2.3.3 - Valutazione della domanda e dimensionamento dell'area

Riguardo la valutazione della domanda di insediamenti produttivi è stato compiuto un esame con la collaborazione di Associazioni di Categoria ed indagini dirette. In questo caso è stata presa in considerazione sia la domanda locale (comunale) sia le potenzialità esterne territoriali. II campione che ne é emerso riguarda 50 attività selezionate in vari settori produttivi, di cui 24 (pari al 48%) insediate nel comune di Cividale, e 26 attività (pari al 52%) in-sediate nei comuni del Comprensorio, che hanno risposto ai quesiti posti. Queste attività hanno manifestato tutte un forte interesse a rilocalizzarsi in un'area adeguata ed infrastrutturata ubicata nel territorio cividalese, data la presenza di importanti infrastrutture e di collegamenti esistenti o in previsione. L'indagine, sintetizzata sulla tabella che segue, consente di individuare i settori di attività produttiva ricorrenti e di effettuare il dimensionamento di massima del fabbisogno di superficie edificabile necessaria a soddisfare le esigenze del campione che si fissa su 240.000 mq, fermo l'indice di copertura pari al 50% della superficie del lotto edificabile. La citata superficie edificabile deve essere considerata al netto di tutte le infrastrutture, della viabilità, delle aree per il verde e per i parcheggi di relazione. Anche il numero di addetti, che per alcune attività rilocalizzabili è da considerarsi incrementale, appare consistente.

settore

alimentare

impianti 

legno, pavimenti

2 (4%)

9 (18%)

5 (10%)

addetti

27

96

30
--

settore

meccanica,
lav. metalli

autotrasporti,
impianti stradali.

imprese edili, prefabbricazione,
lav. pietra

13 (26%)

3 (6%)

7 (14%)

addetti

 109

11

76
--

settore

carburanti e lubrificanti

officine auto/
moto, carrozzerie

servizi

2 (4%)

5 (10%)

4 (8%)

addetti

15

 9

 14
--

Totale
 

50 (100%)
 

addetti

 387
 

2.4 - Il territorio

La zona prescelta è situata all'ingresso orientale di Cividale - su un'area pianeggiante posta a sud della SS54 che da Udine conduce al Valico di Stupizza passando per Cividale - di fronte alla Zona industriale Dl esistente. Delimitata a nord dalla SS54, ad ovest dalla rotatoria "Tre Pietre" ed il confine con il Comune di Premariacco, ad est con la SS356 ed a sud una strada vicinale, ha una superficie complessiva di circa 50,91 Ha. Essa è attraversata da una linea ENEL A.T. da 132KV, da una linea ENEL di M.T da 20KV, dal metanodotto da 64Bar, mentre la rete dell'acquedotto corre lungo i lati est e nord. Per quanto riguarda invece a fognatura, è possibile il collegamento con la tratta dell'ex Consorzio CSIFO fino al depuratore in Comune di Moimacco. La sua posizione geografica, disposta appunto tra una viabilità di grande comunicazione (SS54), una di interesse regionale (SS356) ed una provinciale di interesse regionale (s.p. per Premariacco) unitamente all'elevato grado di infrastrutturazione e di servizi (vicino scalo ferroviario nella Zona ex CSIFO), ne fanno un sito di prevedibile rapido sviluppo.

2.5 - La componente ambientale

Dalle considerazione esposte nello studio geologico allegato a cura della dott.ssa Croce, risulta che il settore di territorio esaminato nella località Campo Marzio tra le due rotonde della S.S. n. 54, corrispondente alla zona che si estende a Ovest e Sud-Ovest del capo-luogo, è scevro di problematiche "geomorfologiche, idrologiche e paesaggistiche". Questo settore si presenta pianeggiante, è costituito da terreni prevalentemente ghiaiosi dotati di buone proprietà geomeccaniche, non vi sono corsi d'acqua: il F. Natisone dista a circa 700-800 m.

2.5.1 Natura dei terreni e sistema agricolo

L'ambito si caratterizza per la morfologia pianeggiante a tipica connotazione agricola; le coltivazioni agrarie prevalenti sono seminativi con alcuni vigneti e pioppeti di primo impianto; i coltivi sono organizzati in appezzamenti strutturati con tendenza allo sfruttamento delle potenzialità meccaniche dei mezzi agricoli. Nelle zone esaminate non vi sono fabbricati di natura agricola. Il valore agronomico dei terreni risulta piuttosto scarso dal momento che prevalgono le ghiaie. La vegetazione arborea e arbustiva è piuttosto scarsa, è quella tipica della pianura antropizzata in diretto rapporto con il substrato e destinazione produttiva.

2.5.2 Cenni di pedologia

I sedimenti ghiaiosi, essenzialmente costituiti da clasti calcarei, sono coperti da un orizzonte di terreno limoso-argilloso di colore rossastro inglobante scarsi elementi litoidi, frutto dei processi di alterazione che hanno coinvolto il substrato ghiaioso.

2.5.3 Meteorologia
Il territorio si colloca nella zona temperata ad un livello altimetrico oscillante sui 115-122 ml. La distribuzione annua delle precipitazioni configura la prevalenza nei mesi primaverili con una media annuale che supera i 1400 mm. con 113 giorni piovosi all'anno.

2.6 - Inquadramento geomorfologico

Si riportano in sintesi alcuni elementi dello studio geologico a cui si rimanda per l'approfondimento.
La zona prescelta é compresa nel settore dell'Alta Pianura friulana corrispondente alla parte apicale del conoide costruito dal fiume Natisone. Tale settore si é formato in seguito all'accumulo di materiale clastico trasportato, durante l'espansione glaciale würmiana, dalle acque di fusione del ramo occidentale del ghiacciaio dell'Isonzo che si raccoglievano nella valle del Natisone. In relazione alla sua morfogenesi il territorio risulta costituito da una coltre di sedimenti prevalentemente ghiaiosi intercalati con banchi di conglomerato giustapposti a resti di alluvioni più antiche. Livelli conglomeratici si localizzano anche a profondità inferiori a 10 m dal piano di campagna, tuttavia stante la morfogenesi dei sedimenti, sono frequenti le eteropie sia verticali che orizzontali anche in ambiti ristretti, come peraltro evidenziato dalle stratigrafia dei pozzi perforati soprattutto nell'attuale zona per gli insediamenti produttivi che mostrano, al disotto di uno strato di terreno vegetale potente 0,5 m, una successione formata da ghiaie (localmente cementate) e sabbia con limo argilloso. Il basamento roccioso flyschoide é stato intercettato nel corso delle terabrazioni su indicate, la sua profondità dal piano di campagna é la seguente:
- in corrispondenza del pozzo di alimentazione idrica dell'acquedotto del Pojana (n. 0410018 Catasto regionale pozzi) a - 120 m,
- in corrispondenza del pozzo n. 0410006 del Catasto regionale pozzi a - 100 m

2.7 - Sismicità

Le aree considerate si inseriscono in un territorio contraddistinto da un quadro geostrutturale caratterizzato da una serie di sovrascorrimenti ad andamento NW-SE e da linee di faglia con andamento all'incirca NE-SW. Ad una di queste linee tettoniche si deve l'impostazione del tratto della valle del Natisone posto all'incirca tra gli abitati di Cividale e S. Pietro. La rielaborazione delle registrazioni della rete sismometrica allestita sul territorio regionale dopo il sisma del 1976 ha fornito interessanti indicazioni sulla sismicità locale permettendo valutazioni sulla "scuotibilità". Quest'ultimo parametro dipende dall'accelerazione massima orizzontale che può essere raggiunta in un determinato territorio. Il bacino studiato rientra in una vasta area per la quale viene prevista una accelerazione massima orizzontale, con probabilità di non superamento del 70% in 100 anni, di 0,15 g. Mentre per un tempo di ritorno di 475 anni l'accelerazione é prevista compresa tra 0,20 e 0,24 g. Per un periodo di 100 anni è previsto un terremoto di intensità 7° - 8° Mercalli. Il territorio comunale di Cividale è classificato sismico con grado di sismicità S=9. (Decreto ministeriale 11 gennaio 1982 "Aggiornamento delle zone sismiche della regione Friuli-Venezia Giulia").

2.8 - Idrologia

2.8.1 Acque sotterranee

II notevole spessore di depositi alluvionali, grossolani e permeabili, rappresenta la sede di una falda freatica, sostenuta dal basamento flyschoide poco permeabile, di grande potenzialità e con una notevole continuità laterale e verticale (acquifero indifferenziato). Nella parte della pianura considerata la falda freatica é soggetta alle dispersioni del fiume Natisone e dei torrenti minori che drenano i rilievi flyschoidi posti a monte delle aree considerate. Nella zona la falda freatica si localizza ad una profondità dal piano di campagna media-mente superiore a 45 m, il valore medio misurato nel pozzo n. 248 monitorato dal Servizio all'Idraulica della Direzione Regionale dell'Ambiente nel periodo compreso tra il 1980 ed il 1991 è di 58,67 m. Le escursioni freatiche nella zona considerata sono comprese tra 2 e 3 m (S. Stefanini, 1978) La direzione dei deflussi sotterranei é NE - SW.

2.8.2 Acque superficiali

Le zone prescelte non sono direttamente interessate da corsi d'acqua naturali o da canali artificiali.
L'alveo del Fiume Natisone si localizza a circa 600 m dal limite sud-orientale della zona A e a circa 400 m dal limite nord-occidentale della zona B l.

2.8.3 Venti

I venti dominanti provengono dal quadrante NE (Greco) per oltre il 60%, con una velocità media intorno ai 4,5 nodi e sono prevalentemente venti freddi.

 

3 - IL PROGETTO

3.1 - Obiettivi

Il progetto urbanistico ha definito come Zona D2 l'area prescelta posta in contiguità alla zona Dl esistente, consolidando così il polo produttivo previsto dal PUR. Questa aggregazione al polo produttivo corrisponde ad importanti obiettivi di carattere urbanistico ed ambientale, consistenti in modo particolare:
- nella concentrazione di attività produttive rilevanti in un unico ambito territoriale definito, senza per altro provocare ulteriore consumo irrazionale di territorio, valorizzando e qualificando le zone esistenti attraverso l'ottimizzazione dei servizi esistenti;
- nella possibilità di costituire interazioni importanti, in particolare con lo scalo ferroviario ed il sistema dei trasporti e delle previsioni infrastrutturali e di viabilità;
- nella possibilità di controllo dell'impatto ambientale, degli aspetti igienico sanitari e delle compatibilità localizzative.

3.2 - I fattori di criticità e gli aspetti strutturali

I fattori di criticità e di valutazione progettuale riguardano:
1. il sistema relazionale in generale con l'incremento di traffico generato;
2. le servitù di elettrodotti e metanodotto;

3. l'apporto dei flussi energetici;

4. gli smaltimenti dei vari reflui, le emissioni in atmosfera, la produzione di rumore;

5. il rapporto con il paesaggio e gli aspetti ambientali;

6. la varietà spaziale dell'area e la qualità architettonica dei volumi produttivi.

Il traffico medio giornaliero ad insediamenti avvenuti si può stimare in ca.. 450 veicoli (addetti 800 x veicoli / addetto 0,5 + 10% esterni) nella proporzione di 90% leggeri e 10% pesanti. Si può presumere inoltre che un 30-35% del traffico non sia nuovo, bensì traffico esistente che cambia destinazione conseguentemente a rilocalizzazione di attività esistenti. Il traffico nuovo è perciò stimato in ca.. 290-320 veicoli. Considerando che la zona è servita da mezzi pubblici, il numero dei veicoli indotto può essere senz'altro minore.
Per gli aspetti progettuali si prevedono specifiche indicazioni di carattere strutturale per il piano attuativo oltre ad indicazioni aventi valore orientativo, con lo scopo di individuare le modalità di utilizzazione ed edificazione del suolo e superare i fattori di criticità predetti.
Circa l'ipotesi di conflittualità con la contigua zona industriale esistente, si può affermare che vi sono due diverse vocazioni: l'ambito ex CSIFO contiene attività di dimensione anche rilevante; nella nuova zona la localizzazione sarà aperta anche e soprattutto ad attività artigianali, oltre a quelle di supporto e complemento. Le modalità di utilizzazione ed edificazione del suolo, previste ed illustrate anche negli schemi grafici e nelle norme di attuazione, si propongono:
1. il razionale utilizzo dello spazio e delle opere di urbanizzazione. La zona pertanto viene dotata di una viabilità principale di supporto, posta ai margini meridionali dell'area, dotata di svincoli adeguati a consentire la distribuzione e l'organizzazione interna al comparto, oltre alla possibilità di garantire una futura espansione verso est;
2. il sistema di accessi/uscite verso le Strade Statali previsto con criteri di funzionalità e sicurezza secondo schemi di canalizzazione dei flussi, utilizzando le rotatorie esistenti ed evitando penetrazioni/uscite dirette sulla SS54, nella prospettiva di relazio-narsi con la SS356 ad est e alla s. p. per Premariacco a ovest, per innalzare il grado di sicurezza e funzionalità delle viabilità territoriali;

3. l'individuazione di aree per servizi ed attrezzature collettive, ubicate in posizione ottimale, in grado di soddisfare pienamente le esigenze;

4. la programmazione e la flessibilità nell'utilizzo dell'area, procedendo per ambiti funzionali alla reale necessità, con lo scopo di evitare la compromissione immediata dell'intera area a disposizione;

5. la fissazione dei requisiti di opere e attività insediabili in funzione di omogeneità dell'insediamento e dell'inserimento nel contesto territoriale evitando effetti igienico sanitari indotti o non desiderati; per tale ragione vengono limitate, ai sensi del DM 05/09/1994 "Elenco delle industrie insalubri di cui al TU delle leggi sanitarie", diverse attività di "produzione" ritenute non compatibili nel territorio in questione;

6. la creazione di una struttura di spazi a verde sia con funzione di valorizzazione paesaggistica che di mascheramento, di barriera antirumore, di arredo e di qualificazione spaziale; per tale ragione sono previste ampie aree a verde, in prossimità delle rotatorie e lungo il tratto della SS54 delimitato da queste. In particolare per quest'ultimo sistema individuato con la dicitura di "Verde di filtro ambientale", è prevista una progettazione specifica di insieme che coniughi la necessità di una funzione schermante con quella della valorizzazione, in senso paesaggistico, dei coni ottici verso l'orizzonte montano che racchiude Cividale, valutando l'opportunità di fare anche ricorso alla modellazione del terreno di cui si allega uno schema esemplificativo;
7. l'organizzazione del sistema dei parcheggi di relazione funzionale alle attività e coerente con la previsione di viabilità e del sistema a verde;
8. la cura e la qualità dell'edificato, volte a garantire la permeabilità visiva dell'intera area privilegiando il mantenimento del cono di visuale lungo la SS54, con il ricorso ad opportune norme di assetto che consentano quote edilizie differenziate in ragione della distanza dalla SS54 stessa;

9. l'organizzazione funzionale, infrastrutturale, spaziale e distributiva secondo una previsione che tiene conto di una probabile e futura espansione dell'ambito produttivo nelle aree libere poste a sud (ora in parte demanio militare non utilizzato).

Per tali ragioni ed in relazione a quest'ultimo punto, il piano assume come elementi invarianti di progetto, quelli di seguito descritti e rappresentati sulla tav. n. 3:

a) la viabilità strutturale obbligatoria con vincolo di relazione con le viabilità esterne di livello territoriale, da progettare con finalità paesaggistiche, sia nell'andamento del tracciato che nella forma di mitigazione nei confronti della limitrofa zona agricola;

b) i punti di accesso/uscita di immediato utilizzo, ma da considerarsi provvisori rispetto a soluzioni più razionali sulla SS356 e s.p. per Premariacco;

c) i nodi viabilistici principali di distribuzione da prevedersi con rotatorie, la cui localizzazione potrà essere calibrata in sede attuativa in relazione alle esigenze di funzionalità;

d) l'ambito di filtro paesaggistico e ambientale obbligatorio, da disporre lungo la SS54, volto a creare sia sistemi di mascheramento e fonoassorbenza, sia a favorire l'inserimento dell'insediamento nella realtà ambientale circostante, sia ancora a migliorare la qualità dal punto di vista ecologico, così da renderla più confacente alle esigenze delle attività umane;

e) la previsione di attuare il comparto in due sub-comparti funzionali, attivando l'iniziativa dal lato ovest della Zona D2.

3.3 - Le verifiche delle previsioni

Le ipotesi progettuali descritte sono state preventivamente verificate nelle varie sedi competenti.
In particolare il sistema degli accessi/uscite della viabilità in corrispondenza delle rotatorie esistenti tiene conto del parere preventivo dell'ufficio ANAS di Trieste. Per le infrastrutture a rete si è osservato la normativa in vigore che si cita in sintesi:

1 - FOGNATURE E ACQUEDOTTO: Decreto Legislativo Acque n. 152 del 11/05/99-Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - 29 Maggio 1999 "Decreto legislativo recante disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/Cee concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/Cee relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole."
2 - METANODOTTO: decreto ministeriale 24 novembre 1984 "Norme di sicurezza antincendio per il trasporto, la distribuzione, l'accumulo e l'utilizzazione del gas naturale con densità non superiore a 0,8" (G.U. 15 gennaio 1985, n. 12, suppl. ord.).
3 - ENEL AT: attualmente in vigore decreto Presidente Consiglio Ministri 23 aprile 1992 "Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno" (G.U. 6 maggio 1992, n. 104). In attesa dei decreti attuativi: Legge 22 febbraio 2001, n. 36 "Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici (in Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 2001, n. 55).

Con il Consorzio acquedotto Poiana si è verificato quanto segue:

- il servizio idrico non è attualmente presente sull'area interessata dal piano, tuttavia è possibile il collegamento alla rete esistente in quanto quest'ultima è di dimensioni adeguate al soddisfacimento delle future richieste;
- il servizio di fognatura e depurazione non è attualmente presente sull'area interessata-piano, tuttavia i servizi saranno assicurati utilizzando la rete fognaria esistente ed il depuratore ex S.I.F.O. ubicato in Comune di Moimacco, con percorsi e scelte tecniche da individuarsi nella fase attuativa.
Circa le reti elettriche non vi sono particolari problemi per lo spostamento delle linee in MT che possono essere anche interrate; per la linea in AT, dopo il sopralluogo compiuto, risulta fattibile la rilocalizzazione del tratto attraversante l'area secondo le due previsioni indicate in tav. 3.3.
Pure il tratto di derivazione del metanodotto verso la zona industriale esistente non presenta particolari questioni allo spostamento su una linea più favorevole con le ipotesi di progetto.

3.4 - Indicazioni per il piano attuativo e la convenzione

Analizzata la situazione fisica e ambientale dell'area e le considerazioni già espresse sulle interazioni funzionali, pare importante formulare alcune ulteriori indicazioni cui il piano attuativo e/o la convenzione dovranno fare riferimento:

1 - costituire collegamenti agevoli verso lo scalo ferroviario;

2 - organizzare il sistema dei lotti in funzione delle esigenze degli operatori, dei vincoli esistenti e delle superfici prevedibili per attrezzature collettive;

3 - individuare gli elementi connessi alla limitazione degli impatti ambientali;

4 - determinare i requisiti di qualità urbanistico-architettonica delle opere per qualificare l'inserimento territoriale;

6 - prevedere la redazione di norme attuative adeguate ed omogenee;

7 - sistemare dal punto di vista paesaggistico-ambientale la rotatoria in località "Tre Pietre" con adeguati sesti di impianto in caso di coinvolgimento della stessa con le opere di urbanizzazione;

È opportuno altresì che venga salvaguardata per mitigazione ambientale e riequilibrio tra paesaggio naturale e zona produttiva una fascia di ca. 100-200 m intorno alle due rotonde lungo la SS54 per consentire fra l'altro la preservazione del paesaggio di Cividale con la cerchia delle Alpi Giulie e delle colline circostanti.

4 - COMPATIBILITÀ AMBIENTALE E URBANISTICA

Esaminata la situazione puntuale e complessiva dell'area prescelta dal punto di vista ambientale e paesaggistico, alla luce delle prescrizioni fornite dal P.G.G., è riconosciuta la compatibilità di tutta la zona così definita, in base alle seguenti considerazioni:

1. I siti in esame sono pianeggianti con pendenze medie tra il 5% e 7%, il tipo di sub-strato pedologico (ghiaioso) risulta sostanzialmente uniforme ed equilibrato nelle componenti granulometriche; la permeabilità dei litotipi superficiali è elevata.
2. Le zone sono scevre di pericolosità naturali: non risultano interessate da fenomeni esondativi, allagamenti, problematiche di carattere geostatico.
3. La falda freatica si localizza ad una profondità tale da non influenzare la risposta sismica dei terreni (maggiore di 50 m).
4. I sedimenti che verranno interessati dalle strutture di fondazione presentano buone caratteristiche geotecniche.
5. L'eterogeneità granulometrica dei terreni porta ad escludere fenomeni di liquefazione in caso di eventi sismici.
6. Le zone sono già servite da un sistema viario e non necessitano di altri collegamenti con la rete stradale principale.
7. Le aree contermini sono sostanzialmente infrastrutturate.
8. Le aree sono ubicate a valle delle opere di presa dell'acquedotto del Consorzio del Poiana e pertanto non vi sono rischi di inquinamento.
9. Relativamente a possibili emissioni in atmosfera si evidenzia che gli insediamenti residenziali esistenti, anche se prossimi alle aree considerate (es. Grupignano o Gagliano in comune di Cividale, ovvero Bottenicco o Moimacco), non sono interessati da possibili effetti negativi in quanto non si trovano sulla direttrice dei venti dominanti (quadrante NE). Pertanto le emissioni tenderanno a disperdersi su zone non abitate; tuttavia va detto che in considerazione di precipitazioni per un terzo dell'anno con venti freddi, le particelle tendono ad essere sospinte verso il basso, con possibilità di ricadute (ciò riguarda solo l'area in questione causa la zona industriale già esistente).
10. Le aree non sono direttamente interessate da vincoli o tutele di interesse storico e ambientale: tuttavia la prossimità di siti di interesse ambientale e paesaggistico, deve comportare la previsione di opportuni elementi mitigatori e paesaggistici.
11. La zona risulta essere il sito più funzionale dal punto di vista dei requisiti urbanistici, ambientali e del grado di infrastrutturazione esistente ai fini di un corretto inserimento nel contesto territoriale: la vicinanza della zona produttiva esistente a nord della SS54 consente di integrare le previsioni di PUR individuando così la naturale direttrice di espansione.
12. L'area non è soggetta a vincoli o servitù militari. Con il futuro superamento dei vincoli di interesse militare nella zona ex Polveriera a margine dell'area, si può determinare la previsione di una ulteriore zona di espansione produttiva verso sud.
13. La confinante Amministrazione Comunale di Premariacco potrebbe essere coinvolta per il completamento della zona a sud della prima rotatoria "Tre Pietre" e con-sentire la riduzione del traffico sulla SS54.

5 - ASPETTI DIMENSIONALI PRINCIPALI

- Sup. Lorda territoriale della Zona D2 individuata: 50,9 Ha
- N. addetti insediabili (4Oadd. Ha) : 40 x 50.9 = 2.036 addetti
- Sup. per attrezzature collettive (15 mq. add): 2.036x15 = 30.540mq mm. 6% di 50,9 Ha pari a 30.561 mq
- Verde di filtro ambientale: mm. 14% di 50,9 Ha pari a 71.312 mq

6 - CONCLUSIONI

Per tutto quanto sopra riportato, sì provvede ad apportare le conseguentì integrazioni alla Zonizzazione ed alle Norme di attuazione del P.R.G. vigente del Comune di Civídale del Friuli:

A) Zonizzazione

Sulla Tavola della Zonizzazione viene individuata con opportuno segno grafico la nuova "Zona D2" in luogo della precedente "Zona agricola normale"- (Vedi Allegati 5 e 6)

B) Norme di attuazione

Non essendo prevista tale zona sul P.R.G. vigente, dopo l'Art. 33bis delle Norme di Attuazione viene inserito il nuovo "Art. 33 ter - ZONA OMOGENEA D2", il cui testo è riportato sul fascicolo allegato denominato "Norme di Attuazione".

 

 

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Consorzio Artigiano e Piccole Imprese di Cividale
società consortile a responsabilità limitata

(fonte: Infocamere - dati aggiornati al 1 marzo 2003)


sede: viale Libertà, 50 - Cividale del Friuli
attività economica: valorizzazione e vendita immobiliare
data costituzione e inizio attività: 20 dicembre 2000
data iscrizione CCIAA: 17 gennaio 2001
capitale sociale: 122.600 euro

Consiglieri in carica: Daniele Bacchet, Mario Laurino (presidente del Consiglio di Amministrazione), Carlo Monai, Manlio Nadalutti, Niveo Paravano, Lucio Vogrig

NB:
- Daniele Bacchet: direttore generale del "Centro Formazione Professionale Cividale soc. coop. a r.l."
- Mario Laurino: consigliere de "La Piasentina s.r.l", "Confartigianato Udine Servizi s.r.l.", "Consorzio Produttori Pietra Piasentina s.r.l.", socio contitolare de "Julia Marmi di Laurino Mario & C. s.n.c.", socio accomandatario de "Riviera Marmi s.a.s. di Lucilla e Mario Laurino", titolare firmatario de "Impresa Edile di Laurino Mario"
- Carlo Monai: nessuna carica rintracciata in altre imprese
- Manlio Nadalutti: socio contitolare de "Autoservice s.n.c."
- Niveo Paravano: consigliere de "Confartigianato Udine Servizi s.r.l.", "Consorzio di Garanzia Fidi fra le imprese artigiane della Provincia di Udine soc. coop a r.l.", socio amministratore de "Idrotermica Buttrio di Paravano Niveo s.n.c.", amministratore unico de "Idrotermica Buttrio s.r.l.", "omega s.r.l."
- Lucio Vogrig: consigliere de "Vogrig Lucio & C. s.r.l.", "Vogrig s.r.l.", socio amministratore de "La Longobarda s.n.c. di Vogrig Lucioi & C."

Soci (proprietari): Lubriservice srl (0,82%), Fankhaenel Lidia (2,04%), Busolini Lorenzo (2,45%), Iuretig Luigi (0,82%), Crisetig Albino (0,82%), Moschioni Gabriella (0,41%), Del Zotto Lorenzo (0,61%), Paiani Giorgio (0,82%), Cudicio Giorgio (0,82%), Dugaro Alfredo (1,02%), Cantoni Carlo (1,22), Gorenszach Leo (0,82%), Marseu Franco (4,08%), Erus srl (1,43%), Implant s.r.l. (4,08%), M.D. 2 di Dri s.n.c. (2.04%), C.S.A. officina fabbrile costruzione serramenti in alluminio e ferro di Zuanella Ettore e Silvano s.n.c. (1,02%), Macorig Atos e figli (3,26%), Euro 2000 di Dal Bo giorgio e Lesizza Maria s.n.c. (2,45%), W.K.M. s.r.l. (4,08%), 3C Compagnia Commercio Combustibili s.r.l. (4,08%), O.M.P. di Pinatto Andrea s.n.c. (0,82), Degano Flavio e C. s.n.c. (1,63%), Julia Marmi di Laurino Mario e C. s.n.c. (7,83%), Idrotermica Buttrio di Paravano N. s.n.c. (4,08%), autoservice s.n.c. di Nadalutti Manlio e C. (2,04%), Bier Paola (0,61%), Paoluzzi Donatella (0,61%), Zuccolo Danilo (0,61%), Bianco Giorgio (0,61%), Di Minio Ciro (0,61%), Naval Suppliers s.r.l. (12,23%), Pontoni Legnami s.r.l. (2,85%), Trattoria Al Giardino di Lenisa A. e D. s.n.c. (0,82%), Vogrig L e C. s.r.l. (4,89%), Climatest srl (1,22%), CO.MET SISTEM s.r.l. (0,82%), Dever s.r.l. (4,89%), Julia strade s.r.l. (0,41%), SIIEM s.r.l. (0,41%), Simoncig s.r.l. (2,04%), Fonga Luca (1,63%), Metor s.n.c. di Basaldella Luca e C. (1,22%), FILPA Drink service di Paesano Michele e C. s.n.c. (2,04%), Eurovie s.r.l. (2,04%), Metalsed s.n.c. di Paoluzzi adriano e Cussigh Emanuele (2,04%), Roiatti Mauro (0,82%), Impresa Cois s.r.l. (1,22%).

NB: trasferimenti quote antecedenti o contestuali (già inclusi nell'assetto proprietario sopra indicato)
in data 30.05.02 la "Julia Marmi di Laurino Mario & C s.n.c." ha ceduto quote per 9.000 euro
in data 30.05.02 Bier Walter ha ceduto quote per 3.000 euro
in data 30.05.02 la "Metalsystem s.n.c." di Dominutti Flavio & Pittia Stefano ha ceduto quote per 2.000 euro
in data 30.05.02 Cencig Dante ha venduto quote per 1.500 euro
in data 30.05.02 la "Avvolgimenti Ducale di Martincigh & Diplotti s.n.c." ha ceduto quote per 2.500 euro
in data 30.05.02 la "E.D. impianti s.r.l." ha ceduto quote per 2.500 euro
in data 30.05.02 la "Martinig s.n.c. di Del Fabbro Delis & C." ha ceduto quote per 1.000 euro
in data 30.05.02 la "Macorig Atos e figli s.n.c." ha ceduto quote per 1.500 euro

Collegio sindacale: Mauro De Marco (presidente), Paolo Gallo (sindaco supplente), Sergio Pozzi (sindaco effettivo), Andrea Stedile (sindaco supplente), Andrea Volpe (sindaco effettivo)

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