dossier piano regolatore -
dossier piano regolatore:
il nostro primo documentolista Rinascita - PRC -
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Lista Rinascita - PRC
Abbiamo preparato questo documento allo scopo di informare i cittadini su un tema, che per quanto poco trattato, è fondamentale per la nostra città per gli anni a venire: si tratta del nuovo PRGC (Piano Regolatore Generale Comunale). E' qui necessario fare una piccolissima premessa riguardo a quella che è una emergenza nazionale; l'Italia, rispetto ad altri paesi europei, è in grave ritardo per quanto riguarda la pianificazione urbana e ha favorito quel fenomeno, verificatosi dal dopoguerra a oggi, conosciuto con il nome di "sacco del territorio".
Anche Cividale purtroppo non si è sottratta a questo fenomeno, anzi ne accentua alcuni caratteri.
Il Piano Regolatore attualmente in vigore, che è stato elaborato nel pieno della fase di "emergenza post-terremoto" ed adottato solo nell'ottobre del 1979, è sostanzialmente superato per alcuni fatti oggettivi che possiamo così sintetizzare:1) l'aver previsto aree edificabili senza troppo soffermarsi sull'impatto ambientale, sulla loro collocazione, sulla loro forma complessiva e sulla distribuzioni dei servizi sul territorio;
2) l'aver previsto un notevole aumento degli abitanti residenti che sarebbero passati da 11 mila a 20 mila. Tale aspettativa non si è verificata: la popolazione è rimasta stabile.
3) l'essere stato modificato da una serie considerevole di varianti alcune delle quali di particolare rilievo come ad esempio quella che ha riguardato l'area di piazza Picco.
4) i notevoli cambiamenti che hanno interessato negli ultimi 20 anni la situazione economica, sociale e politica della nostra città. Fra i cambiamenti ricordiamo il ridimensionamento notevole del settore industriale e la crescita del comparto legato ai servizi, la crescita delle aree dismesse con l'aggiunta all'Italcementi e al Tannino delle aree delle Caserme, di un Monastero in pieno Centro Storico e forse in futuro dell'area dell'ospedale (speriamo di no) con conseguente formazione di "buchi" nel tessuto della Città. Queste aree non hanno più la funzione per la quale erano state progettate, alcune di esse sono in avanzato stato di degrado e vanno recuperate alla città con un serio piano. Al ridimensionamento del comparto industriale fa da contraltare un'aspettativa di sviluppo delle attività legate al turismo culturale, all'artigianato, alla piccola industria e al commercio e di conseguenza ai servizi connessi, motivo per il quale è necessario prestare grande attenzione alla valorizzazione del patrimonio storico e ambientale. Si aprono prospettive interessanti legate ai nuovi equilibri internazionali, al nuovo ruolo svolto dalla vicina Slovenia, naturale retroterra della nostra città.
In questo contesto si inseriscono gli errori di pianificazione (se vogliamo chiamarli tali) che vanno tutti addebitati alle amministrazioni, democristiane, che hanno governato la città dalla fine della guerra a oggi.
Come nel resto del paese anche qui quella classe politica, che ora si ricicla in altre formazioni politiche, si è dimostrata incapace di determinare un nuovo corso e non ha saputo intravedere nella questione urbanistica quelle importanti implicazionie di progettualità capaci di condizionare l'economia ma anche il rapporto con il cittadino, la correttezza amministrativa, il rapporto con poteri in provincia, regione ecc.
All'inizio degli anni '90 comincia a delinearsi la possibilità di un cambiamento della situazione politico amministrativa di Cividale. La formazione di una lista civica che raccoglie varie forze del centro-sinistra e della sinistra abbozza quel lavoro che porterà alla vittoria elettorale del '95 con l'amministrazione del dott. Bernardi.
In quegli anni infatti sorgono a Cividale vari comitati di difesa (contro le discariche, contro l'edificazione dell'Orto delle Orsoline) le cui argomentazioni coinvolgono la cittadinanza.Le amministrazioni Pascolini si caratterizzano per la mancanza di trasparenza, per la mancanza di un'idea di Città e si limitano a gestire il quotidiano e ciò che deriva da precisi obblighi di legge e questo alla fine fu uno dei motivi per cui si determinò la vittoria elettorale del centro-sinistra.
L'amministrazione Bernardi durò veramente poco, ma riuscì ad affidare la redazione di un nuovo PRGC a uno studio di fama internazionale, lo studio dell'arch. Benevolo, redattore tra gli altri di piani complessi quali quelli di città come Bologna, Venezia, Modena e altre ancora.
Quell'incarico veniva affidato quindi ad un professionista che oltre alla docenza universitaria annovera nel suo curriculum svariati saggi dedicati alla storia urbanistica delle città, in definitiva ad uno dei maggiori intellettuali del nostro paese.Un incarico quindi di profilo molto elevato che nelle aspettative avrebbe dato lustro alla nostra città. I punti fondamentali del nuovo incarico sotto il profilo dell'analisi e della programmazione erano sinteticamente i seguenti:
a) Particolare attenzione alla tutela del paesaggio agrario, considerato come rilevante risorsa ambientale e di memoria storica e particolare attenzione al problema del rapporto fra città e campagna (ricordiamo che queste tutela e attenzione avrebbero avuto sicuramente delle ricadute positive sotto il profilo economico specie in quelle aree del nostro Comune in cui l'economia è in buona parte legata alla coltura della vite con tutte le implicazioni legate alle nuove forme di turismo culturale, eno-gastronomico ecc.).
b) Le aree di espansione, le lottizzazioni hanno dato dei risultati deludenti sotto il profilo della qualità della vita e dell'utilizzo razionale del suolo.
c) I principali nodi progettuali da risolvere sono forniti da:
- area dell'Italcementi: per dimensioni, per il degrado ma anche per le opportunità che riserva costituisce il più rilevante problema per la città;
- le caserme: costituiscono, a seguito dei mutati scenari internazionali che ne hanno rese necessaria la dismissione, un'altra opportunità per l'amministrazione che potrebbe, a seguito di accordi con i competenti organi statali, diventare soggetto attivo nel loro recupero;
- il Natisone: costituisce uno degli elementi più straordinari e di valore della nostra città. Esso è stato progressivamente sottratto alla fruizione di cittadini e visitatori, è necessario invece valorizzarne il ruolo;
- l'area di piazza S.Francesco e Foro Giulio Cesare: Le dissennate edificazioni effettuate nel passato l'hanno resa degradata, è necessario invece recuperarla, contestualizzandola ai monumenti circostanti (Chiesa e Convento di S.Francesco, palazzo Brosadola).
d) Le lottizzazioni che fino ad oggi sono state esempio di spreco del territorio, caratterizzate da un disegno incoerente e irrispettoso dell'ambiente in quanto viziate dalla semplice rendita di speculazione tra l'altro ottenuta con il favore delle amministrazioni comunali. Il fallimento di questa pianificazione è facilmente verificabile dal senso di sconcerto e di tristezza che queste aree riescono a trasmettere.Sotto il profilo operativo sostanzialmente i punti qualificanti erano i seguenti:
1) L'istituzione di un Ufficio di Piano, formato da due tecnici comunali e da due neoassunti laureati; le spese di gestione dello stesso sarebbero state per metà sostenute dallo studio Benevolo;
Quest'ufficio aveva lo scopo principale di elaborare sul posto il Piano e di formare il personale che poi avrebbe dovuto applicarlo. E' infatti sotto gli occhi di tutti quanto difficile sia districarsi nella normativa attualmente in vigore. L'Ufficio di Piano avrebbe supplito quindi alla prassi che concentra l'attenzione unicamente nell'elaborazione del Piano e ne dimentica la gestione.2) La dimensione del Piano aveva le caratteristiche di piano particolareggiato con una definizione casa per casa; definiva quindi con precisione cosa si poteva fare e cosa no, con particolare precisione, evitando lungaggini burocratiche, false apettative, perdita di denaro e quell'ambiguità della norma che favorisce un cittadino rispetto a un altro.
L'amministrazione Pascolini non poteva tollerare tutto ciò e, vinte le elezioni 2 anni fa, revoca l'incarico allo studio Benevolo con delibera del 20.12.1999.
Le motivazioni dichiarate in delibera (che tra l'altro è stata consegnata ai richiedenti senza gli allegati ai quali fa continui riferimenti) espongono l'amministrazione e gli uffici al ridicolo quando per esempio si informa che la cartografia non è leggibile perché " al momento la conoscenza dei programmi informatici di cartografia è nullo per gli Uffici" e "non si è potuto visionare il programma di cartografia regionale".Nella delibera si dichiara, tra l'altro, che l'Ufficio di Piano non è operativo come non lo è la struttura che al cittadino è costata 120.795.000 lire, e nell'allegato parere legale si dice che "l'incarico professionale non riguardava una prestazione posta esclusivamente a carico dello studio Benevolo, ma doveva essere realizzata dando vita ad una indispensabile sinergia di tale studio con l'ufficio di piano appositamente costituito dal Comune di Cividale del Friuli. Si tratta di una previsione contrattuale giuridicamente perfettamente legittima ma tale da imporre al Comune di Cividale, che volesse svolgere un'azione di risoluzione per inadempimento contro i professionisti, l'onere di provare pienamente la mancanza di responsabilità da parte dell'ufficio di piano stesso. In caso contrario, infatti, i professionisti cui, si ribadisce, non incombe l'onere di provare la bontà della propria prestazione, avrebbero buon gioco ad attribuire proprio alle carenze comunali il ritardo nella prestazione. ( ) Non emergendo le prove per la risoluzione per inadempimento, non rimane all'Amministrazione altro se non la scelta tra proseguire nel rapporto contrattuale o revocarlo ai sensi dell'art. 7 della convenzione)".
L'Amministrazione che cerca di motivare la revoca con le inadempienza del professionista riceve in risposta dallo studio legale incaricato del problema che la revoca dell'incarico è si possibile ma non può essere fatta che esponendo le casse comunali all'esborso della maggiorazione del 25% rispetto all'attività svolta da Benevolo. Le sciagurate dichiarazioni pubbliche poi di Pascolini e Pauletig (che ribadisce il concetto nel suo santino elettorale) espongono l'amministrazione alla denuncia dello studio Benevolo per diffamazione e probabilmente altre somme verranno pagate dai cittadini.
Questa manovra è quindi di esclusivo carattere politico e lasciando perdere i futuri risvolti legali tra Benevolo - Amministrazione e Trevisan costa al cittadino:
- lire 200.000.000 = per liquidare Benevolo
- lire 120.175.000 = per l'Ufficio di Piano subito smantellato da Pascolini e soci
- lire 428.400.000 = per l'incarico data a Trevisan
- lire --62.003.100 = per lo studio geologico
- lire 122.400.000 = per la cartografia
Per un totale lire 932.978.100.Note:
A fronte di tali spese che giudichiamo esorbitanti l'amministrazione Bernardi aveva affidato l'incarico allo studio Benevolo per 380 milioni più Iva.
Le delibere di incarico a Trevisan sono state approvate con il parere negativo dell'ufficio tecnico comunale.L'incarico Benevolo poi si può paragonare all'affidamento, nel 1565 da parte dei Provveditori Veneti, della progettazione dell'omonimo palazzo all'arch. Palladio oggi sede del Museo Archeologico Nazionale!
Il Partito della Rifondazione Comunista ha inviato un esposto alla Corte dei Conti la quale ha recentemente informato di aver avviato sui fatti un'inchiesta.
Nel frattempo si pone in essere un mega-progetto di un mega-centro sportivo da Olimpiastadt (tra i progettisti Trevisan) che costerà l'esorbitante cifra di circa 11 miliardi.
Riteniamo quindi doveroso nei confronti dei cittadini tutti che si chiariscano le responsabilità e si avvii un serio lavoro per la nostra Città svincolando l'attività politica e amministrativa dai comitati d'affari.
Tale avvertimento deve trovare ancora maggiore riscontro considerando che candidati con il centro e il centro destra sono schierate quelle persone che hanno rivestito posti di responsabilità in amministrazioni che tanto danno hanno provocato alla nostra città.
Cividale del Friuli, 23 aprile 2000 Lista Rinascita - PRC -