dossier piano regolatore

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a proposito di PRG e delle
dichiarazioni dell'Assessore

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Cara redazione,

non vi saranno sicuramente sfuggite le dichiarazioni sul nuovo PRG di Cividale formulate dall'Assessore Strazzolini e riportate sul Messaggero Veneto di domenica 15 gennaio. In particolare ho trovato interessanti alcuni elementi messi in luce dall'Assessore, su cui vorrei fare alcune considerazioni. Credo sia evidente che la cosa pubblica è amministrata male e parlando di PRG risulta evidente che il piano che si va ad adottare a giugno non pianificherà (o almeno non pianificherà nel senso urbanistico del termine) alcunche. Le parole dell’Assessore evidenziano poi che il 70% delle osservazioni dei cittadini sono valide e che di esse se ne accetterà il 40%. Dell'altro 30% si ritiene di non tenerne conto perché altrimenti si richiederebbe un nuovo atto di adozione.
Tanto profondi e essenziali sarebbero i cambiamenti indotti da quel 30% di osservazioni al progetto urbanistico, che esso ne uscirebbe mutato al punto da risultarne stravolto. Dunque, il Piano è sbagliato per tali e tante cose che la stessa Amministrazione ritiene di doverlo migliorare nella misura del 70%. È stupefacente: le osservazioni sono valide, ma non vengono accolte per non mutare nella sostanza un Piano di cui si riconosce l’inadeguatezza. Ma si dice di più: di quel 30% di osservazioni che in prima battuta verranno ignorate si terrà conto in una fase successiva all’approvazione del Piano da parte del Consiglio comunale, attraverso una serie di varianti (siamo alle solite!!!) che verranno di fatto applicate a un PRG nuovo di zecca. È curioso che queste parole vengano dal responsabile dell’Urbanistica, che in molte occasioni e in sedi ufficiali ha vantato il risultato elettorale come l’espressione del gradimento dei cittadini per il nuovo PRG. Quando abbiamo mosso le note critiche al PRG abbiamo sempre segnalato come esso ufficializzi una mancanza di rispetto per la Città e prepari un futuro di speculazione edilizia; in questo senso, la protervia con cui si conferma la scelta del “terzo” ponte urbano contro le riserve della Regione è rivelatrice. Si tratta di riserve vincolanti, rispetto alle quali, si deduce dalle parole dell’Assessore, l’Amministrazione intende fare resistenza, sulla base di un assunto che farebbe rientrare il ponte nell’ambito di un sistema viario solo urbano. L'Amministrazione comunale andrà a una trattativa, che a quanto pare, verrà affrontata secondo le ben note regole del negoziato, nel quale si cede su qualcosa per ottenere qualcos’altro. E poi c’è il riferimento alla necessità di fare in fretta, prima che scadano i termini previsti dalla legge per l’approvazione. Quindi, da un lato ci si è presi il tempo necessario per ponderare le osservazioni, molto centrate a quanto pare, centrate al punto da essere imbarazzanti per le scelte di Piano su cui l’Amministrazione si è spesa; dall’altro lato si è nella necessità di evitare il naufragio di un Piano inadatto per l’effetto temporale di una scadenza che non si è in grado di rispettare, perché le osservazioni sono troppe, troppo fondate e, nel caso di quelle regionali, vincolanti e perciò ineludibili.
Si può agire così in una materia in cui si gioca il futuro del territorio, della qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini?
Un’ultima cosa. “Il Truc”, assieme alle associazioni “Iskra” e “Liumang” ha depositato un cospicuo numero di osservazioni al Piano. Se è vero quello che asserisce l’Assessore circa l’accoglimento delle osservazioni, almeno in termini statistici possiamo pensare che il 70% di queste osservazioni non fossero peregrine. Perciò, forse, le nostre critiche sull’impianto del nuovo PRG sono talmente corrette che si preferisce eluderle, per evitare di riscrivere il Piano. Ma il Piano sarà sostanzialmente riscritto. Proprio un bel risultato per l’Amministrazione, che ha speso una fortuna per avere uno strumento che, per sua stessa ammissione, è inadeguato.
Un cordiale saluto.

Cividale del Friuli, 17 gennaio 2006

Domenico Pinto

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