dossier piano regolatore -
la bozza del piano regolatore
dell'architetto Benevolo-
Proponiamo all'attenzione dei lettori, in versione integrale, la Bozza di Piano Regolatore per Cividale elaborata dall'arch. Benevolo.
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RELAZIONEIndice 1 - Premessa
2 - Inquadramento territoriale di area vasta e le nuove prospettive sviluppo in Slovenia
3 - La forma urbana e i caratteri del paesaggio
4 - Considerazioni sulla mobilità e sui settori territoriali riferimento per Cividale
5 - La pianificazione di livello superiore
6 - Il settore turistico e ricettivo
7 - I contenuti e le proposte del preliminare di piano regolatore
- 7.1 Il tessuto storico - 7.2 Il tessuto edificato consolidato - 7.3 Le aree di trasformazione - 7.4 I servizi pubblici - 7.5 Il territorio inedificato
8 - La viabilità
9 - Criteri e quantità
10 - I parcheggi d'accesso al centro storico1 - Premessa E' necessario un nuovo piano regolatore generale per Cividale perché le previsioni del piano vigente, sebbene non esaurite, non si adattano più alle esigenze della città.
Il piano vigente, concepito immediatamente prima del terremoto del 1976, e adottato nel 1977, sconta il fatto di essere immediatamente precedente all'entrata in vigore del Piano Urbanistico Regionale Generale (1978).
La città deve ripensare il suo ruolo per tener conto dei principali fenomeni in corso:
- i grandi cambiamenti e le prospettive di sviluppo del territorio immediatamente limitrofo della Slovenia;
- la progressiva "marginalizzazione" di Cividale rispetto alle principali direttrici di sviluppo della zona, il cosiddetto "triangolo della sedia", la zona dell'Aussa-Corno, il Monfalconese;
- la nuova prospettiva di sviluppo demografico; il fabbisogno edilizio non dipende più dal numero degli individui (stabilizzato o in regresso) ma dall'aumento del numero delle famiglie e dal cambiamento degli stili di vita (vedi l'appendice con i calcoli demografici);
- le aspettative delle persone sono legate ai miglioramenti della qualità della vita: servizi pubblici efficienti e diffusi e possibilità abitative differenziate, economicamente accessibili.In questo quadro Cividale deve ritrovare un ruolo autonomo, non subalterno a Udine, contando sulle proprie risorse, fra cui un centro storico di eccezionale importanza e dimensione (circa 70 ha) e un territorio con valenze paesaggistiche notevoli.
E' opportuno tentare un bilancio dell'applicazione del piano regolatore vigente:
- le dinamiche demografiche attuali divergono dalle previsioni: il piano prevedeva un'insediabilità superiore ai 20.000 abitanti (rispetto ai circa 11200 attuali) e un bacino d'utenza dei servizi di 80.000 abitanti;
- il sistema viabilistico è stato eseguito solo in parte; la previsione di variante alla SS54, con l'abbassamento in trincea del sedime di viale della Libertà, appare irrealizzabile;
- alle aree già considerate dismesse (l'Italcementi vecchia e nuova) se ne sono aggiunte altre; in particolare si può considerare che abbiano perso la funzione originaria (o stiano per perderla) tutte le caserme eccettuata quella immediatamente adiacente borgo San Pietro;
- le previsioni rimaste sulla carta riguardano una parte cospicua del sistema dei servizi pubblici (peraltro ampiamente sovradimensionato) e dell'edilizia residenziale da realizzare nei piani attuativi d'iniziativa privata (circa 840 alloggi); allo stato attuale non vi sono previsioni residue d'edilizia residenziale pubblica;
- la previsione di riconversione riguardante l'area dell'Italcementi (primo e secondo impianto), l'area a sud della variante alla SS54 nel tratto dopo il cimitero e l'area della stazione ferroviaria è complessivamente fallita: le destinazioni commerciali, di servizio direzionali, residenziali e sportive, con indici d'utilizzazione anche cospicui (nell'area Italcementi nuovo impianto è previsto un indice territoriale di 40.000 mc/ha) non sono risultate sufficienti ad innescare l'operazione di riqualificazione;
- l'attività edilizia in centro storico è rimasta legata alle dinamiche relative agli incentivi post terremoto; tardano gli esiti del piano particolareggiato del centro storico (PRPC), in particolare modo i progetti per gli spazi pubblici, ma anche gli interventi sugli edifici privati, legati alla misura obbligatoria delle unità minime d'intervento.2 - Inquadramento territoriale d'area vasta e le
nuove prospettive di sviluppo in SloveniaIl territorio di Cividale (tav.1.1) è posto all'estremità est della pianura padana a ridosso delle Prealpi Giulie; la sua localizzazione, allo sbocco delle tre valli del Natisone, del torrente Alberone e del torrente Cosizza, ha da sempre rilevanza sotto l'aspetto strategico e difensivo (tavv. 1.2 e 3.1). Oggi i collegamenti importanti, stradali e ferroviari, tagliano fuori Cividale e così le principali "direttrici dello sviluppo": la direttrice nord - sud, Tarcento, Udine, Palmanova, Cervignano, e i centri turistici Aquileia e Grado e la direttrice est - ovest Pordenone, Palmanova, Monfalcone (Gorizia), Trieste.
Le prospettive di sviluppo in alcuni settori, in particolare quello turistico, e la nuova situazione internazionale sono destinati in parte a mutare questo scenario consolidato (tav.1.4).
Cividale è al centro di un comprensorio con grandi potenzialità turistiche, posto a cavallo del confine italo - sloveno: comprende in uno spazio relativamente ristretto località montane (il tarvisiano, Sella Nevea, il parco del Tricorno, il parco delle prealpi Giulie, Predil e la valle dell'Isonzo), centri d'interesse storico (la stessa Cividale, Palmanova, Aquileia, Gorizia, Lubiana, Trieste), zone con potenzialità agrituristiche (il Collio e i territori della viticoltura in genere), centri marini (Grado, Lignano e la riviera triestina). Si rilevano generali crescite delle presenze turistiche, in modo particolare nelle località non legate al turismo marino.
Nel versante italiano il progetto della strada attrezzata "pedemontana veneta", con il suo prolungamento verso Udine e Cividale e il possibile prolungamento della ferrovia Udine Cividale, verso Tolmino - santa Lucia cambieranno equilibri territoriali consolidati: nel primo caso verrebbe finalmente completato l'itinerario pedemontano, almeno nella parte orientale della pianura, completando il tratto esistente nella parte centrale (da Vicenza a Bergamo); nel secondo caso una nuova direttrice ferroviaria di valico si porrebbe come valida alternativa a Tarvisio, Gorizia e Trieste, nei collegamenti verso l'est.
In Slovenia è prevista la realizzazione imminente dei seguenti collegamenti autostradali: i collegamenti Nova Gorica - Postumia, Fiume - Kozina (Trieste) e Trieste - Postumia; il completamento dei collegamenti tra Zagabria e Fiume, tra Zagabria e Maribor e tra Lubiana e Maribor.
A ridosso del confine sono previsti: il potenziamento del valico di Solarie e il suo raccordo con Tolmino; il potenziamento del valico d'Uccea e quindi dei collegamenti con la valle dell'Isonzo; la realizzazione del traforo di Predil e quindi del collegamento con il comprensorio turistico tarvisiano.3 - La forma urbana e i caratteri del paesaggio Il tessuto edificato periferico del capoluogo è prevalentemente rado, realizzato sulla base di pochi schemi tipologici prevalenti (unifamiliari, bifamiliari e poche eccezioni). La caratteristica principale, sia della parte che si estende verso i rilievi collinari a nord che della parte di pianura è la casualità e l'episodicità degli attacchi a terra, delle pertinenze scoperte e in particolar modo degli affacci verso lo spazio pubblico. Il rapporto con lo spazio aperto nelle zone di margine è ancora casuale, tendente a formare spazi di risulta. Nei casi più problematici, quando il margine tende a coincidere con le discontinuità orografiche del paesaggio il tessuto edificato s'inserisce brutalmente senza valorizzare e rendere percepibili questi segni.
I quartieri sorti sulla base di un disegno d'insieme (il PEEP di Rualis, le lottizzazioni) differiscono dai quartieri sorti sulla base d'iniziative singole per l'uniformità delle finiture esterne degli edifici più che per la qualità degli spazi pubblici: in entrambi i casi lo spazio pubblico appare un'area dì risulta, progettato "a partire" dagli edifici, piuttosto che il contrario.
Le frazioni sono d'origine agricola (Rualis, Grupignano, Sanguarzo, Gagliano, Carraria, Purgessimo, Spessa, Rubignacco, Madriolo); per alcune l'assorbimento da parte del nucleo principale è ormai compiuto (Rualis), per altre è in via di compimento (Grupignano), per altre ancora la distanza l'ha a tutt'oggi impedito (Sanguarzo, Gagliano). Le tipologie edilizie antiche riflettono l'origine agricola: la qualità degli spazi scoperti e degli attacchi a terra è ancora in molti casi garantita dalla sopravvivenza dei modelli tradizionali: il cortile, l'orto, la braida.
L'obiettivo perseguito nei decenni passati, di rendere autonome dal capoluogo le frazioni, in termini di servizi pubblici, va riformulato e attualizzato secondo gli attuali stili di vita.Nel paesaggio cividalese si distinguono questi principali ambienti:
- la pianura, verso sud ovest, caratterizzata dalle tipiche utilizzazioni agricole estensive;
- l'ambito collinare che corre da nord a sud, caratterizzato dai boschi e dalle utilizzazioni agricole specializzate (tipicamente i vigneti terrazzati), con rilevanza paesaggistica molto elevata;
- l'ambito collinare a nord del capoluogo, che ha ormai perso l'utilizzazione per vigneto, pur mantenendo notevole rilevanza paesaggistica;
- l'area del Natisone, suddivisa nella parte a monte dell'abitato, ampia, piana, sostanzialmente sgombra dall'edificato e nella parte a valle più stretta e più urbanizzata.L'utilizzazione del paesaggio agrario ha avuto profonde modifiche nel tempo (vedi le tavole 3.3.1, 3.3.2, 3.3.3 con le serie storiche dell'uso del suolo agricolo): la progressiva sparizione dei vigneti di pianura e nelle zone collinari a nord a vantaggio delle zone collinari a sud, la diminuzione dell'estensione delle aree boscate e contemporaneamente l'aumento della superficie urbanizzata (vedi la tavola 3.2 sulle fasi di crescita del tessuto edificato).
4 - Considerazioni sulla mobilità e sui settori
territoriali di riferimento per CividaleE' stata svolta un'elaborazione apposita basata sui dati di pendolarità dell'ultimo censimento ISTAT (1991) riportata nelle tavole da 2.5.1 a 2.5.6. Sulla sua scorta si possono trarre le seguenti considerazioni: il centro al quale Cividale fa riferimento in maniera preponderante è Udine, in particolar modo per gli spostamenti in uscita; per gli spostamenti in entrata, Cividale è tributaria a Udine ma anche, in misura complessivamente superiore, ai comuni contermini delle valli del Natisone, della direttrice tarcentina e udinese;
- la ripartizione degli occupati in entrata rispecchia la ripartizione complessiva; la provenienza degli studenti in entrata obbedisce ad un modello di ripartizione abbastanza omogeneo in tutto il comprensorio, confermando il ruolo di Cividale come polo scolastico di grande importanza;
- la ripartizione degli occupati in uscita mostra, oltre alla preponderanza del ruolo attrattore d'Udine (circa 140 spostamenti), un'importanza fondamentale del cosiddetto "triangolo della sedia" (Manzano, Corno di Rosazzo, S.Giovanni al Natisone, con oltre 270 spostamenti complessivamente): si nota una decisa prevalenza del settore sud ovest rispetto a tutti gli altri. Gli studenti in uscita sono significativi solo verso Udine (circa 250 spostamenti), probabilmente per l'effetto attrattore delle facoltà universitarie.
Cividale è servita dal collegamento ferroviario Udine - Cividale (lunghezza della linea 16 km), gestito dalla società concessionaria Ferrovie Venete (gestione governativa) . La ferrovia, a binario unico non elettrificata, ha alcune fermate intermedie: la stazione di Remanzacco, la fermata di Moimacco e la fermata di Bottenicco Zona Industriale. In prossimità della fermata di Bottenicco il SIFO di Cividale (consorzio di sviluppo industriale del Friuli orientale) ha costruito un raccordo ferroviario a servizio della zona industriale. I dati quantitativi del collegamento ferroviario sono i seguenti:
anno 1986 anno 1996 --treni merci 1 coppia 1 coppia-- --treni viaggiatori 15 coppie feriali
13 coppie festivi18 coppie feriali--
14 coppie festivi----viaggiatori * Km bigl. 4.960.497
abb. 2.230.608
compl. 7.191.105bigl. 3.749.070--
abb. 2.937.296--
compl. 6.686.366----n. viaggiatori bigl. 368.875
abb. 170.844
compl. 557.719bigl. 292.132--
abb. 231.100--
compl. 523.232----merci: q.li * Km 3.040.084 2.884.701-- --merci: q.li compl. 226.124 182.715-- Il tempo di percorrenza è di 16 - 18 minuti. I coeffícienti d'occupazione sono pari al 75% dei posti offerti nelle ore di punta e al 25% nelle ore di morbida.
Nel complesso si può dire che i residui di capacità sono cospicui (in rapporto al grado di congestione della linea): fonti interne alla gestione affermano che la frequenza dei convogli potrebbe essere incrementata anche del 50%. L'offerta passeggeri tra il 1986 e il 1996 è aumentata a fronte di una leggera diminuzione dell'utilizzo, sia in termini di viaggiatori per chilometro che di viaggiatori complessivi (- 6,2%). E' aumentata in modo molto cospicuo la quota di viaggiatori che si serve dell'abbonamento (+35%), a riprova del fatto che la linea è utilizzata in modo specifico per spostamenti pendolari.
I principali aspetti relativi ai flussi sulla rete viabilistica sono stati esaminati sulla base del progetto di piano del traffico del 1995.
Le arterie con i flussi maggiori sono (nei tratti urbani) la SS54 con 11.500 veicoli/giorno verso Udine e 8.300 v/g verso il confine di stato, la SS356 con 6.600 v/q, la SP del Natisone verso Manzano con 6.300 v/g e l'ex statale per Cormons, ora viale Trieste con 4.500 v/g. Sono flussi complessivamente non elevati; la rilevazione dei flussi nell'ora di punta mattutina (vedi tavola 2.4.2) individua le principali penetrazioni utilizzate in ingresso e in uscita da Cividale: viale Gemona e l'asse viale Foramitti, via Duca degli Abruzzi, via Fiore dei Liberi per gli spostamenti in direzione nord - sud, viale Libertà per quelli est - ovest; valori anche molto elevati si riscontrano sul ponte del Diavolo (prima della creazione del senso unico) e sui principali assi aperti al traffico nel centro storico: corso Paolino d'Aquileia, largo Boiani, piazza Foro G.Cesare, piazza Dante, via Silvio Pellico, via Lima. Il flusso è paragonabile alla direttrice che utilizza il ponte nuovo (sul ponte del Diavolo transitano più di 1000 veicoli/ora), ma naturalmente il contesto ambientale è del tutto differente.
In termini assoluti l'ingresso più significativo in città è quella proveniente dalla direzione est sulla SS54 (346 veicoli nell'ora di punta mattutina), seguito dalla direttrice nord (che impegna viale Gemona con 313 veicoli) e dalla direttrice est su viale Libertà con 270 veicoli. Gli ingressi da sud sono meno significativi con circa 120 veicoli su viale Trieste. La ripartizione tra spostamenti specifici del centro storico con le zone immediatamente adiacenti e spostamenti d'attraversamento (cioè con destinazioni esterne a Cividale) è particolarmente significativa: tutte le direttrici d'ingresso hanno quote di traffico d'attraversamento cospicue (anche pesante), in particolare nella direttrice d'ingresso da nord il 66% del traffico è d'attraversamento, da est il 63%, da ovest il 57% e da sud il 44%. La rilevazione del piano del traffico è stata effettuata su un cordone d'ingresso abbastanza prossimo al centro storico, quindi non è possibile conoscere il comportamento e la composizione del traffico sulle arterie esterne (per esempio la tangenziale), più influenzate dai movimenti di scala extraurbana. Tuttavia è possibile concludere che Cividale assume un ruolo di punto di passaggio obbligato per flussi di traffico abbastanza cospicui sia in direzione est - ovest che nord - sud; questi flussi in alcuni casi sono forzati a lambire il centro storico. L'asse che utilizza il ponte nuovo oltre a funzionare come asse di distribuzione interna alla città, è forzato ad assumere un ruolo improprio di "tangenziale" a causa della mancata realizzazione del prolungamento verso nord della variante alla SS356.5 - La pianificazione di livello superiore I piani a cui si è fatto riferimento sono:
- il Piano Urbanistico Regionale Generale (P.U.R.G.), aprile 1976;
- il Piano Regionale della Viabilitá:1 (P.R.V.) , febbraio 1988;
- il progetto di Piano Territoriale Regionale Generale (P.T.R.G.) , presentato dalla regione in queste settimane (aprile 1997).
Il PURG individua la zona socio - economica n.6 (udinese - cividalese) distinguendo alcuni ambiti territoriale; il carattere delle previsioni, sintetizzato nella tavola 1.3, è ben descritto nel brano seguente della relazione del PURG: "Udine e i comuni adiacenti (soprattutto quelli ad ovest, nord-ovest della città) costituenti una struttura insediativa storicamente consolidata in ulteriore, costante, progressiva espansione; l'area manzanese (i comuni di Manzano, San Giovanni al Natisone, Corno di Rosazzo e Buttrio), costituita da un complesso d'insediamenti misti (residenziali ed industriali) che ha ampliato considerevolmente nell'ultimo decennio la propria consistenza in relazione al notevole sviluppo industriale; l'area cividalese oggi relativamente emarginata, nel contesto zonale; la fascia dei comuni dell'estremità est, nord - est della zona (da Attimis a Prepotto) caratterizzata da fenomeni recessivi e rappresentante uno dei settori maggiormente sottosviluppati nel contesto regionale; una fascia infine di comuni agricoli a sud."( ... ) "Gli orientamenti che il piano assume in ordine allo sviluppo urbano della zona socio economica Udinese - Cividalese riguardano in parti colare il sistema insediativo centrale (Udine e i comuni ad esso immediatamente connessi) la cui razionalizzazione deve necessariamente passare attraverso la "rottura" del vecchio schema radiocentrico e l'assunzione di nuovi modelli di sviluppo più coerenti con le nuove funzioni dell'agglomerazione udinese." ( ... ) "Accanto ad una radicale azione di riordino territoriale dell'area manzanese, il piano ipotizza un consolidamento e potenziamento del ruolo urbano di Cividale, in funzione di contenimento dei processi recessivi in atto nella vicina area montana delle valli del Natisone."
Per ciò che riguarda la viabilità, il piano (tav-v. 1.3 e 2.1) prevede un radicale ridisegno della maglia che, per quanto attiene il territorio di Cividale, comporta la realizzazione della tangenziale sud di Udine e il suo prolungamento verso ovest, con caratteristiche autostradali verso il Veneto; un nuovo asse pedemontano sul percorso Buttrio, Premariacco, zona industriale di Cividale che prosegue nel tratto superiore, come variante al tracciato della SS356 su sede nuova, verso Tarcento; il potenziamento della SS54 nel tratto nuova pedemontana - valico di Stupizza; il potenziamento della SP del Natisone nel tratto Cividale - Ponte San Quirino.
Il PRV del 1988 (tav. 2.2) ridimensiona gli obiettivi del PURG ipotizzando la tangenziale sud di Udine e il suo prolungamento verso ovest con caratteristiche di semplice viabilità primaria non autostradale e un arco pedemontano molto più aderente a Udine; il potenziamento della SS54 nel tratto Udine Cividale attraverso la realizzazione di alcune varianti esterne ai centri intermedi e la ristrutturazione della sede esistente nel tratto Cividale Stupizza; la semplice ristrutturazione della SS356 tra Tarcento e Cividale con la realizzazione però del prolungamento verso nord dell'esistente tangenziale di Cividale.
Il PTRG (tav.2.3), per quanto si può desumere dai documenti preliminari, non si discosta molto dal PURG per gli obiettivi di politica territoriale. L'intervento sulla marginalizzazione di Cividale dalle principali direttrici di sviluppo sembra affidato ad alcuni interventi viabilistici di particolare impegno e rilevanza: il prolungamento verso nord delle complanari di Udine; la chiusura dell'anello tangenziale di Udine utilizzando in parte strade esistenti da ristrutturare e in parte da realizzare; il potenziamento della SS54 nel tratto Udine Cividale, con la realizzazione di alcune diversioni rispetto al tracciato esistente e soprattutto la realizzazione di un nuovo by-pass a nord di Cividale che si staccherebbe dal prolungamento della SS356 e, aggirando l'intero capoluogo in parte a raso e in parte in galleria, si ríconnette alla SS54 in prossimità di Sanguarzo.6 - Il settore turistico e ricettivo E' stata compiuta un'indagine sulla consistenza quantitativa del settore basata sulle rilevazioni dell'Azienda Regionale per la Promozione Turistica (ufficio decentrato di Cividale) . I risultati sono i seguenti (arrivi e presenze alberghiere e extralberghiere):
anno 1992 arrivi (A) presenze (p) --italiani 5.142 14.114 --stranieri 2.119 9.411 --totale 7.261 23.525
anno 1995 italiani
Aitaliani
pstranieri
Astranieri
ptotali
Atotali
p--gennaio 410 785 160 607 570 1.392 --febbraio 319 654 113 556 432 1.210 --marzo 423 900 161 579 584 1.479 --aprile 484 987 539 1.228 1023 2.215 --maggio 450 830 508 1.354 958 2.184 --giugno 392 770 562 1.394 954 2.164 --luglio 502 1.354 458 1.287 960 2.411 --agosto 667 1.336 518 1.514 1.185 2.850 --settembre 566 945 624 1.486 1.190 2.431 --ottobre 489 805 579 1.423 1.068 2.228 --novembre 352 675 207 715 559 1.390 --dicembre 437 839 121 561 558 1.400 --totale 5.491 10.880 4.550 12.704 10.041 23.584 Le presenze turistiche sono sostanzialmente immutate dal 1992 al 1995, mantenendosi su livelli significativi. Sono aumentati significativamente gli arrivi (+38%) e di conseguenza è diminuita la permanenza media nelle strutture alberghiere; questi dati dimostrano che il settore ricettivo alberghiero deve essere potenziato e migliorata l'attrattività delle strutture.
7 - I contenuti e le proposte del preliminare di piano regolatore Il preliminare non è un progetto di massima del piano regolatore generale. Esso va inteso come la base intorno alla quale impostare la successiva, necessaria, fase di discussione in città, dagli esiti della quale scaturiranno le scelte del prossimo piano regolatore.
I settori urbani nei quali si articolerà la futura disciplina sono i seguenti:
l. il tessuto storico;
2. il tessuto edificato consolidato;
3. le aree di trasformazione;
4. i servizi pubblici;
5. il territorio inedificato, con particolare riferimento alle zone di margine tra città e spazi aperti periurbani.7.1 - Il tessuto storico Il centro storico principale avrà una normativa con contenuti particolareggiati, immediatamente operativa dopo l'approvazione del piano.
L'obiettivo è che al piano succeda direttamente la concessione edilizia, senza la necessità di uno strumento urbanistico intermedio e che ciascuno trovi nel piano la descrizione di quello che può fare in casa propria. Per ottenere questo è necessario un apparato conoscitivo approfondito e un livello di pianificazione che passi dal concetto di zona omogenea a quel - lo di "unità edilizia". Per unità edilizia s'intende quella parte di tessuto caratterizzata da unitarietà architettonica e formale, storicamente accertata, a cui sarà riferita l'indicazione normativa. Le unità edilizie non sono "unità minime di intervento", poiché saranno autorizzabili interventi riguardanti parti di unità edilizie (ad esempio un solo appartamento dì una casa), intere unità edilizie o più unità edilizie.
Per ciascuna unità edilizia verrà individuata la famiglia tipologica originaria di appartenenza, distinguendo tra tipologie antiche e moderne, e successivamente lo scostamento ("stato dì alterazione") tra le attuali condizioni e i caratteri della famiglia tipologica originaria. Dall'incrocio tra l'indicazione tipologica e lo stato di alterazione scaturirà la modalità di intervento, definita casa per casa, che indirizzerà l'attività edilizia. Le descrizioni delle modalità di intervento saranno riferite ai caratteri particolari delle singole tipologie.
Il piano potrà contenere alcune schede di approfondimento e di indirizzo per le successive progettazioni, relative a sistemazioni su suolo pubblico o privato, in due casi particolari: quando la sistemazione abbia una rilevanza per l'intera città e quando esista un oggettivo vantaggio nel coinvolgere più operatori in una singola sistemazione.
Questo genere di normativa sarà applicato al centro storico del capoluogo e alle altre partì del territorio in cui sussistono, seppure con valori differenti, caratteristiche analoghe: le frazioni storiche di Purgessimo, Sanguarzo, Grupignano, sant'Elena, Gagliano e gli edifici storici isolati.
Preliminare alla successiva indagine sul campo è la ricognizione dei documenti catastali alle varie epoche. I catasti utilizzati per la suddetta indagine sono stati (tavv. da 4.1.1 a 4.1.10): il catasto napoleonico del 1811, il catasto austriaco del 1847, il catasto del 1867, il catasto del 1951 e il catasto attuale aggiornato al piano particolareggiato del centro storico del 1991. Ulteriori notizie sono state desunte da disegni e mappe conservate nell'archivio del Museo Archeologico Nazionale di Cividale e nell'Archivio di Stato di Venezia.
La datazione dei documenti catastali considerati e quindi l'intervallo temporale dei confronti è da considerarsi indicativo. Le date riportate sono quelle ufficiali dei documenti; in realtà il loro formarsi e progressivo, frutto di successivi aggiustamenti: il catasto del 1867 riporta, per successive correzioni, notizie sino agli anni 1925 - 1930; quello del 1951 comincia ad essere redatto dagli anni 30 in poi.
Al 1811 il centro storico si presenta sostanzialmente intatto, con il sistema murario esterno ancora completo. Tra il 1811 e il 1847 gli interventi non sono particolarmente importanti, fatta eccezione per la demolizione di un'ala del convento di san Domenico. Tra il 1847 e il 1867 si registrano notevoli interventi: in borgo san Pietro viene realizzato lo sventramento per l'apertura della strada verso la stazione (oggi viale Marconi); in centro compaiono lo sventramento di piazza Adelaide Ristori con la demolizione e successiva ricostruzione del palazzo sede del liceo classico Paolo Diacono e lo sventramento per la creazione dell'attuale piazza Diaz; in borgo di Ponte si notano il nuovo edificio sul retro' dell'attuale centro civico e il suo ampliamento e la costruzione degli edifici della cartiera vicino al fiume (l'apertura del relativo canale è del 1865). Le manomissioni più, importanti sono nel periodo 1867 - 1951: in borgo san Domenico è pressoché completata l'eliminazione del complesso conventuale, con la realizzazione sullo stesso sedime di fabbricati residenziali a schiera; nel centro spiccano lo sventramento per aprire via Conciliazione, la realizzazione dell'edificio con il cinema Ducale e l'adiacente condominio, la demolizione di villa Gabrici e la ricostruzione dell'edificio, la realizzazione del nuovo edificio delle poste; in borgo di Ponte, la costruzione dell'edificio della scuola professionale a sud dell'attuale centro civico, la demolizione e ricostruzione della cella mortuaria dietro la chiesa di san Martino, la realizzazione di alcuni nuovi edifici in aderenza e immediatamente fuori delle mura. In questo periodo vien saturato lo spazio tra l'abitato e il circuito murario, in particolar modo nella zona di borgo san Pietro e san Domenico. L'ultimo confronto, 1951 ~ 1996, testimonia i più recenti interventi: la costruzione del grande edificio commerciale in piazza Picco, le demolizioni con successiva ricostruzione dell'edificio della banca in piazza Duomo e dell'edificio residenziale in piazza san Francesco.
La tavola della datazione degli edifici (tav.4.1.10) ' restituisce l'immagine "netta" della consistenza del tessuto storico residuo; è opportuno ricordare che la tavola registra l'occupazione dei sedimi, la progressiva variazione o consolidamento delle tracce di occupazione del suolo, piuttosto che la datazione precisa degli edifici.7.2 - Il tessuto edificato consolidato Il tessuto residenziale fuori dalle zone storiche ha un carattere molto uniforme, realizzato con poche tipologie ripetitive, prevalentemente basse (tav. 3.9: La residenza: zone tipologicamente omogenee) . Le eccezioni riguardano prevalentemente i quartieri sorti con un disegno di insieme come il PEEP di Rualis e le lottizzazioni.
La normativa del nuovo piano regolatore oltre che regolare la crescita sotto l'aspetto quantitativo, si proporrà di migliorare la qualità urbana dei quartieri, indirizzando l'attenzione sulla progettazione dello spazio pubblico e sull'interfaccia tra spazio pubblico e spazio privato. E'stato fatto, a titolo di esempio, un rilievo a campione dei caratteri del tessuto consolidato, prevalentemente residenziale (tavv. 6.5.1 e 6.5.2) . Da questa rilevazione emergono le seguenti situazioni:
1. aree lungo le direttrici principali di comunicazione tra le varie parti della città, per le quali si pone un problema di qualità degli affacci sullo spazio pubblico e contemporaneamente un problema di riconoscibilità e gerarchizzazione rispetto alle direttrici minori;
2. aree interne caratterizzate da edificazioni su lotto, non interessate dagli assi di comunicazione principali, per le quali si pone un problema di qualità dello spazio pubblico e degli affacci.
3. aree nelle quali l'edificazione è interposta tra spazio pubblico e mura cittadine, per le quali si pone un problema di percezione ed eventualmente fruizione di parti del circuito murario.
Per tutte le aree la normativa conterrà indicazioni sulla progettazione dello spazio pubblico e proporrà, a partire dalle possibilità edificatorie attuali, un'ulteriore opportunità di realizzare interventi edilizi in aumento delle quantità. In cambio di questa opportunità verrà richiesta una prestazione, prefigurata nel piano regolatore, variabile a seconda dei casi:
- per le aree di tipo 1, la realizzazione di una particolare sistemazione dell'attacco a terra, se possibile di posti auto di uso pubblico o privato, oppure di una recinzione unificata, che sottolinei il carattere e l'importanza dell'asse di comunicazione;
- per le aree di tipo 2, la realizzazione di una recinzione unificata oppure di una particolare alberatura. In questi casi la progettazione dello spazio pubblico (le strade, gli slarghi) tenderà ad accentuare il carattere residenziale, appartato, trattando le strade come fossero delle piazze allungate, sulle quali l'uniformità degli affacci (e quindi la qualità dello spazio urbano) è ottenuta con l'unificazione delle recinzioni. In queste strade potrebbero transitare con le auto solo i residenti, per essere utilizzate con sicurezza anche dai bambini e dagli anziani;
- per le aree di tipo 3, la prestazione richiesta potrà essere, in alcuni casi, la cessione di un'area per realizzare un passaggio lungo le mura.
L'utilizzo delle opportunità descritte sarà graduato a secondo del tipo di intervento (diretto o con piano attuativo) e comunque facoltativo, fer-ma restando la possibilità di servirsi del solo indice di fabbricazione (vedi tav. 6.5.3).
Il piano regolatore preciserà inoltre i casi in cui questa normativa non è applicabile, poiché gli spazi o il tipo di edificazione non lo permettono.7.3 - Le aree di trasformazione Cividale possiede un vasto campionario di aree che hanno perso la propria funzione originaria (o stanno per perderla) .In alcuni casi, come nell'area degli stabilimenti vecchio e nuovo, ragioni di politica industriale hanno portato al graduale smantellamento degli impianti; in altri casi, come le caserme, motivazioni dipendenti dalla nuova situazione politica internazionale hanno condotto al sostanziale abbandono delle installazioni.
La scommessa del prossimo piano regolatore, ma forse anche di quelli successivi, è di far "rientrare" in città queste aree e di utilizzarle per coprire i futuri fabbisogni, senza necessità di consumi ulteriori di territorio. Il piano dovrà, oltre a prefigurare i risultati e le funzioni, individuare strategie percorribili di concertazione tra l'amministrazione comunale, i proprietari ed eventualmente le amministrazioni di livello superiore, per evitare che le previsioni rimangano sulla carta. La normativa per queste aree sarà contenuta in una scheda progettuale, ad una scala più precisa di quella degli elaborati di piano regolatore.
Le aree in questione, finora individuate, sono le due aree Italcementi (quella compresa fra viale Foramitti e viale Gemona e quella a sud del centro scolastico); l'area produttiva dismessa compresa fra via del Crognolet, la ferrovia, via della Pertica e viale Libertà; la caserma Miani in via Premariacco; la caserma Zucchi in via IV novembre; la caserma vescovo di Purgessimo. La caserma Francescatto in via Fiore dei Liberi è tuttora in completa attività, quindi non disponibile nel breve e nel medio periodo.
I caratteri e le opportunità delle aree sono esaminati nelle tavole da 5.1 a 5.6.
Per la zona a nord del centro storico le proposte sono riassunte nella tavola 6.7. L'area attualmente occupata dallo stabilimento nuovo Italcementi può essere riconvertita studiando utilizzazioni residenziali, in particolar modo nella parte dell'area affacciata su viale Gemona. Nella rimanente parte dell'area, l'utilizzazione a scopi residenziali è condizionata dalla permanenza o meno dell'edificio del forno. Si potranno studiare soluzioni caratterizzate dalla permanenza completa dell'edificio ed in questo caso ipotizzare utilizzazioni terziarie oppure di servizio, sia per l'edificio che per la restante parte dell'area oppure soluzioni caratterizzate dalla rimozione parziale o completadell'edificio e quindi ipotizzare un'utilizzazione residenziale anche completa. L'area contenente il vecchio stabilimento Italcementi e l'area produttiva dismessa a sud della ferrovia potrebbero essere oggetto di un intervento di riconversione combinata a carattere prevalentemente artigianale. L'intervento si gioverebbe dell'elevato grado di accessibilità, sia ferroviaria che viabilistica, per mezzo del viale della Libertà e soprattutto della direttrice via Perusini - via Laterano, prolungata fino alla tangenziale di Cividale.
Questi interventi sono in sinergia con quello ipotizzato per la zona ferroviaria. Si prevede di arretrare il punto di fermata dei treni, in modo da eliminare il passaggio a livello di viale Foramitti, come condizione indispensabile per il funzionamento dell'intervento. La fermata è disimpegnata da una galleria di testa che permette anche l'accesso ad una piastra sopraelevata pedonale, che oltrepassa il viale Foramitti e si riconnette all'attuale fabbricato viaggiatori. La piastra è connessa con i giardini pubblici di via Libertà e con l'area Italcementi con apposite rampe pedonali. Al di sotto della piastra sono ospitati i servizi della stazione. La rimanente parte dell'area ferroviaria, attualmente occupata dai binari e dall'autostazione viene utilizzata per la realizzazione di nuovi volumi residenziali e direzionali.
Il parcheggio sul viale Foramitti viene ampliato, per poter funzionare come parcheggio di scambio con la ferrovia e con la stazione autobus, prevista al di là della via Perusini. Nell'area della stazione autobus possono essere realizzati anche volumi residenziali e direzionali.
Le caserme Zucchi e Miani sono ben inserite nel tessuto esistente e accessibili facilmente dal resto della città (in particolare la caserma Miani). Per esse si ipotizza una riconversione a carattere prevalentemente residenziale, come naturale completamento del tessuto insediativo in cui sono poste; per la caserma Vescovo si propone la conferma dell'uso per servizi sociali e di accoglienza.
Dai casi di riconversione descritti è importante ottenere una quota di aree pubbliche a destinazione residenziale o produttiva offerta in pareggio economico a tutti gli operatori edilizi pubblici e privati quantitativamente comparabile all'offerta dì aree private nelle altre parti della città, Il confronto fra le due offerte è infatti fondamentale per ottenere il calmieramento dei prezzi delle case e delle officine, riducendo in prospettiva l'incidenza della rendita speculativa.7.4 - I servizi pubblici Cividale è una città con una dotazione di servizi relativamente elevata. In particolare ospita molti servizi di scala sovracomunale a cui fa riferimento un vasto comprensorio: l'ospedale, le scuole superiori ecc. I dati del pendolarismo sono a questo proposito assai significativi.
Il sistema dei servizi alla scala di quartiere è abbastanza completo, sebbene si debba registrare un certo insuccesso del decentramento tentato nel piano regolatore vigente; del resto le prospettive demografiche e le distanze sconsigliano, in molti casi, la ripetizione delle medesime tipologie di servizi pubblici per bacini di utenza troppo piccoli.
Si è fatta una verifica delle previsioni non attuate del vigente piano regolatore (tav.3.8), registrando un notevole sovradimensionamento complessivo (peraltro il vigente piano è stato originariamente concepito senza il riferimento dimensionale del piano urbanistico regionale). Su questa base è stata formulata una nuova previsione, più aderente alle necessità attuali e ai programmi dell'amministrazione comunale.
La normativa per le aree di servizio studierà la possibilità che siano anche i privati, oltre all'amministrazione comunale e gli enti pubblici, ad eseguire e soprattutto gestire, sulla base di una convenzione, determinate categorie di servizio.7.5 - Il territorio inedificato La normativa per le zone inedificate distinguerà gli ambiti omogenei dei territorio, e per ciascuno di essi proporrà gli indirizzi di tutela e le forme di promozione delle attività agricole. La condizione necessaria è una attenta conoscenza dei caratteri fisici e ambientali del paesaggio cividalese. L'elaborazione del piano regolatore sarà accompagnata da un'indagine volta a individuare i caratteri dei suoli, la copertura vegetale e i rischi di degrado: la vulnerabilità all'erosione e al dissesto idrogeologico, la franosità e l'alluvionabilità.
La conoscenza del territorio è fondamentale per un comprensorio come quello di Cividale, caratterizzato da risorse paesaggístiche notevolissime (il fiume ma anche le zone vitivinicole): il comitato tecnico della regione Friuli - Venezia Giulia, nella relazione di esame della variante al piano regolatore vigente, ribadisce il medesimo concetto.
La normativa distinguerà (tav.6.3 Zonizzazione: territorio) i seguenti ambiti omogenei:
- l'ambito della valle del Natisone, nella parte a monte dell'abitato e nella parte a valle, nel quale è opportuna una pianificazione di livello particolare, prefigurata nei suoi caratteri nel PRG, che precisi gli indirizzi di tutela e di convivenza fra gli usi produttivi, turistici e ricreativi;
- i sistemi collinari, caratterizzati nella parte a nord dai boschi e dai terrazzamenti vitati in disuso, e nella parte a sud dalla diffusa presenza di aziende vinicole e di aree terrazzate; la normativa distinguerà, sulla base delle indagini sopra descritte, le aree inadatte alla viticoltura (indicando gli usi produttivi alternativi) e le aree vocate alla viticoltura, distinguendo i gradi di idoneità dei vari terreni ad accogliere i vitigni tradizionali della zona;
- le zone agricole di pianura, dov'è opportuno un regime che contemperi limitati potenziamenti del patrimonio edilizio, necessari per la sopravvivenza delle coltivazioni tradizionali, con l'esigenza di evitare la crescita sfrangiata e disordinata del margine dei nuclei abitati.
Per quest'ultimo aspetto, la normativa individuerà le forme di preservazione, consolidamento e stabilizzazione del margine dell'edificato verso la campagna (tavv.6.6.1--6.6.3).8 - La viabilità Gli interventi sulla viabilità sono rappresentati sommariamente nelle tavole da 6.3.1 a 6.3.3; gli schemi non devono esser necessariamente considerati alternativi fra loro, ma delle fasi di attuazione di un programma complesso di interventi, alcuni appartenenti alla programmazione comunale ed altri dipendenti dalla programmazione degli enti superiori.
Il funzionamento attuale è sintetizzato nello schema nella tav. 6.3.1; le comunicazioni est - ovest sono affidate ai due itinerari paralleli in destra e sinistra del fiume, mentre quelle nord - sud utilizzano la penetrazione in città della SS tarcentina. In entrambi i casi le situazioni di commistione con la viabilità urbana sono numerose e in qualche caso penalizzanti. La tangenziale non produce effetti rilevanti perché priva del prolungamento verso nord, oltre la zona industriale.
Nella tav. 6.3.2 gli interventi previsti sono:
- la fluidificazione dell'itinerario di penetrazione in città della SP, del Natisone bis (con la diversione tra via Tombe Romane e via Carraria) per renderlo effettivamente competitivo con la SS54, limitando il disturbo al tessuto urbano e restituendo alcune strade all'uso connettivo locale;
- il prolungamento della tangenziale verso nord per intercettare gli spostamenti di attraversamento sulla direttrice Tarcento - Gorizia;
- la realizzazione della nuova penetrazione in città, connessa con la tangenziale, che utilizza le esistenti vie Perusini e Laterano, creando una valida alternativa al viale Libertà, soprattutto in relazione alle nuove centralità previste a sud del centro scolastico e nelle aree Italcementi;
Nella tav.6.3.3 è simulato il funzionamento della grande diversione a nord dell'abitato prevista dal Piano Territoriale Regionale, che sgraverebbe sicuramente la penetrazione in città della SS54 e, in misura minore, la SP delle valli. Nello schema si propone, diversamente dalla previsione regionale, che l'interconnessione con la SS54 avvenga a monte di ponte San Quirino, per evitare la strettoia in corrispondenza dell'abitato e servire meglio anche la zona industriale di Azzida. Va verificata la possibilità di inserire questa arteria in modo ambientalmente sostenibile, in un contesto territoriale cosi delicato e anche la sua reale necessità, in rapporto ai volumi di traffico interessati: uno studio tecnico - economico di fattibilità, che esula dai compiti del piano regolatore, dovrebbe approfondire tali quesiti e permettere un giudizio più fondato.9 - Criteri e quantità La Bozza di P.R.G., seguendo le indicazioni del Decreto regionale 126/95, tiene conto dell'andamento della popolazione registrato nell'ultimo decennio e del mutato fabbisogno di servizi ed attrezzature collettive. Perciò è stata impostata secondo criteri di contenimento delle nuove espansioni, di attenzione ad un consumo minimo delle aree agricole e di salvaguardia dei beni paesistico - ambientali, preferendo il completamento di aree parzialmente urbanizzate e la trasformazione di aree urbanizzate in corso di dismissione.
Particolare attenzione è stata posta alla salvaguardia del territorio agricolo, soprattutto se di interesse paesaggistico o collocato tra i borghi antichi ed il capoluogo; in taluni casi è stato rivisto il confine tra zone residenziali di completamento e zona agricola (vedi tavv. 6.1 e 6.2).
I criteri di individuazione delle aree edificate e urbanizzate nel rispetto delle disposizioni del D.R. 126/95 sono i seguenti:
vengono incluse nella città:
- le zone oggetto di nuova progettazione, classificate come Aree di Trasformazione;
- tutte le parti urbanizzate del territorio comunale, cioè quelle formate da aree totalmente o prevalentemente edificate che risultino:
1. formate da agglomerazioni compatte, contigue e consolidate di edilizia prevalentemente residenziale e dai relativi servizi e spazi pubblici;
2. formate da isolati o lotti contermini serviti da reti stradali urbane, idriche e di fognatura;
3. provviste dei principali servizi e spazi pubblici
non sono confermate:
- alcune previsioni non attuate dal precedente Piano: in particolare, una parte delle aree di espansione residenziale;
- le aree libere per mancata realizzazione di standard, quando non appare necessario confermarne la destinazione;indirizzi di progetto Le previsioni di espansione residenziale del precedente Piano sono sovradimensionate, a bassa densità e ad alto consumo di suolo: infatti, su circa 1600 nuovi alloggi, la metà sono ricavati convertendo ad uso residenziale 230000 mq di territorio agricolo.
L'offerta residenziale della Bozza, vista la dinamica demografica di Cividale, mira a limitare quantitativamente le previsioni del Piano Vígente, con alcuni miglioramenti qualitativi:
- non consumare territorio agricolo;
- riqualificare alcune zone residenziali di completamento con una normativa dettagliata;
- differenziare l'offerta di aree residenziale private e pubbliche, ma sempre destinate, come si è detto, a tutta la gamma degli operatori pubblici e privati.
I tre indirizzi sono collegati tra loro. Infatti il procedimento di urbanizzazione pubblica di una parte delle aree residenziali serve - oltre che a contenere i prezzi degli alloggi - a garantire una progettazione e un'esecuzione ordinata, craindi una migliore qualità urbana. Questo risultato si ottiene perché l'amministrazione comunale, diversamente dal caso delle realizzazioni su aree private, ha la possibilità di controllare i tempi e le modalità di esecuzione.
Ne risulta una previsione di circa 1200 nuovi alloggi., che soddisfano abbondantemente il fabbisogno abitativo calcolato per i prossimi anni.
L'offerta residua di aree residenziali private deriva dalla conferma di alcune previsioni di espansione del Piano vigente e dal completamento delle aree libere nel tessuto residenziale consolidato.
L'offerta di aree residenziali pubbliche è ricavata dalla riconversione funzionale di alcune aree industriali e militari in via di dismissione. Per conseguenza, alcune previsioni terziarie non attuate non vengono confermate. L'offerta di aree produttive può essere interamente ricondotta all'iniziativa pubblica, sottoponendo a Piano degli Insediamenti Produttivi (PIP) sia le previsioni non attuate del piano vigente sia quelle individuate dal nuovo piano regolatore.MANCATE ATTUAZIONI DEL PIANO VIGENTE NUOVE DESTINAZIONI URBANISTICHE
STANDARD NON ATTUATI NEL C.S. 74.700 mq STANDARD DI PROGETTO NEL C.S. 74.700 mq
STANDARD NON ATTUATI 487.600 mq STANDARD DI PROGETTO 306.700 mq
ARTIGIANALE DI PROGETTO 30.900 mq
AGRICOLO 150.000 mq
MILITARI IN VIA DI DISMISSIONE 150.000 mq STANDARD DI PROGETTO 22.000 mq
TERZIARIO 42.700 mq
ESPANSIONE RESID. PUBBLICA 85.300 mq
ESPANSIONE RESID. NON ATTUATA 229.000 mq TERZIARIO 7.600 mq
STANDARD DI PROGETTO 14.800 mq
ESPANSIONE RESID. PUBBLICA 15.300 mq
ESPANSIONE RESID. PRIVATA 65.600 mq
AGRICOLO 125.700 mq
LOTTI LIBERI NELLE ZONE, B ** 102.100mq RESIDENZA DI COMPLETA-MENTO 69.700 mq
AGRICOLO 32.400 mq
TERZIARIO NON ATTUATO 123.000 mq TERZIARIO 17.200 mq
ESPANSIONE RESID. PUBBLICA 15.300 mq
ARTIGIANALE DI PROGETTO 39.200 mq
AGRICOLO 51.300 mq
PRODUTTIVO NON ATTUATO 270.700 mq PRODUTTIVO DI ESPANSIONE 270.700 mq
NUOVE DESTINAZIONI URBANISTICHE MANCATE ATTUAZIONI DEL PIANO VIGENTE
STANDARD DI PROGETTO NEL C.S. 74.700 mq STANDARD DI PROGETTO NON ATTUATI 74.700 mq
STANDARD DI PROGETTO 343.500 mq MILITARI 22.000 mq
ESPANSIONE RESID. NON ATTUATA 14.800 mq
STANDARD NON ATTUATI 306.700 mq
ESPANSIONE RESID. PUBBLICA 115.900 mq TERZIARIO E RESID. NON ATTUATO 30.600 mq
MILITARI 85.300 mq
ESPANSIONE RESID. PRIVATA 65.600 mq ESPANSIONE RESID. NON ATTUATA 65.600 mq
RESIDENZA DI COMPLETAMENTO ** 69.700 LOTTI LIBERI NELLE ZONE B ** 69.700 mq
TERZIARIO 67.500 mq TERZIARIO E RESID. NON ATTUATO 15.200 mq
MILITARI 42.700 mq
TERZIARIO NON ATTUATO 9.600 mq
ARTIGIANALE DI PROGETTO 70.100 mq STANDARD NON ATTUATI 30.900 mq
TERZIARIO NON ATTUATO 39.200 mq
PRODUTTIVO DI ESPANSIONE (P.I.P.) 270.700 mq PRODUTTIVO NON ATTUATO 270.700 mq
AGRICOLO DI PROGETTO 359.400 mq TERZIARIO NON ATTUATO 51.300 mq
LOTTI LIBERI NELLE ZONE B 32.400 mq
ESPANSIONE RESID. NON ATTUATA 125.700 mq
STANDARD NON ATTUATI 150.000 mq
**questo valore è calcolato in via teorica come segue:
LOTTI LIBERI RILEVATI SULLA CARTOGRAFIA DEL 1993 141.500 mqPER VOLUMI POTENZIALMENTE EDIFICABILI NEL '93 (supposto indice f. =1,5mc/mq) 212.250 mc
VOLUMI EDIFICATI DAL 1993 AL 1996 59.100 mc
PER VOLUMI POTENZIALMENTE EDIFICABILI NEL 1996 153.150 mc
da cui si determinano i mq teoricamente liberi in ZONA B 102.100 mq
da questo valore si tolgono i lotti liberi da destinare ad uso agricolo 32.400 mq
ottenendo i mq liberi da destinare a completamento residenziale 69.700 mq
APPLICAZIONI DEL D.R. 126/95 AGLI STRUMENTI URBANISTICI
Il D.R. 126/95 fissa i rapporti standard fra gli spazi destinati a servizi e la Capacità Insediativa Teorica, articolandoli secondo sei classi di questa e secondo diverse aree territoriali. Cividale, in quanto comune di rilevanza regionale, è classificata tra i comuni dell'area territoriale A (art.7 D.R.). La sua Capacità Insediativa Teorica è compresa tra 10.000 e 20.000 abitanti; ne segue che i rapporti standard non devono essere inferiori alla tabella che segue:
Attrezzature per viabilità e trasporti 3, 5 mq/ab
Attrezzature per il culto la vita sociale e la cultura 2,5 mq/ab
Attrezzature per l'istruzione 3,5 mq/ab
Attrezzature per l'assistenza e la sanità 2 mq/ab
Attrezzature per il verde, lo sport e gli spettacoli 12 mq/ab
TOTALE standard dovuti 23,5 mq/abLa Capacità Insediativa Teorica di Cividale è stata determinata per lo stato attuale, per il Piano Vigente e per la Bozza, dopo averne calcolati i rispettivi volumi residenziali esistenti e potenziali.
STATO ATTUALE: VOLUMI ESISTENTI
superficie tot alloggi occupati mq 456.494
numero stanze occupate n. 21.320
sup. media per stanza = alloggi occup./stanze occup. mq/st 21,4
volume medio per stanza = 3 x sup. media per stanza mc/st 64,2
volume medio per alloggio = vol/stanza x st./alloggio c/all 327,61
numero totale stanze al 1991 n. 22.900
stanze aggiunte dal 1991 al 1996 (vol 96 64,2) st. 1.695
stanze esistenti al 1996 st. 24.595volume residenziale esistente al 1991 mc 1.470.973
volume residenziale costruito dal 1991 al 1996 mc 108.800
volume residenziale esistente al 1996 mc 1.579.773volumi realizzati dal 1991 al 1996 RESIDENZA
1991 mc 19.100
1992 mc 30.600
1993 mc 19.000
1994 mc 19.800
1995 mc 9.600
1996 mc 10.700
tot mc 108.800PIANO VIGENTE: POTENZIALITA' RESIDENZIALE RESIDUA
residenza realizzabile nell'attuale Italcementi
Superficie territoriale mq 45.800
Indice territoriale mc/mq 4,0
quota parte di superficie residenziale 50% mq 22.900
volume residenziale potenzialmente realizzabile mc 91.600
considerando 328 mc/all si ottengono alloggi all. 279
zone di espansione residenziale non attuate
Superficie territoriale mq 229.000
Indice territoriale mc/mc 1,2
volume residenziale potenzialmente realizzabile MC 274.800
considerando 328 mc/all si ottengono alloggi all. 838
aree libere del tessuto residenziale consolidato
Superficie territoriale mq 102.100
Indice fondiario ( per la maggior parte completam. C) mc/mq 1,5
volume realizzabile al 96 mc 153.150
considerando 328 mc/all si ottengono alloggi all. 467
Totale volumi residenzialì ancora realizzabili mc 519.550
considerando 328 mc/all si ottengono gli
ALLOGGI REALIZZABILI DAL PIANO VIGENTE: 1.584BOZZA DI PIANO: POTENZIALITA' RESIDENZIALE
OFFERTA PUBBLICA ALLOGI: 707
residenza pubblica nell'attuale italcementi
Superficie territoriale mq 45.800
quota parte di superficie residenziale 2/3 St mq 30.600
Indice territoriale di progettò mc/mq 2,0
volume residenziale potenzialmente realizzabile mc 61.200
considerando 328 mc/all si ottengono alloggi all. 187
residenzia pubblica nelle ex caserme
Superficie territoriale mq 128.000
quota parte di superficie residenziale 2/3 St mq 85.300
Indice territoriale di progetto mc/mc 2,0
volume residenziale potenzialmente realizzabile mc 170.600.
considerando 328 mc/all si ottengono alloggi all 520
OFFERTA PRIVATA ALLOGGI 619
aree libere del tessuto residenziale consolidato
Superficie mq 69.700
Indice fondiario di progetto mc/mq 1,5
volume realìzzabile al 96 mc 104.550
considerando 328 mc/all si ottengono alloggi all. 319
aree di espansione residenzìale privata
Superficie mq 65.600
Indice territoriale di progetto mc/mq 1,5
volume realizzabile mc 98.400
considerando 328 mc/all si ottengono alloggi all 300
aree dì riqualificazione in zona B
volume realizzabile (stima) mq 26.200
considerando 328 mc/all si ottengono alloggi all 80
Totale volumi residenziali realizzabili mc 399.750
considerando 328 mc/all si ottengono gli
ALLOGGI REALIZZABILI DALLA BOZZA 1.219Le categorie di servizi da computare nella verifica degli standard
Il Decreto Regionale distingue i servizi e le attrezzature collettive nelle due categorie comunale e sovracomunale, specificando che la verifica degli standard va fatta solo per la categoria comunale.servizi a scala comunale Essi devono essere previsti con l'osservanza dei rapporti standard posti dal D.R. e sono così elencati:
l. attrezzature per la viabilità e trasporti ( compresi i parcheggi a servizio della città)
2. attrezzature per il culto, la vita associativa e la cultura (chiese, municipio, uffici comunali, uffici postali, difesa civile, vigili urbani, vigili del fuoco, pubblica sicurezza, ecc.)
3. attrezzature per l'istruzione (asilo nido, scuola materna, scuola elementare, scuola media)
4. attrezzature per l'assistenza e al sanità (attrezzature sanitarie di base, consultorio, comunità per minori, centri di aggregazione giovanile, centri di accoglienza, centri per assistenza ad anziani e disabili, cimiteri)
S. attrezzature per il verde, lo sport, gli spettacoli all'aperto (verde di arredo urbano, piste ciclabili, verde di-quartiere, parchi urbani)
6. servizi tecnologici (impianti per il gas, l'elettricità, il trasporto pubblico locale, magazzini, mercati coperti, depuratori, discariche)
Le superfici a standard, esistenti e previsti, nell'ambito delle aree edificate od urbanizzate possono essere computate, ai fini del rispetto dei valori standard, in misura doppia di quella effettiva.servizi a scala sovracomunale Essi non vanno computati ai fini della verifica degli standard; il Decreto Regionale li elenca come segue:
1. parcheggio di interscambio
2. stazione per autolinee extraurbane
3. centro culturale
4. teatro
S. centro scolastico di scuola media superiore
6. università
7. servizio sanitario poliambulatoriale
8. ospedale
9. parco territoriale
l0. impianti per lo smaltimento di rifiutiSERVIZI A SCALA SOVRACOMUNALE ESCLUSI DALLA VERIFICA DEGLI STANDARD
servizi esistenti
CONVITTO NAZIONALE mq 35.000
IPSIA mq 1.900
CENTRO SCOL SECONDARIO mq 248.600
LICEO GINNASIO mq 700
OSPEDALE mq 59.200
POLIAMBULATORIO mq 6.400
INCENERITORE mq 6.100
TOTALI mq 357.900
servizi non attuati dal Piano
AMPLIAMENTO CENTRO SCOL.SECONDARIO mq 54.200
VARIE mq 60.500
TOTALI mq 114.700
servizi previsti dalla Bozza
AMPLIAMENTO CENTRO SCOL. SECONDARIO mq 69.000
STAZIONE mq 9.000
AUTOSTAZIONE mq 7.500
PARCHEGGIO DI INTERSCAMBIO mq 13.100
TOTALI mq 98.600
LA CAPACITA' INSEDIATIVA RESIDENZIALE TEORICA MASSIMA: CIRTM
La Capacità Insediativa Residenziale Teorica Massima esprime la quantità massima di abitanti insediabili nelle zone residenziali. Si calcola dividendo i volumi residenziali per il volume unit. /Stanza e dividendoli per l'indice di affollamento. L'indice di affollamento deriva dall'ISTAT e dalle previsioni che il Comune fa su un decennio.
STATO ATTUALE
VOLUMI RESIDENZIALI ESISTENTI nel 96 Ve 1.579.773
VOLUME UNITARIO PER STANZA (da rilevazioni ISTAT, mc/stanza) Vu 64,2
STANZE RESIDENZIALI ESISTENTI nel 96 STe 24.595
INDICE DI AFFOLLAMENTO abitanti/stanza) A 0,5
CAPACITA' INSEDIATIVA RESIDENZIALE TEORICA MASSIMA (ST X A) cirtm 12.298PIANO VIGENTE
VOLUMI RESIDENZIALI ESISTENTI nel 96 Ve 1.579.773
VOLUMI RESIDENZIALI PREVISTI DAL PIANO VP 519.550
VOLUMI RESIDENZIALI TOTALI (Ve+Vp) Vtot 2.099.323
VOLUME UNITARIO PER STANZA ( da rilevazioni ISTAT, mc/stanza) Vu 1 64,2
STANZE RESIDENZIALI ESISTENTI nel 96 STe 24.595
STANZE RESIDENZIALI PREVISTE ( Vp/Vu) STp 8.093
STANZE RESIDENZIALI TOTALI (STe+STP) ST 32.688
INDICE DI AFFOLLAMENTO abitanti/stanza) A 0,
CAPACITA' INSEDIATIVA RESIDENZIALE TEORICA MASSIMA (ST X A) cirtm 16.344
BOZZA
VOLUMI RESIDENZIALI ESISTENTI nel 96 Ve 1.579.773
VOLUMI RESIDENZIALI PREVISTI DALLA BOZZA Vp 399.750
VOLUMI RESIDENZIALI TOTALI (Ve+Vp) Vtot 1.979.523
VOLUME UNITARIO PER STANZA ( da rilevazioni ISTAT, mc/stanza) Vu 64,2
STANZE RESIDENZIALI ESISTENTI nel 96 STe 24.595
STANZE RESIDENZIALI PREVISTE ( Vp/Vu) STp 6.227
STANZE RESIDENZIALI TOTALI (STe+STp) ST 30.822
INDICE DI AFFOLLAMENTO abitanti/stanza) A 0,5
CAPACITA' INSEDIATIVA RESIDENZIALE TEORICA MASSIMA (ST X A) cirtm 15.411
LA VERIFICA DEGLI STANDARD
Gli standard dovuti ex D.R. 126/95 si determinano moltiplicando il limite minimo di 23,5 mq/ab per i valori del CIRTM calcolati per lo stato attuale, il Piano Vigente e la Bozza.STANDARD DOVUTI ALLO STATO ATTUALE mq 289.003
SERVIZI ESISTENTI NEL CENTRO STORICO mq 90.100
SERVIZI ESISTENTI FUORI DAL CENTRO STORICO mq 511.100
TOTALE STANDARD ESISTENTI (COMUNALI E SOVRACOMUNALI) mq 601.200STANDARD COMUNALI ESISTENTI DA ESCLUDERE mq 357.900
TOTALE STANDARD ESISTENTI A SCALA COMUNALE NEL 1996 mq 243.500STANDARD DOVUTI SECONDO IL PIANO VIGENTE mq 384.084
SERVIZI NON ATTUATI NEL CENTRO STORICO mq 74.700
SERVIZI NON ATTUATI FUORI DAL CENTRO STORICO mq 487.600
TOTALE STANDARD NON ATTUATI DAL PIANO (COM.E SOVRACOM.) mq 562.300STANDARD SOVRACOMUNALI PREVISTI DA ESCLUDERE mq 114.400
STANDARD PREVISTI A SCALA COMUNALE mq 447.600
TOTALE STANDARD ESISTENTI E PREVISTI DAL PIANO mq 690.900STANDARD DOVUTI DALLA BOZZA mq 362.159
SERVIZI DI PROGETTO NEL CENTRO STORICO mq 74.700
SERVIZI DI PROGETTO FUORI DAL CENTRO STORICO mq 343.500
TOTALE STANDARD PREVISTI DALLA BOZZA (COM. E SOVRACOM.) mq 418.200STANDARD SOVRACOMUNALI PREVISTI DA ESCLUDERE mq 98.600
STANDARD PREVISTI A SCALA COMUNALE mq 319.600
TOTALE STANDARD ESISTENTI E PREVISTI DALLA BOZZA mq 562.900Queste tabelle portano alle seguenti considerazioni:
- gli standard esistenti a Cividale sono lievemente inferiori a quanto disposto dal decreto Regionale, ma comunque sufficienti alla collettività, se sommati ai 360.000 mq di servizi sovracomunali;
- le previsioni del Piano vigente risultano sovradimensionate (tenuto conto anche del fatto che allora vi erano riferimenti normativi diversi) e nella Bozza vengono ridotte in modo da compensare la lieve insufficienza rilevata allo stato attuale.10 - I parcheggi di accesso al centro storico La tavola 6.6 mostra un possibile insieme di previsioni di parcheggio intorno al centro storico. Tutte le previsioni obbediscono al criterio di essere alimentabili dall'esterno, per evitare di impegnare la viabilità interna. Le nuove previsioni riguardano:
- la zona di piazza Resistenza, nella quale è prevista la conferma del parcheggio esistente, con una diversa sistemazione a verde e un nuovo parcheggio in un'area compresa fra le mura e la via Manzano;
- la zona di borgo San Pietro, nella quale sono previsti due piccoli parcheggi e un percorso pedonale di collegamento;
- la zona compresa fra viale Libertà, via monte Nero e le mura, nella quale è previsto un nuovo parcheggio;
fornendo complessivamente circa 400 nuovi posti auto.
Sulla base di queste previsioni è stato possibile formulare un possibile bilancio delle necessità di parcheggio per il centro storico.
La domanda complessiva di parcheggi, valutata ad attuazione compiuta delle previsioni di P.R.G., deriva da tre addendi:
1. parcheggi per gli abitanti del centro storico;
2. parcheggi per le persone che lavorano nel centro storico (usi lavorativi);
3. parcheggi per le persone che hanno la necessità di accedere al centro storico per di-versi scopi (turistici, per usufruire delle possibilità terziarie pubbliche e private, ecc.)
Per il primo addendo occorre rIferirsi al numero complessivo di famiglie residenti nel centro: circa 920 al 1997. Il dato è ottenuto partendo dai dati dei residenti rilevati dalL'ufficio anagrafe (circa 2300 abitanti) ed ipotizzando un numero medio di 2,5 persone/famiglia. Calcolando un'auto e mezzo per famiglia si ottiene una domanda di 1380 posti auto.
Per il secondo addendo si parte dal numero di lavoratori nel commercio, nei servizi, nel terziario valutato in 717 unità (in base al Piano del Traffico del 1995 incrociato con i rilevamenti delle sezioni censuarie del censimento del 1991) : Calcolando un turn-over dì due automobili per posto auto al giorno, si ottiene una domanda di 360 posti auto.
Per il terzo addendo è difficile stimare una domanda, che dipende da situazioni casuali e soggette a picchi durante l'arco di un anno (si pensi soprattutto alle frequenze turistiche) . Non avendo a disposizione elementi quantitativi certi, si sono stimati due utenti occasionali per ogni addetto nel centro storico, ottenendo cosi 1434 unità ìn entrata. Ipotìzzando un turn-over di cinque automobili per posto auto al giorno si stima un fabbisogno di 287 posti auto.
L'offerta a disposizione, valutata ad attuazione del P.R.G., è articolata in:
1) parcheggi in box privati o all'interno degli spazi a cortile di pertinenza;
2) parcheggi in spazi pubblici stradali (vie e piazze);
3) parcheggi in nuove attrezzature di nuova progettazione.
La prima quota, fisiologica, derivante dalle capacità di assorbimento del tessuto edilizio storico e non (cortili con accesso carrabile e spazi al piano terra utilizzabili nel rispetto della futura normativa di P.R.G. ) è valutabile utilizzando i dati di un censimento notturno di massima delle auto posteggiate su sede stradale e nelle aree parcheggio durante un giorno infrasettimanale, da cui si rileva la presenza di 425 automobili in sosta. In linea di massima si possono stimare 955 posti auto compresi nell'offerta n°1.
La seconda quota derivante dagli usi attuali del tessuto stradale può contare attualmente su 1150 posti auto complessivi a disposizione (dato della Bozza del piano del traffico del 1995). Tenendo conto della necessità di diminuire drasticamente tali spazi per aumentare la qualità ambientale complessiva e salvaguardare l'integrità di alcuni luoghi particolari invasi dai veicoli, si può calcolare una riduzione del 60% all'interno del centro, il che porta l'offerta n°2 ad un totale di 460 posti auto.
Per quanto riguarda la terza quota, la presente bozza prevede una serie di progetti speciali a corona del centro storico per complessivi 397 posti auto.PARCHEGGI ROTAZIONE VENDITA TOTALE
Viale Libertà 108 - 75 - 183
Piazza Resistenza 42 - 30 - 72
Via Manzano 20 - 15 - 35
Borgo San Pietro 62 - 45 - 107
TOTALE 232 - 165 - 397Bilancio di parcheggi per le funzioni residenziali
La domanda di 1380 posti auto deve essere soddisfatta tenendo conto di due tipologie di sosta diverse.
La prima è formata da un posto auto che resta a disposizione sia nelle ore diurne che nelle notturne; è il caso del box privato, del posto a disposizione in forma permanente all'interno di un parcheggio attrezzato, di un edificio di abitazione o di un cortile: si tratta di posti auto pertinenziali di completa proprietà privata, utilizzabili quindi senza limitazioni, con un valore intrinseco molto alto paragonabile a quello di un'abitazione.
La seconda è formata da posti auto a disposizione nelle sole ore notturne (dalle ore 20 alle ore 8, ad esempio), disponibili sotto forma di abbonamento, riservati ai soli residenti nella città storica; tali posti devono essere liberati nelle ore diurne perché entrano a disposizione per altre necessità con il sistema della rotazione: si tratta dei posti auto in superficie negli spazi stradali e a disposizione nei parcheggi riorganizzati e posti a corona del centro (fermi restando quelli di cui alla tipologia precedente). Tali posti possono essere utilizzabili con un esborso mensile modesto.
Tutti i parcheggi, devono essere collocati ad una distanza ragionevole, percorribile pedonalmente dai luoghi di abitazione.
Di queste due tipologie solo la prima risponde effettivamente alle necessità di sosta di una famiglia, pur esserndo estremamente dispendiosa in termini economici: le famiglie che non dispongono di un posto nel proprio edificio o cortile devono acquistarlo a costi elevati. Problemi di ordine economico, presenti anche in prospettiva, non consentiranno a tutte le famiglie di dotarsi con parcheggi del primo tipo. Ipotizziamo una ripartizione della domanda a metà tra i due tipi.PARCHEGGI RESIDENZIALI DOMANDA OFFERTA
PARCHEGGI DI PRIMA TIPOLOGIA 690
NEI CORTILI ED AI PIANI TERRA DEGLI EDIFICI 525 *
NEI PARCHEGGI ATTREZZATI - ORE NOTTURNE E DIURNE 165
TOTALE 1a TIPOLOGIA 690PARCHEGGI DI SECONDA TIPOLOGIA 690
NELLE SEDI STRADALI - ORE NOTTURNE 460
NEI PARCHEGGI ATTREZZATI - ORE NOTTURNE 232
TOTALE 2a TIPOLOGIA 692TOTALE COMPLESSIVO 1380 - 1382
*Si tratta del 55% dei posti complessivamente a disposizione; l'altro 45% è a disposizione dei luoghi di lavoro per uffici, enti e istituzioni, ed è riportata nel successivo bilancio.
Bilancio dei parcheggi per le funzioni di lavoro (addetti)
La domanda di 360 posti auto fa riferimento a necessità che maturano nelle ore diurne e deve essere collocata preferibilmente a brevi distanze dai luoghi di lavoro percorribili pedonalmente.
L'offerta di posti auto nelle sedi stradali e nei parcheggi è limitata alle ore diurne: indicativamente dalle ore 8 alle ore 20.
PARCHEGGI FUNZIONI LAVORO DOMANDA OFFERTA 360
NEI CORTILI ED AI PIANI TERRA DEGLI EDIFICI 430 **
NELLE SEDI STRADALI - ORE DIURNE 230
NEI PARCHEGGI ATTREZZATI - ORE DIURNE 116TOTALE COMPLESSIVO 360 - 776
** Si tratta del 45% dei posti complessivamente a disposizione. L'altro 55% è a disposizione per le funzioni residenziali, ed è riportata nel precedente bilancio.
Bilancio di parcheggi per le persone che accedono al centro (utenti)
La domanda di 287 posti auto fa riferimento anche qui a necessità che maturano nelle ore diurne, pur venendo a mancare il requisito fondamentale della vivinanza a raggio pedonale.
Per queste necessità saranno offerti luoghi a brevissima distanza dal luogo di accesso (nelle sedi stradali), a breve (nei parcheggi attrezzati). Possono eventualmente essere presi in considerazione anche parcheggi più distanti dal centro storico, perché l'utente occasionale è disposto, in caso di necessità, a percorrere una distanza pedonale più lunga.
L'offerta di posti auto nelle sedi stradali e nei parcheggi attrezzati è anche qui limitata alle ore diurne: indicativamente dalle ore 8 alle ore 20.
PARCHEGGI PER PERSONE CHE ACCEDONO AL CENTRO DOMANDA OFFERTA 287
IN ALTRE ATTREZZATURE DISTANTI DAL CENTRO
NELLE SEDI STRADALI - ORE DIURNE 230
NEI PARCHEGGI ATTREZZATI - ORE DIURNE 116TOTALE COMPLESSIVO 287 - 346
RIEPILOGO GENERALE
DOMANDA OFFERTA
Funzioni residenziali 1380 nei cortili e piani terra delgi edifici 955
Per addetti 360 negli spazi stradli - notte 460
Per utenti 287 negli spazi stradli - giorno 460
Nei parcheggi attrezzati (in vendita) 165
Nei parcheggi a rotazione - giorno 232 nei parcheggi a rotazione - notte 232TOTALE 2.027 - 2.504
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